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M'Art

17° Giornata del Contemporaneo a Pescara – Cosa Vedere

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PESCARA – La 17° Giornata del Contemporaneo è l’evento annuale promosso da AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani), con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Quest’anno torna in presenza sabato 11 dicembre, mantenendo anche una serie di proposte online. Tutte si sviluppano intorno al tema del performativo, partendo dal concetto di performer e azione in senso stretto, per arrivare ad una rielaborazione del rapporto tra arte e pubblico, in una produzione condivisa dell’opera nello spazio.
Il museo si pone infatti come generatore di movimenti multidirezionali, tali da individuare reti e percorsi inediti, che coinvolgono nuovi pubblici, riconfermando il ruolo del museo stesso come riferimento nella comunità.

I musei associati hanno chiesto ad Armin Linke di realizzare l’immagine simbolo della Giornata del Contemporaneo del 2021, un artista di fama internazionale che presenta l’edizione corrente, come hanno fatto negli anni precedenti anche Michelangelo Pistoletto, Maurizio Cattelan, Paola Pivi, Giulio Paolini e altri. Linke ritrae il Jurong Bird Park di Singapore, un habitat che mescola naturale e artificiale, cercando di ingannare chi osserva con un paesaggio apparentemente incontaminato, mimetizzando le sue fattezze antropiche. È una riflessione sul potere dell’uomo, che nella contemporaneità cerca sempre di più la conquista del reale, a scapito della natura stessa.

Aderiscono a questo progetto di carattere internazionale i 24 musei AMACI e tante altre realtà presenti anche nei piccoli centri, spesso con mostre e programmi ad hoc. Tra i musei, studi, gallerie, fondazioni o associazioni presenti a Pescara, che scelgono di aprire al pubblico i propri spazi per celebrare l’arte contemporanea, segnaliamo alcune iniziative:

  • Visite guidate gratuite alla casa-studio di Franco Summa, che dal 2020 è stata riconosciuta bene di interesse culturale grazie al lavoro che svolge per tutelare e valorizzare l’attività dell’artista, scomparso nel 2019, che ha riscoperto il rapporto tra arte e ambiente conferendo alla città e allo spazio urbano un nuovo valore di bellezza;
  • Apertura straordinaria della Galleria Vistamare, in cui è in corso la mostra che celebra i 20 anni di attività della galleria dal titolo ‘Suoni da un’altra stanza’ curata da Alessandro Rabottini, che riunisce opere di artisti e artiste che hanno contribuito in questo lasso di tempo a delineare visione e storia della galleria, e che in questa occasione dialogano in modo inedito tra di loro;
  • Inaugurazione presso la Galleria YAG/garage della mostra ‘YAG/garage ITALIA’, a cura di Ivan D’Alberto, in cui verranno esposti i lavori di venti giovani artisti selezionati all’interno dell’omonimo progetto, che ha come scopo individuare delle vere e proprie scuole territoriali, di cui dieci selezionati per la scuola della Campania e dieci per quella della Lombardia;
  • Apertura degli spazi della Fondazione Zimei, in cui è in corso la mostra ‘The Pescara’s recordings’, un progetto dell’artista Franck Scurti curato da Massimiliano Scuderi, che vede gli spazi della villa invasi da installazioni site specific in cui l’autore, dopo un’attenta ricerca sul territorio, racconta le suggestioni e i rumori della realtà cittadina, assemblando materiali di scarto e packaging giganti che danno vita a forme impreviste;
  • Apertura della galleria A SUD, il nuovo spazio promosso dalla Fondazione Zimei in cui è in corso la mostra ‘Coppie’ di Pedro Barateiro, a cura di Massimiliano Scuderi, in cui prende luogo la riflessione dell’artista sul tema del dualismo, attraverso stili e tecniche differenti, declinandolo sia nel senso di unione che di separatezza, stimolando chi osserva a interrogarsi sui processi che stabiliscono le relazioni all’interno della società.

Ancona

“Mi ero persa”, i versi sul Covid dell’infermiera poetessa Chehile

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Maria Teresa Chechile poesia Covid Croce Rossa

La poesia sul Covid dell’infermiera poetessa jesina Maria Teresa Chechile entra in Cri. Alla vigilia del Natale infatti, è stata ufficialmente accolta dalla Croce Rossa  di Jesi in una cerimonia di consegna tenutasi nella sede di via Gallodoro, alla presenza  del presidente  Dott Francesco Bravi e dell’ispettrice Serena Romagnoli. La Chechile ha voluto sottolineare, con la consegna dei suoi versi “ Mi ero persa”, come unendo le forze e in sinergia si possa far fronte ad ogni difficoltà.«Questo tempo epocale di pandemia ci sta mostrando come si possa sempre trovare una via di uscita da ogni forma di disagio – commenta l’infermiera-poetessa – l’emergenza sanitaria ci ha fatto vivere non solo sulla pelle e nel corpo quella fragilità, alla quale si è sempre soggetti, ma anche  come se ne possa uscire attraverso una coesione di intenti e unendo le forze.»

