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Pesaro-Urbino

“Operazione Diamanti” la GdF di Fano scopre una maxi truffa: raggirati centinaia di risparmiatori

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Una società che commercia diamanti, tramite quotazioni spropositate ed annunci ingannevoli, ha messo a segno una truffa milionaria ai danni di centinaia di persone, anche grazie ad un accordo illecito con una banca che proponeva ai propri correntisti questi investimenti, di gran lunga superiori al valore reale dei diamanti venduti.

FANO – Investimenti in diamanti per milioni di euro, effettuati da centinaia di persone, anche su suggerimento della propria banca, ma si trattava di quotazioni eccessive e prezzi superiori a quelli reali. A commettere questa frode, una società di capitali attiva nel settore che commercia pietre preziose, la quale poteva contare sull’accordo, illecito, stipulato con un Istituto di Credito Cooperativo pesarese che ha proposto questi investimenti tutt’altro che vantaggiosi ai propri correntisti. La truffa è stata scoperta grazie all’ “Operazione Diamanti” della Compagnia della Guardia di Finanza di Fano, coordinata dalla Procura di Pesaro.

Denunciato il rappresentante legale della società che commercia i diamanti, oltre ad altre 16 persone. Le accuse a vario titolo, sono di truffa aggravata, corruzione tra privati ed autoriciclaggio. La banca, che ha comunque già risarcito il 90% dei correntisti raggirati, è stata deferita all’Autorità Giudiziaria anche per la responsabilità amministrativa.

Oltre due milioni e mezzo di euro l’importo complessivo dei diamanti venduti ad un centinaio di clienti. Le provvigioni incassate dall’Istituto di Credito Cooperativo ammontano a circa trecento mila euro.

L’istituto bancario fungeva da intermediario tra i risparmiatori interessati ad effettuare un investimento e la società di capitali attiva nella commercializzazione delle pietre preziose. La truffa dei diamanti scoperta dalle fiamme gialle di Fano avveniva per mezzo di annunci ingannevoli e quotazioni gonfiate che promettevano lauti guadagni. In realtà i risparmiatori acquistavano le pietre preziose ad un prezzo superiore al loro reale valore.

Le indagini dell’Operazione Diamanti della Guardia di Finanza di Fano sono partite in seguito ad alcune querele sporte dai correntisti dell’Istituto di Credito Cooperativo pesarese coinvolto nella vicenda.

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Strangola la moglie malata e tenta il suicidio a Fano: allarme lanciato dal figlio

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Pirma ha strangolato a mani nude la donna, poi ha ingerito una massiccia quantità di barbiturici. Ora L’uomo che ha ucciso la moglie a Fano si trova piantonato in ospedale in stato d’arresto. Il silenzio dei genitori ha insospettito il figlio che si è recato sul posto.

PESARO-URBINO – Tragedia a Fano dove si è consumato l’ennesimo femminicidio, seguito da un tentativo di suicidio non andato a buon fine. Un uomo di 70 anni, Angelo Sfuggiti, ha strangolato la moglie,  Rita Talamelli di 66 anni, prima di tentare di farla finita. I soccorsi sono stati allertati dal figlio della coppia, giunto sul posto perchè preoccupato dal fatto che non riusciva a mettersi in contatto coi genitori. Quando ha visto la madre esanime e il padre al suo fianco in stato quasi catatonico ha chiamato il 118. che poi a sua volta ha avvisato la polizia.

Quello avvenuto in via Montefeltro a Fano è il femminicidio numero 106 a partire dell’inizio dell’anno. Sembrerebbe che la donne fosse affetta da disturbi di tipo psichiatrico. Tra lei ed il marito, ex titolare della pizzeria “da Angelo”, potrebbe essere scoppiata una lite e sembrerebbe che l’uomo, dopo il femminicidio, abbia vegliato il corpo della moglie per ore, intontito dalle pillole.

Agli agenti lacasa è apparsa in ordine, segno che il delitto si sia consumato in un momento di furia. Il marito non avrebbe usato né coprde, né altro, ma avrebbe strangolato la moglie a mani nude, sebbene la dinamica dei fatti non sia stata ricostruita nel dettaglio.

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Doppio allarme bomba nei Tribunali di Pesaro e Urbino: evacuati

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Intorno alle 7 una telefonata anonima ha segnalato la presenza di un ordigno all’interno del Palazzo di Giustizia.

PESARO – Dopo le ispezioni di Carabinieri e Finanzieri con l’unità cinofila all’interno dei Tribunali di Pesaro e di Urbino, il doppio allarme bomba lanciato questa mattina, venerdì 17 novembre, è rientrato.

A far scattare i protocolli di sicurezza, una telefonata anonima giunta questa mattina intorno alle 7:30, che segnalava la presenza degli ordigni. I Tribunali sono dunque stati evacuati in via precuazionale, durante le operazioni di ricerca.

Ad Urbinno è stata transennata via Raffaello, a partire dall’omonima Porta fino all’incorcio tra via Bramante e via Santa Mergherita. A Pesaro invece, è stata delimitata l’area antistante il Tribunale, piazzale Carducci.

Una volta rientrati l’allarme bomba, sono state fatte rientrare anche le persone all’interno dei tribunali di Pesaro ed Urbino.

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Investito di proposito e preso a martellate: folle lite in strada a Fermignano

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L’episodio è avvenuto alle prima ore di questa mattina. La vittima dell’aggressione è il titolare di un supermercato che è stato preso a martellate mentre si stava recando ad aprire l’attività, a Fermignano. Alla base dell’aggressione, un gestaccio rivolto ad un automobilista.

PESARO-URBINO – Ha evitato un’auto che stava per travolgerlo a grande velocità mente attraversava la strada ed ha rivolto un gestaccio contro l’automobilista che stava per metterlo sotto. Il conducente dell’auto ha inchiodato, ha ingranato la retro, lo ha urtato di proposito e poi è sceso dall’auto con un martello in mano e lo ha colpito ripetutamente. La folle lite in strada è avvenuta a Fermignano: l’uomo preso a martellate si trova ora ricoverato a Urbino, mentre sono in corso le ricerche per risalire al suo aggressore.

I fatti si sono svolti poco dopo le 6:30 di questa mattina, lunedì 16 ottobre. Il titolare del Conad di Fermignano stava andando verso il negozio, quando, mentre attraversava la strada, ha rischiato di essere investito da un’auto che procedeva a velocità sostenuta. Il pedone si è schivato ed ha lanciato il gesto di stizza che ha provocato la reazione scomposta dell’automobilista.

Solo l’arrivo di un addetto di Marchemultiservizi ha fermato l’aggressione. L’uomo con il martello in mano è rimontato in macchina e si è allontanato, mentre la persona raggiunta dai colpi era riuscita a trovare riparo dietro un guardrail. Ferito, è stato accompagnato in ospedale ad Urbino.

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