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Cronaca

Agevolazioni Covid, maxi truffa da 440 milioni di euro: perquisizioni anche nelle Marche

Sono 78 gli indagati per indebita percezione ai danni dello stato. Alcuni di essi avevano chiesto il reddito di cittadinanza

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MARCHE – Creavano e commercializzavano falsi crediti per beneficiare delle misure di sostegno concesse dal Governo Italiano durante la fase più acuta della pandemia.

Una vera è propria organizzazione criminale operante in diverse regioni d’Italia è stata scoperta grazie al lavoro dei Finanzieri del Comando provinciale di Rimini, con il supporto di 44 reparti territorialmente competenti, nonché del supporto tecnico dello Scico e del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche.

In queste ore i militari stanno dando esecuzione ad un provvedimento del GIP del Tribunale di Rimini con cui sono state disposte 35 misure cautelari personali, di cui 8 in carcere, 4 ai domiciliari, e le altre interdittive all’esercizio dell’attività d’impresa o libero professionale. Sono 78 in totale le persone indagate, molte delle quali autonomi professionisti.

L’ORGANIZZAZIONE

Il sodalizio era composto, secondo l’ipotesi degli inquirenti, da un nucleo principale di 12 persone, tra commercialisti e imprenditori, con la collaborazione di almeno 22 prestanome.

L’indagine della Guardia di Finanza era partita in estate in seguito ad un esame della documentazione relativa ad una presunta “cessione di crediti d’imposta” da parte di un ‘impresa in stato fallimentare. L’analisi sull’origine dei crediti ha consentito agli investigatori di venire a capo di una vera e propria rete criminale ben più ampia.

La rete, che si avvaleva secondo gli inquirenti di commercialisti compiacenti, reperiva delle società in grave difficoltà economica attraverso cui creare dei falsi crediti d’imposta da inserire, per mezzo di un prestanome, nel sito dell’Agenzia dell’Entrate, per la liquidazione. I crediti venivano quindi monetizzati cedendoli a ignari compratori e portati in compensazione, con danno finale a carico dello Stato.

PERQUISIZIONI E SEQUESTRI IN TUTTA ITALIA

L’indagine, partita in Emilia Romagna, si è estesa in diverse regioni d’Italia, tra cui anche Marche e Abruzzo. In atto perquisizioni e sequestri dei falsi crediti, di beni e assetti societari. Tra gli indagati, in 9 avevano presentato domanda di reddito di cittadinanza e tre avevano precedenti di polizia per associazione a delinquere di stampo mafioso.

Ancona

Montemarciano, false fatture ed evasione da oltre 1 milione di euro: nei guai un imprenditore

Evasione da oltre 1 milione fra redditi non dichiarati e Iva non versata. Nel 2017 l’uomo, un imprenditore di Montemarciano, figurava come “evasore totale”

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guardia di finanza pesaro evasione fiscale tassa di soggiorno non pagata

ANCONA – Elementi positivi di reddito non dichiarati e false fatture per ottenere credito dagli istituti bancari. Con queste ragioni il tribunale di Ancona ha emesso un decreto di sequestro preventivo di circa mezzo milione di euro a carico di un imprenditore di Montemarciano, accusato di evasione fiscale.

La misura, che è stata notificata dalla Guardia di Finanza di Falconara, è stata disposta nell’ambito di un ‘operazione di verifica fiscale condotta su una ditta individuale operante nel commercio all’ingrosso di macchine per le cave e l’edilizia.

Attraverso i controlli i militari hanno accertato l’omesso adempimento, da parte del titolare della ditta, della dichiarazione annuale ai fini delle imposte dirette e dell’Iva con riferimento al 2017, annualità in cui lo stesso è stato dichiarato “evasore totale“.

Inoltre, con riferimento al periodo compreso tra il 2016 e il 2018, l’imprenditore avrebbe emesso delle fatture per generiche operazioni di prestazione manodopera, movimentazione terra ed allestimento di attrezzature, in realtà mai oggettivamente avvenute. Fatture false che poi, stando alla ricostruzione dei militari, sarebbero servite per ottenere linee di credito presso diversi istituti bancari della zona , avvalendosi anche di falsi dati sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della propria ditta.

Diversi i reati contestati all’imprenditore: si va dall’omessa dichiarazione di elementi positivi del reddito per oltre 1 milione di euro, l’illegittima deduzione di elementi negativi di reddito pari a 340 mila euro, fino al reato di mendacio bancario nei confronti degli istituti creditizi. L’importo complessivamente evaso a fini Irpef risale ad oltre mezzo milione di euro a cui si aggiunge il mancato versamento dell’Iva dovuta per più di 400 mila euro.

Al termine delle operazioni di accertamento e controllo dell’evasione fiscale commessa a Montemarciano, il Tribunale di Ancona ha quindi sancito il sequestro di 500.745 mila euro, somma parzialmente soddisfatta dalla disponibilità finanziarie e quote d’immobili nella disponibilità dell’imprenditore.

