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L'Aquila

Maxi operazione antimafia, dalla Sicilia arresti in tutta Italia: Abruzzo, Calabria, Campania, Toscana e Umbria

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Anche L’Aquila coinvolta nell’operazione antimafia su vasta scala, nell’ambito dell’inchiesta “Sangue Blu” della Dda, contro la cosca Santapaola-Ercolano. I carabinieri stanno compiendo arresti in tutta Italia: Sicilia, Calabria, Campania, Toscana e Umbria.

L’AQUILA – Sono circa 250 carabinieri del Comando Provinciale di Catania impegnati nella maxi operazione antimafia che ha riguardato quasi tutto il Paese. Obiettivo, la cosca mafiosa Santapaolo-Ercolano, che dall’etnea ha saputo svilupparsi e ramificarsi in mezza Italia. Gli arresti dell’inchiesta “Sangue Blu” della Direzione distrettuale antimafia, che vede coinvolti 30 indagati accusati di essere affiliati alla mafia catanese, stanno avvenendo anche in Abruzzo, a L’Aquila. Le altre misure cautelari invece a Catania, Prato, Enna, Perugia, Vibo Valentia, Palermo, Benevento, Siracusa e Avellino

Diversi i reati ipotizzati, a vario titolo, dal Gip: associazione mafiosa e concorso esterno, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e munizioni e concorso in trasferimento fraudolento di valori, aggravati dal metodo mafioso.

Ingenti i sequestri effettuati dalle forze dell’ordine. Complessivamente, 4 milioni di euro, tra beni di lusso e conti correntie. In base alle indagini, gli indagati sarebbero responsabili di un fiorente traffico di stupefacenti, ma anche di estorsione, usura e intestazione fittizia di attività economiche. I proventi, copioso, venivano in parte utilizzati per il mantenimento delle famiglie degli affiliati detenuti, mentre il resto veniva reinvestito per infiltrarsi sempre più nel tessuto economico, non soltanto catanese. Gli arresti nell’ambito della maxi operazione antimafia, che hanno interessato diverse citta italiane tra cui L’Aquila, sono scattati simultaneamente questa mattina in seguito a dettagliate indagini.

Chieti

Confermato lo stop all’aumento dei pedaggi di A24 e A25

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revocata la concessione di Autostrada dei Parchi A24 A25

PESCARA -Non subiranno un aumento i pedaggi sulle autostrade A24 e A25. Lo annuncia il Ministero del Turismo che, dopo una riunione con una delegazione di sindaci abruzzesi e laziali, ha confermato quanto già anticipato nelle scorse settimane.

Al termine dell’incontro, è stata rilasciata una nota: «Conclusa la riunione al Mit sulla A24-A25 con una delegazione di sindaci di Abruzzo e Lazio, dove è stato confermato lo stop all’aumento con l’impegno a rivedere i pedaggi al ribasso, senza dimenticare la determinazione (assicurata da Anas) per incrementare le manutenzioni ordinarie nel 2023.Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha già fissato un nuovo incontro a gennaio per fare un nuovo punto della situazione». La nota conclude affermando: «I primi cittadini che sono intervenuti hanno sottolineato la soddisfazione per l’approccio del ministro Salvini che vuole trasformare il Mit nel dicastero dei sindaci».

Esprime soddisfazione il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale d’Abruzzo, Umberto D’Annuntiis, che ha commentato: «C’è grande attenzione da parte del nuovo governo, e tutti i presenti hanno manifestato soddisfazione per il confronto. Con una rappresentanza di sindaci di Abruzzo e Lazio, ho incontrato il Ministro Matteo Salvini sull’annosa problematica che investe le autostrade A/24 e A/25».

