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L'Aquila

Tre colpi sparati contro l’auto di servizio dell’emittente Onda Tv di Sulmona

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I tre colpi sono stati sparati con un’arma ad aria compressa ieri sera, intorno alle 19:45, poco prima dell’edizione serale del telegiornale di Onda Tv. Ad accorgersi del fatto, la titolare dell’emittente. L’ipotesi è che possa trattarsi di un’intimidazione.

L’AQUILA – Tre colpi sparati da un’arma ad aria compressa all’indirizzo dell’auto di servizio di Onda Tv, parcheggiata all’esterno della sede dell’emittente a Sulmona. E’ stata la titolare ad allertare le forze dell’ordine, quando, all’uscita, ha visto il luntotto posteriore in frantumi.

Ulteriori dettagli li ha resi noti il “mezzobusto” Andrea D’Aurelio, giornalista e conduttore del telegiornale trasmesso dall’emittente, che sui propri profili social ha raccontato: «I colpi sarebbero stati sparati intorno alle 19,45 a bordo di un’auto (ignota) che viaggiava da Pettorano in direzione Sulmona. Due colpi contro il lunotto posteriore del mezzo e un altro contro il montante. Ad accorgersi del “danno” è stata la titolare dell’emittente che ha chiesto aiuto alle forze dell’ordine per capire l’entità della vicenda. Nel giro di poche ore sono intervenuti Squadra Volante del Commissariato Ps di Sulmona, Squadra Anticrimine, Polizia Scientifica e Squadra Mobile dell’Aquila. Non uno scherzo insomma».

E’ sempre il giornalista a dedurre che non si sarebbe trattato di una semplice ragazzata, ma di un gesto premeditato, forse un’intimidazione. Gli inquirenti hanno rinvenuto all’interno dell’auto di servizio di Onda Tv una biglia d’acciaio e i tre bossoli esplosi, probabilmente sparati da un’arma ad aria compressa o da soft air.

Condanna unanime dell’episodio da parte dell’Ordine dei Giornalisti e dal Sindacato dei Giornalisti Abruzzesi. Ai colleghi e a tutti i collaboratori di Onda Tv va la la solidarietà da parte della redazione de Il Martino.

Abruzzo

Aielli sempre più internazionale: arrivano le telecamere di una televisione cinese

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aielli in onda sulla televisione cinese

L’AQUILA – Aielli, il paese marsicano diventato negli anni un museo a cielo aperto, continua a raccogliere consensi anche a livello internazionale: la televisione China Global Television Network, il più grande gruppo media della Repubblica Popolare Cinese, è giunta nel paese per un reportage dedicato alle bellezze italiane.

Così il sindaco Enzo Di Natale sui social:

«Non avrei mai pensato che un giorno sarebbero venuti ad intervistarmi reporter del più grande gruppo media della Repubblica Popolare Cinese.

Oggi è successo.

Un giornalista della televisione cinese China Global Television Network è stato ad Aielli per un reportage dedicato ai murales.

A primavera Aielli sarà in onda sulle televisioni di una nazione che conta più di un miliardo di persone.

E pensare che fino a qualche anno fa non ci conoscevano nemmeno in provincia…»


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Chieti

Abruzzo fra due allerte: gialla per neve, arancione per valanghe

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L’AQUILA – Il dicembre appena trascorso è stato il più caldo della storia recente per la Regione, con temperature al di sopra della media dal 1991 ad oggi. Gennaio tuttavia ha portato con sé il gelo dell’inverno, che ha attanagliato l’Abruzzo che si trova ora costretta a fare i conti con due allerte meteo, una gialla per quanto riguarda precipitazioni piovose e nevose, l’altra arancione per il rischio valanghe.

L’allerta gialla per neve prevede nevicate sparse su Abruzzo e Molise al di sopra dei 700 metri, anche abbondanti. Avviso analogo per Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e su settori di Emilia-Romagna, Campania e Sardegna.

Il rischio valanghe invece, la seconda delle due allerte meteo, riguarda tutte e cinque le zone di allerta d’Abruzzo: aree Gran Sasso Est, Gran Sasso Ovest, Maiella e Parco Nazionale d’Abruzzo,  e area di rischio Velino-Sirente.

Tutto questo dopo che ieri il Cetemps, il Centro di eccellenza in telerilevamento e modellistica previsionale di eventi severi, che fa capo all’Università dell’Aquila, ha diffuso i dati relativi alle temperature nel periodo 1991-20221. Lo studio evidenzia come il mese appena trascorso sia stato il dicembre più caldo della storia recente, con temperature di 3,5 gradi centigradi in media più elevate e scarsa piovosità. La zona in cui gli effetti del riscaldamento globale sono stati più evidenti è quella del chietino.

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L'Aquila

Terremoto dell’Aquila, nuova condanna per il Governo

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La Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrà a risarcire con 6 milioni di euro 20 parti civili per le rassicurazioni del 31 marzo 2009. Seconda condanna per il governo per il terremoto di L’Aquila, dopo quella di dicembre: 8 milioni a 30 parti civili.

L’AQUILA – Il Tribunale Civile ha emesso una nuova condanna nei confronti del governo sul terremoto che colpì L’Aquila nel 2009, relativamente alle rassicurazioni date alla popolazione alla vigilia delle scosse. La Presidenza del Consiglio dei Ministri è stata infatti condannata al risarcimento di 6 milioni a 20 parti civili. Lo scorso dicembre una prima condanna: risarcimento da 8 milioni a 30 parti civili. Ne ha dato notizia l’edizione regionale del telegiornale Rai.

Le condanne sono relative alle rassicurazioni che Bernardino De Bernardinis, ex numero due del Dipartimento nazionale di Protezione Civile, fece al termine della riunione della Commissione Grandi Rischi a L’Aquila il 31 marzo 2009, a cinque giorni dalle scosse che hanno provocato 309 morti e centinaia di sfollati e feriti. La città da diversi mesi stava facendo i conti con un persistente sciame sismico. Le rassicurazioni date alla popolazione avrebbero contribuito ad un numero così elevato di vittime: le persone, convinte di non correre pericoli, sarebbero rimaste nelle proprie case, anziché cercare rifugio dopo le prime scosse.

Anche in questo caso il risarcimento verrà suddiviso alle parti civili in base al danno subito e non in parti uguali. La Commissione Grandi Rischi è un organo consultivo della Presidenza del Consiglio e per questo motivo è stata condannato il governo in sede civile rlativamente alle rassicurazioni che precedettero il terremoto dell’Aquila. De Bernardinis invece, è stato condannato a due anni.

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