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“Lezione” contro la violenza sulle donne all’Università Popolare di Fabriano

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"lezione" contro la violenza sulle donne Università Popolare Fabriano
Il Prefetto Pellos durante il suo intervento, ascoltato da don Aldo Bonaiuto, la Presidente UPF Fernada Dirella e il Commissario Moira Pallucchi

FABRIANO – Giovedì 25 novembre, nella splendida Sala dell’Oratorio della Carità, dell’Università Popolare, si è tenuta una “lezione” particolare contro la violenza sulle donne. Un incontro allestito in collaborazione con la Comunità Papa Giovanni XXIII, in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della violenza contro le Donne. Un appuntamento di grande rilevo umano e sociale caratterizzato dalla presentazione del libro “Donne crocifisse” di don Aldo Buonaiuto, fatto conoscere dell’autore stesso: il dramma della tratta e della prostituzione coatta, i racconti di vita e di sofferenza, la testimonianza di Cinzia, ragazza salvata dalla violenza della strada. di fronte ad una platea commossa.

A coordinare gli interventi, la presidente dell’Università Popolare Fabriano, Fernanda Dirella: «In questa occasione ricordiamo l’importanza di dire tutte e tutti insieme basta con la violenza sulle donne, basta con qualsiasi abuso o discriminazione.»

Dopo i saluti agli “allievi” dell’ateneo Popolare, la presidentessa ha lasciato la parola al prefetto Pellos. «Oggi non è una giornata di festa – ha commentato – ma una giornata di profonda riflessione sul ruolo, funzione e la vita delle donne all’interno del quale gli uomini debbono fare un passo indietro». Il prefetto, infine, ha elogiato il ruolo svolto da realtà come le Università Popolari «Per la grandissima capacità di approccio e relazione con la società, le comunità e il territorio» concludendo con un encomio per la pregevole azione svolta non soltanto su scala nazionale da don Aldo Bonaiuti e sul valore e significato di un libro testimonianza come “Donne crocifisse”.

Alla “lezione” contro la violenza sulle donne, hanno preso parte, tra gli altri, la consigliera regionale Chiara Biondi, il comandante della Compagnia di Fabriano, capitano Mirco Marcucci e ovviamente tanti “alunni” della Università Popolare, che hanno vissuto con piena partecipazione un momento reso ancor più interessante e coinvolgente con l’intervento del Commissario di Polizia di Fabriano, Moira Pallucchi, che ha relazionato su “La violenza delle donne nel nostro territorio”.

«Femminicidi no, ma quattro casi di violenza domestica e maltrattamenti in famiglia denunciati, tra cui un divieto di avvicinamento per atti persecutori» ha spiegato la situazione con vera efficacia la Pallucchi: «In città – sono ancora sue parole – non si sono registrate situazioni di pericoli di vita. A livello di territorio provinciale, invece, rispetto alla media nazionale abbiamo dati statistici più bassi. Questo però, non deve far pensare che non esistano problemi, poiché, purtroppo, molti casi non vengono denunciati. I motivi per cui non avvengono le rivelazioni sono molteplici – ha sottolineato – tra questi molte donne pensano che le accuse possano portare a maggiori pericoli per loro, per i figli, per la vergogna di quello che stanno subendo, tanto che a volte pensano di meritarsi la situazione che gli sta capitando, accrescendo così il rapporto di sottomissione: in altre parole sono vittime due volte. Tutto questo a causa di una violenza e pressione psicologica tale che costringe la donna a subire maltrattamenti prolungati nel tempo ai quali non sono capaci di reagire».

