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Ancona

I 4 writers italiani arrestati in India, provengono da Marche e Abruzzo

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Avrebbero imbrattato le carrozze della metropolitana di Ahmedabad, in India, provocando un danno di circa 600 euro, dopo essersi introdotti in una zona non aperta al pubblico. Per questi motivi sono stati arrestati i quattro writers italiani originari di Marche e Abruzzo, in viaggio nel subcontinente.

Si sono introdotti n una ramo chiuso al pubblico della metropolitana di Ahmedabad, capitale del Gujarat in India, ed hanno disegnato alcuni graffiti su due carrozze del treno. Il fatto sarebbe avvenuto nella notte di sabato, proprio poche ore prima dell’inaugurazione di quel ramo della metropolitana, alla presenza del primo ministro Narendra Modi. Per questo motivo sono stati arrestati quattro writers italiani in viaggio in India.

Si tratta di quattro ragazzi di 24, 29, 27 e 21 anni provenienti da Tortoreto, Monte San Vito, Spoltore e Grottammare. I quattro writers italiani arrestati in India, sono arrivati nel subcontinente lo scorso mercoledì, con un visto turistico della durata di un mese.

Sono accusati di aver provocato un danno ad una proprietà pubblica di 50 mila rupie, circa 600 euro, e di essersi introdotti in un’area interdetta. La polizia ha dichiarato che nell’alloggio che hanno prenotato, sono state ritrovate bombolette spray e vernici.

Il sindaco di Monte San Vito, Thomas Cillo, ha reso noto che la famiglia di uno di loro è in costante collegamento con l’ambasciata italiana in India, che ha assicurato che i quattro writers italiani arrestati in India stanno bene. Probabilmente verranno trasferiti a Mumbai. I quattro avrebbero dichiarato di aver fatto le tag e i graffiti per «gioco». Le autorità avrebbero chiesto loro spiegazioni su una sigla in particolare, «tas», chiedendo se fosse collegata ad una sigla eversiva. I ragazzi avrebbero spiegato che non c’è nessun collegamento e che sarebbe l’acronimo di «tagliatelle alla salsa» che per loro avrebbe un significato goliardico.

Il caso ha suscitato grande scalpore non solo sui media nazionali, ma anche quelli indiani. La foto del loro arresto, che li immortala accovacciati ai piedi di due agenti al loro fianco, ha fatto il giro di giornali, siti web e televisioni.

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Ambulanza schiacciata dal tir, la famiglia di una vittima ringrazia per l’affetto ricevuto

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ANCONA – I famigliari di Simone Sartini, una vittima della tragedia costata la vita a due persone avvenuta a Chiaravalle la scorsa settimana, quando un’ambulanza è rimasta schiacciata da un tir,, ringraziano pubblicamente tutti coloro che hanno dimostrato affetto ed espresso cordoglio alla famiglia.

Simone Sartini, volontario della Croce Rossa, aveva 28 anni e quel giorno si trovava alla guida del mezzo di soccorso che è rimasto schiacciato sotto il camion. A perdere la vita insieme a lui, un paziente trasportato, Cosimo Maddalo, ottantunenne da poco dimesso dall’ospedale. Di seguito il messaggio della famiglia di una vittima della tragedia dell’ambulanza schiacciata dal tir:

«La  famiglia Sartini-Connestari ringrazia per l’affetto ricevuto.

Abbiamo scelto di affidarci a questo canale pubblico in quanto non riusciamo a raggiungere tutti personalmente.

Vorremmo porgere a tutti coloro che hanno espresso il loro affetto e la loro vicinanza in un momento di tale disperazione e incredulità il nostro più caro ringraziamento.

Grazie per tutto l’amore dimostrato, grazie per essere stati così presenti durante questi giorni dolorosi. Grazie per la solidarietà e il calore con cui avete ricordato Simone.

Vi saremo sempre riconoscenti.

Giampiero, Floriana e Chiara»

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Montemarciano, colpo nell’azienda: auto di traverso e chiodi per fermare gli inseguitori

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Furto questa notte in un’azienda di Montemarciano, dove gli autori del colpo hanno posizionato auto rubate di traverso e disseminato la strada di chiodi per sfuggire ad eventuali inseguitori. La ditta aveva già subito un furto analogo. Indagano i carabinieri.

ANCONA – Ancora un colpo nell’azienda Eurocom di Marina di Montemarciano, presa d’assalto la scorsa notte. Carabinieri al lavoro fin dalle prime ore di questa mattina per risalire agli autori. L’azienda, che commercia elettrodomestici e dispositivi elettronici, aveva già subito un furto, lo scorso maggio, con modalità molto simili.

Anche ieri notte i malviventi hanno sbarrato la strada con auto rubate apposta e piazzate di traverso sotto il ponte della Gabella. Per bloccare eventuali inseguitori hanno anche disseminato la strada di chiodi. Nella zona in cui è stato compiuto il furto, via Maestri del Lavoro, sono state ritrovate abbandonate anche alcune lavatrici. Non è chiaro se anche queste servissero come ostacolo, o se qualcosa sia andata storta durante il colpo nell’azienda di Marina di Montemarciano.

I banditi hanno agito in pochi minuti e si sono dileguati. Il furto è stato studiato nei minimi dettagli e sarebbe stato compiuto da una banda di rapinatori esperti. I carabinieri hanno avviato le indagini, mentre non è ancora stato quantificato il bottino.

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Fabriano, truffa del pellet: denunciate tre persone residenti in Campania

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Tre persone residenti a Fabriano hanno denunciato ai carabinieri di aver subito una truffa durante l’acquisto di alcuni bancali di pellet, proposti a prezzi vantaggiosissimi, ma mai consegnati.

ANCONA – Un annuncio su Facebook pubblicizzava la vendita di bancali di alcuni pellet di ottima qualità a prezzi davvero vantaggiosi, ma si trattava di una truffa della quale sono rimasti vittima tre persone residenti a Fabriano di 29, 37 e 59 anni.

L’annuncio al quale hanno risposto prometteva pellet di abete rosso e bianco di origine austriaca ad un ottimo prezzo e vantava tantissime recensioni positive, rivelatesi a loro volta fasulle.

Il modus operandi ricostruito dagli inquirenti era sempre lo stesso: dopo il primo contatto, l’acquirente e il venditore definivano i dettagli della vendita su WhatsApp. Dopo aver fornito il proprio codice iban, il venditore prometteva di spedire la merce appena ricevuta copia del bonifico. Poi spariva.

Quando i compratori, dopo qualche giorno nel quale attendevano invano la consegna dei bancali di pellet, provavano a ricontattare il numero con cui avevano definito la transizione, non ricevevano risposta. Spesso, l’annuncio al quale avevano risposto o la pagina web che avevano consultato veniva cancellata dopo la trattativa.

I poliziotti di Fabriano hanno seguito i flussi di denaro e sono stati così n grado di risalire agli autori della truffa del pellet, tre cittadini italiani residenti tra Napoli e Caserta, tra i 29 e i 49 anni. Restano tuttavia ignoti i complici intestatari delle utenze telefoniche, in quanto cittadini stranieri di origine asiatica non censiti.

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