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Ascoli Piceno

Ad agosto a Grottammare torna la comicità di “Cabaret, Amore Mio!”

cabaret amore mio 2024 grottammare locandina

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cabaret amore mio 2024 grottammare

Il premio Arancia d’oro alla carriera sarà conferito a Maccio Capatonda. Tra gli altri artisti in scena, “vecchie conoscenze” e nuove leve.

ASCOLI PICENO – Inizia a scaldare i motori il festival comico più longevo d’Italia: a Grottammare i prossimi 2 e 3 agosto si terrà l’edizione 2024 di “Cabaret, amore mio!”. Le prevendite saranno disponibili a partire da lunedì 24 giugno.

Anche questa trentanovesima edizione si preannuncia molto densa. Oltre alla consegna del premio alla carriera Arancia d’oro a Maccio Capatonda, il programma 2024 annovera la partecipazione di artisti affermati che hanno già calcato la scena di “Cabaret, amore mio!”, come Giovanni Cacioppo (vincitore del concorso per nuovi comici nel 1995—ospite il 3 agosto), Francesco De Carlo (trionfatore  nel 2009-ospite il 2 agosto) e Giorgio Montanini (vincitore nel 2010) a Grottammare il 2 agosto per ritirare un premio speciale. Non mancheranno nuovi talenti, selezionati per il concorso nuovi comici, ma la rosa dei 6  finalisti verrà resa nota più avanti.

Faranno inoltre parte del cast Chiara Becchimanzi, Daniele Fabbri, Fabio Celenza, Federico Sanfrancesco (vincitore concorso nuovi comici 2023), Flavio Oreglio, Francesco Arienzo, Martina Catuzzi. Conduce Arianna Portelli Safonov.

Il programma completo della manifestazione è consultabile sul sito del festival così come le informazioni sulla prevendita degli abbonamenti (da lunedì 24 giugno, 35 € I settore; 30 € II settore) o dei singoli biglietti (da lunedì 8 luglio, 22 € I settore, 18 € II settore).

Alla biglietteria dell’ufficio Cultura (vicolo Etruria, 12- 9.30-12.30 dal lunedì al venerdì; 15.30-17.30 martedì e giovedì), l’acquisto non prevede maggiorazioni di prezzo per diritti di prevendita, che sono invece applicate nella vendita online del circuito AMAT/Vivaticket nella misura stabilita dai gestori del servizio.

Ascoli Piceno

Arresto per spaccio di marijuana ad Ascoli, rinvenute anche sigarette elettroniche con olio di cannabis

E’ la prima volta che tali dispositivi vengono scoperti nelle Marche.

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ricercato in germania arrestato a chieti polizia squadra mobile

La Squadra Mobile ha trovato in casa di un trentacinquenne due serre con 19 piante, oltre a ingenti quantitativi di sostanza stupefacente.

ASCOLI PICENO – La Squadra Mobile stava tenendo d’occhio un trentacinquenne della provincia sospettato di coltivazione e spaccio di marijuana e quando hanno avuto la certezza di coglierlo con le mani nel sacco sono entrati in azione. Non si aspettavano però di trovare, tra le altre cose, 7 sigarette elettroniche all’olio di cannabis che contenevano, come hanno successivamente rivelato le analisi, tassi elevatissimi di THC, tra l’86% ed il 99%. Si tratta della prima scoperta simile avvenuta in Regione e forse a livello nazionale.

Gli agenti della Mobile avevano già raccolto indizi nei suoi confronti e stavano monitorando le sue mosse. Dopo una breve visita da parte di un uomo presso il suo appartamento, con una modalità che lasciava presupporre che fosse avvenuto uno scambio, i poliziotti hanno effettuato un controllo nei confronti di quest’ultimo. Dopo aver trovato 80 grammi di marijuana suddivisi in tre buste, sono entrati anche nell’appartamento del sospettato.

Qui, oltre a 350 grammi di marijuana, 10 di cocaina e 5 di hashish, erano presenti anche due serre la coltivazione della canapa, attrezzate con luci ed impianti di aerazione e ventilazione. 19 le piante che stavano crescendo. Gli agenti hanno sequestrato tutto, comprese le 7 sigarette elettroniche modificate all’olio di cannabis, che in un primo momento sono passate inosservate.