Il dottor Bravi ha sottolineato come ci sia sempre bisogno di collaborazione, non solo nella pandemia, e di come la Croce rossa sia sempre pronta alla sua opera di soccorso e di supporto.  L’incontro poi ha raggiunto il climax ed ha toccato il suo momento più  emozionante con la proiezione e l’interpretazione de “Mi ero persa”, la poesia sul covid.  Alla cerimonia erano presenti anche la vice ispettive Saveria Grazia, la consigliera Bocchini Carla, la delegata sociale Avv. Patrizia Catozzi, alcuni volontari e la famiglia  dell’infermiera / poetessa.

Pierpaolo Mascia

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Abruzzo

Intervista a Pericle Pazzini, la mina vagante del web abruzzese

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intervista a Pericle Pazzini

Negli ultimi mesi il web abruzzese ha imparato a conoscere un personaggio nuovo e misterioso, Pericle Pazzini, nativo di Morricone (TE).

Con uno stile assolutamente peculiare – al confine fra Gadda e Maccio Capatonda – Pazzini si è ritagliato una notevole fetta di pubblico, conquistando l’interesse generale grazie alle sue storie deliranti (scritte rigorosamente in maiuscolo e senza punteggiatura) fra l’Abruzzo, New York e Follonica.

Lo abbiamo intervistato in esclusiva, si è scelto di non modificare lo stile dell’intervistato.

Signor Pericle, grazie per aver accettato il nostro invito, ci racconti un poco la sua storia, se vuole.

MI CHIAMO PAZZINI PERICLE SONO NATO A MORRICONE PUR ESSENDO PER METÀ DI MANOPPELLO E PASSANDO LE ESTATI A FOLLONICA SIN DA PICCOLO HO VISSUTO ANCHE A NEW YORK DOVE HO LAVORATO AI PIANI ALTI PER MOTIVI DI SEGRETEZZA ANCHE INTERNAZIONALE SEBBENE

Lei tiene molto alla sua privacy, non pubblica sue foto e ripete più o meno sempre le stesse cose. Trattasi di vezzo letterario?

PER L’APPUNTO PERICLE PAZZINI È UN NOME D’ARTE MA PER IL RESTO SCRIVO SOLO COSE VERE RIGUARDANTI LE MIE STORIE ANCHE ABRUZZESI RINGRAZIO SEMPRE I MIEI SEGUACI PERCHÈ MI SPINGONO A CONTINUARE NONOSTANTE QUALCHE ODIATORE DI PROFESSIONE NON RIESCA A

In un recente sondaggio svoltosi in un gruppo abruzzese, lei ha ricevuto oltre 900 voti a favore: come ha reagito?

HO REAGITO CON GRANDE GIOIA D’ALTRONDE

Molti ammiratori, molti odiatori: in tanti vorrebbero la sua cacciata da ogni social e odiano il suo stile. Cosa ne pensa?

PURTROPPO DEVO RICORDARE A QUESTE PERSONE CHE HO LA QUERELA ANCHE MOLTO FACILE E HO GIà FATTO PIANGERE PARECCHI PICCOLI OMINICCHI NELLA MIA VITA CIONONDIMENO VOGLIO SALUTARE TUTTI CARAMENTE QUANTUNQUE

Fra le sue storie, sovente torna il nome di una certa Franceschiella, può dirci qualcosa di più?

FRANCESCHIELLA FU UNA MIA VECCHIA FIAMMA POI PURTROPPO LEI MI TRADì CON MAURO MA ORA SIAMO TORNATI INSIEME MALGRADO

Cos’è per lei l’amore?

L’AMORE È QUANDO LEI NON C’È IO PIANGO E FUORI PIOVE IN MANIERA MOLTO

Come mai lascia sempre la frase finale dei suoi pezzi in sospeso?

TRATTASI DI UN VEZZO ANCHE LETTERARIO DEFINISCO LA MIA LETTERATURA NEO-SARDONICA E CHI VUOL CAPIRE CAPISCA CARO AMICO CHE DEVI DIRTI TU SAI BENE CHE

Come mai non utilizza la punteggiatura pur dimostrando un ottimo lessico e una buona capacità sintagmatica?

VEDI SOPRA TI HO GIà RISPOSTO SONO VEZZI COMUNQUE LETTERARI IO VOGLIO FARE ARTE POI VEDREMO CHI PUò DIRLO LA VITA DEVE ESSERE

Progetti per il 2022?

RIVOLTARE QUESTA NOSTRA REGIONE COME UN CALZINO VOGLIO CANDIDARMI IN QUANTO

Signor Pericle, grazie per il suo tempo.

