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Marche

Urbino, si barrica in casa per evitare lo sfratto: bloccato da blitz polizia

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URBINO – Un 46enne di Urbino si è barricato per ore in casa per non essere sfrattato, minacciando anche gli agenti con un fiamma ossidrica, ma è stato infine immobilizzato e portato in ospedale dalla polizia per valutare un Tso.

L’uomo, deciso a non lasciare l’appartamento, si era chiuso dentro, inchiodando assi di legno e bancali a porte e finestre, munendosi, inoltre, di una grossa fiamma ossidrica accesa (del tipo utilizzato per stendere il bitume), che non esitava ad utilizzare contro i poliziotti che si stavano avvicinando, fortunatamente senza colpirli riferisce la Questura di Pesaro Urbino.

Gli agenti hanno iniziato così una lunga trattativa per convincere il 46enne a uscire, ma anche per guadagnare tempo prezioso per predisporsi ad un intervento risolutivo. Solo a fine mattinata i poliziotti, approfittando di un attimo di distrazione dell’uomo e del fatto che aveva aperto un piccolo spiraglio nel portone per parlare con loro, hanno forzato l’ingresso, facendo irruzione all’interno e immobilizzandolo, senza provocargli lesioni. L’uomo aveva posizionato in punti strategici alcune bottiglie contenenti benzina, oltre a dei diffusori riempiti con acido muriatico, con ogni probabilità da impiegare contro i poliziotti per un’ultima strenua resistenza.

Come riporta l’Ansa, è stato trasportato presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Urbino per gli accertamenti, anche di natura psichiatrica, del caso e per gli eventuali conseguenti provvedimenti sanitari.

Ascoli Piceno

Arresto per spaccio di marijuana ad Ascoli, rinvenute anche sigarette elettroniche con olio di cannabis

E’ la prima volta che tali dispositivi vengono scoperti nelle Marche.

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ricercato in germania arrestato a chieti polizia squadra mobile

La Squadra Mobile ha trovato in casa di un trentacinquenne due serre con 19 piante, oltre a ingenti quantitativi di sostanza stupefacente.

ASCOLI PICENO – La Squadra Mobile stava tenendo d’occhio un trentacinquenne della provincia sospettato di coltivazione e spaccio di marijuana e quando hanno avuto la certezza di coglierlo con le mani nel sacco sono entrati in azione. Non si aspettavano però di trovare, tra le altre cose, 7 sigarette elettroniche all’olio di cannabis che contenevano, come hanno successivamente rivelato le analisi, tassi elevatissimi di THC, tra l’86% ed il 99%. Si tratta della prima scoperta simile avvenuta in Regione e forse a livello nazionale.

Gli agenti della Mobile avevano già raccolto indizi nei suoi confronti e stavano monitorando le sue mosse. Dopo una breve visita da parte di un uomo presso il suo appartamento, con una modalità che lasciava presupporre che fosse avvenuto uno scambio, i poliziotti hanno effettuato un controllo nei confronti di quest’ultimo. Dopo aver trovato 80 grammi di marijuana suddivisi in tre buste, sono entrati anche nell’appartamento del sospettato.

Qui, oltre a 350 grammi di marijuana, 10 di cocaina e 5 di hashish, erano presenti anche due serre la coltivazione della canapa, attrezzate con luci ed impianti di aerazione e ventilazione. 19 le piante che stavano crescendo. Gli agenti hanno sequestrato tutto, comprese le 7 sigarette elettroniche modificate all’olio di cannabis, che in un primo momento sono passate inosservate.

Il trentacinquenne è stato arrestato e, dopo l’udienza di convalida, posto agli arresti domiciliari per il reato di produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

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Marche

E’ Gianmarco Tamberi il nuovo testimonial delle Marche

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gianmarco tamberi testimonial regione marche

“Gimbo” Tamberi, portabandiera alle prossime olimpiadi di Parigi e già protagonista di una campagna social della Regione, presterà il volto alla Regione nei prossimi anni: «Ho sempre detto che vorrò sempre vivere per tutta la mia vita qui in questa terra perché la adoro».

ANCONA – Dopo l’ex ct della Nazionale Roberto Mancini, volato sulla panchina dell’Arabia Saudita, è stato scelto il nuovo testimonial di Regione Marche, sempre nel segno dello sport: Gianmarco Tamberi.

Ieri “Gimbo” ha messo tutto nero su bianco a Palazzo Raffaello, di fronte al Presidente della Giunta regionale Francesco Acquaroli,  al delegato del presidente della Camera di Commercio delle Marche, Massimiliano Polacco, e del direttore di Atim Marco Bruschini.

