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Pescara

Piazza della Rinascita piena per Salvini: «mai chiesto o ottenuto soldi da Mosca»

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Salvini-Pescara

Il leader della Lega Matteo Salvini nella giornata di ieri ha preso parte a due appuntamenti elettorali tra Marche ad Abruzzo: prima ad Ascoli Piceno e poi a Pescara. «Il Pescara sta vincendo? Allora stiamo qua tutta la sera, portiamo buono».

PESCARA – Piazza della Rinascita gremita per il leader della Lega Matteo Salvini, che ieri ha tenuto un comizio di fronte a 2 mila persone. Applausi e incitamenti da parte dei suoi sostenitori: «Vorrei che i giornalisti dessero spazio a tutti voi più che a me e facessero vedere voi».

Salvini ha aperto il suo comizio a Pescara concedendosi una battuta a tema sportivo: «Il Pescara ha segnato? Allora stiamo qui tutta le sera, portiamo buono». Una battuta con la quale il leader della Lega risponde anche alle “accuse” di essere un menagramo che a più riprese hanno rimbalzato sul web, tra commenti ironici e meme.

Dopodiché Salvini ha indicato quale sia a suo avviso l’emergenza più stringente, ovvero il caro bollette: «L’emergenza nazionale è fermare gli aumenti delle bollette di luce e gas, non è un capriccio. Occorre che il governo metta i soldi». In merito alle divisioni con gli alleati per quanto riguarda lo scostamento di bilancio ha affermato: «Con l’amica Giorgia andiamo d’accordo su tutto, ma le bollette non possono aspettare tre mesi. Non possiamo perdere altro tempo e rimandare l’intervento». Sempre sul tema energia Salvini caldeggia il ritorno al nucleare.

Proseguendo, il segretario del carroccio ha toccato tutti i punti salienti del suo programma: Flat Tax, ridiscussione del Reddito di Cittadinanza, stop alla legge Fornero, immigrazione. «Non vedo l’ora che la Lega torni a proteggere i confini del nostro Paese».

Sulle polemiche relative ai finanziamenti russi ha affermato: «Non ci sono amici dei russi, io rispondo solo al popolo italiano. Quelli che prendevano soldi da Mosca erano i compagni col pugno chiuso, noi non ne abbiamo mai chiesti né ottenuti».

La stoccata più convinta l’ha riservata al suo ex alleato Luigi Di Maio: «C’è la guerra della Russia contro l’Ucraina, la guerra dell’Azerbaijan contro l’Armenia, in Libia non trovano pace da anni, la situazione non è tranquilla in Afghanistan né in Nord Africa e oggi pomeriggio il Ministro degli Esteri ha pensato bene di farsi prendere in spalla dai camerieri di una pizzeria e ha fatto l’Ape Maia, in giro svolazzando e ridendo. Mandiamolo a casa è uno dei peggiori ministri della storia repubblicana».

Chieti

Confermato lo stop all’aumento dei pedaggi di A24 e A25

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revocata la concessione di Autostrada dei Parchi A24 A25

PESCARA -Non subiranno un aumento i pedaggi sulle autostrade A24 e A25. Lo annuncia il Ministero del Turismo che, dopo una riunione con una delegazione di sindaci abruzzesi e laziali, ha confermato quanto già anticipato nelle scorse settimane.

Al termine dell’incontro, è stata rilasciata una nota: «Conclusa la riunione al Mit sulla A24-A25 con una delegazione di sindaci di Abruzzo e Lazio, dove è stato confermato lo stop all’aumento con l’impegno a rivedere i pedaggi al ribasso, senza dimenticare la determinazione (assicurata da Anas) per incrementare le manutenzioni ordinarie nel 2023.Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha già fissato un nuovo incontro a gennaio per fare un nuovo punto della situazione». La nota conclude affermando: «I primi cittadini che sono intervenuti hanno sottolineato la soddisfazione per l’approccio del ministro Salvini che vuole trasformare il Mit nel dicastero dei sindaci».

Esprime soddisfazione il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale d’Abruzzo, Umberto D’Annuntiis, che ha commentato: «C’è grande attenzione da parte del nuovo governo, e tutti i presenti hanno manifestato soddisfazione per il confronto. Con una rappresentanza di sindaci di Abruzzo e Lazio, ho incontrato il Ministro Matteo Salvini sull’annosa problematica che investe le autostrade A/24 e A/25».

