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Cronaca

Civitanova, lite in un bar del centro: interviene la Guardia di Finanza

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Civitanova, intervento Finanza al bar Ternana

CIVITANOVA – Si è conclusa fortunatamente senza gravi conseguenze una lite scoppiata intorno alle 22 e 30 della serata di ieri nel bar Ternana, noto locale situato in via Duca degli Abruzzi, pieno centro cittadino.

La lite, scoppiata probabilmente per futili motivi, ha coinvolto un gruppo di persone, uomini e donne, di nazionalità extracomunitaria. Gli animi si sono riscaldati a tal punto che le urla e gli schiamazzi hanno richiamato l’attenzione di due pattuglie della Guardia di Finanza, che erano lì di passaggio.

I militari delle Fiamme Gialle hanno discusso con alcuni dei coinvolti nel tentativo di placare gli animi. La lite in questo caso, grazie anche all’intervento dei militari, non è comunque sfociata in alcun atto di violenza tanto che le due pattuglie intervenute si sono poi allontanate senza prelevare nessuno.

Non è la prima volta in ogni caso che il noto locale resta coinvolto in episodi di liti e violenze, come è accaduto la notte tra il 20 e il 21 novembre scorso, con le immagini della rissa che hanno fatto il giro del web.

Cronaca

Allevava ovini senza autorizzazione: nei guai un allevatore di Treia

Intensificati i controlli negli allevamenti in vista della Pasqua: multa da 13 mila euro per un allevatore di Treia. Contestata anche la realizzazione di una gabbia trappola

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Forestale, allevamento abusivo a Treia ovini senza autorizzazione

TREIA – Deteneva ovini, agnelli e capre, senza autorizzazione e senza regolare denuncia. Per questo è avvenuto il maxi sequestro di un allevamento, nel piccolo comune marchigiano di Treia, in provincia di Macerata. Il Gruppo Carabinieri Forestale di Macerata infatti, analogamente a quanto avvenuto negli anni scorsi, nel periodo precedente le festività pasquali ha intensificato i controlli sugli allevamenti zootecnici, al fine di monitorare il commercio di ovini e reprimere eventuali immissioni sul mercato locale di carni di provenienza illecita.

Nel caso di specie la compagnia dei Carabinieri Forestale di San Severino Marche, coadiuvati dal personale veterinario dell’Asur Marche, ha individuato un allevamento ubicato nel territorio di Treia. Diverse le irregolarità riscontrate dai militari e il personale specializzato: dalla mancata denuncia dell’attività alle autorità competenti, la non tenuta dei registri di stalla, fino alla mancata profilazione e indicazione della provenienza del bestiame.

I militari hanno quindi disposto l’immediato sequestro dell’allevamento e contestato all’allevatore di Treia che deteneva ovini senza autorizzazione, sanzioni amministrative complessivamente pari a 13.000 euro.

Da ulteriori controlli infatti è emersa anche la presenza, in luogo adiacente all’allevamento, di una gabbia trappola a scatto, con all’interno un’esca costituita da carcassa di agnello, presumibilmente collocata per catturare predatori selvatici (lupi, volpi, faine). Lo strumento in questione è però considerato dalla normativa vigente “mezzo di caccia non consentito“, motivo per cui il presunto utilizzatore è stato denunciato all’autorità giudiziaria che dovrà accertare la sussistenza o meno di un reato e il mezzo sottoposto a sequestro penale.

Il Gruppo Carabinieri Forestale ricorda in una nota che le carni poste in commercio o prodotte per autoconsumo familiare devono provenire da animali “di origine certa“, correttamente profilati, e che gli stessi devono essere detenuti in allevamenti autorizzati e rispettosi delle normative igienico – sanitarie e del benessere del bestiame.

Al riguardo si mette in evidenza che la macellazione domestica è consentita solamente per i suini per i mesi di dicembre e gennaio destinati all’autoconsumo, salvo comunque la previa ordinanza del Sindaco competente e che, perciò, ogni altra forma di macellazione è vietata dalla normativa vigente, che prevede delle severe sanzioni penali sia a carico dell’acquirente che dell’esecutore materiale.

