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Macerata

Macerata, la GdF sequestra oltre 125 kg di fuochi d’artificio

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MACERATA – Nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio, finalizzati al contrasto dei traffici illeciti, nonchè al costante monitoraggio delle movimentazioni di merci e persone in ingresso ed uscita dal territorio provinciale, i Finanzieri della Compagnia di Civitanova Marche hanno sottoposto a controllo un furgone, parcheggiato negli spazi antistanti l’area commerciale ubicata nei pressi del casello autostradale di Civitanova Marche. 

La presenza insolita del mezzo, in considerazione della tarda ora, e la manifestata irrequietezza del conducentealla vista dell’autovettura con livrea recante colori d’Istituto, hanno insospettito i militari, che hanno pertanto proceduto ad un più approfondito controllo del veicolo, constatando, al suo interno, la presenza di numerose scatole contenenti artifici pirotecnici, in ordine ai quali il soggetto controllato non è stato in grado di esibire documenti attestanti la liceità della loro provenienza,detenzione e destinazione. 

In particolare, per 100 Kg. di essi, seppure le relative confezioni recassero la prescritta marcature “CE”, il detentore non è stato in grado di esibire i documenti a corredo di tale certificazione, contrariamente a quanto sancito dall’art. 11 del Decreto Legislativo n. 123 del29.07.2015 (provvedimento concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri dell’Unione Europea relative alla messa a disposizione sul mercato di articoli pirotecnici), che impone, tra l’altro, la presentazione, a richiesta degli organi di polizia, della documentazione che dimostri la conformità dell’articolo pirotecnico.

La merce, poiché non supportata da idonea documentazione, è stata sottoposta a sequestro probatorio, per il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci, ritenendo, infatti, i finanzieri, indebitamente riprodotta la marcatura comunitaria sulle confezioni.

Per i restanti artifici pirotecnici, costituti da 100 tonanti dal peso complessivo di circa 25 Kg., le Fiamme Gialle hanno potuto rilevare, invece, l’assenza di qualsivoglia tipologia di etichettatura che ne definisse la categoria e la classificazione. Pertanto, hanno proceduto al sequestro probatorio per il reato di fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti.

Il detentore del materiale pirotecnico è stato quindi segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata.

Le operazioni di servizio si inseriscono in un più ampio dispositivo di controllo a tutela della sicurezza della salute dei consumatori, rafforzato in concomitanza delle festività: contrastare la diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza significa contribuire a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo ove gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni eque di concorrenza.

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Un oggetto misterioso: il Globo di Matelica

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Indagini ancora in corso sul Globo di Matelica, un reperto archeologico di straordinario interesse, del quale sono ancora diversi i misteri da svelare.

MCERATA – Nel 1985 vennero effettuati nel centro di Matelica, presso il Palazzo del Governo, lavori pubblici di normale amministrazione. Un giorno sul posto giunse, interessato e incuriosito, il geometra Danilo Bandini, socio dell’Archeoclub di Matelica. Si avvicinò alla zona in cui gli operai lavoravano e ad un tratto notò, un po’ in disparte, un oggetto in pietra perfettamente rotondo. Chiese dove avessero trovato quel globo: gli risposero vagamente che era stato rinvenuto lì da presso ed era pronto per essere portato via, chissà dove. Danilo Bandini li fermò: qualche valore doveva pur averlo quel reperto. La sfera fu allora recuperata e  messa al sicuro. Si incominciò a studiarla e non sarebbero mancate sorprese su quello che sarebbe stato conosciuto come il Globo di Matelica.

Di questo eccezionale ritrovamento ha parlato il 29 ottobre, per la Fondazione Federico II, la prof.ssa Silvia Maria Marengo, già docente di Antichità Greche e Romane presso l’università di Macerata. Alla sua conferenza, ‘L’orologio solare di Matelica tra archeologia, epigrafia e astronomia’, sono intervenuti l’assessore Giovanni Ciccardini di Matelica e lo stesso Danilo Bandini che ha raccontato il rinvenimento. Ha rappresentato l’Amministrazione Comunale di Jesi l’assessore al Turismo Alessandro Tesei. I numerosi intervenuti hanno avuto l’opportunità di osservare da vicino una copia esatta del Globo di Matelica e di assistere alla proiezione di un video minuziosamente descrittivo del reperto.

