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CoViD19

Marche, quarantene in classe sotto accusa: «manca personale sanitario per i tracciamenti»

Dura presa di posizione del comitato regionale Priorità alla Scuola contro la Giunta Acquaroli sui mancati tracciamenti in caso di positività in classe

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Comitato per la scuola contro la regione

ANCONA – Manca il personale sanitario per l’esecuzione del protocollo nazionale relativo alle quarantene scolastiche. A denunciarlo è stato il comitato regionale Priorità alla Scuola a margine del presidio svoltosi nella giornata di ieri, in cui è intervenuta anche la consigliera regionale PD Micaela Vitri alla presenza di Antonio Mastrovincenzo consigliere regionale Pd, Arianna Buda di Potere al Popolo, Chiara Grulla medico, la presidente del CGD Ancona, Laura Trucchia, e un esponente di Priorità alla Scuola Marche, Valerio Cuccaroni. I partecipanti hanno quindi incontrato l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini per confrontarsi sulla delicata questione relativa alle quarantene.

L’assessore ha confermato come la Regione Marche sia sotto organico di 160 medici vaccinatori che erano stati contrattati i mesi scorsi per la campagna vaccinale e i cui contratti non sono ancora stati rinnovati. Questo, come denunciato più e più volte da PAS Marche, implica un’importante mancanza di risorse umane per i tracciamenti, che risale a ben prima della quarta ondata, in quanto molti dei medici e del personale sanitario sono impiegati nella campagna di vaccinazione. Per questo motivo la Regione Marche e l’Asur Marche non sono mai riuscite ad applicare il protocollo ministeriale per le quarantene selettive.

L’Ass. Saltamartini, però, ha rivelato di aver chiesto al Presidente della Giunta Acquaroli dei fondi straordinari per l’acquisto di tamponi molecolari salivari da far fare a domicilio a tutte le famiglie, per uno screening a partire da gennaio per un periodo di due mesi, al costo di 12 euro l’uno.

Il comitato regionale ha espresso però tutte le sue perplessità in un comunicato sulla realizzazione dello screening. Anzitutto – scrivono – non è chiaro come questo dovrebbe avvenire, se in modo occasionale oppure attraverso un test esteso a tutta la popolazione studentesca marchigiana (200.000 circa tra bambini/e e ragazzi/e). Per il resto, insiste il comunicato, «PAS Marche rimane scettica su questa idea, ritenendo prioritario, anche in accordo con il quadro normativo nazionale (pronunciamenti del CTS, protocollo scolastico del 03/11/21), investire le risorse in modo efficiente in un serio e tempestivo tracciamento, per poter garantire l’applicazione del protocollo nazionale delle quarantene selettive».

Ma c’è anche il problema del processamento dei tamponi, dato il già noto affanno dei laboratori regionali statali e privati: «quali sono i risultati attesi dalla regione e in che tempi acquisito il sovraccarico di lavoro dei nostri laboratori? , continua il Comitato regionale, se invece il controllo sarà una tantum riusciremo a garantire la giusta sicurezza nel medio lungo periodo alle nostre scuole?».

La risposta secondo il comitato non potrebbe invece che passare attraverso un corretto sistema di testing e di tracciamento ricorrendo a maggiori assunzioni e secondariamente attraverso un corposo investimento «per rafforzare una rete di collaborazione, oltre che con i medici e pediatri di base, anche con le farmacie e altre strutture sanitarie».

Infine, conclude il comunicato – «condanniamo l’idea che sta circolando nelle ultime ore circa il prolungamento della chiusura delle Scuole a gennaio. A fronte di personale scolastico completamente vaccinato e dell’adesione anche da parte degli studenti under 12 alla campagna vaccinale, la chiusura prolungata sarebbe l’ennesima dimostrazione del fallimento delle istituzioni nel tutelare la scuola e il diritto allo studio, a favore della tutela dei consumi, che non vanno mai in vacanza».

Ascoli Piceno

Marche, false somministrazioni di vaccini su pazienti: medico finisce in manette

False somministrazioni di vaccini covid su pazienti, alcuni dei quali da fuori regione. Per un medico di medicina generale è scattato l’arresto

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Immagine d'archivio

ASCOLI – Un altro caso di false somministrazioni di vaccini su pazienti nelle Marche. Dopo lo scandalo dell’infermiere di Castelfidardo che, dietro compenso, fingeva di inoculare dosi di vaccino presso l’hub Paolinelli di Ancona, un altro professionista della sanità, un medico di medicina generale stavolta, finisce in arresto.

Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti il medico, operativo nella provincia di Ascoli, avrebbe certificato, in qualità di vaccinatore, la falsa somministrazione di dosi su diversi pazienti, alcuni dei quali provenienti anche da fuori Regione, al fine di ottenere il Green Pass.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Fermo e portate avanti dai militari di Ascoli Piceno e dai Carabinieri del Nas di Ancona, hanno portato alla luce diverse anomalie nella registrazione delle vaccinazioni effettuate.

Diversi i reati contestati al professionista per le false somministrazioni di vaccini: si va dal falso ideologico e materiale fino al peculato e alla truffa ai danno dello stato.

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CoViD19

Marche, tamponi gratuiti per le scuole primarie: “abbiamo colmato una lacuna normativa”

Da domani test antigenici gratuiti per tutti gli studenti delle scuole primarie nelle Marche. Colmata così una lacuna normativa

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Civitanova, Saltamartini Covid Hospital

MARCHE – Dalla giornata di domani i test Covid saranno gratuiti nelle farmacie per tutti i bambini delle scuole primarie. Ad annunciarlo è stato, via social, l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini esprimendo la sua soddisfazione per lo sblocco di una situazione burocratica non semplicissima.

Il tenore letterale del decreto legge 1/2022 infatti, come ha spiegato lo stesso assessore, aveva previsto la gratuità dei test antigenici per i soli studenti delle scuole secondarie, lasciando di fatto senza riferimenti legislativi gli studenti delle scuole primarie: “avevamo assunto questo impegno, ha scritto Saltamartini, e il Governo ha eliminato questa lacuna. Gli uffici dell’Asur stanno per emanare l’atto applicativo dell’articolo 30 del nuovo decreto legge 4/2022”.

Si estende così alla fascia di età 6-11 la gratuita dei tamponi, come già il decreto del primo Gennaio garantiva agli studenti più grandi. Analoga sarà la procedura per l’esecuzione: il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta, compilerà una ricetta dematerializzata di tipo farmaceutico. A seguito di registrazione della ricetta elettronica, dovrà provvedere ad inviare il promemoria da esibire presso le farmacie convenzionate o le strutture sanitarie aderenti ai Protocolli d’Intesa.

Aumentato inoltre il fondo per la copertura della spesa a livello nazionale, con lo stanziamento di ulteriori 19,2 milioni di euro da parte del Governo per garantire test antigenici rapidi gratuiti per tutti gli studenti.

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CoViD19

Monoclonali, Marche prime in Italia per utilizzo: “noi secondi a nessuno nella lotta al Covid”

Le Marche si conferma capofila nell’utilizzo della terapia monoclonale nella lotta al Covid. A certificarlo è stata l’Agenzia Italiana del Farmaco

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Marche, terapia monoclonale

ANCONA – La regione Marche è stata la prima in Italia ad utilizzare gli anticorpi monoclonali nella lotta al Sars Cov2. A certificarlo niente meno che l’Agenzia Italiana del Farmaco dopo la settimana di sperimentazione dal 6 al 12 Gennaio di quest’anno.

A dirsi estremamente soddisfatto è stato l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini, soprattutto in un contesto in cui la forte crescita dei contagi impone la ricerca di trattamenti che possano ridurre le ospedalizzazioni. A questo scopo infatti, le terapie sono talvolta combinate fra loro, come nella sperimentazione all’Ospedale di Pesaro, con la terapia monoclonale abbinata alle pillole antivirali attualmente circolanti (il Molnupiravir e il Remdesivir).

I dati dell’Aifa dimostrano come rispetto alla media italiana di prevalenza dell’0,18%, le Marche siano capofila nell’utilizzo della terapia monoclonale: «a fronte di 13.372 nuovi positivi nelle Marche, ha spiegato l’assessore, sono state richieste 152 sacche di trattamento , con una prevalenza dell’1,14%, la seconda regione in Italia ha una prevalenza dello 0,58%, la metà circa».

«Ho sempre creduto molto nell’utilizzo dei monoclonali – prosegue l’assessore, anche perchè nell’85 dei casi determinano una guarigione quasi immediata».

Gli anticorpi monoclonali possono essere utilizzati esclusivamente su pazienti senza necessità di ossigenoterapia ma che sono ad alto rischio di progressione della malattia. Queste terapie vengono somministrate per via endovenosa in un tempo di 60 minuti ( a cui segue un’altra ora di osservazione ospedaliera): «naturalmente le valutazioni cliniche verranno fatte dal personale medico e da quello specialistico ospedaliero, spiega Saltamartini, ma dopo il record di vaccini somministrati nei giorni precedenti, anche questo dimostra che nonostante tutto non siamo secondi a nessuno“.

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