Il trentacinquenne è stato arrestato e, dopo l’udienza di convalida, posto agli arresti domiciliari per il reato di produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

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Ascoli Piceno

Nido di tartaruga a Cupra: durante lo spostamento delle uova, la triste scoperta. «Un tesoro di conoscenze»

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uova di tartaruga caretta caretta cupra marittima

Le 67 uova di tartaruga Caretta Caretta depositate a Cupra Marittima non presentavano segni vitali, al momento dello spostamento verso un luogo più sicuro.

ASCOLI PICENO – Nel giorno tanto atteso per lo spostamento delle uova di tartaruga Caretta Caretta depositate a Cupra Marittima verso un luogo più sicuro, è arrivata la notizia che nessuno voleva sentire: le uova non presentavano segni vitali.

Nel pomeriggio di ieri, lunedì 15 luglio, sono iniziate le delicatissime operazioni di spostamento del nido di tartaruga Caretta caretta, per via della eccessiva vicinanza all’acqua e del crescente rischio di alte maree che minacciavano di sommergerlo. E, per aumentare le possibilità di riuscita, si è dovuto attendere fattori climatici ottimali, dopo il 25esimo giorno dalla deposizione. Le attività propedeutiche alla dislocazione del nido sono state messe in atto dal personale di Fondazione Cetacea, responsabile della gestione del nido autorizzata con deroga ministeriale, e coadiuvate da oltre 30 fra ricercatori, studiosi, volontari e militari della Guardia Costiera che si sono dati appuntamento sul quel lembo di spiaggia libera di Cupra Marittima diventato famosissimo dallo scorso 12 giugno.

Dopo aver individuato una nuova spiaggia, con un corpo sedimentario analogo a quello “originale”, il team di esperti di Fondazione Cetacea – capitanato dalla dott.ssa Chiara Roncari – ha trepidamente atteso che la temperatura della sabbia scendesse sotto i 28°C, per iniziare la complessa operazione di manipolazione del nido.

Alle 20:30 la notizia che nessuno avrebbe voluto: durante l’operazione di speratura – la cd. l’apertura del nido, effettuata con un apposito strumento – è stato constatato che tutte le 67 uova di tartaruga depositate a Cupra Marittima non erano vitali. Alcune erano rotte, altre ammuffite o malformate, probabilmente a causa della scarsa esperienza della tartaruga nidificante.

«Non è possibile al momento determinare le cause, da accertate previa analisi dettagliate che verranno condotte, tra gli altri, dall’Università di Camerino. Si dovrà tener conto di diversi fattori, che spaziano dalla profondità del nido alla sua vicinanza all’acqua, dalla composizione della sabbia al tasso di umidità del terreno. Ma, in primis, andrà determinato se le uova fossero state fecondate o meno». Questo il commento a caldo dei dott. Nicola Ridolfi e Valeria Angelini di Fondazione Cetacea.

Una brutta notizia che si contrappone alla gioia iniziale. Una storia senza un lieto fine, ma pur sempre una opportunità unica per raccogliere dati preziosi per la ricerca scientifica. «Le informazioni raccolte da questo nido rappresentano un valore scientifico inestimabile, poiché ci permettono di comprendere meglio i comportamenti e le sfide delle tartarughe marine nelle nostre acque», hanno dichiarato i ricercatori dell’Unità di Ricerca e Didattica UNICAM di San
Benedetto del Tronto.

Nonostante l’esito deludente, infatti, questo nido ha rappresentato un’opportunità straordinaria per i visitatori che, nell’ultimo mese, hanno potuto avvicinarsi al mondo delle tartarughe marine. Grazie a Fondazione Cetacea ed a tutti i suoi volontari, il nido è diventato una piccola aula all’aperto, dove grandi e piccini hanno potuto imparare, confrontarsi e sviluppare una maggiore consapevolezza ambientale. “La dedizione dei volontari è stata straordinaria. La loro costanza nel proteggere l’area del nido è un esempio lampante di impegno comunitario e amore per la natura” ha commentato il presidente della Fondazione, Sauro Pari.