«Avere Gianmarco Tamberi come testimonial è una grandissima soddisfazione per tutta la comunità marchigiana – ha commentato il presidente di Regione Marche Acquaroli-. Questo è il sentimento che accomuna tutti in un momento straordinario in cui il portabandiera della nazionale italiana è rappresentato da un marchigiano. C’è anche la voglia di fare bene per la nostra regione e darle quel giusto risalto che merita, per la sua bellezza, per la sua grande capacità di produrre, e anche per l’umiltà che accomuna tutti noi marchigiani. Sono particolarmente emozionato perché questa firma di oggi ci porta alla ribalta mondiale. Tutti i marchigiani ne comprendono il valore e credo che Gianmarco più di tutti lo comprenda: rappresenta una comunità che ha sofferto tantissimo in questi anni, ma che si è sempre saputa rialzare. Anche questo accomuna la storia di Gianmarco alla storia delle Marche, è uno dei tratti che ci unisce in questa sfida straordinaria dove lui avrà non solo il tifo, ma tutto il sostegno della nostra comunità»

gianmarco tamberi testimonial regione marche acquaroli

Il campione di salto in alto, che negli ultimi due anni ha prestato il volto per una campagna social regionale, sarà infatti anche il portabandiera della delegazione italiana alle prossime olimpiadi di Parigi. Inevitabile un passaggio sulle Olimpiadi: «Va molto meglio fortunatamente – ha spiegato Gimbo a proposito dell’infortunio al ginocchio che lo ha condizionato nelle ultime settimane -. Sono stati giorni un po’ complicati come ho comunicato sui social però l’ecografia di ieri ha dato esito positivo e mi hanno detto che posso ripartire al 100% e quindi bene così. Ho sempre lavorato tantissimo su me stesso, cercando di dare sempre il 100% di quello che posso ad ogni singolo allenamento. Penso di non aver mai preparato così bene una gara in tutta la mia vita, per quanto l’ho fatto bene in passato mettendoci tutto me stesso. Pensando però che possa essere la mia ultima olimpiade, questo mi ha spinto a fare quel qualcosa in più sotto ogni punto di vista, dalla dieta alla fisioterapia, alla visualizzazione, agli allenamenti, alla vita fuori dallo sport. Ho cercato di aggiungere non un uno né un due ma un 10% in più per migliorare tutto quello che potevo, solo il tempo dirà se ne è valsa la pena. Quello che sto rincorrendo in questo momento è qualcosa di veramente unico, sarà difficilissimo da raggiungere perché non c’è mai riuscito nessuno nella storia, è l’unica disciplina dell’atletica leggera in ambito maschile che non ha un vincitore per due volte. Sento la pressione, la paura, l’ansia di non essere pronto abbastanza. Però è normale quando si tiene molto a qualcosa. Se la pressione non ce l’ho, la cerco».

Ed in merito al suo ruolo di testimonial della Regione, Tamberi afferma: «Nelle Marche si respira un’aria unica. Ripeto, sarà che sono cresciuto qua, ma ogni volta che ritorno a casa mi sento tranquillo, sereno, mi piace andare a vedere il mare, mi piace andare a fare delle passeggiate sulle nostre colline e, specie quando arrivano settembre e ottobre e sono fuori dieta, non vedo l’ora di mangiare le olive all’ascolana e i vincisgrassi. Qui si vive bene. Il mio posto preferito nelle Marche? Sono diversi. Forse il primo che mi viene in mente è il Passetto di Ancona perché mi ricollega a tantissime cose: la serenità di cui parlavo prima, tutti gli allenamenti che ho fatto su quelle gradinate, il sudore versato per raggiungere i miei obiettivi, le passeggiate con Chiara. E’ un posto che racchiude tanto della mia vita in pochi metri quadri. Per tutti questi motivi sono contento e orgoglioso di rappresentare le Marche».

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Ascoli Piceno

Nido di tartaruga a Cupra: durante lo spostamento delle uova, la triste scoperta. «Un tesoro di conoscenze»

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uova di tartaruga caretta caretta cupra marittima

Le 67 uova di tartaruga Caretta Caretta depositate a Cupra Marittima non presentavano segni vitali, al momento dello spostamento verso un luogo più sicuro.

ASCOLI PICENO – Nel giorno tanto atteso per lo spostamento delle uova di tartaruga Caretta Caretta depositate a Cupra Marittima verso un luogo più sicuro, è arrivata la notizia che nessuno voleva sentire: le uova non presentavano segni vitali.