L’oggetto misterioso è una sfera in marmo chiaro cristallino che riflette la luce se esposto al sole. Ha un diametro di circa 29,3 cm. Mostra incisa intorno una linea come un equatore. Oltre ad una meridiana centrale riporta nella zona superiore tre cerchi concentrici con didascalie in greco e segni zodiacali. Al di fuori sono indicate le ‘tropai’, cioè i solstizi d’inverno e di primavera con lettere greche a funzione numerale. Una volta identificato come ‘oggetto di interesse scientifico e archeologico’ ci si è rivolti a diversi studiosi per analizzarlo e comprendere storia, uso e significato.

È innanzi tutto da precisare che l’oggetto,   se pure rarissimo, non è un unicum. Ne è stato ritrovato uno simile in Grecia a Prosymna; più grande, di progettazione e datazione anteriore, ma con segni grafici simili. Si è scoperto che si trattava di un oggetto votivo offerto ad Era da una sacerdotessa. Si è riusciti anche ad identificare le funzioni dei due  globi. Erano calendari con indicazione delle stagioni, delle ore del giorno, dei mesi e dei solstizi. Le misurazioni erano dedotte dall’incidenza dell’ombra segnalata su una fila di punti regolarmente distanziati sulla superficie. Molti altri interrogativi tuttavia  rimangono o hanno avuto solo non esaurienti risposte. Quale datazione hanno i due reperti? Chi li fabbricò? In quale contesto è stato ritrovato il globo di Matelica e fu qui che venne effettivamente realizzato? Oppure come e perché un oggetto  simile è giunto nella cittadina marchigiana? Può avere anche un significato simbolico?

Poco di tutto questo è stato accertato. L’origine greca è sicura, ma la realizzazione può essere avvenuta in epoca romana. La conoscenza del  contesto urbano del ritrovamento sarebbe importantissima per indicarne la funzione, ma purtroppo quello di Matelica è andato perduto anche se è indubbio che città  crebbe su ripetute stratificazioni. Tuttavia non si è ancora ricorsi all’uso di innovative strumentazioni capaci di effettuare rilevamenti senza ricorrere a scavi.

Quanto alla datazione occorre ricordare che i romani incominciarono a conoscere le meridiane, che conservarono poi come oggetti preziosi, soltanto  durante la seconda guerra punica. Cesare ebbe particolare interesse per l’astronomia così come Augusto che fece costruire un grande orologio solare a Campo Marzio. Dunque secondo l’ipotesi più plausibile è possibile datare il globo ad età imperiale, quando Matelica raggiunse effettivamente una notevole importanza politica e strategica. Come sia pervenuto sul luogo è però un mistero: per mare o via  terra è ugualmente plausibile.

Anche quanto alla ideazione e alla fruizione più di una ipotesi è stata formulata. La più attendibile è che il Globo di Matelica, ma anche quello di Prosymna, potrebbero essere stati costruiti in base alle conoscenze astronomiche e filosofiche, da tempo acquisite, non di uno, ma di diversi studiosi. Vero è infatti che l’osservazione del cielo risale a tempi remotissimi, tanto che i nomi dei più antichi astronomi  non sono nemmeno passati alla storia. È possibile che il globo facesse parte dell’arredo di una scuola, o di un cenacolo di filosofi in sostituzione magari di una più semplice meridiana. Meno probabile che fosse un oggetto privato, non esposto al pubblico. Difficile in questo caso sarebbe stata l’interpretazione delle minuziose scritture. In ogni modo esistono alcune raffigurazioni di sfere solari che possono illuminare  sul loro uso.

In diversi bassorilievi Urania, dea dell’astronomia, è rappresentata con un globo in mano, simbolo dell’universo. Di grande interesse anche il ‘mosaico dei filosofi’, conservato nel Museo Nazionale di Napoli. Nelle scena appaiono sette filosofi (o scienziati?) che discutono di fronte ad un oggetto rotondo posato a terra, molto simile al globo di Matelica. Nel Museo Archeologico di Firenze è conservato anche un sarcofago con un bassorilievo che illustra la nascita di un bambino al quale le Parche formulano l’oroscopo reggendo in mano un grande sfera. Molto in ogni modo c’è ancora da scoprire intorno a questo prezioso reperto archeologico; tanto che l’Amministrazione di Matelica ha proposto l’assegnazione di una consistente borsa di studio a laureandi che effettuino ricerche sulla storia di Matelica e del suo misterioso globo. La relatrice lo ha definito ‘un messaggio in bottiglia lasciato dai nostri avi’. Come tutti i tesori ritrovati ha suscitato e continua a suscitare molto interesse non solo a studiosi e archeologi. Da segnalare però che non è possibile oggi osservarlo a Matelica dove, a causa del sisma, ha cambiato non una sola volta la sede d’esposizione. Sarà in mostra altrove in Italia; prossimamente, corredato da supporti audiovisivi,  nel Museo delle Terme di Diocleziano a Roma.

