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Porto Sant’Elpidio, tentato furto in uno chalet: arrestato cinese di 65 anni

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FERMO – I carabinieri hanno denunciato per tentato furto aggravato un uomo cinese di 65 anni, che si è introdotto in uno chalet di Porto Sant’Elpidio, dopo aver forzato la serratura della porta.

Nel momento in cui ha scassinato l’accesso alla struttura, è arrivata sul telefono cellulare del titolare dell’esercizio una notifica che segnalava l’intrusione. L’uomo ha dunque allertato i carabinieri che si sono immediatamente recati sul posto, in via Faleria, sventando il furto. il ladro infatti non ha avuto il tempo di rubare nulla, né di dileguarsi.

Quando sono arrivati, i militi hanno subito notato la porta aperta e si sono fiondati nel locale. Qui hanno sorpreso il responsabile del tentato furto aggravato che, una volta resosi conto della presenza delle forze dell’ordine, si era chiuso in bagno.

I carabinieri lo hanno sottoposto a perquisizione personale, trovando un cacciavite che, insieme ad un piede di porco rinvenuto vicino all’ingresso, il cinese di 65 anni ha utilizzato per forzare la serratura della porta dello chalet di Porto Sant’Elpidio in cui ha tentato il furto. L’uomo è stato denunciato e gli arnesi da scasso sono stati sequestrati.

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Blitz ai Tre Archi a Fermo: pitbull e uomini armati a proteggere la piazza di spaccio

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Undici misure cautelari per detenzione ai fini di spaccio. Due immobili sequestrati, insieme a droga ed armi. L’operazione della Polizia è scattata di notte, per evitare le vedette della piazza di spaccio di Fermo. Qualcuno si è barricato in casa e i Vigili del fuoco hanno dovuto sfondare le porte.

FERMO – Il quartiere Tre Archi è diventato una piccola Caivano. Come nel più grande supermarket della droga d’Europa, anche la piazza di spaccio di Fermo si è trasformata in un fortino sorvegliato da vedette mobili ed immobili, con uomini armati e pitbull a tener lontani eventuali ficcanaso. Così, per evitare di esser scoperti, i circa 100 agenti delle Questure di Fermo, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno e Pesaro si sono mossi di notte, nel silenzio più assoluto.

Il blitz della Polizia è scattato in contemporanea in diversi appartamenti del quartiere Tre Archi di Fermo: undici le misure cautelari al termine. Tutti di origine nordafricana gli arrestati. Qualcuno ha provato a barricarsi all’interno della propria abitazione, ma sul posto erano già presenti i Vigili del fuoco che grazie allo speciale equipaggiamento in dotazione, hanno aperto la strada ai poliziotti.

Qualcun altro ha provato a sguinzagliare i grossi molossoidi contro gli agenti, pertanto ai cani sono state somministrate dosi di sonnifero dai tecnici veterinari specializzati, a loro volta interpellati dalle forze dell’ordine, che attendevano dietro barriere d’acciaio opportunamente preparate. Sul posto, anche tre ambulanze.

Oltre alla “sede centrale” sono stati perquisiti anche i “distaccamenti” di Montegranaro (FM), ed anche di Morrovalle (MC) e Ripatransone (AP). L’attività di spaccio infatti coinvolgeva anche altre province ed in queste località i soggetti coinvolti avevano interessi e punti d’appoggio. Due persone sono finite in carcere e due raggiunte da divieto di dimora nella provincia fermana e ascolana e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Altre due sono state arrestate in flagranza nel corso dell’operazione, sorpresi in possesso di quantitativi di droga.

Nel corso di una delle perquisizioni in una abitazione ubicata in Montegranaro sono stati rinvenuti oltre tre chili di sostanza stupefacente, eroina ed hashish, in buona parte già divisa in 880 dosi destinate allo spaccio al dettaglio. E’ stato, inoltre, disposto il sequestro preventivo di 2 immobili utilizzati per l’attività di smercio della sostanza. Il primo è in via Tobagi, l’altro in via Paleotti. Inoltre, sono stati sequestrati due cani molossoidi utilizzati da uno degli arrestati per tentare di fermare gli agenti, un rottweiler e un dogue de Bordeaux adulti. In un appartamento sono stati rinvenuti e sequestrati una katana, 2 machete e una fiocina da sub. Tutti i soggetti coinvolti sono di origine magrebina ed hanno un’età ricompresa tra i 20 e i 35 anni.

L’indagine ha preso avvio nel 2022, in seguito ad una perquisizione domiciliare in via Tobagi. In quell’occasione, l’occupante ha aizzato un grosso cane rottweiler contro gli agenti, dando il comando: «attacca, attacca». Un poliziotto è stato morso alla coscia dal molossoide di 60 chili. Il cane è stato poi confiscato, mentre un ventenne marocchino è stato arrestato.

Successivamente, gli investigatori hanno continuato a tenere d’occhio l’immobile del quartiere Tra Archi di Fermo, documentando un insolito via vai: molte persone provenienti da altre zone, entravano nel palazzo e ne uscivano pochi minuti dopo. Anche grazie ai sistemi di videosorveglianza, i poliziotti hanno identificato alcune persone che erano già state segnalate in qualità di assuntori.

