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Marche

Samb, le parole di Donati e Porchia

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“Sono molto entusiasta, non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura” Sono le prime parole in rossoblù di mister Massimo Donati – Devo ringraziare il presidente, i suoi soci e il nuovo direttore sportivo per avermi scelto – Sono molto carico. Questa è una piazza importante, calorosa e giustamente molto esigente, tutto questo mi dà grande stimoli. L’imperativo, però, sarà uno solo: lavorare con massima dedizione di concerto con dirigenza, staff, addetti ai lavori e giocatori. Donati, dopo diverse esperienze in vari settori giovanili scozzesi, ha ricoperto il ruolo di allenatore in seconda nel Kilmarnock, squadra di prima divisione, sempre in Scozia. “Esperienze che mi hanno insegnato molto ma non vedevo l’ora di aver un’opportunità come questa in Italia. Nei prossimi giorni parleró con i giocatori e con tutta la famiglia rossoblù. Ho visionato molte partite della scorsa stagione della Samb e ho già in mente come muovermi per quanto riguarda l’aspetto tecnico”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Sandro Porchia, fresco di carica da ds – Con il presidente Renzi c’è stato un colloquio qualche giorno fa e abbiamo subito condiviso lo stesso grandissimo entusiasmo. Poter lavorare per la Samb è per me motivo di grande orgoglio: ho avuto modo di conoscere da calciatore questa gloriosa piazza e non serve aggiungere altro. L’obiettivo principale? Riportare entusiasmo in in città e lavorare di gruppo: voglio condividere con tutta la società il percorso che intendo portare avanti. Anche io non vedo l’ora di iniziare”.

Fermo

Amandola, arrestato autore di incendio doloso

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AMANDOLA – A seguito di alcuni episodi di incendio doloso ad opera di ignoti, con conseguente danneggiamento di materiale di varia natura presso edificio privato, nonché di veicoli  presso parcheggio pubblico coperto, perpetrati nel comune di Amandola, nella prima metà del mese in corso, sono stati avviati da parte della Compagnia Carabinieri di Montegiorgio servizi mirati, al fine di individuare gli autori dei fatti. 

Nella serata di ieri 25 u.s., i militari della locale Stazione Carabinieri diretti dal Luogotenente Raffaele Petitto, unitamente a quelli del dipendente Norm Coordinatio dal S. t. Ferdinando Filippeli, a seguito dell’ennesimo servizio, ponevano fine alla serie di incendi che avevano destato allarme tra i residenti, traendo in arresto un 70enne del luogo, sorpreso ad appiccare l’incendio all’interno dello stesso parcheggio “San Francesco” ove già nei giorni scorsi erano stati dati alle fiamme tre veicoli. L’incendio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi in quanto le fiamme avevano già lambito la parte posteriore di unodei veicoli ivi parcheggiati, grazie ai servizi predisposti dai carabinieri e all’intervento  dei VV.F. non aveva conseguenze più gravi. 

L’arrestato, su disposizione del Sost. Proc. Di turno, della Procura di Ascoli Piceno, è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

La presenza costante dei militari dell’Arma sul territorio e la prossimità ai cittadini, si dimostra ancora una volta quale attività imprescindibile per reprimere evernti delittuosi e garantire la sicurezza della collettività.  

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Fermo

Fermo: 11 multe su strada, una patente ritirata e spaccio di droga

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FERMO – Sono senza sosta, ormai quasi quotidiane, le attività della Squadra Mobile fermana per il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti ed alla piaga del sempre maggiore utilizzo di droga.

Ancora controlli, pedinamenti, appostamenti e interventi mirati nei confronti degli spacciatori che ormai, come già detto, preferiscono zone defilate della provincia ma ben collegate.

Anche ieri, un altro colpo che ha portato al sequestro di sostanza stupefacente ed alla denuncia dello spacciatore all’Autorità Giudiziaria.

Il luogo, come già rilevato in precedenza, un’area collinare a sud di Fermo alla quale gli investigatori della Squadra Mobile sono arrivati attraverso accurate indagini e dove, dopo un appostamento, sono riusciti ad individuare il momento della cessione.

Arriva un soggetto a bordo della propria autovettura; dalla casa singola esce un uomo di circa quarant’anni che lo accoglie e lo fa entrare nel cortile. Dopo qualche parola, i due si avvicinano ad una piccola catasta di legna da ardere, apparentemente prelevano qualcosa poi un saluto veloce e l’ospite si allontana dalla casa sulla propria auto.

Un “copione” ormai noto e mentre un equipaggio della Squadra Mobile segue per alcune centinaia di metri il possibile acquirente, un altro resta in appostamento in attesa del risultato.

Il controllo del primo soggetto ha avuto esito positivo, portando al rinvenimento di un involucro di sostanza stupefacente che la Polizia Scientifica ha successivamente riscontrato essere cocaina per un peso di poco inferiore a 1,5 grammi.

Di fronte all’evidenza, l’acquirente ha ammesso di essere un saltuario assuntore di quella sostanza ma non ha fornito alcuna informazione sul luogo dove si era fornito, ammettendo, comunque, di averla pagata 80 euro.

Ha, inoltre, dichiarato che normalmente, fino a mesi fa, si riforniva a Lido Tre Archi ma anche ieri aveva provato ad acquistarla in quel quartiere ma c’era “troppa Polizia” e quindi, da tempo, aveva trovato altre fonti di approvvigionamento.

La droga è stata sequestrata, l’uomo segnalato alla Prefettura e la patente di guida è stata ritirata.

