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Abruzzo

Nuovo blitz dei pescatori pugliesi e abruzzesi al porto di San Benedetto

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porto San Benedetto del Tronto

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ancora una notte di tensione al porto sambenedettese, ma questa volta non era dovuta allo sciopero dei marittimi, anzi, al contrario. Diversi pescatori provenienti dall’Abruzzo e dalla Puglia sono infatti tornati al porto di San Benedetto per convincere i marittimi locali a riprendere con la protesta. Le navi che avevano ripreso il largo dunque, hanno trovato ad attenderli al rientro, i colleghi abruzzesi e pugliesi, per nulla contenti della ripresa dell’attività dei pescherecci locali.

Oltre ai marittimi, presente anche un nutrito schieramento di forze dell’ordine: polizia, carabinieri e capitaneria di porto, si sono schierati per impedire che avvenissero scontri. Nelle settimane scorse infatti, si sono registrati attimi di tensione quando i pescatori di Pescara erano giunti a San Benedetto una prima volta, per spingere all’adesione allo sciopero. Dopo che si sono registrati momenti di tensione, i marittimi sambenedettesi hanno accettato ed hanno lasciato le loro barche ormeggiate per due settimane. Ieri però, in seguito ad una riunione avvenuta in settimana ad Ancona in cui era stato stabilito di pescare due volte alla settimana, le imbarcazioni si sono rimesse in mare.

I pescatori protestano contro le difficoltà che stanno attanagliando il settore, che versa in condizioni dure. Il casus belli è stato l’aumento del prezzo del gasolio utilizzato dai pescherecci, che è praticamente raddoppiato nel giro di un anno.

Qualche parola di troppa, ma nessun incidente si è verificato ieri al porto di San Benedetto, tra i pescatori locali e quelli abruzzesi e pugliesi. Adesso la marineria dovrà decidere se aderire nuovamente allo sciopero senza compromessi, oppure se continuare ad uscire due volte la settimana.

Teramo

Bonificata la discarica abusiva alla Fonte del Latte a Castagneto

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TERAMO – Su disposizione della Provincia il personale della Team questa mattina ha bonificato una discarica abusiva a Fonte del Latte, in località Castagneto. Lungo la provinciale 50, che attraversa un territorio di particolare bellezza paesaggistica, le piazzole di sosta sono invase da tempo da tante micro discariche. Sul ciglio e sulle piazzole, di competenza dell’Ente, la tipologia di rifiuti è, per lo più, di tipo urbano mentre sulle scarpate e nei fossi si intravedono anche rifiuti ingombranti di diversa tipologia.

Come specificato dal consigliere delegato Luca Corona: «La Provincia può intervenire per competenza solo su piazzole di sosta e sul ciglio delle strade provinciali anche per questo, nel corso dell’ultima Assemblea dei Sindaci abbiamo chiesto la collaborazione dei Comuni che con le Polizie Urbane e le società partecipate per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti possono compiere un’attività di controllo più capillare. E’ anche un problema di informazione ed educazione dei cittadini, l’ideale sarebbe arrivare ad una Convenzione con la quale, Province, Comuni e società partecipate, ognuno per la sua parte, collaborano alla risoluzione del problema. Noi, con l’approvazione del bilancio, abbiamo destinato delle somme all’acquisto di nuove video trappole e alle associazioni volontarie che ci supporteranno nell’attività di controllo coordinate dalla Polizia Provinciale». 

Per tali comportamenti la legge prevede sanzioni amministrative molto pesanti e, in alcuni casi, come per l’abbandono dei rifiuti pericolosi o tossici, sanzioni penali  e grazie alle video trappole la Polizia Provinciale ha già individuato molti trasgressori.

«In ogni Comune e anche a Teramo considerando il caso specifico di Fonte del Latte – dove questa mattina è stata bonificata una discarica abusiva – c’è un centro per il conferimento dei rifiuti – chiosa il Consigliere – per i rifiuti ingombranti basta telefonare e prenotare la raccolta, oppure recarsi direttamente al centro invece di inquinare e devastare pezzi di territorio».

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Teramo

Giulianova, controlli a tappeto dei carabinieri: un arresto, una denuncia e decine di ispezioni

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GIULIANOVA – Controlli capillari del territorio finalizzati alla prevenzione ed alla repressione di reati da parte dei carabinieri, che hanno battuto le principali arterie di comunicazioni e i luoghi più sensibili. I militi, oltre ad aver presidiato le strade del territorio, hanno pattugliato punti di ritrovo, banche e uffici postali, eseguito controlli presso gli esercizi commerciali e verificato che le persone sottoposte dall’Autorità Giudiziaria agli arresti domiciliari stessero rispettando le misure di sicurezza previste.

Un uomo, per il quale è scatta l’ordinanza di custodia cautelare, è stato arrestato e accompagnato presso la sua abitazione dove dovrà scontare una pena di 4 mesi di reclusione agli arresti domiciliari per aggressione. Un automobilista invece è stato sorpreso alla guida della sua automobile con un tasso alcolico 5 volte superiore ai limiti previsti dalla legge. Per lui sono scattati dunque la denuncia, il ritiro della patente e il sequestro del veicolo.

In totale i carabinieri di Giulianova hanno eseguito controlli in 12 esercizi commerciali, identificato 100 persone e controllato 48 mezzi. 15 le persone sottoposte ad arresti domiciliari che hanno ricevuto una visita da parte dei militi.

I controlli dei carabinieri a Giulianova rientrano in un servizio di pattugliamento straordinario del territorio disposto dal Comando Provinciale di Teramo, ma non terminano con le operazioni in esame. Le gazzelle continueranno a battere le strade del territorio insieme ai carabinieri Forestali e quelli di Nas, Noe, Tpc e al personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Teramo, al fine di reprimere e prevenire qualsiasi forma di illegalità.

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Abruzzo

Vasto, corriere arrestato sull’A14: aveva 11 kg di cocaina

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CHIETI – Un carico di 11,8 chilogrammi di cocaina, che sul mercato al dettaglio potrebbe rendere all’incirca un milione di euro, è stato sequestrato ieri sull’autostrada A14 dagli agenti della Sottosezione della Polizia Stradale di Vasto Sud che hanno arrestato un uomo, un italiano, poi rinchiuso nel carcere di Lanciano.

Come riporta l’Ansa, gli agenti avevano notato una Volvo V60 ferma in una piazzola di sosta dell’autostrada, in direzione sud: il conducente era fuori dall’abitacolo e i poliziotti si sono fermati per verificare se avesse bisogno di aiuto.

All’uomo sono stati richiesti i documenti di identità e la carta di circolazione e durante il controllo è sembrato subito particolarmente nervoso e poco collaborativo, tanto che gli agenti si sono insospettiti e dopo aver chiesto i rinforzi della Squadra di Polizia Giudiziaria, hanno scortato l’auto fino alla Sottosezione di Vasto per procedere a controlli più approfonditi.

La perquisizione al veicolo, effettuata con l’ausilio delle squadre cinofile del Gruppo Guardia di Finanza di Pescara, ha consentito il ritrovamento di alcuni panetti di stupefacente, ma è stato necessario l’intervento dei Vigili del fuoco per ispezionare il veicolo in modo approfondito e scoprire altri panetti che erano nascosti in un tunnel posizionato sotto il cambio. Per accedere al nascondiglio, difficilmente raggiungibile, è stato necessario smontare i sedili, parti degli interni e il cruscotto del veicolo. 

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