Altro preoccupante fenomeno rivelato, dalla dirigente del Commissariato: «in particolare tra i giovanissimi, il revenge porn o porno vendetta: ossia i video a sfondo sessuale poi pubblicati in rete quando la relazione finisce. Ciò, con danni enormi non solo dal punto di vista dell’immagine ma in particolare sotto il profilo psicologico. Del resto i giovani hanno oggi strumenti tecnologici che li mettono in contato con tutte i tipi di conoscenze che al contrario di quanto si pensi, non hanno soltanto vantaggi, ma li espongono invece a rischi gravissimi». Infine, la giovane e preparata rappresentante della Polizia, ha dedicato un passaggio della “lezione” contro la violenza sulle donne alle norme poste a tutela delle donne a muovere dalla denuncia alla forze dell’ordine che non può essere soltanto l’unica arma a loro disposizione, in quanto “«a vittima non viene abbastanza tutelata, ecco il motivo per il quale si sta cercando di migliorare la rete di protezione che deve avere un dopo con tanti attori da coinvolgere: la Procura delle Repubblica, Polizia, Carabinieri, i Servizi Sociali, le Case di Emergenza e non certo ultimo il Pronto Soccorso e in questo contesto una procura legale che garantisca il patrocinio gratuito senza mai dimenticare, in ogni caso, la massima capacità di ascolto, senza pregiudizi e grande senso di umanità per instaurare un pieno rapporto empatico per avere tutta la fiducia necessaria da parte di chi denuncia».

La Polizia di Stato, pertanto è scesa in campo con le sue donne e i suoi uomini per andare incontro alle vittime, ascoltarle e sensibilizzarle a denunciare gli episodi di violenza e per di più nella stessa giornata, nel cuore del centro storico, il personale del Commissariato della Polizia di Stato di Fabriano, ha incontrato diversi cittadini, distribuendo nella circostanza gli opuscoli intitolati “…questo non è Amore”.

Platea commossa sul corale messaggio: “Oggi, per ricordare ogni donna che soffre per mano di un uomo”, così come al termine dei racconti, narrazioni e cronache di don Aldo Bonaiuti. «Oggi viviamo la testimonianza di un impegno profuso sulle strade d’Italia da 25 anni». Ha iniziato con questa frase il suo intervento, subito ponendo l’accento sulla funzione della Comunità Papa Giovanni XXIII, che contrasta «forme di violenza contro le donne inaudita e lascia troppe persone indifferenti – e ancora – la prostituzione coatta riduce a merce la persona con i clienti che pensano di avere il diritto di comprare il loro corpo; corpi di ragazze che potrebbero avere l’età delle loro figlie o nipoti messe sul mercato della schiavitù a cui viene distrutta la vita. Ignominia inqualificabile che abbiamo raccolto dalle confessioni di donne ospitate nelle case di protezione le quali portano ferite indelebili sul piano fisico e psicologico a cui nessuno potrà ma restituire serenità e salute. In questa giornata – ha rimarcato – non possiamo dimenticare che esistono donne “invisibili” ma al contrario sono in mezzo a noi, sulle strade d’Italia, sono 100mila con in più un numero non quantificabile nei locali, negli appartamenti. Nella nostra Regione, abbiamo prostituzione su strada nella provincia di Ancona, Fermo e Ascoli Piceno, nei locali non possiamo sapere quante c’è ne sono ma abbiamo cognizione che un in tutta la provincia di Ancona come nel resto della Regione, molte, attraverso il web, vengono indirizzate alla prostituzione non per libera scelta ma costrette da criminali e delinquenti senza scrupoli appartenenti al racket organizzato o dai cosiddetti papponi, magnaccia, aguzzini che fanno soldi sulla pelle di una o anche due o tre di loro. Un vero racket ben orchestrato sulle strade e nei locali. A Fabriano – ha messo in risalto don Aldo – sulle strade non si registra questo ignobile e turpe mercimonio ma c’è da tenere alta la vigilanza al chiuso, monitorando, ogni tanto, i movimenti nei pressi della stazione».