Anche il Sindaco di Cupra ha espresso il suo apprezzamento per quanto fatto: «L’interesse e la partecipazione della comunità hanno superato ogni aspettativa, dimostrando un grande impegno e passione per la protezione della natura».

Infine, il Comandante della Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto – Capitano di
Fregata (CP) Alessandra Di Maglio – ha sottolineato l’importanza della sostenibilità ambientale: “Questo evento ha rafforzato la nostra consapevolezza sull’importanza della conservazione ambientale e ha dimostrato, ancora una volta, quanto siamo fortunati a vivere in una comunità rivelatasi unita nella protezione del patrimonio naturale. La Guardia Costiera ha il privilegio di proteggere i nostri mari e, per riuscirci, la collaborazione con le organizzazioni locali e i cittadini è cruciale. Questa storia ci insegna che continuare a preservare gli ecosistemi marini è essenziale per garantire un futuro sostenibile alle generazioni future».

L’intervento dei militari della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto e di Cupra Marittima si inserisce nella più ampia funzione del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera di salvaguardia dell’ambiente marino e della fauna che lo stesso ospita (Direttiva 92/43/CEE – Habitat) e, in particolare, di animali appartenenti a specie protette come le tartarughe marine e cetacei che, soprattutto a causa dell’interazione con l’uomo, rischiano di subire una drastica diminuzione nei nostri mari.

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La Polizia Provinciale di Ascoli Piceno fa scuola di droni

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La Polizia Provinciale di Ascoli Piceno ha completato con successo un progetto di formazione avanzata per piloti di UAS (Unmanned Aircraft System) meglio conosciuti come droni o aeromobili a pilotaggio remoto (APR).

ASCOLI PICENO – La Polizia Provinciale è pronta a spiccare il volo dopo il corso di formazione per aeromobili a pilotaggio remoto, altresì noti come droni, che ha visto come capofila il Comando Provinciale ascolano.

L’iniziativa, che ha riscosso il plauso del Presidente della Provincia Sergio Loggi, si è avvalsa della collaborazione dell’istruttore di pilotaggio droni Tommaso Codolo sotto l’egida dell’EASA (European Union Aviation Safety Agency), l’organo di controllo del settore aeronautico dell’Unione Europea.

Il progetto, nella sua prima fase, ha visto la partecipazione complessiva di ben 42 operatori provenienti da tutti i Comandi di Polizia Provinciale della nostra Regione (Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata e Fermo), hanno inoltre frequentato il corso anche agenti della Polizia Locale di Monteprandone nonché funzionari dei Settori Tecnici della Provincia di Ascoli Piceno. I partecipanti hanno ottenuto gli attestati di pilotaggio droni categoria Open A1/A3.

Alla seconda fase del corso hanno invece preso parte solo gli operatori della Polizia Provinciale di Ascoli che, al termine del percorso formativo, hanno conseguito la licenza di categoria superiore (A2) che permetterà loro di pilotare droni fino a 4 kg anche in ambiti operativi urbani.

«L’uso dei droni rappresenta un valido ausilio per tutti gli Organi di Polizia – evidenzia con soddisfazione il Presidente Loggi – consentendo loro un miglioramento delle attività di sorveglianza, ricerca e soccorso, nonché la gestione delle emergenze. Grazie a questa tecnologia, anche la Polizia Provinciale potrà svolgere le proprie funzioni con maggiore rapidità e precisione».

Il Comandante della Polizia Provinciale Eugenio Vendrame ha sottolineato come «il progetto rappresenti un passo avanti significativo per la polizia provinciale di Ascoli Piceno» ponendo l’accento «sulla numerosa ed entusiastica partecipazione dei colleghi provenienti dagli altri comandi, a dimostrazione di una unità di intenti tra le Polizie Provinciali della regione volta a migliorare sempre più sicurezza ed efficienza dei servizi di competenza».

Tommaso Codolo, istruttore di pilotaggio droni, ha dichiarato: «Sono entusiasta di aver collaborato con la Polizia Provinciale di Ascoli Piceno in questo progetto. La formazione ricevuta dagli operatori non solo li abilita all’uso dei droni, ma li prepara anche ad affrontare nuove sfide tecnologiche nel loro lavoro quotidiano».

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