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Teramo

Teramo: furti, prostituzione minorile e pornografia. Espulso 41enne

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TERAMO – Nella giornata di ieri, 14 luglio, è stata data dai Poliziotti della Questura esecuzione al provvedimento di espulsione del Prefetto di Teramo nei confronti di un cittadino albanese di 41 ,anni dimesso dalla locale Casa Circondariale.

L’uomo era stato condannato a 10 anni e 10 mesi di reclusione e alla pena pecuniaria di 90 mila euro.

Prostituzione minorile, pornografia minorile, sequestro di persona, furti in abitazioni e immigrazione clandestina sono i gravi reati di cui si era reso responsabile nel tempo il cittadino albanese, prima di essere rintracciato ed arrestato.

Considerata la pericolosità del soggetto, per la maggiore sicurezza del personale e per evitare l’evasione del predetto, il Questore ha disposto per lo stesso una scorta rinforzata.

Abruzzo

Infermieri, al congresso Fnopi premiazione di due progetti della Asl di Teramo

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giornata sollievo 31 maggio

TERAMO – Fa tappa a Teramo il congresso nazionale itinerante anti-Covid della Federazione Nazionale Ordine Professioni Infermieristiche Fnopi, sabato prossimo 25 settembre, dalle ore 10, al Parco della Scienza, con la partecipazione delle rappresentanze istituzionali regionali e universitarie.

I 20 appuntamenti itineranti si tengono con il patrocinio del ministero della Salute. Il tavolo di lavoro verte su un tema di grande attualità “Infermieristica di prossimità per un sistema salute più giusto ed efficace”. La direzione strategica esprime grande soddisfazione per la presentazione dei progetti della Asl di Teramo: dei quattro progetti regionali selezionati dal centro studi e che saranno premiati sabato, uno è della Asl di Pescara “Medicasa Click & Care”, uno  della Asl dell’Aquila “Telenursing a sostegno della salute della comunità” e due progetti afferiscono alla Direzione delle professioni sanitarie formalmente deliberati dalla Asl di Teramo:

  1. “Il Servizio dell’Infermiere di Famiglia (IdF) nella continuità assistenziale Ospedale – Territorio – Ucat – Usca – Cure Primarie” (referenti di progetto Giovanni Muttillo e Giovanna Michela Pace)
  1. “Istituzione del Nucleo Assistenziale Integrazione Ospedale Territorio (Naiot) ed approvazione procedura per la dimissione protetta” (referenti di progetto Giovanni Muttillo e Filomena Piersanti)

Esprimo sentimenti di apprezzamento e gratitudine  per il meritato riconoscimento nazionale a tutta la comunità professionale infermieristica della Asl di Teramo, ai tre referenti dei progetti innovativi di buone pratiche organizzative ed eccellenze della professione infermieristica con azioni  soprattutto sul territorio”, afferma il direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia, “Gli infermieri hanno consentito di affrontare l’assistenza con competenza, anche durante la pandemia, rimanendo sempre vicini ai cittadini, proiettando l’infermieristica in una dimensione nuova, sempre più in grado di intercettare e rispondere ai bisogni di salute delle persone in special modo nelle aree più interne e disagiate”. 

Anche questo riconoscimento testimonia il rinnovato impegno e contributo della professione infermieristica di assicurare la reale attuazione dei Livelli essenziali di assistenza, con modelli organizzativi e azioni terapeutiche e assistenziali a livello domiciliare, sia con l’obiettivo di assicurare le accresciute attività di monitoraggio  e assistenza connesse all’emergenza epidemiologica, sia per  rafforzare i servizi di assistenza  domiciliare  integrata  per  i  pazienti  in isolamento domiciliare o in quarantena nonché per i soggetti cronici, disabili, con  disturbi  mentali,  con  dipendenze  patologiche,  non autosufficienti, con bisogni  di  cure  palliative,  di  terapia  del dolore, e in generale per le situazioni  di  fragilità”, affermano i dirigenti delle Professioni Sanitarie Muttillo e Pace.

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Abruzzo

Area di crisi Piceno-Val Vibrata: firmata intesa per proroga indennità anche nel 2021

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ASCOLI PICENO – “Con l’intesa di oggi si conclude un percorso virtuoso sotto il profilo del costruttivo confronto con le parti e a lungo caldeggiato dalla Regione Marche, a sostegno dei lavoratori marchigiani licenziati da unità produttive ubicate nei comuni dell’area di crisi che per parecchi mesi erano rimasti sprovvisti dell’ammortizzatore riconosciuto ai soli lavoratori della parte abruzzese dell’Accordo di programma Piceno Val Vibrata.” Così l’assessore al Lavoro , Stefano Aguzzi che  oggi pomeriggio, insieme all’assessore al Bilancio e alle aree di crisi complessa, Guido Castelli hanno firmato con l’INPS e le parti economiche e sociali ( Confindustria Marche, Confartigianato Marche, Cna Marche, Claai Marche, Confcommercio Marche, Abi Marche, Confesercenti Marche, Confcooperative, Agci Marche, Confprofessioni, Cgil Marche, Cisl Marche, Uil Marche, Ugl, Confapi Marche, Lega Coop Marchel’Intesa per la proroga della mobilità in deroga 2021.

L’Atto sottoscritto segue un analogo accordo firmato il 5 maggio scorso per la proroga della mobilità 2020, per la quale l’INPS, sulla base della documentazione trasmessa dalla Regione Marche e dal Ministero del Lavoro, ha proceduto celermente alla liquidazione delle spettanze ai 194 lavoratori che ne hanno fatto richiesta.

