fbpx
Connect with us

Macerata

Macerata, la GdF dispone divieto di avvicinamento e interdizione a due avvocati

Published

on

MACERATA – Dopo la morte di una ultranovantenne, avvenuta nell’ottobre 2020, all’unico figlio sarebbe spettata l’intera cospicua eredità. Al momento dell’apertura della successione, però, si era scoperto che la metà dell’ingente patrimonio, sulla base della volontà espressa dalla defunta attraverso un testamento olografo, doveva essere in realtà destinata a un’avvocatessa; questa si era infatti presentata dal notaio attestando la propria qualità di erede e, una volta incamerati i beni mobili e immobili caduti nella successione, aveva da subito iniziato a disporne, compiendo tutti gli atti che spettano tipicamente al proprietario (ad esempio, sostituendo le serrature delle abitazioni). 

L’avvocatessa, unitamente a un suo collega di studio (entrambi iscritti all’Ordine degli Avvocati di Macerata), aveva a suo tempo assistito l’anziana defunta per alcuni affari. Tuttavia, dopo la sua scomparsa, i due legali avevano iniziato a recarsi sempre più frequentemente presso l’abitazione del figlio, il quale aveva risentito pesantemente, dal punto di vista fisico e psicologico, della morte della mamma, per lui unico e fondamentale punto di riferimento.

Prima della scomparsa di quest’ultima, il figlio aveva provveduto a rilasciare al collega dell’avvocatessa, davanti a un notaio, una procura generale con la quale gli affidava la gestione totale del patrimonio e dei suoi interessi personali, accompagnata dalla designazione dello stesso ad amministratore di sostegno, in previsione della propria eventuale futura incapacità; designazione che veniva superata da quella disposta dal Giudice tutelare di Macerata su richiesta del Procuratore nel luglio 2020.

Dalle investigazioni, eseguite dai finanzieri anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali, su delega della Procura della Repubblica di Macerata a seguito di specifica denuncia, emergeva l’esistenza di un testamento apocrifo, sulla base del quale la metà del patrimonio sarebbe spettata di diritto all’avvocatessa, nonché la circostanza che gli indagati, approfittando della condizione di debolezza dell’unico figlio, in precarie condizioni fisiche e mentali, e attraverso una frequentazione assidua e costante, anche in periodo di pieno lockdown dovuto alla pandemia, lo avevano indotto a firmare la citata procura generale a favore di uno di loro: in tal modo, sostanzialmente, i due legali hanno potuto agevolmente disporre dell’intero patrimonio, senza alcun tipo di impedimento.

Da tanto, derivano le contestazioni, a vario titolo, di falsità in testamento olografo e falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri a carico della professionista, nonché, in concorso con il suo collega di studio, di circonvenzione di persona incapace. 

Sulla base degli elementi emersi nel corso degli approfondimenti investigativi svolti dalle Fiamme Gialle maceratesi, il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Macerata – Dott. Domenico Potetti – accogliendo le richieste formulate dal Procuratore della Repubblica f.f. – Dott. Claudio Rastrelli e dal P.M. titolare del procedimento – Dott. Vincenzo Carusi, per impedire che i reati venissero portati a ulteriori conseguenze e che venissero reiterati, disponeva a carico dei due avvocati: l’interdizione per un anno dalla professione di avvocato, in ordine alla cura, in ogni sede giudiziaria ed extragiudiziaria, degli interessi della vittima nonché alla cura e gestione di ogni procedura in materia di interdizione, inabilitazione e amministrazione di sostegno; il divieto di comunicazione e di avvicinamento all’abitazione e alla persona della vittima, mantenendo una distanza minima, da controllare mediante l’applicazione di braccialetti elettronici. Inoltre, è stato ordinato ed eseguito il sequestro preventivo della somma di circa 1.500.000 euro, pari alla metà dei beni caduti in successione, corrispondenti alla parte dell’asse ereditario che erano finiti illecitamente nella disponibilità dell’avvocatessa, per effetto del testamento olografo, di cui diverse perizie calligrafiche hanno attestato l’inequivocabile falsità.

L’attività di servizio descritta testimonia la costante azione della Guardia di Finanza a tutela delle fasce più deboli e bisognose della popolazione.

Macerata

“Delitto all’Isola delle Capre” in scena a Camerino

Published

on

delitto-all'isola-delle-capre-camerino

Dopo la prima mondiale andata in scena al Teatro Pergolesi di Jesi il 25 e 27 novembre, il prossimo 30 novembre ore 21:15 a Camerino va in scena l’opera lirica dal dramma di Ugo Betti “Delitto all’Isola delle Capre”, musica di Marco Taralli, libretto di Emilio Jona.