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Cronaca

Allevava ovini senza autorizzazione: nei guai un allevatore di Treia

Intensificati i controlli negli allevamenti in vista della Pasqua: multa da 13 mila euro per un allevatore di Treia. Contestata anche la realizzazione di una gabbia trappola

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Forestale, allevamento abusivo a Treia ovini senza autorizzazione

TREIA – Deteneva ovini, agnelli e capre, senza autorizzazione e senza regolare denuncia. Per questo è avvenuto il maxi sequestro di un allevamento, nel piccolo comune marchigiano di Treia, in provincia di Macerata. Il Gruppo Carabinieri Forestale di Macerata infatti, analogamente a quanto avvenuto negli anni scorsi, nel periodo precedente le festività pasquali ha intensificato i controlli sugli allevamenti zootecnici, al fine di monitorare il commercio di ovini e reprimere eventuali immissioni sul mercato locale di carni di provenienza illecita.

Nel caso di specie la compagnia dei Carabinieri Forestale di San Severino Marche, coadiuvati dal personale veterinario dell’Asur Marche, ha individuato un allevamento ubicato nel territorio di Treia. Diverse le irregolarità riscontrate dai militari e il personale specializzato: dalla mancata denuncia dell’attività alle autorità competenti, la non tenuta dei registri di stalla, fino alla mancata profilazione e indicazione della provenienza del bestiame.

I militari hanno quindi disposto l’immediato sequestro dell’allevamento e contestato all’allevatore di Treia che deteneva ovini senza autorizzazione, sanzioni amministrative complessivamente pari a 13.000 euro.

Da ulteriori controlli infatti è emersa anche la presenza, in luogo adiacente all’allevamento, di una gabbia trappola a scatto, con all’interno un’esca costituita da carcassa di agnello, presumibilmente collocata per catturare predatori selvatici (lupi, volpi, faine). Lo strumento in questione è però considerato dalla normativa vigente “mezzo di caccia non consentito“, motivo per cui il presunto utilizzatore è stato denunciato all’autorità giudiziaria che dovrà accertare la sussistenza o meno di un reato e il mezzo sottoposto a sequestro penale.

Il Gruppo Carabinieri Forestale ricorda in una nota che le carni poste in commercio o prodotte per autoconsumo familiare devono provenire da animali “di origine certa“, correttamente profilati, e che gli stessi devono essere detenuti in allevamenti autorizzati e rispettosi delle normative igienico – sanitarie e del benessere del bestiame.

Al riguardo si mette in evidenza che la macellazione domestica è consentita solamente per i suini per i mesi di dicembre e gennaio destinati all’autoconsumo, salvo comunque la previa ordinanza del Sindaco competente e che, perciò, ogni altra forma di macellazione è vietata dalla normativa vigente, che prevede delle severe sanzioni penali sia a carico dell’acquirente che dell’esecutore materiale.

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Ancona

Ancona, schianto fatale per un 24enne: sognava di fare l’avvocato

Il 24 enne anconetano si è schiantato a bordo del suo scooter contro un Suv in zona Porta Romana a Milano, La procura ha aperto un’indagine per omicidio stradale. Sognava di diventare avvocato come suo padre.

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ncona, schianto fatale per Alessandro Egidi

ANCONA – Si era laureato in giurisprudenza lo scorso ottobre e sognava di diventare avvocato, come il padre. I sogni di Alessandro Egidi, 24enne originario di Ancona, si sono invece spezzati tragicamente nella serata di martedì poco prima dell’ora cena, in zona Porta Romana a Milano.

Il 24enne stava infatti tornando a casa dal lavoro quando, per cause ancora in corso di accertamento, la sua moto si è scontrata contro un suv Volvo all’altezza di via Bergamo, presso il capoluogo meneghino. A Causa del forte impatto il giovane è stato sbalzato prima contro un auto in sosta e poi su un marciapiede.

Immediatamente si è mossa la macchina dei soccorsi con l’arrivo delle ambulanze del 118 e della Polizia Locale. Le condizioni di Alessandro sono apparse però fin da subito molto gravi. Trasportato in codice rosso al Policlinico, il ragazzo è deceduto poco più tardi a causa dei traumi riportati.

Nel frattempo sia l’auto che lo scooter sono stati posti sotto sequestro, mentre la procura milanese ha aperto un indagine per omicidio stradale.

Alessandro, dopo gli studi al liceo classico Rinaldini, si era laureato da poco più di cinque mesi all’Università di Bologna. Da qui l’approdo nel capoluogo lombardo per iniziare il praticantato in un prestigioso studio legale. Sognava come suo padre, stimato civilista anconetano, di intraprendere la professione forense.

La famiglia, informata immediatamente dell’accaduto, si è recata a Milano per il riconoscimento della salma. Per i funerali del giovane Alessandro Egidi si dovrà attendere però il nulla osta del magistrato per liberare la salma e riconsegnarla alla famiglia.

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