“ Il Piceno fa da apripista ad una modalità di accordo molto valido – ha sottolineato Castelli – e vorremmo che l’area di crisi complessa del Piceno diventasse un’infrastruttura modello di sperimentazione, confronto e laboratorio di studio per altre realtà e per tenere sotto attento monitoraggio i fenomeni appena si affaccino esigenze di intervento.” Castelli ha poi ringraziato le parti sociali e i funzionari della Regione per il complesso lavoro e il clima di collaborazione che ha portato alla sottoscrizione dell’Intesa.       

Interessati dall’Intesa sottoscritta oggi sono gli stessi lavoratori che hanno già beneficiato della proroga 2020, ovvero coloro che, alla data del 1° gennaio 2021 erano beneficiari di mobilità ordinaria (ex legge 223/91) o mobilità in deroga (ex legge n.92/2012), scaduta o in scadenza nell’anno 2021.

Le risorse utili al finanziamento dell’intervento sono quelle stanziate dalla Legge di Bilancio dello Stato n.178 del 13/12/2020 che per la Regione Marche ammontano a oltre 16 milioni di euro. Di questi, con l’accordo per l’area di crisi complessa firmato oggi, ne verranno assorbiti circa 4 milioni. 

La procedura ricalca quella già sperimentata con l’Intesa 2020 e prevede che le domande di mobilità in deroga vengano presentate dai lavoratori interessati, entro il 6 novembre  2021.Una dilazione di 15 giorni  rispetto alla data concordata in precedenza accolta dall’assessore Aguzzi e proposta in sede di firma oggi dai Sindacati. La domanda va inoltrata telematicamente alle sedi INPS territorialmente competenti in base alla residenza e, successivamente, via PEC, al Centro per l’Impiego nel cui territorio è o era ubicata la sede dell’azienda che ha proceduto al licenziamento.

Come per la proroga 2020, l’erogazione del beneficio a ciascun lavoratore interessato è condizionata alla partecipazione al programma di politiche attive predisposto dalla Regione Marche che prevede, in una prima fase, la convocazione presso i Centri Per l’Impiego competenti per territorio (Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto), la verifica della sussistenza di un Patto di Servizio Personalizzato in corso di validità o, in assenza, la stipula del Patto,e a seguire, l’erogazione delle politiche attive, a cura dei servizi specialistici di orientamento e di incrocio domanda-offerta.  La finalità è rafforzare le competenze professionali di ciascun lavoratore agevolandone la ricollocazione nel mercato del lavoro (ad es. supporto alla redazione del curriculum vitae ed alla ricerca attiva del lavoro), nonché la comunicazione al lavoratore delle opportunità offerte dai bandi regionali in essere che prevedono percorsi formativi e misure di politica attiva del lavoro (tirocini, borse, autoimprenditorialità, ecc.) a valere sui fondi regionali ed europei.

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Abruzzo

Calendario Venatorio 2021 in Abruzzo, Pepe: “Ancora caos sulle preaperture e sull’addestramento dei cani”

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Caccia (Il Martino - ilmartino.it -)

TERAMO – Il Consigliere e Vice Capogruppo Regionale del Pd Dino Pepe ritorna sull’argomento del Calendario Venatorio 2021 varato dalla Giunta Regionale che disciplina l’attività cinofila e venatoria per l’intero anno, denunciando altre gravi ripercussioni già all’indomani della sua attuazione. “Le previste preaperture del 11 e 12 infatti sono piovute a ciel sereno il giorno prima (il 10 settembre) all’insaputa dei cacciatori e degli organi di vigilanza, provocando solo danni” stigmatizza Dino Pepe. “Innanzitutto nella nostra regione è risaputo che le specie cacciabili dal 1 settembre(corvidi e merlo) non sono specie faunistiche oggetto di caccia, per cui resta l’eufemistico dubbio si sia trattato di una sorta di “liberi tutti” che, di fatto, ha consentito solo a “pochi intimi” di andare col fucile nella confusione generale e inducendo, magari, anche qualcuno in peccati di bracconaggio…”. 

Inoltre – prosegue Pepe – l’attività cinofila che la legge prevede della durata di un mese e che precede l’apertura è stata quasi completamente soppressa. Il documento infatti ha previsto l’addestramento dei cani a partire dall’11 settembre, ma di fatto considerando che l’11 e il 12 c’è stata la preapertura ai corvidi e il 19 si è riaperta la caccia in forma vagante al merlo (una pantomima indicibile), praticamente le attività cinofile sono durate appena 4 giornate (13, 14, 16 e 17 settembre). Ora l’addestramento cani è definitivamente soppresso perché il calendario vieta l’addestramento durante le giornate di caccia (altra paradossale norma del calendario regionale) e da domenica 19 settembre scorso si è riaperta di fatto la caccia nelle cinque giornate settimanali”.

Infine – conclude il Vice Capogruppo Regionale del Pd – sabato 25 e domenica 26 settembre sono previste due giornate di preapertura alla quaglia, ma non è dato ancora sapere, leggendo il calendario sia nella parte dedicata alle aperture che nell’apposita sezione sull’utilizzo dei cani, se l’impiego dei cani sia consentito o meno. A questo va aggiunto che diverse previsioni del Calendario sono ambigue e incoerenti rispetto allintero Piano Faunistico approvato dal Consiglio Regionale. E’sotto gli occhi di tutti come l’attuale Giunta Regionale, parimenti a altri settori, stia gestendo l’attività venatoria nella più totale confusione e improvvisazione, deliberandoancora una volta un Calendario Venatorio che tra disinformazione, norme incomplete e fuorvianti, rende difficile il compito di chi vuole rispettare le leggi e di chi ha il dovere di farle rispettare”.

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