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Teramo

Sequestri 60 kg di prodotti ittici a pescherie e ristoranti del teramano

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Numerosi accertamenti e multe per un ammontare complessivo di 13 mila euro a diverse attività collegate al settore della pesca. Nel mirino della Guardia Costiera pescherie del rosetano e del teramano e ristoranti albensi e giuliesi. Sequestrati più di 60 kg di prodotti ittici

GIULIANOVA – Controlli a terra e in mare da parte della Guardia Costiera, per un totale di oltre 50 ispezioni, nell’ambito dell’operazione “Atlantide”, coordinata dalla Direzione Marittima di Pescara. In seguito alle diverse le violazioni riscontrate, sono stati sequestrati 60 kg di prodotti ittici e sono state emesse sanzioni per un ammontare complessivo superiore ai 13 mila euro. Destinatari dei provvedimenti disciplinari, diverse attività: alcune pescherie di Teramo e Roseto e alcuni ristoranti sparsi fra Alba Adriatica e Giulianova.

Le irregolarità riscontrate riguardavano la tracciabilità degli oltre 60 kg di prodotti ittici sequestrati. Gli uomini della guardia Costiera hanno constato che in molto casi i prodotti da immettere sul mercato, non rispettavano tutti i requisiti di qualità e tracciabilità e che spesso non era presenti tutte le informazione necessarie a stabilire che la loro provenienza fosse lecita.

I controlli sono avvenuti in mare, per contrastare la pesca irregolare, ma anche a terra, presso i punti di sbarco per verificare l’idoneità dei mezzi con cui viene trasportato il pescato, ma anche presso ristoranti e pescherie. Il caso più eclatante è avvenuto nel porto giuliese, dove a bordo di un’automobile sono stati trovati esemplari di pesce spada, alcuni dei quali sottopeso, per un peso totale di 30 kg. Denunciato il conducente dell’auto in cui era stato nascosto il pesce ed il Comandante del peschereccio da cui proveniva il prodotto non dichiarato.

Abruzzo

Intervista a Daniele Tassoni, in arte Loonkito, rapper di Martinsicuro

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Daniele "Loonkito" Tassoni rapper di Martinsicuro

Classe 1996, Daniele Tassoni da Martinsicuro è una delle penne più interessanti della scena rap adriatica. Prima con il nome d’arte di Lewi, poi con quello di Loonkito (dal 2021) il giovane truentino ha al suo attivo un EP (“Lewis”), l’apertura di un concerto di Mahmood e un nuovo progetto di inediti in uscita a fine 2022.

MARTINSICURO – In occasione dell’uscita del suo nuovo singolo “Amigdala”, abbiamo intervistato Daniele Tassoni, altresì noto come Loonkito.

Ciao Daniele, la domanda potrebbe non apparire molto giovane, ma di chi si lu fije?

Ciao Gino, sono molto contento per questa intervista, ti ringrazio.
I miei genitori sono di Martinsicuro, entrambi grandi ascoltatori di musica.

Come e quando è nata la passione per la musica?

Penso che la passione sia nata anche da loro, soprattutto da mia madre (Maria Giovanna) che adora cantare (da piccolo mi calmava con la sua voce).
Mio padre (Mauro) è cresciuto a Martinsicuro e mi ha sempre aiutato nei piccoli lavori di costruzione dello studio, anche se abbiamo idee differenti.

Nel tuo singolo “Monster” c’è una frase che recita: “amo la musica ma non so cantare”. Che ne pensi dell’autotune?

Intanto mi fa molto piacere che tu abbia sentito MONSTER , pezzo in collaborazione con KURT INSANE (Amedeo Canala).
La musica per me non è saper cantare, scrivere o stare davanti ad un microfono, per me la musica è uno spazio, un posto sicuro dove posso esprimere quello che non riesco a dire normalmente. Per dar voce a quello che abbiamo dentro non bisogna saper cantare perché secondo me è importante seguire i proprio sogni senza farsi fermare da nessuna limitazione.
L’autotune è un mezzo molto attuale diventato parte integrante del sound del momento; io sono a favore e secondo me troppe paranoie in merito non servono: l’importante è che la canzone suoni bene , trasmetta qualcosa e ti faccia muovere la testa.

Vivere a Martinsicuro, perla baricentrica dell’Adriatico e città naturalmente e sordidamente hip hop, ti ha ispirato in modo particolare?

