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Macerata

GdF Macerata: lotta al “caporalato”. Agli arresti domiciliari un imprenditore per sfruttamento del lavoro

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MACERATA – I militari della Tenenza di Camerino hanno dato esecuzione ad un decreto di applicazione delle misure cautelari degli arresti domiciliari e dell’amministrazione giudiziaria dell’azienda, emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Macerata, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un imprenditore indagato per il reato di “caporalato”.

Tali misure cautelari giungono a conclusione di un’articolata attività d’indagine svolta dai finanzieri camerti che, nell’agosto dello scorso anno, aveva fatto emergere, in una azienda manifatturiera, l’impiego di sette lavoratori completamente “in nero” e di nove lavoratori “irregolari”. 

Gli approfondimenti investigativi svolti avevano consentito di rilevare che gran parte del personale veniva remunerato con emolumenti nettamente inferiori a quelli risultanti dalle buste paga. Per taluni altri dipendenti, invece, per i quali era stata appurata la coincidenza delle some corrisposte con quelle indicate nelle buste paga, era stato riscontrato un numero di ore effettuate maggiore di quelle documentate, le quali non erano mai state retribuite. 

In particolare, gli accertamenti esperiti avevano permesso di constatare che veniva corrisposta una retribuzione netta inferiore di circa il 40%, rispetto a quella stabilita nel Contratto Collettivo Nazionale di categoria, ovvero una paga oraria compresa tra € 4,50 e € 5,00. Per tale motivo, il datore di lavoro era stato denunciato alla Procura della Repubblica di Macerata. 

A seguito della reiterazione di tali condotte, come di recente accertato dai militari della Tenenza, l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto sussistenti gli elementi per l’adozione della misura cautelare personale, nonché dell’amministrazione giudiziaria dell’azienda, con il contestuale affidamento della stessa ad un amministratore nominato dal Giudice stesso.

L’operazione si inquadra tra le attività prioritarie della Guardia di Finanza, a tutela sia dei lavoratori che degli operatori economici onesti, i quali vengono danneggiati da forme insidiose di concorrenza sleale, tanto più gravi perché poste in essere in un periodo di crisi economica, come quello che sta attualmente attraversando il Paese.

Macerata

Tunisino ucciso sul lungomare a Civitanova, fermato un 27enne, parente della vittima

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CIVITANOVA MARCHE – Ci sarebbe una discussione per un debito relativo all’acquisto di droga alla base dell’aggressione e della coltellata fatale, sferrata ad un fianco, che ha ucciso Rachid Amri, 30enne tunisino, a Civitanova Marche (Macerata) sul lungomare sud “Piermanni”.

Lo hanno riferito in una conferenza stampa al Comando Cc di Civitanova Marche il procuratore facente funzione di Macerata Claudio Rastrelli e i vertici locali e provinciali di polizia e Arma che hanno collaborato all’indagine che in poche ore ha portato al fermo di un 27enne tunisino, Saidi Haithem, che sarebbe anche parente della vittima.

Come riporta l’Ansa, l’uomo, dopo incessanti ricerche anche grazie ai filmati di videosorveglianza e ai tabulati telefonici, è stato rintracciato in una casa a Porto Sant’Elpidio (Fermo), nascosto in un sottoscala. Haithem, forse cugino del 30enne, ha ammesso le proprie responsabilità con gli investigatori. Le indagini, condotte in sinergia da Cc e Ps coordinati dal pm Stefania Ciccioli, avevano portato a perquisire un’abitazione dove il ricercato non è stato trovato: tra i suoi effetti personali, però, rinvenute 28 dosi d’eroina (circa 9,7 grammi). II 27enne è stato bloccato presso un’altra casa della stessa zona. La Procura ha disposto l’autopsia. L’udienza di convalida del fermo per gravi indizi di colpevolezza e rischio imminente di fuga – le accuse sono di omicidio volontario, spaccio di droga e porto illegale d’arma da taglio -, per competenza territoriale, si terrà nei prossimi giorni a Fermo.

A Civitanova, dopo l’omicidio di un ambulante nigeriano ucciso a seguito di una richiesta d’elemosina, è il secondo delitto in dieci giorni (seppure in contesti molto diversi) con un contorno di episodi violenti accaduti nella cittadina. Il Comandante provinciale dei Cc, Col. Nicola Candido, però, ha ricordato il numero rilevante di servizi di controllo svolti da tutte le forze dell’ordine, osservando che la situazione “è sotto controllo, riusciamo a gestirla” e “non è tale da determinare allarme sociale”. 

