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Chieti

Lavoratori sfruttati e senza vaccinazioni: due arresti

Arrestati imprenditori a Fossacesia.

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FOSSACESIA – Due persone sono state arrestate dai carabinieri di Atessa, su disposizione del Gip del Tribunale di Lanciano. Si tratta di due imprenditori : D.T, 39 anni e G.P.L, di 61 anni, titolari di un’impresa agricola. I due, avevano undici dipendenti stranieri che facevano lavorare e vivere in condizioni critiche e con paghe misere. I lavoratori sfruttati sono risultati tutti irregolari e non hanno eseguito le vaccinazioni anti-covid previste.

Le indagini, condotte dai carabinieri Atessa, sono iniziate a settembre con servizi di osservazione e pedinamento verso i due datori di lavoro. Dalle ricostruzioni dei militari è emerso che queste persone sono giunte in Italia via mare, giungendo dalla Grecia a San Severo, per poi essere trasportati a Fossacesia. Qui vivevano e lavorano nell’impresa agricola in cui gli inquirenti hanno riscontrato gravi carenze igienico-sanitarie, sprovvisti di contratto di lavoro e della vaccinazione anti-Covid.

I carabinieri hanno messo fine a questa situazione indegna e i due imprenditori sono stati accusati anche di numerosi reati in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro. I lavoratori sfruttati e senza vaccinazioni ricevevano una retribuzione misera, al di sotto quanto stabilito dai contratti collettivi regionali e nazionali. D.T., ora è rinchiuso nel carcere di Vasto, mentre G.P.L., è agli arresti domiciliari.

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Blocco degli aumenti dei pedaggi A24-A25, Liris: «Una vittoria per tutti»

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revocata la concessione di Autostrada dei Parchi A24 A25

L’AQUILA – «Esprimo soddisfazione per l’annunciato blocco agli aumenti dei pedaggi delle autostrade A24 e A25, una vittoria di tutti a partire dalla comunità locale rappresentata dai numerosi sindaci di Abruzzo e Lazio che oramai da anni portano avanti la battaglia relativa alle criticità delle due tratte, un lavoro recepito e interpretato dai parlamentari abruzzesi che hanno svolto un determinante ruolo di mediatori con il governo». Lo afferma il senatore di Fratelli d’Italia eletto in Abruzzo, Guido Liris, rispetto agli impegni assunti dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini in sede di Commissione Ambiente.

Proprio nei giorni scorsi Liris, insieme al collega Etelwardo Sigismondi, aveva incontrato il vice ministro alle Infrastrutture Galeazzo Bignami, facendosi portavoce proprio delle istanze degli amministratori «che con veemenza negli ultimi giorni sono tornati a insistere sulla necessità di un cambio di rotta nella gestione delle autostrade».

«Non solo non ci saranno rincari, ma è anzi prevista una riduzione, sono previsti interventi di manutenzione per la sicurezza stradale e fondi per i piccoli Comuni», aggiunge Liris commentando il blocco degli aumenti dei pedaggi di A24 e A25.

«Salvini ha anche comunicato che incontrerà i 116 sindaci di Abruzzo e Lazio», continua il senatore, ponendo l’accento sulla necessità di ascoltare tutti gli amministratori. «A chi invece è stato al governo fino a due mesi fa e oggi pretende risposte drastiche e immediate, sarebbe da chiedere dove fosse prima del 25 settembre e perché non si è adoperato per affrontare e risolvere la questione».

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Dissesto idrogeologico, il 23% del territorio d’Abruzzo è a rischio frane

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Circa 100 mila persone in Abruzzo vivono in una zona a rischio frane. La provincia maggiormente interessata dal pericolo frane è quella di Chieti, seguita da Pescara, Teramo e L’Aquila. Dati del rapporto Ispra “Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio” 2021.

PESCARA – Il 22,9% del territorio d’Abruzzo è a rischio frane, di cui il 15% a pericolosità elevata o molto elevata. 1.669 chilometri quadrati su una superficie totale di 10.831 chilometri quadri. E’ quanto emerge dal rapporto Ispra “Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio” edizione 2021. Circa centomila persone dunque vivono in aree soggetta a rischio e di queste circa 73 mila persone in zone a pericolosità elevata.

In zone a rischio frana sono ubicati l’11,3% degli edifici abruzzesi, il 5,5% delle imprese e il 14,3% dei beni culturali. La pèrovincia in cui il pericolo è più elevato è quella di Chieti, con il 22,4% del territorio in un’area sensibile. Seguono Pescara con il 15,%%, Teramo con il15,8% e L’Aquila con l’11,4%.

A questi dati bisogna poi sommare quelli relativi al pericolo alluvioni. Il 7,2% del territorio è a rischio. Per quanto riguarda la costa invece, dal 2007 al 2019 il 62,8% del ltorale ha subito alterazioni: il 41% è stato soggetto ad avanzamento e il 21,7% da erosone costiera.

Nel complesso sono 132 i Comuni che ricadono in aree a pericolosità da frana elevata, 152 quelle in aree a pericolosità idraulica media. 305 Comuni invece, pari al 99,7%, si trovano comunque in aree interessate da pericolosità da frana, idraulica ed erosione costiera.

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Guardiagrele, interramento elettrodotti: 5 km di cavo interrato al posto di 17 tralicci

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Una volta ottenuto il decreto autorizzativo, saranno necessari circa 2 anni per la realizzazione dell’opera: due cavi interrati della lunghezza totale di 5 km che permetteranno di demolire circa 4 km di elettrodotto aereo liberando il centro abitato di Guardiagrele da 17 tralicci esistenti.

ROMA – In seguito all’avvio del procedimento autorizzativo da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE, già MiTE) dell’intervento di interramento parziale degli elettrodotti “Guardiagrele – Casoli” e “Alanno – S. Eusanio”, a Guardiagrele, Terna pubblica l’avviso con l’elenco delle particelle catastali relative alle aree potenzialmente interessate dall’opera. L’intervento prevede la realizzazione di due cavi interrati della lunghezza totale di 5 km che, una volta completati, permetteranno di demolire circa 4 km di elettrodotto aereo liberando il centro abitato di Guardiagrele da 17 tralicci esistenti.

Il progetto dell’interramento degli elettrodotti a Guardiagrele, per il quale Terna investirà oltre 7 milioni di euro, porterà importanti benefici elettrici aumentando l’affidabilità e l’efficienza del servizio elettrico locale. Una volta ottenuto il decreto autorizzativo, saranno necessari circa 2 anni per la realizzazione dell’opera.

L’aggiornamento del Piano Industriale di Terna 2021-2025 “Driving Energy” prevede in Abruzzo un impegno di circa 350 milioni di euro per lo sviluppo e la resilienza della rete elettrica regionale in funzione della transizione energetica di cui l’azienda è protagonista.

La realizzazione delle infrastrutture impiegherà oltre 90 imprese e 360 tra operai e tecnici impegnati in attività di cantiere e lavorazioni in fabbrica, oltre 40 tra professionisti e studi tecnici.

Terna, con 56 persone quotidianamente impegnate nello sviluppo e nella manutenzione della rete elettrica regionale, gestisce in Abruzzo oltre 2.300 km di linee in alta e altissima tensione e 22 stazioni elettriche.

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