Sicuramente ha influito. Uno dei miei migliori amici e colleghi, YELLOWGOLD (Nuri Nabli) di Martinsicuro, mi ha iniziato a questo mondo.
Io e lui “seme cresciute ‘nzimbre” dalle elementari. Già delle medie ricordo che lui sentiva sempre rap: pensa che a quei tempi a me non piaceva più di tanto poi, piano piano, iniziò ad appassionare anche a me e cominciammo a scrivere i primi testi.
In seguito è diventata la mia più grande passione.
A Martinsicuro il posto che più ci ha ispirato è il molo dove ancora oggi andiamo spesso, ci fumiamo una sigaretta in macchina, mettiamo un beat e cominciamo a fare freestyle o a scrivere testi insieme: il molo di Martinsicuro è un po’ la mia musa.

Quando ti arriva un beat, che fai? Come ti poni a livello della scrittura del testo?

Di solito creo una linea melodica che mi piace, che suona bene e matcha (sic) col beat, poi aggiungo le parole; altre volte scrive direttamente il testo e il mio produttore Cappo (Lorenzo Cappelletti), che ormai mi sopporta da anni, crea un beat apposito.
I progetti che ci sono riusciti meglio li abbiamo creati all’unisono: ci siamo chiusi giornate intere nel mio studio e mentre io provavo le linee melodiche, lui faceva lo stesso con la strumentale. Lavorando insieme è più facili che arrivi l’idea giusta.

Il tuo ultimo singolo, “Amigdala”, tratta il tema degli attacchi di panico e dell’ansia. Puoi dirci qualcosa in più in merito?

Questo è un tasto delicato, grazie alla musica ho superato un periodo parecchio scuro.
Amigdala è nata da sola, Cappo mi aveva mandato questo beat molto triste e cupo con della pioggia in sottofondo: subito ho iniziato a descrivere quello che provavo quando avevo un attacco di panico.


L’attacco di panico è una lotta contro te stesso, una continua risalita per non annegare.
Nel video della canzone ho rappresentato questo: la mia fuga da me stesso.
Ho avuto periodi in cui non uscivo di casa, alcune volte ho dovuto lasciare il lavoro perché mi sentivo morire: i miei problemi erano solo nella mia testa. Ho cominciato a stare di più a casa, da solo; poi, con il passare del tempo, grazie allo studio, alla mia famiglia e agli amici, ma soprattutto grazie alla musica, sono riuscire a “calmare la mia vita”.
La mia è un’esperienza che molti vivono e può portare a problematiche serie, so cosa significa e voglio dire due cose: non sentitevi mai soli e fatevi sempre aiutare.
All’inizio anche io non davo peso a nulla e non volevo sentire i consigli, ma poi è arrivato il momento di chiedere aiuto.


Tornando a parlare di cose un po’ più belle, Amigdala è fuori dal 25 maggio su tutti i digital store e su Youtube… Spero possa piacervi!

Progetti per il futuro? Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo progetti di inediti?

L’unica cosa che posso dirti sul futuro è che la musica sarà sempre al mio fianco. Non smettete mai di fare quello che vi fa stare bene.

Grazie.

Grazie a te e a tutta la redazione de “Il Martino”.

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Teramo

Intervista a Simona Lattanzi: «mi candido per cambiare volto a Martinsicuro»

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Simona Lattanzi

Simona Lattanzi è la candidata di centrosinistra alle Elezioni Amministrative di Martinsicuro, che si terranno, insieme al Referendum, il prossimo 12 giugno. Supportata da Pd, Verdi e il contenitore civico Piazza Grande, punta la sua campagna elettorale su ambiente, riqualificazione urbana e dialogo coi cittadini.

MARTINSICURO – Simona Lattanzi è la candidata che il centrosinistra ha scelto per le Elezioni Amministrative del prossimo 12 giugno. In questa breve intervista, illustra le sue proposte per la città.

Buongiorno Candidata. È fiduciosa in vista delle prossime elezioni?

Sì, abbiamo costruito un bel gruppo, molto coeso, e credo che saremo in grado di presentare una valida alternativa all’attuale maggioranza. Il nostro obiettivo è avere quantomeno una buona rappresentanza in Consiglio comunale, per far valere le nostre istanze.