CAMERINO – Mercoledì 30 novembre 2022 alle ore 21:15 l’opera lirica Delitto all’isola delle capre” sarà all’Auditorium Benedetto XIII di Camerino, città natale di Ugo Betti, nel 130° anniversario della nascita dello scrittore marchigiano, tra i più rilevanti drammaturghi italiani del ‘900. La prima mondiale di questa opera, dal dramma in tre atti del poeta e drammaturgo Ugo Betti, musica di Marco Taralli e libretto di Emilio Jona, è andata in scena al Teatro Pergolesi di Jesi il 25 e 27 novembre.

Nuova commissione e nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con il Teatro dell’Opera Giocosa di Savona, terzo titolo nel cartellone della 55esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi, grazie al contributo della Città di Camerino e con il patrocinio dell’Università di Camerino, l’opera arriva a Camerino, città natale di Ugo Betti (Camerino 1892 – Roma 1953).

Precede la messa in scena, l’iniziativa “Essere spettatore: percorso dedicato ad Ugo Betti”, un percorso di approfondimento in tre tappe, tra Jesi e Camerino, realizzato con il patrocinio e la compartecipazione del Consiglio Regionale delle Marche. Martedì 29 novembre 2022, alle ore 18, nella Sala Consiliare del Comune di Camerino, ci sarà l’ultimo degli incontri dal titolo: “Vi era un forestiero…” a cura di Pierfrancesco Giannangeli, docente, giornalista e consulente della Fondazione Pergolesi Spontini per la formazione del pubblico. L’incontro è ad ingresso gratuito.

Con questi eventi, le città di Jesi e di Camerino celebrano i 130 anni della nascita dell’autore marchigiano, poeta, scrittore e giudice, tra i più rilevanti drammaturghi italiani del ‘900.

La direzione di “Delitto all’isola delle capre” è affidata a Marco Attura sul podio del Time Machine Ensemble, la regia è di Matteo Mazzoni, le luci di Marco Scattolini. Scene e costumi sono firmate da Josephin Capozzi, vincitrice della II edizione del Concorso dedicato a Josef Svoboda “Progettazione di Allestimento scene e costumi di Teatro Musicale” riservato a iscritti e/o neodiplomati al Biennio di Specializzazione in Scenografia delle Accademie di Belle Arti di Macerata, Bologna e Venezia. Il concorso è una nuova modalità per valorizzare giovani creativi che possono vedere realizzato il proprio progetto scenico e hanno la possibilità di valorizzare il proprio curriculum collaborando con registi professionisti.

Il mezzosoprano Sofia Janelidze canta Agata, il soprano Yuliya Tkachenko è la figlia Silvia, il soprano Federica Vinci è la cognata Pia, Andrea Silvestrelli interpreta Angelo, Edoardo è Alessandro Fiocchetti.

Ugo Betti è drammaturgo oggi semidimenticato, eppure dopo Luigi Pirandello è certo uno tra quelli più di rilievo nel 900 italiano. I suoi temi sono insieme arcaici e attuali come quelli di una tragedia greca, mentre la sua struttura narrativa e drammatica appare immediatamente traducibile nel linguaggio dell’opera lirica.

“Delitto all’isola delle capre” è uno dei suoi capolavori, scritto nel 1948 e è stato rappresentato per la prima volta a Roma nel 1950. Il titolo dichiara fin dall’inizio il carattere dell’opera: siamo in un vero giallo, con tanto di omicidio finale. Ma è solo l’apparenza perché il tema vero del dramma è tutt’altro: è il percorso e l’intreccio delle passioni eterne degli umani.

“È un vero e proprio noir, una storia senza lieto fine, senza vincitori e soprattutto senza buoni, in cui il dipanarsi degli eventi fa uscire fuori la parte peggiore dell’anima di ognuno”, racconta il compositore Marco Taralli. “È un soggetto che ho nella mente e nel cuore da più di 30 anni – prosegue – Ero ancora studente quando lo lessi per la prima volta, già avevo in mente il Teatro Musicale, e rimasi immediatamente affascinato dal plot del grande magistrato”.

“Del testo di Betti – fa sapere il librettista Emilio Jona – mi hanno prima di tutto interessato i suoni: il vento che spazza un’isola deserta, il rumore delle mandibole delle capre che brucano l’erba in prati desolati, lo sbattere di una persiana irraggiungibile al primo piano di una casa in rovina, le voci deformate che provengono da un pozzo che sta al centro della scena e del dramma. Poi le storie e la personalità delle tre donne sole che abitano quel l luogo, la loro insolita sorte di cittadine diventate pastore di capre, il loro radunare in sé qualcosa di arcaico, da tragedia greca e insieme di contemporaneo, sentimenti, comportamenti, rapporti affetti senza tempo”.