La “lezione” contro la violenza sulle donne all’Università Popolare di Fabriano, si è chiusa con don Aldo, che ha argomentato sul libro “Donne crocifisse” edito da “Rubettino” e il grande dono della prefazione di Papa Francesco, in cui si racconta la vita vissuta nelle notti buie e tenebrose nel corso della quali si è cercato il recupero di queste ragazze. Un libro che dà voce al calvario di queste donne “crocifisse” e nello stesso tempo frutto di una esperienza ultra ventennale accanto a questa figlie che paragono ad un Gesù, abbandonato, trafitto, torturato ed ecco il perché le chiamo donne Crocifisse: «quando l’incontro vedo il volto di Gesù. Dopo due decenni – ha palesato il parroco di San Nicolò – mi sono deciso di scriverlo perché la stesura è molto coinvolgente, tanto che i giovani o le persone che mi scrivono dopo averlo letto dicono di aver pianto, poiché fa respirare il dolore di queste persone, il loro strazio e l’ingiustizia a cui dobbiamo dare voce in quanto sottomesse e asservite. Papa Francesco – ha concluso – nella prefazione bellissima, definisce la prostituzione una malattia una patologica dell’anima e della mente dell’umo che non si rende conto che star distruggendo la vita di una altra persona, un atteggiamento patologico dell’individuo e della società e come diceva don Oresta Benzi, non possiamo metterci dalla parte di chi fa diventare le donne prostitute ma ci dobbiamo mettere dalla parte di chi le vuole liberare dalla violenza in tutte le sue forme: l’orrore più grande che la società possa perpetrare».

Daniele Gattucci

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Alba Adriatica, nasce un comitato pro pineta: l’1 agosto un flash mob

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Alba Adriatica pineta comitato

ALBA ADRIATICA – Un flash mob in pineta, in cui i partecipanti abbracceranno gli alberi per «inviare un messaggio, chiaro, democratico e costruttivo al sindaco Casciotti e all’assessore Colonnelli». Questa l’iniziativa organizzata dal comitato che si sta formando in questi giorni, per salvare la pineta di Alba Adriatica.

Gli esponenti del comitato in via di formazione denunciano l’intenzione da parte dell’Amministrazione comunale albense, di tagliare 205 pini secolari «per dare spazio al cemento di una pista ciclabile, che peraltro già esiste, con un progetto ” allucinato ” che non poteva passare inosservato».

Secondo i membri del comitato pro pineta di Alba Adriatica, nelle intenzioni del comune ci sarebbe anche quella di «stravolgere il lungomare eliminando 300 parcheggi e le fontane storiche». Sempre gli esponenti comitato che si sta formando rendono noto di aver fatto richeista di accesso agli atti e di aver fatto partire diffide, istanze e ricorsi.

Lunedì 1 agosto, all’ingresso della pineta di Alba Adriatica, si terrà dunque il flash mob nel quale i partecipanti, oltre ad abbracciare gli alberi, distribuiranno un modulo per la raccolta firme: «Sarà una dura battaglia contro chi, con il potere e il comando in mano del paese, decide di stravolgere il territorio senza neanche una minima riunione di quartiere e senza consultare le associazioni».

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Martinsicuro, presentata la Giunta Comunale: molte conferme, una sola new entry

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presentata la Giunta Comunale a Martinsicuro
La Giunta Comunale: Marco Bruno Cappellacci, Alduino Tommolini, Monica Persiani, Massimo Vagnoni, Alessandra Pulcini, Marcello Monti

In gran parte confermata la Giunta Comunale a Martinsicuro, dove l’assessore ai Lavori Pubblici Monica Persiani assumerà anche la carica di vice-sindaco. Entra in Giunta la consigliera Alessandra Pulcini, che ottiene la delega all’Urbanistica.

MARTINSICURO – Questa mattina presso l’aula consiliare del Comune di Martinsicuro, il rieletto sindaco Massimo Vagnoni ha presentato la Giunta Comunale che lo affiancherà per i prossimi cinque anni. Non ci sono grosse sorprese, con tutti i membri della Giunta confermati ed un solo innesto: la consigliera Alessandra Pulcini ottiene la delega all’Urbanistica.

La carica di vice-sindaco sarà assunta dall’assessore ai Lavori Pubblici, confermata, Monica Persiani. Per il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale, precedentemente rivestito da Emma Zarroli, la maggioranza proporrà il consigliere Umberto Tassoni.

«Il conferimento delle deleghe ad assessori e consiglieri comunali è sempre un momento importante nella vita di un’Amministrazione appena insediata e noi, come fatto già in questi cinque anni, governeremo come una squadra – afferma il sindaco Massimo Vagnoni – grazie al lavoro di tutti i componenti della maggioranza riusciremo a proseguire sulla strada già intrapresa ed a centrare importanti risultati».