Eppure, la scelta del candidato di coalizione è stata piuttosto travagliata…

Si è vero, stata una discussione interna lunga e vivace, durante la quale abbiamo vagliato diverse proposte. Io, non ho problemi a dirlo, avrei scelto Marta Viola, che però ha declinato. Per carattere personale, preferisco agire lontano dai riflettori e preferisco dare il mio contributo da dietro le quinte. Ma quando mi hanno chiesto di rappresentare il centrosinistra non mi sono tirata indietro. Voglio, come molti, dare un nuovo volto a Martinsicuro e credo che il modo migliore per farlo sia agire se si ha la possibilità non aspettare che lo faccia qualcun altro.

Lo schieramento di centrosinistra è l’unico che presenta un simbolo di partito, quello del Pd. Questo la spaventa o la incoraggia?

Noi abbiamo deciso di non nasconderci e di giocare a carte scoperte. Credo che la trasparenza sia la base da cui partire. Anche per non far trovare sgradite sorprese agli elettori, che magari votano una lista convinti che sia civica e poi dentro vi ritrovano esponenti di partiti che non gradiscono.
Il Pd sta dando un grande contributo e devo dire che Giuseppe Capriotti ha svolto al meglio il suo ruolo in questi anni, ma a un certo punto si è trovato solo in Consiglio Comunale e se l’opposizione è divisa, la maggioranza ha gioco facile.

E per quanto riguarda le altre liste che la sostengono?

Ribadisco la mia stima per Marta Viola e sono molto contenta del supporto di Europa Verde. Ringrazio anche Enzo Pierantozzi per il sostegno e la grande spinta aggregativa.

Invece com’è il suo rapporto con l’attuale Amministrazione?

Nessun pregiudizio, o chiusura da parte mia. Però devo dire che in questi anni ho notato una certa impermeabilità da parte del Comune a recepire le proposte che venivano dai cittadini. Anche in qualità di presidente di comitato per la riqualificazione di via Risorgimento, ho riscontrato sempre diverse difficoltà ad interagire con l’Amministrazione. Su questo vorremmo rappresentare una discontinuità e puntiamo molto sul dialogo con la popolazione, vero, franco e costruttivo, per apportare migliorie per il bene comune.

Se l’aspettava la candidatura di Emma Zarroli?

Sì me l’aspettavo. È una donna forte, che vuole esprimere i suoi concetti. Forse non si è sentita libera di farlo negli ultimi tempi.

Di che cosa ha bisogno Martinsicuro?

Guardi, non servono stravolgimenti. Il territorio è bellissimo e la città non è ciò che spesso viene raccontato. C’è tuttavia bisogno di apportare migliorie al decoro pubblico e riqualificare alcuni spazi abbandonati al degrado. Si sente spesso dire che un Comune non ha molti mezzi, ma credo che invece abbia la possibilità di essere decisivo nella manutenzione e nella cura della città.

Ad esempio?

Ad esempio la cura del verde. Ci son troppo spazi pubblici dimenticati, in cui la vegetazione cresce incolta, oppure è rinsecchita perché nessuno la annaffia. Piccole cose, che però potrebbero fare la differenza e cambiare davvero il volto a Martinsicuro. Anche per quanto riguarda edifici abbandonati, o aree urbane da riqualificare. Si deve incentivare la rigenerazione di queste aree, attraverso una collaborazione tra pubblico e privato, oppure organizzando iniziative culturali in grado di apportare migliorie.

Si riferisce a qualcosa in particolare?

Mi piacerebbe lanciare un contest di street art, attirare nel nostro Comune artisti talentuosi e affidare loro il “restauro” di edifici pubblici che necessitano di cambiare.

Quali sono i punti che ha maggiormente a cuore?

Ambiente in primis, attraverso lo sviluppo di parchi e giardini, la cura del verde pubblico e la difesa del biotopo costiero, ma anche incentivi alla mobilità sostenibile e attenzione alle tematiche legate all’impatto ambientale. Credo che bisognerebbe poi affrontare in maniera risoluta il problema dell’erosione costiera, che riguarda anche comuni limitrofi. È necessario mettere tutte le parti in causa intorno a un tavolo, coinvolgere esperti, scienziati e tecnici e trovare una soluzione efficace e condivisa. Poi bisogna lavorare sulla sicurezza e sulla riqualificazione urbana per restituire alla cittadinanza spazi di aggregazione. Anche in questo caso servono sforzi immani, ma interventi mirati. Ad esempio, implementando l’illuminazione pubblica per non lasciare più al buio le vie di Martinsicuro.