«Erano presenti, tra gli altri – prosegue il sottosegretario – l’ingegner Felice Morisco, dirigente del Ministero e responsabile della Direzione generale per le strade e le autostrade, l’alta sorveglianza sulle infrastrutture stradali e la vigilanza sui contratti concessori autostradali; l’ingegner Aldo Isi, amministratore delegato Anas e l’ingegner Antonio Marasco, responsabile della struttura territoriale Abruzzo e Molise di Anas, oltre ai rappresentanti della struttura commissariale. Nel corso dell’incontro è emerso come la nuova gestione non ha scopo di lucro e quindi c’è la possibilità di recuperare margini a favore del territorio. E’ stato confermato che vengono mantenuti i livelli di occupazione sia diretta che indiretta e che ingenti risorse sono destinate sia dal fondo complementare PNRR sia dal piano infrastrutture. L’ingegner Isi ha evidenziato che viene data grande attenzione alla sicurezza, dando continuità a tutti gli interventi di manutenzione e agli interventi sui viadotti comunicando, inoltre, che per il 2023 c’è la volontà di incrementare la manutenzione sia ricorrente che di messa in sicurezza urgente, con un budget iniziale superiore a quello degli anni precedenti. L’avvocato Cossi e l’ingegner Ugolini, della struttura commissariale, hanno portato a conoscenza che sono già previsti interventi di messa in sicurezza su 16 viadotti per il prossimo anno (tratta Torano-Pescara e Torano-Teramo) con monitoraggio costante sugli altri viadotti. Il ministro Matteo Salvini ha invece ribadito la manutenzione dei livelli occupazionali, l’attuazione di un piano di manutenzione e messa in sicurezza già partito e una tabella di marcia per l’eventuale decremento delle tariffe valutando le azioni più efficaci anche in riferimento alle tratte di percorrenza, garantendo già da subito che non ci saranno aumenti per il prossimo anno. Il Ministro, che ringrazio per la disponibilità mostrata – ha concluso il sottosegretario D’Annuntiis – ha già calendarizzato il prossimo incontro entro il mese di gennaio mostrando grande attenzione da parte del nuovo Governo per il nostro territorio».

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Pescara

Sarà la Corte Costituzionale ad esprimersi sull’ergastolo all’anarchico pescarese Alfredo Cospito

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L’anarchico pescarese Alfredo Cospito e la compagna Anna Beniamino sono accusati di strage politica per l’attentato del 2006, in cui due ordigni esplosero nel cuneese senza provocare feriti, e rischiano l’ergastolo, il primo, e 27 anni di carcere, la seconda. Decisione sulla conferma della pena rinviata alla Corte Costituzionale dalla Corte d’Appello. A Torino, dove si celebra il processo, manifestazione di solidarietà nei confronti degli imputati con scontri, disordini e un’aggressione.

TORINO – Sarà la corte Costituzionale ad esprimersi sull’ergastolo per strage politica per Alfredo Cospito, anarchico pescarese accusato, e già condannato in primo grado, per gli attentati dinamitardi avvenuti nel 2006 a Fossano, in provincia di Cuneo, quando due ordigni esplosero nei pressi della caserma per allievi carabinieri. Nessuno rimase ferito in seguito alle esplosioni.

In primo grado è stato condannato a 20 anni, ma la Corte d’Appello era chiamata a decidere a riformulare l’accusa in strage politica. Il procuratore generale Francesco Salluzzo ha chiesto l’ergastolo e l’isolamento diurno per dodici mesi. La difesa ha avanzato alcune eccezioni, che i giudici hanno accolto, rinviando alla Cort costituzionale la decisione sulla conferma o meno dell’ergastolo. qualora anche la corte costituzionale accettasse le eccezioni, Cospito verrebbe condannato ad una pena tra i 21 e 24 anni. Il pescarese, ritenuto capo della Federazione Anarchica Informale e già condannato a 12 anni per aver gambizzato l’amministratore delegato di Ansaldo Roberto Adinolfi, da 45 giorni si trova in regime di 41-bis e sta protestando contro questa misura con uno sciopero della fame prolungato.