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Comitato per l’Ordine e la Sicurezza a Civitanova, in arrivo misure straordinarie: «serve il pugno di ferro»

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CIVITANOVA MARCHE – Si è riunito ieri mattina, martedì 9 agosto, a Macerata, il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica convocato d’urgenza a seguito della morte del giovane tunisino accoltellato durante una colluttazione di martedì 10 agosto sera sul lungomare sud di Civitanova Marche.

Il sindaco Fabrizio Ciarapica, dopo essere immediatamente intervenuto sul posto a pochi minuti dall’accaduto, si è sentito telefonicamente con il Prefetto per organizzare la riunione il giorno dopo con le forze dell’ordine. «Ieri sera [martedì ndr] – spiega il sindaco di Civitanova Ciarapica – appena accaduto il fatto sono andato sul posto, ho sentito il Prefetto e stamattina [ieri ndr] ho preso parte, insieme all’assessore Giuseppe Cognigni, al Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica. Come noto, l’uomo gravemente ferito è stato subito soccorso, ma è deceduto durante il trasferimento in ospedale. Le indagini sono in corso, le forze dell’ordine hanno ricostruito il fatto e attendiamo a breve che l’autore sia assicurato alla giustizia. Fondamentale, anche questa volta, il sistema delle telecamere di cui è ben servita la zona. Da una prima ricostruzione le persone coinvolte sono di nazionalità nordafricana, avulse dal contesto civitanovese. Le indagini faranno presto luce su ogni aspetto, ma nell’immediato sono tornato a rappresentare la necessità di un rafforzamento delle misure di sicurezza, su molteplici piani di azione.

La Prefettura ha fatto richiesta al Ministero di risorse straordinarie, che arriveranno già da stasera vista la situazione di apprensione che si è venuta a creare in questi giorni, con l’arrivo anche di unità cinofile. Saranno dunque ulteriormente rafforzati i controlli, perché occorre ripristinare quella condizione di sicurezza in cui era la città grazie ai numerosi interventi e al lavoro messi in campo in questi anni.

L’Amministrazione comunale si occuperà di implementare la videosorveglianza, che rappresenta sempre un valido strumento in questi frangenti, ma sta già agendo per allargare il campo verso altre situazioni. Stiamo predisponendo l’approvazione di un piano strategico di illuminazione pubblica delle zone più buie, rafforzeremo ulteriormente i controlli con la polizia locale.

Ho chiesto al Prefetto una risposta forte da parte degli organismi preposti, Civitanova deve tornare ad essere un modello di sicurezza, perché i cittadini non devono sentirsi insicuri in nessuna zona della città. Serve sforzo corale da parte di tutti, ho chiesto il pugno di ferro e l’Amministrazione farà come sempre la sua parte per attuare ogni misura preventiva e di controllo».

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Ancora violenza a Civitanova Marche: tunisino accoltellato e ucciso sul lungomare

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CIVITANOVA MARCHE – Un 30enne tunisino è stato accoltellato e ucciso durante una colluttazione, avvenuta per motivi ancora da accertare, sul lungomare sud “Piermanni” di Civitanova Marche, tra via Mazzini e via D’Azeglio, poco dopo le 22: l’uomo gravemente ferito è deceduto durante il trasferimento in ospedale.

Come riporta l’Ansa, nella rissa anche un’altra persona sarebbe rimasta ferita. Non si conoscono le cause della rissa forse scoppiata per regolare ‘conti’ in sospeso. Sul posto la polizia per le indagini e la scientifica per i rilievi del caso: transennata l’area dell’omicidio, si cerca di risalire all’accoltellatore e si cerca anche l’arma del delitto.

Si tratta del secondo omicidio in dieci giorni a Civitanova Marche dove, il 29 luglio scorso, era stato aggredito, schiacciato a terra e ucciso di botte un 39enne venditore ambulante nigeriano, Alika Ogorchuckwu, che poco prima aveva chiesto l’elemosina alla compagna dell’uomo che poi l’ha ucciso, Filippo Ferlazzo, 32enne di Salerno ora in carcere per omicidio volontario.

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