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Pesaro-Urbino

Firmato l’accordo per il nuovo ospedale di Pesaro: avvio dei lavori entro il 2024

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Regione Marche, Comune di Pesaro, Marche Nord e Asur hanno firmato l’accordo di programma per la realizzazione di un nuovo ospedale sicuro, efficiente, tecnologico ed in linea con i nuovi standard europei. L’opera dovrebbe essere compiuta entro il 2027.

PESARO – Si è svolta ieri mattina, lunedì 18 ottobre, al Comune di Pesaro, la firma dell’Accordo di programma per la realizzazione del nuovo ospedale. Erano presenti il Presidente della Regione, Francesco Acquaroli, il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, il direttore generale di Asur Marche, Nadia Storti, e il direttore generale di Marche Nord, Maria Capalbo.

«Oggi, con la sottoscrizione dell’accordo di programma – ha dichiarato il presidente Francesco Acquaroli – si compie un passo importante per procedere speditamente alla realizzazione del nuovo ospedale di Pesaro. Non c’è bisogno di sottolineare ulteriormente l’importanza di dare una struttura moderna e adeguata agli operatori e al territorio, in grado di essere all’altezza con gli obiettivi sanitari che intendiamo potenziare e conseguire. Un passo importante, con un cronoprogramma definito, per arrivare quanto prima alla realizzazione di quello che è uno degli investimenti più grandi mai fatti dalla Regione».

«Questa firma rappresenta un risultato importante – ha affermato il sindaco Matteo Ricci – che mette un punto ad un investimento consistente per la città. Pur partendo da punti di vista differenti siamo riusciti a trovare un accordo sul contenitore del nuovo Ospedale di Muraglia, ora sarà fondamentale il rispetto del cronoprogramma e allo stesso tempo occorrerà fare una discussione sul contenuto. Non nascondo una forte preoccupazione per la mancanza di personale e, in particolare, sulla cancellazione dell’Azienda Marche Nord, e sul problema della mobilità passiva. Sarebbe interessante poi aprire un ragionamento sull’attuale area del San Salvatore, che tenga insieme l’aspetto urbanistico e socio-sanitario: è un contenitore strategico, che può rispondere a diverse esigenze dei cittadini. Grazie al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli per la disponibilità e il pragmatismo con il quale abbiamo portato avanti la discussione».

In tale accordo si prevede il trasferimento delle strutture attualmente presenti nell’area di Muraglia entro il 30/09/2024, per permettere l’avvio dei lavori entro i successivi 30 giorni.

La nuova struttura di circa 70.000 mq verrà realizzata con i più alti livelli di sicurezza antisismici e risponderà requisiti di risparmio energetico prevedendo la costruzione di un edificio nZEB (nearly Zero Energy Building) con consumo di energia quasi zero.

Previsti circa 400 posti letto per un investimento di circa 170 milioni di euro, anche in considerazione dei continui aumenti dei costi dei materiali con il conseguente aumento dei prezzari di riferimento.

Essendo l’opera prevista di rilevante importanza e complessità, la norma prevede l’indizione di concorso di progettazione, previsto entro il corrente anno, al fine di individuare la migliore proposta che risponda alle esigenze del territorio con particolare attenzione all’inserimento nel tessuto urbano. Seguirà la progettazione fino al livello definitivo che potrà essere posto a base di gara da espletare con l’appalto integrato riducendo notevolmente i tempi procedurali. Si prevede di iniziare i lavori, che dureranno circa tre anni, entro il 2024. Il progetto del nuovo ospedale di Pesaro ha iniziato a delinearsi nel 2021, quando la Giunta Regionale ha approvato il Masterplan di Edilizia Sanitaria e Ospedaliera.

Ancona

XIII Congresso Cgil Marche, Santarelli confermato segretario regionale

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Si è svolto il 30 e il 31 gennaio il XIII Congresso della Cgil Marche, alla presenza di 300 delegati e del segretario nazionale Emilio Miceli. Giuseppe Santarelli confermato segretario regionale: «Le Marche sono al declino, necessario un patto per il lavoro di qualità».