Al centro della vicenda di “Delitto all’isola delle Capre” in scena a Camerino, è un gineceo, composto da una madre dura, amara, di una bellezza un po’ sfiorita, da una figlia con tutti i turbamenti dell’adolescenza, da una cognata quarantenne, piacente e un po’ fatua, in cui irrompe un uomo, dal nome emblematico, Angelo, giovane, sicuro di sé, furbo e prepotente, maschilista e dionisiaco. Viene da lontano, dice di essere stato l’amico dell’uomo che quelle donne ha abbandonato alcuni anni prima, che è morto con molti rimpianti e che gli lasciato un messaggio e un compito, quello di tornare al posto suo tra le tre donne. Con la sua venuta, il suo introdursi nel loro mondo e nelle loro anime, in quella stanza, in quel pozzo anche simbolico, avverranno così fatti che sconvolgeranno la vita di tutti.

Continue Reading

Macerata

Civitanova Marche, denunciati per appropriazione indebita gli amministratori di un noto chalet

Published

on

gdf-civitanova-marche-appropriazione-indebita-sequestri-a-due-amministratori-di-noto-chalet

In base ad un’articolata indagine della Guardia di Finanza, i due amministratori di un noto chalet di Civitanova Marche che si sono succeduti nel tempo, hanno fatto sistematico ricorso ai conti societari per pagare spese personali, «depauperando il patrimonio societario a scapito dei creditori e dei lavoratori dipendenti». Sequestrata una polizza assicurativa da 280 mila euro.

MACERATA – Le fiamme gialle di Civitanova Marche hanno denunciato per appropriazione indebita i due amministratori che si sono succeduti nel corso del tempo di un noto chalet. In seguito ad un’accurata attività investigativa, sono accusati di aver utilizzato i conti societari per coprire spese personali per un valore di quasi 90 mila euro.

Le indagini sono partite nell’ambito del monitoraggio sulle variazione degli asset societari e sulle compagini sociali degli stabilimenti balneari, nell’ottica di prevenzione e contrasto delle infiltrazioni criminali e del riciclaggio di denaro. In questo contesto, le fiamme galle hanno approfondito i controlli su un noto chalet, che ha cambiato amministratore.

Attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, raccolta di testimonianze e disamina della documentazione amministrativa, finanziaria e contabile, i militari hanno scoperto un sistematico ricorso ai conti societari per coprire spese personali da parte dei due amministratori.

Prelevamenti, viaggi, cene e altre spese del tutto scollegate dall’attività, per un ammontare di 88.915 euro. In seguito alle indagini delle fiamme gialle, il Gip di Macerata ha emanato un’ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta della somma oggetto di appropriazione indebita nei confronti dei due amministratori dello chalet di Civitanova MArche.

Uno dei due aveva sottoscritto una polizza assicurativa sulla vita dal controvalore di 280 mila euro, che è stata sequestrata. Durante le indagini sono anche stati segnalati all’autorità giudiziaria 4 funzionari pubblici per abuso d’ufficio, falsità ideologica e per rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio.

Continue Reading

Macerata

37 chili di marijuana tra i colli di un magazzino a Civitanova Marche

Published

on

marijuana tra i colli di un magazzino a Civitanova Marche

MACERATA – Ancora un sequestro di marijuana effettuato dalla Guardia di Finanza, tra i colli di un magazzino di Civitanova Marche. Durante un’ispezione con l’ausilio dell’unità cinofila tra i colli pronti per essere spediti, l’abbaiare insistente del cane antidroga “Hanima” ha consentito di individuare cinque pacchi sospetti. Dai successivi controlli è emerso che contenvano oltre 37 chili di marijuana.

La sostanza stupefacente è stata sequestrata. L’operazione si è sviluppata in due tempi. Nel corso del primo controllo il cane antidroga ha segnalato quattro plichi, contenenti circa 30 chili di marijuana, durante il secondo invece Hanima ha segnalato un pacco.

I finanziari hanno identificato i destinatari dei pacchi, due persone, che sono state segnalate alla Procura di Macerata. La marijuana celata tra i colli del magazzino di Civitanova Marche è stata sequestrata.

Continue Reading

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore vicario: Antonio Villella | ISEINI GROUP S.R.L - Sede Legale: Alba Adriatica (TE) via Vibrata snc, 64011 - P.Iva 01972630675 - PEC: iseinigroup@pec.it - Numero REA: TE-168559 - Capitale Sociale: 1.000,00€ | Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione.