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Fermo: nei guai un giovane per comportamenti molesti e aggressivi

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FERMO – La sua vita da irregolare sul territorio nazionale e soprattutto in quello fermano di Lido Tre Archi è trascorsa sotto traccia, senza farsi notare, senza commettere reati, o meglio, senza essere denunciato per comportamenti illegali. Una fedina penale pulita da quando, circa cinque anni fa, è stato identificato per la prima volta nel sud Italia.

Poi ha girovagato in alcune regioni fino ad arrivare nelle Marche prima e stabilirsi poi nel nostro territorio.

Non si sa come sia vissuto fino ad oggi, forse solo della solidarietà dei residenti di Lido Tre Archi, ma non è escluso che svolgesse piccoli “lavori” per qualche delinquente di quella zona coperto dalla sua posizione amministrativa di richiedente asilo.

Si dice che in certe occasioni, nel passato, quando qualcuno ha contestato i suoi comportamenti aggressivi è stato minacciato con veemenza, talvolta, sembra, con un coltello; voci che girano nel quartiere costiero di Fermo ma che non hanno trovato riscontro in querele nei suoi confronti.

La prima sua evidenza è del primo pomeriggio di martedì 24 agosto scorso, quando lo straniero è stato controllato dalla Volante in quel quartiere a seguito della segnalazione di residenti che lo avevano visto rompere sul selciato alcune bottiglie di vetro ed avevano segnalato i suoi atteggiamenti minacciosi, aggressivi e provocatori nei confronti delle persone, residenti e turisti, in transito; nelle richieste di intervento pervenute al 112 era stato altresì segnalato che il giovane, oltre alle bottiglie, aveva in mano anche un coltello ma la perquisizione effettuata dagli operatori della Polizia di Stato sullo straniero e nelle vicinanze del luogo dell’identificazione non aveva portato al ritrovamento dell’arma bianca e nessuna denuncia è stata presentata nei suoi confronti.

Da quel giorno sono stati continui, quasi quotidiani, gli interventi della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri per reati ed intemperanze del giovane straniero, prima a Lido Tre Archi e poi a Porto San Giorgio.

Il primo, eclatante, nella mattina del 26 agosto allorquando ha dato fuoco al contenuto di un cassonetto di rifiuti in via Aldo Moro, alimentando le fiamme con quello che era riuscito a trovare nelle vicinanze, cartone ed arredi in plastica.

L’immediato intervento di alcuni residenti con gli estintori e quello tempestivo dei Vigili del Fuoco aveva consentito di spegnere le fiamme prima che l’incendio si propagasse.

Analogamente celere è stata l’attività di polizia giudiziaria svolta dagli operatori della Volante i quali, grazie alle testimonianze raccolte ed alle immagini della videosorveglianza cittadina, sono riusciti in breve tempo a identificare e denunciare all’Autorità Giudiziaria il responsabile del reato che avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi.

Allo straniero, ormai divenuto irregolare sul territorio nazionale per il sopravvenuto diniego definitivo alla sua richiesta di asilo per mancanza dei presupposti di legge, a causa della mancanza di posti disponibili presso un C.P.R. è stato notificato il decreto di espulsione del Prefetto e l’ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale.

Pochi giorni di pausa, almeno apparente, con limitate presenze “disturbanti”, fino alle prime ore del 4 settembre scorso; segnalate altre fiamme che uscivano da un cassonetto per i rifiuti sempre in via Aldo Moro. Tempestivi ancora una volta gli interventi della Volante e dei Vigili del Fuoco i quali hanno provveduto a spegnere l’incendio mentre i poliziotti, dopo aver messo in sicurezza l’area, hanno escusso i soggetti potenziali testimoni. Univocità delle persone nell’individuare in quel ragazzo circa ventenne del Mali il responsabile di quel rogo, ma anche di altri.

Infatti, nei medesimi momenti un’altra Volante della Questura ha accertato che lo stesso soggetto aveva dato fuoco a carta, cartoni ed oggetti in plastica nelle parti comuni di un palazzo di via Segni, utilizzando anche liquido infiammabile contenuto in una tanica, e aggiungendo al materiale altri cartoni, bottiglie e sacchi in plastica, perfino due biciclette, oggetti che aveva trovato sotto il porticato di un palazzo vicino e nei presi del suo “falò”.

Queste fiamme erano state spente con secchi di acqua dai condòmini.

Anche questa volta, le immagini della videosorveglianza ed i testimoni avevano reso possibile la identificazione certa del piromane, il quale, dopo meno di un’ora, è stato nuovamente rintracciato con in tasca un accendino. Accompagnato in Questura, il giovane è stato denunciato per la seconda volta per il reato di pericolo commesso e per l’inottemperanza al precedente ordine di lasciare il territorio nazionale.

Questi suoi comportamenti e il rischio che avevano determinato per l’incolumità dei residenti ha fatto cessare ogni forma di solidarietà e di aiuto nei suoi confronti e l’ostracismo lo ha costretto ad emigrare verso altri “lidi”.

Lo straniero si è infatti trasferito nel centro di Porto San Giorgio, comune nel quale ha iniziato ad infastidire con minacce e comportamenti pericolosi principalmente alcuni esercenti di attività commerciali con questua molesta e pretese sempre maggiori.

Tutti i giorni della scorsa settimana gli operatori delle Forze di polizia sono stati chiamati ad intervenire per i suoi atti di prevaricazione, per il suo bivaccare in aree private, per i rifiuti ed escrementi lasciati su strada nei pressi delle attività commerciali, ed ogni volta che qualche cittadino lo aveva rimproverato la sua reazione era stata delirante, aggressiva e violenta.

In una settimana ha collezionato una denuncia per il porto abusivo di un piccolo coltello, sanzioni amministrative per atti contrari alla pubblica decenza perché sorpreso ad orinare in aree pubbliche e segnalazioni per l’uso di sostanze stupefacenti. Nel pomeriggio di giovedì scorso ha preteso di consumare senza pagare in un locale del centro sangiorgese ed al rifiuto dell’esercente ha scatenato la sua ira contro gli arredi, dileguandosi. 

La sua presenza molesta e arrogante ha determinato nei cittadini di Porto San Giorgio un forte senso di insicurezza per il pericolo delle sue reazioni convulse ed improvvise, fino a sabato scorso quando, grazie al sempre prezioso aiuto degli operatori sanitari del 118 e dell’ospedale, lo straniero è stato ricoverato per un paio di giorni per alcune sue patologie. Ieri la fine dell’incubo per molti.

Il personale dell’Ufficio Immigrazione, dopo essere finalmente riuscito ad avere la disponibilità di un posto presso un Centro di Permanenza per il Rimpatrio ha provveduto ad accompagnare il giovane prima in Questura e, dopo le formalità amministrative, a trasportarlo questa notte presso il Centro dal quale sarà rimpatriato nel Paese di origine.

Si chiude un capitolo durato poche ma intense settimane; è stata ancora una volta risolta una situazione di grave e crescente allarme sociale che ha coinvolto Lido Tre Archi e Porto San Giorgio.

La Polizia di Stato ha allontanato una seria minaccia per la sicurezza del quartiere costiero di Fermo e del territorio sangiorgese e contemporaneamente un insospettabile che poteva essere utilizzato come manovalanza dai delinquenti per i loro loschi traffici.

L’accompagnamento dello straniero, conosciuto ormai da tutti con il nome di “Abu” segue di pochi giorni – era il 27 agosto – quello del cittadino esteuropeo, responsabile di numerosi reati contro il patrimonio, accompagnato presso un Centro dopo essere stato prelevato dal personale dell’Ufficio Immigrazione all’uscita del carcere di Fermo. Il trentenne, da sabato scorso è tornato coattivamente nel proprio Paese ed è stato affidato alla Polizia di quello Stato.

Fermo

Fermo: denunciata ladra accusata di furto con destrezza

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FERMO – Nel tardo pomeriggio di pochi giorni fa, in un giorno di pioggia intensa, un uomo residente a Fermo ed in transito sulla costa si è fermato presso un tabacchino per acquistare un pacchetto di sigarette.

Dopo aver parcheggiato la propria vettura ad alcune decine di metri di distanza, una veloce corsa fino all’esercizio commerciale all’interno del quale vi erano alcuni clienti che attendevano un momento di quiete delle precipitazioni per poter uscire.

In quei pochi minuti, alcune chiacchiere sul clima autunnale, sul calo delle temperature e sul fatto che l’acquazzone improvviso avesse preso alla sprovvista le persone, parte delle quali erano uscite di casa senza ombrello.

In un momento di apparente pausa della pioggia l’uomo è stato avvicinato da una donna di poco più di quaranta anni che gli ha chiesto se, per le avverse condizioni metereologiche, avesse potuto accompagnarla a casa, senza volergli creare disturbo.

L’uomo, dopo un’iniziale diffidenza nei confronti della sconosciuta, ha risposto positivamente alla richiesta, per umana solidarietà e perché il luogo di destinazione della donna era, fondamentalmente, sul suo percorso.

Raggiunta la vettura e fatta salire la richiedente, in pochi minuti di tragitto i due sono giunti alla destinazione; altre chiacchiere lungo la strada e arrivati sotto casa della donna quest’ultima ha chiesto anche una sigaretta. 

Improvvisamente, poco prima di scendere dal veicolo, un affettuoso abbraccio di ringraziamento della donna la quale, richiusa alle spalle la portiera, ha iniziato a correre verso l’asserito stabile di residenza.

La apparente fuga in assenza di pioggia ha insospettito l’uomo che ha scoperto subito che durante quel contatto fisico gli era stato asportato il portafogli contenente documenti, carte di credito e pochi euro. Ma in pochi attimi la donna era ormai scomparsa.

La mattina successiva la vittima si è recata in Questura per formalizzare la denuncia di furto e gli investigatori della Squadra Mobile hanno attivato le indagini mostrando all’uomo un album fotografico nel quale è stata subito riconosciuta l’immagine dell’autrice del reato.