Nel pomeriggio di ieri, lunedì 15 luglio, sono iniziate le delicatissime operazioni di spostamento del nido di tartaruga Caretta caretta, per via della eccessiva vicinanza all’acqua e del crescente rischio di alte maree che minacciavano di sommergerlo. E, per aumentare le possibilità di riuscita, si è dovuto attendere fattori climatici ottimali, dopo il 25esimo giorno dalla deposizione. Le attività propedeutiche alla dislocazione del nido sono state messe in atto dal personale di Fondazione Cetacea, responsabile della gestione del nido autorizzata con deroga ministeriale, e coadiuvate da oltre 30 fra ricercatori, studiosi, volontari e militari della Guardia Costiera che si sono dati appuntamento sul quel lembo di spiaggia libera di Cupra Marittima diventato famosissimo dallo scorso 12 giugno.

Dopo aver individuato una nuova spiaggia, con un corpo sedimentario analogo a quello “originale”, il team di esperti di Fondazione Cetacea – capitanato dalla dott.ssa Chiara Roncari – ha trepidamente atteso che la temperatura della sabbia scendesse sotto i 28°C, per iniziare la complessa operazione di manipolazione del nido.

Alle 20:30 la notizia che nessuno avrebbe voluto: durante l’operazione di speratura – la cd. l’apertura del nido, effettuata con un apposito strumento – è stato constatato che tutte le 67 uova di tartaruga depositate a Cupra Marittima non erano vitali. Alcune erano rotte, altre ammuffite o malformate, probabilmente a causa della scarsa esperienza della tartaruga nidificante.

«Non è possibile al momento determinare le cause, da accertate previa analisi dettagliate che verranno condotte, tra gli altri, dall’Università di Camerino. Si dovrà tener conto di diversi fattori, che spaziano dalla profondità del nido alla sua vicinanza all’acqua, dalla composizione della sabbia al tasso di umidità del terreno. Ma, in primis, andrà determinato se le uova fossero state fecondate o meno». Questo il commento a caldo dei dott. Nicola Ridolfi e Valeria Angelini di Fondazione Cetacea.

Una brutta notizia che si contrappone alla gioia iniziale. Una storia senza un lieto fine, ma pur sempre una opportunità unica per raccogliere dati preziosi per la ricerca scientifica. «Le informazioni raccolte da questo nido rappresentano un valore scientifico inestimabile, poiché ci permettono di comprendere meglio i comportamenti e le sfide delle tartarughe marine nelle nostre acque», hanno dichiarato i ricercatori dell’Unità di Ricerca e Didattica UNICAM di San
Benedetto del Tronto.

Nonostante l’esito deludente, infatti, questo nido ha rappresentato un’opportunità straordinaria per i visitatori che, nell’ultimo mese, hanno potuto avvicinarsi al mondo delle tartarughe marine. Grazie a Fondazione Cetacea ed a tutti i suoi volontari, il nido è diventato una piccola aula all’aperto, dove grandi e piccini hanno potuto imparare, confrontarsi e sviluppare una maggiore consapevolezza ambientale. “La dedizione dei volontari è stata straordinaria. La loro costanza nel proteggere l’area del nido è un esempio lampante di impegno comunitario e amore per la natura” ha commentato il presidente della Fondazione, Sauro Pari.

Anche il Sindaco di Cupra ha espresso il suo apprezzamento per quanto fatto: «L’interesse e la partecipazione della comunità hanno superato ogni aspettativa, dimostrando un grande impegno e passione per la protezione della natura».

Infine, il Comandante della Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto – Capitano di
Fregata (CP) Alessandra Di Maglio – ha sottolineato l’importanza della sostenibilità ambientale: “Questo evento ha rafforzato la nostra consapevolezza sull’importanza della conservazione ambientale e ha dimostrato, ancora una volta, quanto siamo fortunati a vivere in una comunità rivelatasi unita nella protezione del patrimonio naturale. La Guardia Costiera ha il privilegio di proteggere i nostri mari e, per riuscirci, la collaborazione con le organizzazioni locali e i cittadini è cruciale. Questa storia ci insegna che continuare a preservare gli ecosistemi marini è essenziale per garantire un futuro sostenibile alle generazioni future».

L’intervento dei militari della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto e di Cupra Marittima si inserisce nella più ampia funzione del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera di salvaguardia dell’ambiente marino e della fauna che lo stesso ospita (Direttiva 92/43/CEE – Habitat) e, in particolare, di animali appartenenti a specie protette come le tartarughe marine e cetacei che, soprattutto a causa dell’interazione con l’uomo, rischiano di subire una drastica diminuzione nei nostri mari.

uova di tartaruga caretta caretta  cupra marittima 2

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