In collegamento dal carcere di Sassari, dove si trova in regime di 41-bis, l’anarchico pescarese Alfredo Cospito, che rischia l’ergastolo per gli attentati del 2006 a Fossano, dopo aver salutato con il pugno chiuso una rappresentanza dei militanti anarchici presente in aula, ha letto una dichiarazione: «Leggo soltanto quattro righe. Prima di scomparire definitivamente nell’oblio del regime del 41 bis lasciatemi dire poche cose e poi tacerò per sempre. La magistratura della repubblica italiana ha deciso che, troppo sovversivo, non potevo più avere la possibilità di rivedere le stelle, la libertà. Seppellito definitivamente con l’ergastolo ostativo, che non ho dubbi mi darete, con l’assurda accusa di aver commesso una “strage politica”, per due attentati dimostrativi in piena notte, in luoghi deserti, che non dovevano e non potevano ferire o uccidere nessuno e che di fatto non hanno ferito e ucciso nessuno. Non soddisfatti, oltre all’ergastolo ostativo, visto che dalla galera continuavo a scrivere e collaborare alla stampa anarchica, si è deciso di tapparmi la bocca per sempre con la mordacchia medievale del 41 bis, condannandomi ad un limbo senza fine in attesa della morte. Io non ci sto e non mi arrendo, e continuerò il mio sciopero della fame per l’abolizione del 41 bis e dell’ergastolo ostativo fino all’ultimo mio respiro, per far conoscere al mondo questi due abomini repressivi di questo paese. Siamo in 750 in questo regime ed anche per questo mi batto. Al mio fianco i miei fratelli e sorelle anarchici e rivoluzionari. Alla censura e alle cortine fumogene dei media sono abituato, queste ultime hanno unico obiettivo di mostrificare qualunque oppositore radicale e rivoluzionario. Abolizione del regime del 41 bis. Abolizione dell’ergastolo ostativo. Solidarietà a tutti i prigionieri anarchici, comunisti e rivoluzionari nel mondo. Sempre per l’anarchia».

La compagna Anna Beniamino invece ha affermato: «Questo è un processo politico, che si è mostrato teso fin dall’inizio alla somministrazione della pena esemplare, processo alle nostre identità di anarchici più che ai fatti, processo a chi non abiura le proprie idee. Una strage senza strage attribuita senza prove è il culmine di un crescente impegno di Antiterrorismo e Procure per esorcizzare lo spettro dell’anarchismo d’azione. Nello stesso disegno si colloca l’imposizione del regime 41 bis ad Alfredo Cospito, reo di intrattenere rapporti con il movimento anarchico dal carcere. Lo sciopero della fame ad oltranza che il compagno sta portando avanti dal 20 ottobre è l’extrema ratio contro isolamento e deprivazione sensoriale, fisica, psichica, contro un bavaglio politico. Bavaglio che gli ha impedito finanche di leggere le motivazioni dello sciopero stesso. Il 41 bis è il grado estremo di accanimento dei regimi differenziati: carceri dove l’isolamento continuato e il sovraffollamento delle sezioni comuni sono le due facce di un sistema teso ad annullare l’individuo. Carceri dove le stragi, quelle vere, si sono verificate e si verificano: nella repressione delle rivolte del 2020, nello stillicidio di suicidi, nel trattamento dei più poveri e fragili tra i prigionieri come “materiale residuale” della società tecno-capitalistica imperante. Se qualcosa accadrà ad Alfredo Cospito qualsiasi individuo dotato di pensiero critico capirà chi siano i mandanti ed esecutori del suo annientamento fisico, non essendo riusciti ad effettuare quello politico e ideale. Sono cosciente di essere ostaggio di un sistema che nasconde dietro al feticcio di “sicurezza” e “terrorismo” il suo collasso politico, economico, sociale, ambientale. Opporsi a questo è necessario. Potete distruggere la vita delle persone, non riuscirete a spegnere il pensiero e le pratiche antiautoritarie. Non riuscirete a spezzare la tensione rivoluzionaria, non riuscirete a spegnere l’anarchia. Saluto Alfredo e tutti i compagni»

Fuori dal Tribunale, mentre l’udienza veniva celebrata, un corteo di solidarietà da parte di circa duecento anarchici si è trasformato in disordini e proteste. Bombe carta, fumogeni, scritte sui muri e perfino un’aggressione nei confronti di un esercente che protestava contro gli atti vandalici.

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Chieti

Infortunio per Marsilio, scivola e si frattura il perone: si sottoporrà ad un intervento

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il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio a Bruxelles, incontro con la Presidente del Parlamento Europeo Roberto Metsola

PESCARA – E’ caduto Marsilio, ma la Giunta Regionale non c’entra niente. Il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio si è fratturato il perone in seguito ad una brutta caduta e dovrà sottoporsi ad un piccolo intervento chirurgico. Lo scivolone è avvenuto ieri pomeriggio.

E’ stato lo stesso Marsilio ad illustrare i dettagli dell’incidente che l’ha visto coinvolto: «Oggi, tornato da Bruxelles, mentre visitavo un congiunto al Fatebenefratelli, ho avuto un incidente, una brutta caduta mi ha causato la frattura del perone. Dovrò sottopormi nei prossimi giorni ad un intervento chirurgico. Sarò costretto a saltare diversi impegni pubblici e a restare il più possibile immobilizzato, farò del mio meglio per continuare comunque a svolgere il mio ufficio.»

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