ANCONA – La due giorni del XIII Congresso regionale della Cgil Marche alla Mole Vanvitelliana, gli scorsi 30 e 31 gennaio, di Ancona si è chiusa con la conferma a segretario regionale di Giuseppe Santarelli. Presente, insieme a 300 delegati, il segretario nazionale Emilio Miceli. I lavori di preparazione al congresso hanno interessato oltre 27 mila iscritti, che hanno discusso nel corso di 1783 assemblee.

Emilio Miceli segretario nazionale Cgil (Foto di Pierpaolo Mascia).

A conclusione dei lavori, Emilio Miceli ha affermato: «Siamo ad un nuovo passaggio storico della crisi del lavoro: oscilliamo tra i rider, ormai metafora del lavoro sfruttato, le enormi sacche di lavoro intellettuale sottopagato e la disintermediazione di fronte all’orizzonte dell’intelligenza artificiale. Una crisi che ci cade addosso in virtù dei processi di transizione emergenti”. Per quanto riguarda le Marche, Miceli ha sottolineato che «si è messi a dura prova: il modello di internazionalizzazione che ha fatto delle Marche una regione avanzata è stato colpito dal Covid e anche dall’interscambio con la Russia. Perciò, questa crisi è eccezionale a tutte le latitudini: al centro come al nord e al sud».     

Giovani, lavoro, sanità i punti su cui vuole concentrarsi Santarelli, confermato segretario regionale al XIII Congresso Cgil Marche, che ha affermato: «Le Marche sono al declino, l’Europa stessa ci ha declassato, con l’Abruzzo e l’Umbria, tra le regioni in transizione. Abbiamo perso ben 24 punti percentuali di Pil procapite in 20 anni, -16% di perdita di valore aggiunto della nostra economia. Le Marche sono diventate una terra di conquista dove i grandi marchi colgono i vantaggi legati alla professionalità: oltre 60 imprese sono passate di mano da proprietà marchigiane a grandi multinazionali o a fondi finanziari tra il 2005 e il 2021. Dal 2011 al 2020 sono stati oltre 5mila i giovani laureati marchigiani che hanno lasciato la regione. Troppo povere le retribuzioni con  una media 19.400 euro lordi annui, sotto la media nazionale e anche rispetto alle regioni del centro. La giunta regionale aveva puntato tutto sulla sanità ma è stato un fallimento». Di fronte a questo, secondo Santarelli «la  giunta è solo preoccupata di dare risposte ai campanilismi, non ha fatto nulla».

           

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Pesaro-Urbino

Usura a Pesaro: imprenditore ai domiciliari, giro di denaro da 800 mila euro

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Al termine di un’operazione di polizia giudiziaria congiunta di Guardia di Finanza e personale della Questura di Pesaro, arrestato imprenditore per usura aggravata e abusiva attività finanziaria. Denunciata per concorso un’altra persona. Perquisizioni e sequestri.

PESARO – Un imprenditore di 39 anni che svolge regolarmente diverse attività nel pesarese, è stato arrestato con l’accusa di usura aggravata e abusiva attività finanziaria al termine di un’operazione di polizia giudiziaria congiunta condotto dalla guardia di finanza e dalla Questura di Pesaro, coordinata dalla Procura. In base alle indagini, l’uomo concedeva prestiti a tassi usurari. Il denaro movimentato ammonterebbe a più di 800 mila euro.

Il Gip Giacomo Gasparini ha emanato un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per il trentanovenne, accusato di aver allestito un giro di prestiti illecito a soggetti in stato di necessità, pretendendo interessi a tasso diversificato. Coinvolta nell’inchiesta una seconda persona, ritenuta dagli inquirenti essere la figura incaricata della “riscossone” a domicilio dei delle rate.

L’indagine ha preso avvio da una perquisizione svolta nel luglio del 2022, nella quale venne sequestrata diversa documentazione bancaria e finanziaria. Sfogliando le centinaia di pagine contenute nei faldoni, gli investigatori si sono imbattuti in circa 300 operazioni di prestito a 280 soggetti. In tre casi oltretutto, sarebbero stati applicati tassi di usura, fino al 105%. L’imprenditore pretendeva al contempo, come garanzia, cambiali e assegni bancari in bianco.