GRAZIE A TE E VOGLIO RINGRAZIARE SOPRATTUTTO COLORO CHE

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Abruzzo

Intervista a Johnny Cronaca – Scrittore da Chieti a Parigi

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Quando conobbi Johnny Cronaca – attenzione, è un nome d’arte, il nostro tiene molto alla sua privacy – mi trovavo nella mia stanzetta e probabilmente fuori pioveva. Ci scrivemmo in merito alle solite cose abruzzesi, questo tempo che non si rimette ancora, le pallotte cace e ove.

Nel 2021 Johnny, già famoso sui social dove è solito dilettare i suoi seguaci per mezzo di argute storie parigine, ha pubblicato il suo primo libro: “Parigi, Amore e Tiramisù”, edito da Echos Edizioni nella collana Latitudini.

Un libro encroyable che diverte – ça va sans dire – e che commuove insospettabilmente, seriamente, intoscibilmente.

Ciao Johnny, come nasce il tuo personaggio e perché?


“Johnny Cronaca nasce per caso durante una passeggiata a Parigi. Avevo appena vissuto un’esperienza traumatica e trascendentale: l’ottenimento di un appartamento, anzi, di un buco, in affitto. Erano tre settimane che vivevo momenti tragicomici in un francese approssimativo e mi sono detto: “E se li mettessi tutti insieme e ne scrivessi una storia umoristica?”. Fu un successo insperato. Quindi il perché è presto detto: condividere una disavventura cercando di far ridere amici e parenti. Poi oh, scrivere cazzate mi è sempre piaciuto”.

Il tuo primo libro, “Parigi, amore e tiramisù”: perché uno se lo dovrebbe accattare?


Innanzitutto perché fa ridere. Ho sempre avuto una venerazione per i grandi comici italiani, a partire da Paolo Villaggio con i suoi libri di Fantozzi, passando da Aldo, Giovanni e Giacomo, Troisi, Verdone, e tanti altri. Ma di letture comiche di valore non ne ho mai trovate più di tre o quattro. Questo libro riempie un po’ questo mio vuoto. In secondo luogo perché fa riflettere; la storia di una coppia di giovani che lascia la propria terra in cerca di fortuna ha con sé sempre delle implicazioni nostalgiche, a volte tragiche. Il tono a volte ha questo sapore amaro che fa parte comunque della vita, e fa crescere. Terzo motivo? Ho ricevuto tanti messaggi entusiasti da sconosciuti e nessuno si è mai lamentato. Finora almeno.

Come è stato presentare il libro in giro per la tua regione e quale è stato il momento più bello vissuto con il pubblico.


Girare per l’Abruzzo è stato magnifico. È stato come dare un volto a tutti quei like e messaggi letti solo dietro uno schermo. Da Parigi poi è come se avessi sempre vissuto la mia esperienza da scrittore umoristico come su un palco, da attore. O forse con un filtro. Incontrare il pubblico ha reso tutto reale e finalmente ho sentito un’emozione autentica (e non virtuale). Il momento più bello? Ero al salone del libro di Torino firmando copie, si avvicina questa ragazza, mi dice: “Io vivo in Germania e mi sento spesso sola, ma ciò che scrivi mi fa sentire a casa.” È stato impagabile.

Hai intenzione di restare a Parigi per l’eternità?


L’eternità è una cosa grossa, me la immagino come il paradiso di Dante, ma con più arrosticini. Parlando con mia moglie ci siamo già detti che la pensione la passeremo in Abruzzo, ma i prossimi anni mi vedono in territorio gallico. Dobbiamo finire ciò che abbiamo iniziato, ovvero conquistare tutto il conquistabile e insegnargli a cucinare. Poi tornerò.

Progetti futuri?


Mi piacerebbe continuare a raccontare storie umoristiche, magari con un secondo libro. Poi l’idea di diventare padre non mi dispiace, mi piacerebbe avere un pargolo. Tuttavia l’idea che mio figlio (o mia figlia!) parli francese come i miei colleghi mi è rivoltante. Dovremo parlare più dialetto in casa per evitare il peggio? Chissà. Sicuramente l’estate lo riporteremo in Italia, per un periodo di rieducazione culturale.

Da teatino doc, saresti d’accordo nel dedicare una piazza di Chieti, una statua, finanche un quartiere a Giustino “steteve a la case”?


Assolutamente sì. Proporrei un mezzobusto in un punto ben visibile della Villa Comunale, tipo vicino la fontana. E chiaramente ci dovrebbe stare scritto “Steteve a la cas’”. D’inverno, con la neve, sono convinto potrebbe diventare una location da pellegrinaggio, già mi immagino le foto in famiglia.

Grazie Johnny, ti saluto caramente.

Idem.

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