«Erano presenti, tra gli altri – prosegue il sottosegretario – l’ingegner Felice Morisco, dirigente del Ministero e responsabile della Direzione generale per le strade e le autostrade, l’alta sorveglianza sulle infrastrutture stradali e la vigilanza sui contratti concessori autostradali; l’ingegner Aldo Isi, amministratore delegato Anas e l’ingegner Antonio Marasco, responsabile della struttura territoriale Abruzzo e Molise di Anas, oltre ai rappresentanti della struttura commissariale. Nel corso dell’incontro è emerso come la nuova gestione non ha scopo di lucro e quindi c’è la possibilità di recuperare margini a favore del territorio. E’ stato confermato che vengono mantenuti i livelli di occupazione sia diretta che indiretta e che ingenti risorse sono destinate sia dal fondo complementare PNRR sia dal piano infrastrutture. L’ingegner Isi ha evidenziato che viene data grande attenzione alla sicurezza, dando continuità a tutti gli interventi di manutenzione e agli interventi sui viadotti comunicando, inoltre, che per il 2023 c’è la volontà di incrementare la manutenzione sia ricorrente che di messa in sicurezza urgente, con un budget iniziale superiore a quello degli anni precedenti. L’avvocato Cossi e l’ingegner Ugolini, della struttura commissariale, hanno portato a conoscenza che sono già previsti interventi di messa in sicurezza su 16 viadotti per il prossimo anno (tratta Torano-Pescara e Torano-Teramo) con monitoraggio costante sugli altri viadotti. Il ministro Matteo Salvini ha invece ribadito la manutenzione dei livelli occupazionali, l’attuazione di un piano di manutenzione e messa in sicurezza già partito e una tabella di marcia per l’eventuale decremento delle tariffe valutando le azioni più efficaci anche in riferimento alle tratte di percorrenza, garantendo già da subito che non ci saranno aumenti per il prossimo anno. Il Ministro, che ringrazio per la disponibilità mostrata – ha concluso il sottosegretario D’Annuntiis – ha già calendarizzato il prossimo incontro entro il mese di gennaio mostrando grande attenzione da parte del nuovo Governo per il nostro territorio».

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Chieti

Infortunio per Marsilio, scivola e si frattura il perone: si sottoporrà ad un intervento

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il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio a Bruxelles, incontro con la Presidente del Parlamento Europeo Roberto Metsola

PESCARA – E’ caduto Marsilio, ma la Giunta Regionale non c’entra niente. Il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio si è fratturato il perone in seguito ad una brutta caduta e dovrà sottoporsi ad un piccolo intervento chirurgico. Lo scivolone è avvenuto ieri pomeriggio.

E’ stato lo stesso Marsilio ad illustrare i dettagli dell’incidente che l’ha visto coinvolto: «Oggi, tornato da Bruxelles, mentre visitavo un congiunto al Fatebenefratelli, ho avuto un incidente, una brutta caduta mi ha causato la frattura del perone. Dovrò sottopormi nei prossimi giorni ad un intervento chirurgico. Sarò costretto a saltare diversi impegni pubblici e a restare il più possibile immobilizzato, farò del mio meglio per continuare comunque a svolgere il mio ufficio.»

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L'Aquila

Sorpresi mentre rubano in un cantiere a Carsoli: arrestati dopo l’inseguimento

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arrestata-spaccio-Giulianova-carabinieri

Furto in un cantiere sventato a Carsoli, dove i carabinieri, dopo un breve inseguimento, hanno arrestato due persone che avevano trafugato utensili da lavoro da una palazzina in costruzione. Uno dei due ha tentato di opporre resistenza all’arresto, ma è stato bloccato.

L’AQUILA – Stavano trafugando attrezzi e materiale edile da un cantiere installato nei pressi di una palazzina in ristrutturazione, quando sono stati sorpresi da una pattuglia dei carabinieri di Carsoli che ha sventato il furto. I due malviventi hanno tentato di darsi alla fuga, ma dopo un breve inseguimento sono stati fermati. Uno di loro ha provato anche ad opporre ulteriore resistenza all’arresto scagliandosi contro i militari, che però lo hanno bloccato ed ammanettato.

In seguito alla perquisizione veicolare, nel bagagliaio della station wagon sulla quale si trovavano a bordo le forze dell’ordine hanno ritrovato sparsi alla rinfusa gli attrezzi trafugati dal cantiere: una piccola betoniera per calcestruzzo, bobine per oltre 200 metri di tubi idraulici multistrato, cavalletti per impalcatura e altro materiale per l’impiego in edilizia. Tutta le refurtiva è stata riconsegnata al legittimo proprietario

Entrambi, un cinquantacinquenne ed un quarantatreenne già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati per furto aggravato in concorso e resistenza a pubblico ufficiale e sono stati posti agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Il più giovane dei due, quello al volante dell’auto durante l’inseguimento con i carabinieri, dovrà rispondere anche di guida in stato d’ebrezza, dal momento che le analisi hanno evidenziato che avesse in corpo un tasso alcolemico superiore al consentito.

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