Il primo cittadino prosegue spiegando che assegnerà «come già fatto nel 2017, delle specifiche deleghe a tutti i consiglieri comunali, eletti e surrogati, cercando di sfruttare le competenze, le capacità e la grande voglia di fare di ognuno, sfruttando il mix di esperienza e di novità uscita fuori dalle urne e dalla volontà dei nostri concittadini».

In conclusione, Vagnoni delinea le tappe degli obiettivi a breve, medio e lungo periodo: «Abbiamo una stagione estiva da gestire al meglio e diverse iniziative in corso da seguire senza perdere tempo. Alla Giunta, ai Consiglieri e a tutta la compagine che mi ha accompagnato in questa campagna elettorale, compresi i non eletti che ringrazio di cuore per il fondamentale supporto nella vittoria elettorale, ho chiesto di lavorare tutti quanti insieme per centrare gli obiettivi che ci siamo prefissati. Il mio auspicio è di lasciare a conclusione del mio secondo mandato, una città ancora più bella, sicura, moderna e migliore di quella che ho trovato cinque anni fa».

Per quanto riguarda la composizione della Giunta Comunale presentata questa mattina, di seguito l’elenco degli assessori e delle deleghe loro affidate:

  • Monica Persiani, vice-sindaco e assessore con delega a Lavori Pubblici, Manutenzione, Programmazione della mobilità sostenibile in collaborazione con i delegati all’Ambiente e all’urbanistica, Politiche e Servizi Cimiteriali, PNRR in relazione al settore di competenza.
  • Marco Cappellacci, assessore con delega a Ambiente, Protezione Civile, Gestione rifiuti, Coordinamento funzionale delle partecipate operanti nel settore di competenza, Difesa idrogeologica del territorio, Ciclo integrato delle acque, Politiche per la bonifica dei suoli, PNRR in relazione ai settori di competenza.
  • Marcello Monti, assessore con delega a Politiche sociali, Politiche di inclusone sociale, contrasto alla povertà, minori, Terzo Settore, Diritti e Pari Opportunità delle persone con disabilità, Politiche abitative, Politiche Familiari, Emergenza Casa, Immigrazione, Disabilità, Rapporti con associazioni di volontariato, Housing sociale.
  • Alessandra Pulcini, assessore con delega a Urbanistica, Definizione delle politiche di pianificazione e sviluppo del territorio, comprese le scelte urbanistiche relative all’edilizia residenziale pubblica, all’housing sociale e a nuovi spazi di aggregazione giovanili; Piano Regolatore generale e varianti, Programmi complessi, Strumenti urbanistici attuativi, Edilizia Privata, Pianificazione della mobilità e della sosta, Programmazione interventi per abbattimento barriere architettoniche, PNRR in relazione ai settori di competenza.
  • Alduino Tommolini, assessore con delega a Bilancio, Finanze e Tributi, controllo di Gestione, Analisi economica e monitoraggio finanziario dei bilanci delle società partecipate.

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Jesi passa al centrosinistra, è Fiordelmondo il nuovo sindaco

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Lorenzo Fiordelmondo nuovo sindaco di Jesi

JESI – La città di Jesi ha un nuovo sindaco, Lorenzo Fiordelmondo il candidato del centro sinistra, che con 7763 voti è stato eletto nuovo primo cittadino. Dopo 10 anni di amministrazione da parte di Massimo Bacci, del centro destra, l’elettorato ha dunque scelto di premiare l’altro schieramento.

Dopo una campagna elettorale intensa, sviluppata all’insegna dello slogan “Città Futura” e che visto tutta la coalizione impegnata nel proporre e spiegare punto su punto il programma, Fiordelmondo si è dunque imposto sull’avversario, che sembrava in vantaggio.

Matteo Marasca infatti, si è fermato a 6496 voti. Traspare una certa delusione, anche perché il candidato pensava di poter contare anche sui voti delle altre liste escluse dal ballottaggio. contare anche sui voti della lista di Grassetti.

Il neo sindaco di Jesi, Lorenzo Fiordelmondo, ha atteso il risultato presso la Casa del popolo, ed una volta terminato lo spoglio ed aver appreso di aver vinto le Elezioni, ha festeggiato insieme ai suoi sostenitori.

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