Durante le indagini sul giro di usura a Pesaro e provincia, gli inquirenti hanno utilizzato la documentazione contabile che l’imprenditore arrestato e posto ai domiciliari aveva creato per tenere traccia dell’attività finanziaria abusiva della quale si occupava. Diverse “schede cliente” numerate, elaborate su modelli prestampati, nelle quali erano indicati importi e rate dei “piani di rientro”. In qualche caso erano presenti anche gli assegni e le cambiali richieste a garanzia.

Gli investigatori hanno compiuto diverse perquisizioni nei luoghi nella disponibilità dei due indagati, che hanno consentito il sequestro di diverso materiale probatorio utile al prosieguo delle indagini, oltre a 1.100 euro, ritenuto frutto dei reati contestati, che sono stati a loro volta sequestrati.

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Ancona

Crack Banca Marche, sei condanne e sei assoluzioni

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Sentenza di primo grado sul crack di Banca Marche, terminata con 6 condanne. La pena più severa all’ex direttore generale Massimo Bianconi, 10 anni e 6 mesi. Secondo il Tribunale di Ancona, la causa del fallimento della banca fu la concessione di crediti a soggetti non affidabili, legati da rapporti personali, o economici, all’ex dg.

ANCONA – Dopo 9 nove ore di camera di Consiglio, è arrivata la prima sentenza relativa al crack di Banca Marche, e della controllata Medioleasing, che, insieme ad Etruria, Carichieti e Carife, inaugurò la stagione delle risoluzioni bancarie e di miliardi di euro dei correntisti andati perduti. Accolte quasi in toto le ipotesi avanzate dal pool di pom, che però aveva richiesto pene più severe. Sei condanne e sei assoluzioni per i dodici imputati nel processo sul crack di Banca Marche (erano tredici, ma uno nel frattempo è deceduto). Oltre tremila le parti civili.

Sono stati condannati a 10 anni e mezzo l’ex direttore generale Massimo Bianconi (l’accusa aveva chiesto 13 anni), a 9 anni Stefano Vallesi (vice Dg Area Mercato), a 4 anni e 10 mesi Massimo Battistelli (capo area crediti), a 5 anni e 8 mesi Giuseppe Paci (capo concessione crediti), a 7 anni e mezzo Giuseppe Barchiesi (dg Medioleasing), a 4 anni e mezzo Daniele Cuicchi (area commerciale Medioleasing. Le accuse, per tutti, hanno riguardato reati di bancarotta fraudolenta. Per quanto riguarda i reati di ostacolo alla vigilanza e falso in prospetto, contestati dalla procura a vario titolo, è arrivata la prescrizione. Assoluzione per tutti e 12 gli imputati per il falso in bilancio: il fatto, hanno detto i giudici, non costituisce reato.

Assolti invece l’ex presidente della banca Giuseppe Michele Ambrosini, Giuliano Bianchi e Bruno Brusciotti (entrambi del cda e, il primo, ex presidente della Camera di Commercio di Macerata), Paolo Arcangeletti (dirigente Bm) e Claudio Dell’Aquila ex vice dg. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Nelle requisitorie i pm Andrea Laurino, Marco Pucilli e Serena Bizzarri avevano sostenuto che il fallimento della banca jesina, dichiarato il 10 marzo del 2016, è da imputare alla concessione di crediti a soggetti privi di garanzie, secondo una «strategia aziendale tesa a favorire un particolare segmento di clientela prevalentemente legata da rapporti personali e in alcuni casi anche economici con il direttore generale». Le pratiche, ha sostenuto la pm Laurino, venivano gestite con estrema faciloneria ed in alcuni casi non sarebbero nemmeno stati esaminati i faldoni necessari all’attivazione di una linea creditizia.

Tesi sempre respinta dalle persone raggiunte dalle condanne, secondo le quali il crack di Banca Marche sarebbe stato provocato dalla crisi di settore, in particolare del comparto edilizio, laddove l’istituto era maggiormente esposto. 

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