Primo esito positivo. Secondo step, perquisizione a casa del cedente, nel frattempo individuato quale soggetto con specifici precedenti per reati in materia di stupefacenti.

La ricerca negli ambienti interni non ha portato al ritrovamento di droga ma, se lo spacciatore dispone di un’area esterna nella quale occultare la merce, i segugi della Squadra Mobile sanno che spesso è proprio lì che viene occultata.

Infatti, all’esterno dell’abitazione, tra i rami di una siepe, sono stati trovati quattro piccoli “blocchi” di sostanza stupefacente, repertata dalla Scientifica quale cocaina, del peso netto di poco inferiore a 20 grammi oltre ad un bilancino di precisione per la preparazione delle dosi, sostanza compatibile con quella sequestrata poco prima all’acquirente.

Droga e bilancino sequestrati, possessore denunciato all’Autorità Giudiziaria per la detenzione ai fini dell’accertato spaccio e per la violazione dell’ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale nel quale è irregolare.

Questo l’ennesimo report di uno dei quasi quotidiani interventi della Squadra Mobile fermana nel contrasto alla criminalità diffusa, in particolare allo spaccio, al quale si aggiungono le continue attività contro la delinquenza predatoria e quelle, anch’esse praticamente quotidiane, per i casi di violenza; impegno senza fine ma anche risultati positivi senza soluzione di continuità.

Ripartendo dall’affermazione “troppa Polizia” riferita dall’assuntore di droga, in effetti anche nella giornata di ieri il quartiere di Lido Tre Archi è stato, ancora, l’obiettivo dei mirati controlli di sicurezza disposti dal Questore nell’area costiera.

Operatori della Polizia di Stato, con la collaborazione di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Pescara e l’unità cinofila della Guardia di Finanza hanno effettuato posti di controllo e verifiche dinamiche sulle strade e nelle aree di aggregazione spontanea, negli androni dei palazzi e nelle pertinenze condominiali segnalate dai residenti quali bivacchi di soggetti dediti a traffici illeciti.

Se nella giornata di ieri la Polizia di Stato fermana ha identificato, malgrado il clima avverso, circa 160 persone, sottoposto a verifica più di 120 veicoli e contestato 11 violazioni al codice della strada, la metà dei numeri sopra riportati è riferito ai controlli nel quartiere costiero del capoluogo provinciale.

Nel corso delle attività, in via Mattarella, in base alle indicazioni dei residenti, è stata verificata la possibile occupazione abusiva di un locale nel quale vi sono i contatori elettrici di uno stabile all’interno del quale erano stati visti 7 soggetti senza fissa dimora.

Effettivamente è stata riscontrata la presenza di materassi e oggetti personali riferibili a più individui ma era presente solo un cittadino nordafricano, già noto alle Forze di polizia, che è stato allontanato ed il locale è stato messo in sicurezza dall’amministratore condominiale.

Anche le attività di sicurezza a Lido Tre Archi proseguiranno senza sosta.

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Ascoli Piceno

San Benedetto del Tronto: 50enne minaccia di buttarsi dal balcone, salvato

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Personale dipendente del Commissariato di San Benedetto del Tronto espletava nella serata 19 ottobre un complicato intervento di soccorso, a favore di un uomo di circa 50 anni, disperato per la morte della propria madre che, per attuare un proposito di suicidio minacciava di lanciarsi dal balcone della propria abitazione.

In particolare i due operatori della Volante, notiziati dalla locale sala operativa, si portavano tempestivamente presso l’abitazione sita in zona centro commerciale La Fontana. Sul posto dopo aver suonato ripetutamente al campanello della persona interessata, senza però ottenere nessuna risposta, salivano repentinamente le scale e una volta giunti al terzo piano, trovavano davanti ai propri occhi un uomo visibilmente agitato che alla vista dei poliziotti senza proferire parola, si voltava celermente rientrando in casa, avvicinandosi con fare minaccioso alla finestra aperta della camera da letto.

A quel punto gli agenti, intuito l’intento dell’uomo, saltavano prontamente sul letto, allo scopo di intercettare l’azione suicida, riuscendo a bloccare lo stesso impedendogli di compiere l’atto estremo, significando che in quei pochi attimi l’uomo aveva già oltrepassato la portafinestra ed era giunto ormai nei pressi della ringhiera, sporgendosi verso il vuoto ad un altezza di circa 10 metri.

Con non poche difficoltà i poliziotti riuscivano a vincere la resistenza dello stesso, riuscendo a condurlo al sicuro all’interno dell’appartamento. Infatti, con un approccio empatico e rassicurante riuscivano a tranquillizzare l’uomo e ad acquisire la sua fiducia. Pertanto lo stesso, dapprima ringraziava i poliziotti per averlo salvato da morte certa e contestualmente confidava agli agenti i propri problemi scaturiti dopo la morte della madre, avvenuta circa un anno prima, ragione per cui nella serata assalito dallo sconforto, decideva di farla finita e di volersi buttare dal balcone.

Dopo poco, giungeva sul posto personale sanitario, e l’uomo acconsentiva ad essere accompagnato presso il locale nosocomio, dove veniva successivamente ricoverato nel reparto psichiatrico, a condizione che rimanesse in compagnia dei poliziotti con i quali si sentiva al sicuro, richiedendo altresì agli stessi di occuparsi di dar da mangiare alla sua cagnolina che sarebbe rimasta sola.

La cagnolina dopo essere stata rifocillata veniva affidata alla vicina di casa.

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