Augusta Franco Cardinali

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Macerata

Macerata, laurea con 110 per una studentessa con sindrome di down

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MACERATA – Margherita Campanelli, 30 anni, studentessa lavoratrice con sindrome di Down, di Fano, ha conseguito questa mattina la laurea magistrale in Scienze pedagogiche all’Università di Macerata con votazione 110 e un tesi dal titolo “Il gioco come strumento e pratica inclusiva al nido. Le prospettive e dinamiche educative nello spazio 0-6”.

“Quella di Margherita è una storia straordinaria, generata da una parte da una personale determinazione, dall’altra dalla forza dell’interazione sociale inclusiva – racconta all’Ansa la sua relatrice originaria di Oristano, Francesca Salis, titolare della cattedra di Pedagogia delle disabilità a Macerata – Ora potrà trasmettere a bambini e bambine i valori dell’inclusione in maniera diretta, non solo con la teoria ma attraverso la sua esperienza incarnata in modo emozionale ed esperienziale. Lei – chiarisce la prof – è riuscita ad andare oltre i luoghi comuni e non ha permesso alla disabilità di prendere il sopravvento e compromettere il suo progetto di vita”.

La storia di Margherita è raccontata dall’Ansa. Ora il grande sogno di Margherita è diventato realtà e la giovane neo laureata ha bene in mente cosa fare: aprire un agrinido per dare la possibilità ai più piccoli di crescere a contatto con la natura. La laurea triennale con la tesi sul “Ruolo dell’educatore nel processo di inclusione” le aveva già permesso di lavorare in un asilo nido a Fano, dove è nata. Ora la magistrale col pieno dei voti e i complimenti della commissione. “Un’emozione grandissima – confessa Margherita all’Ansa – un obiettivo inseguito con grande impegno e passione. Fin da bambina ho avuto modo di confrontarmi con figure educative e questo ha fatto scaturire il desiderio di diventare pedagogista”.

Per Francesca Salis la soddisfazione è immensa: “Nell’ambito dell’approccio narrativo, pedagogico inclusivo, che io insegno ai futuri pedagogisti, Margherita è una testimone validissima, capace di trasmettere con efficacia la sua storia, gli elementi educativi che l’hanno caratterizzata, la necessità di superare i pregiudizi. Margherita – assicura – continuerà a collaborare con me. Adesso da stimata collega”.

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Macerata

Pedopornografia, 54enne di Tolentino deteneva 31mila foto e video: arrestato

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TOLENTINO – 54enne di Tolentino (Macerata) deteneva oltre 31.000 files contenenti immagini e video pedopornografici ritraenti minori tra i 6 e i 13 anni. L’uomo è stato arrestato dagli investigatori del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica – Polizia Postale e delle Comunicazioni “Marche”.

Come riporta l’Ansa, l’indagine, coordinata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online, trova la propria fonte nella segnalazione presentata da un organismo internazionale. Gli accertamenti della Polposta di Ancona avevano consentito di correlare altre 12 segnalazioni dello stesso organismo e di identificare il destinatario della perquisizione, privo di precedenti di polizia. L’attenta e scrupolosa analisi delle informazioni fornite ha permesso di identificare e rintracciare l’utente, residente nella provincia di Macerata, ed è stata eseguita una perquisizione disposta dall’Autorità Giudiziaria di Ancona.

In ragione dell’ingente quantità e qualità del materiale rinvenuto, ritraente bambini, gli operatori della polizia postale marchigiana hanno arrestato in flagranza di reato il 54enne che, su disposizione del Pm di turno della Procura di Macerata, è stato condotto in carcere. Il gip di Macerata ha convalidato l’arresto, confermando la custodia cautelare in carcere.

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