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Abruzzo

La senatrice Di Girolamo: «su RdC Abruzzo specchio del fallimento del governo Meloni»

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senatrice gabriella di girolamo 2

Di Girolamo: «Si permettono il lusso di lasciare 5mila abruzzesi a casa, senza una spiegazione». Attilio D’Andrea, assessore a Sulmona e responsabile provinciale M5S: «Il governo regionale fa finta di non vedere i danni causati dell’abolizione del reddito di cittadinanza alla popolazione abruzzese».

PESCARA – Il Movimento 5 Stelle torna sulla questione abolizione del Reddito di Cittadinanza e, per bocca della senatrice Di Girolamo e dell’assessore sulmonese D’Andrea, sostiene che in Abruzzo sia evidente l’errore operato dal Governo Meloni.

«Portale del ministero bloccato e che non rende possibile portare a termine le procedure di richiesta, centri per l’impiego in stallo, persone in difficoltà che aspettano di sapere come muoversi», così la senatrice sulmonese Gabriella Di Girolamo commenta i dati sui percettori del reddito di cittadinanza in Abruzzo.

«È la fotografia di un disastro causato dalle scellerate politiche di questo governo – aggiunge la pentastellata ‐ che a tutto pensa meno che alle fasce più deboli. Sul Reddito di cittadinanza hanno passato anni a urlare contro i percettori, definiti come “divanisti”, suscitando spesso risentimento e pregiudizi. Per loro vale la regola del più forte: se non puoi è solo colpa tua, e così si permettono il lusso di lasciare 5mila abruzzesi a casa, senza una spiegazione, senza la tanto sbandierata formazione perché i corsi non partono, senza soldi per pagare le bollette. Tutto questo, come se non bastasse, con le festività ormai alle porte».

Alle dure parole della senatrice Di Girolamo fanno eco quelle di Attilio D’Andrea, responsabile provinciale M5S: «Il governo regionale, al pari di quello nazionale, fa finta di non vedere i danni causati dell’abolizione del reddito di cittadinanza alla popolazione abruzzese. Certo, la misura andava migliorata, come abbiamo sempre sostenuto. Ma un conto è lavorare per migliorare una sacrosanta forma di sostegno per le famiglie e per le persone più bisognose, altro è abbandonare queste persone al loro destino, senza alcuna forma di sostegno, senza notizie, senza la prevista formazione. A Roma e in Abruzzo, come in tantissime altre realtà, questa destra preferisce chiudere gli occhi e far finta di non vedere. Dovrebbero almeno recuperare un minimo di coraggio per ammettere di aver commesso un errore enorme”».

«Non sono io a sostenerlo – conclude D’Andrea – quasi 5mila abruzzesi vivono nell’incertezza, e i numeri parlano da soli. Tutto questo grazie a Giorgia Meloni e alla sua maggioranza, una maggioranza identica a quella che governa la Regione Abruzzo e che probabilmente ha chiuso le finestre dell’amato palazzo per tenere lontano il fastidioso rumore del fallimento».

L'Aquila

Condannato per mafia a Messina, raggiunge Sulmona e si consegna al 112

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Un uomo che deve scontare una pena residua di 7 anni di carcere per reati di mafia, ha raggiunto Sulmona, ha chiamato i Carabinieri e si è lasciato arrestare.

L’AQUILA – Pur non avendo legami diretti con Sulmona, un uomo di 38 anni originario di Messina, condannato per reati di mafia, ha deciso di consegnarsi ai Carabinieri nel territorio peligno.

La notte scorsa infatti è giunta una telefonata al 112. Il militare in servizio presso la centrale operativa ha ascoltato l’uomo raccontare di essere stato condannato al carcere in via definitiva. Il trentottenne ha spiegato al carabiniere dove si trovava, poi si è messo in attesa della pattuglia.

Una volta sul posto, i militari intervenuti hanno constatato che quanto sosteneva corrispondeva al vero. L’uomo è stato condannato ad 8 anni di reclusione dal Tribunale di Messina per resti di mafia commessi tra il 2012 ed il 2019, ha già scontato un anno, mentre il resto della pena lo sconterà nel carcere di massima sicurezza di Sulmona, dove si è consegnato ai Carabinieri.

I militari hanno informato della vicenda il Tribunale di Messina.

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Pescara

E’ scomparsa Lucia Spadano, fondatrice della rivista Segno, il cordoglio dell’OdG

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lucia spadano

Riceviamo e pubblichiamo il messaggio di cordoglio che il presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta, ha dedicato alla scomparsa di Lucia Spadano.

PESCARA – «Lucia Spadano, fondatrice e direttrice della rivista di arte contemporanea Segno e iscritta all’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo dal 19 gennaio 1984, ci ha lasciati questa mattina.

Una dedizione al lavoro lunga tutta una vita, la rivista Segno è stata fondata nel mese di ottobre del 1976, che l’ha vista protagonista in Italia e all’estero in un ambito giornalistico, 

quello dell’arte contemporanea, in cui è sempre difficile emergere e confermare le proprie qualità.

A suo marito Umberto, ai figli, il saluto dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo e un grazie per il contributo generoso all’emancipazione culturale della nostra regione».

Stefano Pallotta

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Chieti

Minorenni attaccati alle slot machine: sanzioni per 50 mila euro nel vastese

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minorenni slot machine chieti

Due sale scommesse della provincia di Chieti sono state chiuse per 15 giorni dopo che al loro interno sono stati sorpresi alcuni minorenni intenti a giocare alle slot machine, mentre un noto night club è stato chiuso dal momento che la maggior parte dei figuranti lavorava in nero.

CHIETI – Polizia, Asl ed Ispettorato del Lavoro hanno fatto scattare una serie di controlli in tutta la provincia per verificare il rispetto delle regolarità amministrative negli esercizi pubblici. In tale contesto, due sale scommesse hanno ricevuto un decreto di sospensione, dopo che sono stati sorpresi alcuni minorenni intenti a giocare alle slot machine.

In seguito alle verifiche della Squadra Amministrativa della Polizia di Stato di Chieti, unitamente al personale dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Lanciano e Vasto, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Chieti-Pescara e del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione della Asl, sono state emanate sanzioni per circa 50 mila euro.

In un centro scommesse della provincia di Chieti, oltre alla presenza di minorenni attaccati alle slot machine, le forze dell’ordine hanno riscontrato anche somministrazione di bevande in assenza della prescritta SCIA e l’arbitraria apertura di un ulteriore ingresso non visibile sulla pubblica via che impediva, di fatto, la sorvegliabilità dell’esercizio.

Contestualmente, è scattata la sospensione d’attività anche per un noto night club, per gravi violazioni del Testo Unico sulla Salute e Sicurezza dei Luoghi di Lavoro. La maggior parte delle figuranti di sala, infatti, lavorava in nero e il datore di lavoro non aveva provveduto alla redazione del documento di valutazione dei rischi, inadempienza gravissima data la sua funzione preventiva degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.

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