E per quanto riguarda le opere da realizzare?

Recupero del molo nord e delle piazze cittadine soprattutto. A Villa Rosa una piazza vera e propria non c’è, a Martinsicuro invece non vi è alcun riparo dal sole di giorno e di notte diventa luogo di frequentazioni ambigue. Bisogna poi riqualificare e sfruttare al meglio gli spazi della ex Veco. Si tratta di un’area ampia e in una posizione strategica, che potrebbe essere utilizzata per fare qualcosa di veramente importante.

Cosa crede che potrebbero chiederle i cittadini?

Tutela del turismo, rilancio del settore e della capacità di intercettare visitatori tutto l’anno e non solo nei mesi estivi. Ma anche, lo sviluppo di nuove opportunità di lavoro e formazione, soprattutto per i più giovani. Già dalle medie inizia una diaspora di ragazzi che si spostano in comuni limitrofi, ai quali non abbiamo nulla da invidiare, in cerca di maggiori opportunità, risorse, ma anche momenti di svago. E con lo spostamento alle scuole superiori prima e nel mercato del lavoro e all’Università poi, il fenomeno si acuisce. Dobbiamo fare in modo che i nostri ragazzi possano avere qui tutto ciò di cui hanno bisogno.

E lei invece che cosa chiederebbe ai cittadini?

Di cambiare l’immaginario collettivo che circonda Martinsicuro e di essere più pronti a valorizzarne i pregi, piuttosto che indicarne i difetti. E magari una maggiore sensibilità verso il rispetto del decoro pubblico.

Perché i cittadini dovrebbero votarla?

Perché sono una donna [ride] e noi donne abbiamo uno spirito d’osservazione più sviluppato. A parte gli scherzi, credo che le proposte che abbiamo formulato siano valide e garantiamo impegno, passione, serietà, dialogo e ascolto della cittadinanza.

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Abruzzo

Sequestri e denunce dei Nas in 44 studi di Medicina Estetica in tutto Abruzzo

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Uno Studio sequestrato e sanzioni complessive per oltre 42 mila euro. Tra le violazioni segnalate carenze igienico-sanitarie e tecnologiche, mancanza di autorizzazioni e assenza di qualifiche professioni riconosciute.

PESCARA – I carabinieri del Nas di Pescara hanno eseguito un’ispezione su vasta scala, finalizzata alla verifica delle conformità degli studi di Medicina Estetica, che ha interessato 61 centri sparsi in tutto Abruzzo. In quarantaquattro di essi sono state segnalate violazioni. Uno studio è stato sequestrato, cinque medici sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria, trentanove segnalati alle autorità sanitarie e in totale sono state cinquantaquattro le sanzioni amministrative, per un totale complessivo di 42 mila euro.

Lo scopo dei Nas era accertarsi che negli studi di Medicina Estetica d’Abruzzo, fossero rispettate tutte le norme igienico-sanitarie, che i dottori fossero in possesso delle autorizzazioni e delle qualifiche necessarie e che fossero rispettati gli standard qualitativi per quanto concerne l’equipaggiamento e le attrezzature mediche impiegate. Nella maggior parte degli studi ispezionati, non era così.

La Medicina Estetica è una branca che ha come oggetto di studio, terapia micro-invasive e non invasive, per risolvere inestetismi e difetti estetici. Tra i trattamenti più noti il filler, il botox, il prp e la biorivitalizzazione. Tutte pratiche relativamente semplici e rapide da eseguire, che quindi ben si prestano ad una somministrazione abusiva.

Le violazioni riscontrate da carabinieri riguardano in particolare le carenze igienico-sanitarie degli ambienti in cui tali trattamenti venivano eseguiti, ma anche la mancanza di autorizzazioni e di qualifiche professionali riconosciute. In particolare, un dottore di Pescara, medico chirurgo specializzato in ematologia, è stato denunciato e i locali in cui riceveva i pazienti è stato posto sequestro insieme alle attrezzature che custodiva, dal valore di circa 600 mila euro, perché non rispettavano i requisiti di legge previsti.

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