Il 30 marzo scorso invece, nello stesso appartamento di via Tobagi un tunisino è stato raggiunto da un colpo d’arma da fuoco alla coscia sinistra. Poco dopo alcune bande rivali, i cui componenti sono di diversa origine extracomunitarie, si sono fronteggiate e scontrate. Secondo gli inquirenti si trattava di scontri per il controllo della piazza di spaccio del quartiere Tre Archi di Fermo. Un trentacinquenne albanese è stato arrestato per tentato omicidio e l’arma utilizzata è stata sequestrata. L’immobile è stato chiuso e la piazza di spaccio smantellata, ma è stato presto ricostituita in un altro appartamento, questa volta in via Paleotti.

Da qui dunque, il blitz di qualche notte fa, lunedì 18 settembre. 11 in tutto le misure cautelari, ma sono ancora in corso le indagini per risalire a tutti i corrieri. I due immobili sono stati sequestrati.

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Anziano aggredito da tre pitbull, salvato da un agente fuori servizio

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anziano aggredito da tre pitbull salvato da agente fuori servizio

Il poliziotto ha sentito le grida ed è corso sul posto. La vittima dell’aggressione è un signore di 74 anni. Denunciato per mancata custodia di animali il proprietario dei cani.

FERMO – La vicenda è avvenuta la sera dello scorso 28 agosto, sebbene sia stata resa nota dalla Questura soltanto oggi. Un poliziotto fuori servizio che si trovava in piazza Marconi a Grottazzolina ha udito alcune grida provenienti dai giardini pubblici ubicati nelle vicinanze ed ha deciso di andare a dare un’occhiata. Qui ha trovato un anziano, un signore di 75 anni che oltretutto conosceva, che chiamava disperatamente aiuto: tre grossi pitbull, lasciati incustoditi, lo avevano aggredito.

Il signore stringeva in braccio un cagnolino di piccola taglia, che probabilmente ha scatenato la furia dei cani più grossi, e perdeva copiosamente sangue da una mano. L’agente non ha avuto un attimo di esitazione, è montato sulla sua auto e con essa si è riuscito a frapporsi fra l’anziano ed i cani. L’uomo è salito faticosamente in macchina, mentre gli animali continuavano a scagliarsi contro la fiancata dell’auto, che si è poi messa in moto ed ha seminato i “segugi”.

L’anziano aggredito da tre pitbull è stato accompagnato al Pronto Soccorso dell’ospedale Murri di Fermo, dove ha ricevuto una prognosi di 20 giorni. Il suo cagnolino invece, che ha preso in braccio per proteggerlo, non ha riportato ferite. Nel frattempo, è stato individuato il proprietario dei cani, che è stato denunciato per la mancata custodia degli animali e denunciato alla competente Azienda Sanitaria.

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Identificato il cadavere della donna in spiaggia a Porto Sant’Elpidio: due indagati

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Il corpo era quello di Galina Banea, moldava, in Italia per le vacanze. Il suo cadavere, rinvenuto in spiaggia, era seminudo: scoperto dalla vita in giù. Non presentava segni di violenza. Due persone hanno trascorso la notte con lei ed ora sono indagati.

FERMO – Il cadavere della donna rinvenuto in spiaggia a Porto Sant’Elpidio lo scorso lunedì 28 agosto adesso ha un nome: si tratta di Galina Banea, moldava di 33 anni, nel nostro Paese per le vacanze estive. Si trovava nella località fermana da quattro giorno, dopo che aveva già visitato altre mete turistiche italiane.

A scoprire il cadavere della donna sulla spiaggia di Porto Sant’Elpidio, due donne. Alle prime luci del giorno, hanno notato il corpo della giovane riverso a pancia in già, sul bagnasciuga. Dopo aver cercato di tirarla fuori dall’acqua, hanno chiamato i soccorsi. Il cadavere della donna era nudo dalla vita in già. Non aveva né pantaloni, né biancheria intima, ma solo maglietta e reggiseno. Non presentava segni di violenza, né buchi o segni che potessero indicare che fosse una tossicodipendente.

Le cause del suo decesso non sono ancora note ed è stata disposta un’autopsia che sarà svolta domani a Fermo. Gli inquirenti al momento non escludono nulla: dal malore, all’annegamento durante un bagno notturno, fino ad una possibile complicazione in seguito all’abuso di sostanze, passando per femminicidio e suicidio.

Nel frattempo, risulterebbero indagate due persone, un elpidiense di 45 anni ed uno straniero di 40. Sarebbero le ultime persone ad averla vista in vita e con loro la ragazza avrebbe trascorso la serata precedente alla sua morte. I due, che abitano nella zona conosciuta come “ferro di cavallo”, sono stati a lungo ascoltati dai poliziotti della Squadra Mobile. Le loro risposte sarebbero risultate contraddittorie.

L’ipotesi più battuta è che la ragazza possa essere annegata, magari in seguito ad un malore, oppure perché poco lucida. Gli investigatori vogliono appurare se abbia o meno assunto, più o meno volontariamente, sostanze stupefacenti, oppure se la situazione possa essere degenerata in seguito ad eventuali avances non ricambiate.

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