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Ancona

Ancona, schianto fatale per un 24enne: sognava di fare l’avvocato

Il 24 enne anconetano si è schiantato a bordo del suo scooter contro un Suv in zona Porta Romana a Milano, La procura ha aperto un’indagine per omicidio stradale. Sognava di diventare avvocato come suo padre.

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ncona, schianto fatale per Alessandro Egidi

ANCONA – Si era laureato in giurisprudenza lo scorso ottobre e sognava di diventare avvocato, come il padre. I sogni di Alessandro Egidi, 24enne originario di Ancona, si sono invece spezzati tragicamente nella serata di martedì poco prima dell’ora cena, in zona Porta Romana a Milano.

Il 24enne stava infatti tornando a casa dal lavoro quando, per cause ancora in corso di accertamento, la sua moto si è scontrata contro un suv Volvo all’altezza di via Bergamo, presso il capoluogo meneghino. A Causa del forte impatto il giovane è stato sbalzato prima contro un auto in sosta e poi su un marciapiede.

Immediatamente si è mossa la macchina dei soccorsi con l’arrivo delle ambulanze del 118 e della Polizia Locale. Le condizioni di Alessandro sono apparse però fin da subito molto gravi. Trasportato in codice rosso al Policlinico, il ragazzo è deceduto poco più tardi a causa dei traumi riportati.

Nel frattempo sia l’auto che lo scooter sono stati posti sotto sequestro, mentre la procura milanese ha aperto un indagine per omicidio stradale.

Alessandro, dopo gli studi al liceo classico Rinaldini, si era laureato da poco più di cinque mesi all’Università di Bologna. Da qui l’approdo nel capoluogo lombardo per iniziare il praticantato in un prestigioso studio legale. Sognava come suo padre, stimato civilista anconetano, di intraprendere la professione forense.

La famiglia, informata immediatamente dell’accaduto, si è recata a Milano per il riconoscimento della salma. Per i funerali del giovane Alessandro Egidi si dovrà attendere però il nulla osta del magistrato per liberare la salma e riconsegnarla alla famiglia.

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Cronaca

Caro carburanti, aumentati i controlli contro la speculazione: nei guai un distributore nel maceratese

Irregolarità dell’esposizione dei prezzi e mancata comunicazione degli stessi al Ministero: per il titolare è scattata la sanzione pecuniaria

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Caro Carburante, dopo i controlli della Gdf nei guai un distributore nel maceratese

MACERATA – Guai per il titolare di un distributore di carburante di Camerino, dopo i controlli della Guardia di Finanza. Le fiamme gialle maceratesi infatti hanno intensificato le verifiche al fine di contrastare la speculazione a danno dei consumatori a seguito dei rilevanti e generalizzati aumenti dei prezzi nel settore dei carburanti. Un aumento dovuto solo in parte alla guerra in corso tra Russia e Ucraina.

Nell’ambito di queste operazioni di controllo i militari della compagnia di Camerino hanno proceduto all’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie a seguito dell’accertamento di diverse irregolarità riscontrate dopo i controlli presso un distributore di carburante situato nell’entroterra maceratese.

Nello specifico al titolare del distributore sono state contestate la mancata esposizione, in modo visibile dalla carreggiata stradale, dei prezzi praticati, che venivano indicati soltanto nelle colonnine di riferimento, nonché la completa omissione del prezzo del GPL.

A seguito di controlli più approfonditi è emerso anche che lo stesso titolare del distributore di Camerino non aveva mai adempiuto agli obblighi di comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico dei prezzi del carburante praticati e soprattutto delle sue variazioni.

Le irregolarità riscontrate hanno quindi determinato l’applicazione delle sanzione amministrativa pecuniaria che in questi casi viene quantificata dalla legge, per entrambe le irregolarità, in minimo di € 516,00 fino ad un massimo di 3.098,74 €.

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