I poliziotti, la stessa mattina si sono recati dalla donna, domiciliata a Porto Sant’Elpidio, la quale, in base alla prove raccolte, ha dovuto ammettere la propria responsabilità per il furto perpetrato e ha dato indicazioni agli operatori della Squadra Mobile in merito al luogo dove aveva lasciato il bottino, che è stato ritrovato e nello stesso giorno riconsegnato al legittimo proprietario.

Unico oggetto mancante una carta ricaricabile, frequentemente usata per commettere truffe, che è stata bloccata dal denunciante e resa quindi inutilizzabile.

La ladra, già nota ai poliziotti per i suoi precedenti anche per reati contro il patrimonio è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per il furto con destrezza.

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Fermo: truffa sul web, denunciato 35enne

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Carabinieri notte (ilmartino.it)

FERMO – Un 35enne del nord Italia, aveva messo sul Web l’annuncio fasullo di una vendita di un camper. La vittima, una persona della provincia di Fermo, aveva versato una caparra di 200 euro sul conto corrente del venditore. Quest’ultimo, però, si era reso irreperibile. I carabinieri hanno fatto scattare le indagini e sono risaliti al truffatore.

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Fermo: droga e pugnali, tre persone nei guai

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FERMO – Dopo il panetto di hashish e l’identificazione di due rapinatori, un altro risultato nei recenti controlli della Squadra Mobile a Lido Tre Archi, località sempre sotto la lente degli investigatori oltre che quartiere nel quale vengono quotidianamente svolti servizi di controllo del territorio da parte delle Forze di polizia.

Controlli a tappeto costanti per la sicurezza dei residenti con identificazione delle persone in transito, quelle che stazionano nelle aree di aggregazione e nei pressi dei condomini, ma anche interventi mirati, chirurgici, della Squadra Mobile per il contrasto ai reati predatori ed allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Accertamenti anche in alcuni appartamenti per verificare le segnalazioni dei cittadini su possibili occupazioni abusive oltre ad ulteriori controlli di regolarità.

In uno di questi, al secondo piano di un palazzo di Via Paleotti, sono stati trovati tre giovani nordafricani, noti per i loro precedenti soprattutto per reati contro la persona, il patrimonio e per spaccio di droga.

Al momento dell’accesso degli operatori della Polizia di Stato uno dei tre soggetti, approfittando della vicinanza della porta finestra del balcone, è riuscito a raggiungere l’esterno dell’alloggio e calandosi sul tubo della grondaia è arrivato a terra, dove è stato bloccato da un altro poliziotto ed è stato, pertanto, possibile identificarlo.

Gli investigatori hanno immediatamente rilevato la presenza di sostanze stupefacenti, tracce di polvere bianca su un cucchiaio in cucina, su un piatto in camera, rotoli di materiale per il confezionamento delle dosi fino ad arrivare a scoprire alcuni involucri già pronti per lo spaccio; il primo nella tasca di uno dei due stranieri, 10 nel vaso sanitario nel quale i soggetti avevano provato a “farli sparire”.

La perquisizione ha consentito inoltre di ritrovare e sequestrare, occultate in diverse parti dell’abitazione, diverse somme di denaro in banconote di piccolo taglio provenienti certamente dall’attività di spaccio in considerazione del fatto che i tre fermati non svolgono alcuna attività lavorativa lecita.

Piccole somme distribuite per un totale di più di 850 euro, che sono state sequestrate.

È stato inoltre ritrovato un bilancino di precisione per la preparazione delle dosi, due cellulari ed altro materiale di interesse per gli investigatori, che sarà analizzato e potrà risultare utile per ulteriori indagini. 

Dall’analisi effettuata dalla Polizia Scientifica del contenuto degli 11 involucri rinvenuti e sequestrati è emerso che gli stessi contenevano eroina e cocaina; pochi grammi di sostanza stupefacente ma, per le modalità del ritrovamento e gli altri elementi rinvenuti nell’abitazione, sufficienti per denunciare i tre nordafricani all’Autorità Giudiziaria per la detenzione ai fini di spaccio.

Ma non solo. Nei cassetti dei mobili, sono stati ritrovati due pugnali “etnici”, non denunciati, che sono stati sequestrati e per il possesso dei quali i tre soggetti sono stati ulteriormente segnalati all’Autorità Giudiziaria per il reato di detenzione abusiva di armi.

Nel corso dei medesimi controlli, il personale della Polizia di Stato in servizio di vigilanza nel quartiere ha proceduto all’identificazione ed al controllo di uno straniero di circa quarant’anni con alcuni precedenti per reati contro il patrimonio il quale, alla vista dell’equipaggio, aveva provato a fuggire ma è stato bloccato nei pressi dei binari della ferrovia. L’uomo è stato perquisito e nella tasca dei pantaloni è stato trovato un coltello a serramanico che è stato sequestrato e per il porto abusivo del quale è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

Attività a tutto campo che proseguiranno senza sosta per la legalità e la sicurezza dei cittadini del quartiere costiero di Fermo.

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