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Ascoli Piceno

Cabaret Amoremio a Grottammare: Arancia d’Oro a Marco Santin con un attimo di tensione

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Nel corso della serata inaugurale del festival comico più longevo d’Italia, il membro della Gialappa’s Band ha ricevuto il prestigioso riconoscimento lanciando un appello accorato sulla strage a Gaza. Breve scambio acceso con uno spettatore, poi l’applauso unanime del pubblico.

ASCOLI PICENO – Un esordio intenso e per nulla convenzionale per la 40ª edizione di Cabaret Amoremio! a Grottammare. Il festival comico più longevo d’Italia ha aperto i battenti con una serata dal ritmo coinvolgente e dai toni inaspettatamente profondi, tra leggerezza, comicità giovane e riflessione. A condurre è stato il brillante Roberto Lipari, capace di alternare registro comico e momenti più seri con naturalezza. Il premio Arancia d’Oro 2025 è stato assegnato a Marco Santin della Gialappa’s Band, accolto con calore dal pubblico e accompagnato sul palco dal sindaco Alessandro Rocchi e dal vicesindaco Lorenzo Rossi.

Durante l’intervista, Santin ha scelto di utilizzare parte del suo intervento per esprimere un pensiero sentito sulla situazione a Gaza. Con tono accorato ha invitato il pubblico a non restare indifferente davanti alla strage in corso, denunciando l’assenza di una condanna netta da parte di istituzioni e opinione pubblica. Le sue parole hanno ricevuto l’approvazione della platea, ma hanno anche suscitato la reazione scomposta di uno spettatore, che ha iniziato a inveire accusandolo di fare propaganda e ipotizzando un collegamento con presunti finanziamenti ad Hamas.

Santin non si è sottratto al confronto e ha replicato con fermezza. Ne è seguito un rapido scambio di battute, interrotto dall’intervento del pubblico che ha preso posizione con un applauso lungo e convinto. L’episodio è stato poi sdrammatizzato con intelligenza: sia Santin che Lipari hanno ripreso più volte, in chiave ironica, il riferimento ai presunti finanziamenti, riportando l’atmosfera sui toni più consoni al contesto del festival.

Dal punto di vista artistico, la serata ha visto la partecipazione delle Diviniles Quartet, ensemble musicale tutta al femminile che ha regalato momenti di eleganza e originalità. Nicola Iannarelli, vincitore dell’edizione precedente del concorso Nuovi Comici, ha introdotto i semifinalisti in gara questa sera: Graziana Allegra, Gianluca Arena, Giulia Vittorio Cavallo, Naveen Cassera, Bruno Chessa, Sara Flamment, Monir Ghassem, Stefano Iorli.

A seguire, si sono alternati alcuni dei volti più noti della stand-up italiana e internazionale: Antonio Mezzancella ha conquistato la platea con le sue imitazioni sincronizzate ai video proiettati sullo schermo; Angelica Massera ha portato in scena ironia e ritmo romano; Vincenzo Comunale ha confermato la sua solidità comica; mentre il rumeno Tiberio Cosmin ha stupito per presenza scenica e capacità di giocare con il proprio accento.

Dopo la consegna dell’Arancia d’Oro a Marco Santin, sono saliti sul palco anche Velia Lalli – prima donna in Italia a cimentarsi con la stand-up comedy – capace di provocare e far riflettere con stile dissacrante, e Filippo Giardina, che ha chiuso la serata con un monologo tagliente nel suo inconfondibile stile da veterano della satira.

Presenti in platea anche Francesco Paolantoni (atteso sul palco nella serata di oggi) ed Enzo Iacchetti, salutato affettuosamente dallo stesso Santin. La serata conclusiva del festival si preannuncia altrettanto ricca, con le esibizioni dei semifinalisti e gli interventi di Andrea Delogu, del Trio La Ricotta e di Massimo Lopez. E, chissà, magari anche i finanziamenti di Hamas.

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L’Eneide tutta da ridere di Paolo Cevoli arriva a San Benedetto e Pescara

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FIGLI DI TROIA PAOLO CEVOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO PESCARA

Il comico romagnolo arriva al PalaRiviera l’8 ottobre e la sera successiva al Teatro Circus di Pescara. Un viaggio ironico nell’Eneide che parte da Enea per parlare anche dell’Italia di oggi.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Doppio appuntamento tra Marche e Abruzzo per Paolo Cevoli, che l’8 e 9 ottobre porterà in scena “Figli di Troia”, il monologo nel quale il comico romagnolo rilegge in chiave ironica e contemporanea il viaggio di Enea. La prima tappa sarà giovedì 8 ottobre alle 21 al PalaRiviera di San Benedetto del Tronto, seguita venerdì 9 ottobre, sempre alle 21, dal Teatro Circus di Pescara.

Con il suo stile, Cevoli parte dall’Eneide di Virgilio per trasformare uno dei grandi racconti della tradizione classica in uno spettacolo capace di mescolare mito, storia, attualità e ricordi personali.

Al centro c’è naturalmente Enea, l’eroe sconfitto costretto a lasciare Troia in fiamme portando con sé il padre Anchise, il figlio Ascanio e le proprie divinità. Ma il suo viaggio diventa il punto di partenza per raccontarne molti altri: da Cristoforo Colombo a Cappuccetto Rosso, passando per il principe vichingo Ragnar fino ad arrivare al padre dello stesso Cevoli, Luciano, emigrato in Australia negli anni Cinquanta.

Il risultato è un continuo incontro tra epica e comicità, nel quale le vicende dell’eroe troiano vengono utilizzate anche per interrogarsi, con leggerezza, sul significato delle radici, delle migrazioni e dell’identità.

Cevoli gioca così con il poema virgiliano e con la nascita mitologica di Roma, rileggendo episodi e personaggi con riferimenti contemporanei e trasformando il lungo viaggio di Enea in un racconto decisamente meno solenne rispetto a quello studiato sui banchi di scuola.

“Figli di Troia”, scritto e diretto dallo stesso Paolo Cevoli e prodotto da Charlotte, ha una durata di circa 100 minuti ed è strutturato in un unico atto.

La doppia tappa sulla costa adriatica partirà dunque giovedì 8 ottobre alle 21 dal PalaRiviera di San Benedetto del Tronto, per proseguire venerdì 9 ottobre alle 21 al Teatro Circus di Pescara. I biglietti per entrambe le date risultano già in vendita.

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Cupra Marittima, aggredisce moglie e figlia in casa: 55enne finisce in carcere

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rapinato all'appuntamento fissato su una app di incontri arresto carabinieri porto d'ascoli san benedetto

L’episodio risale al 22 agosto. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l’uomo avrebbe prima aggredito verbalmente la moglie e poi colpito al volto la figlia intervenuta in sua difesa. I fatti sarebbero avvenuti davanti all’altra figlia minorenne.

CUPRA MARITTIMA – È stato arrestato e condotto nel carcere di Fermo un 55enne di origine straniera residente a Cupra Marittima, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa il 28 agosto dal gip del Tribunale di Fermo, per aggressione alla moglie e alla figlia.

Il provvedimento è scaturito dagli accertamenti effettuati dai Carabinieri dopo un intervento avvenuto lo scorso 22 agosto nell’abitazione dell’uomo.

Secondo quanto ricostruito dai militari, il 55enne, che si sarebbe trovato in uno stato di alterazione riconducibile all’abuso di alcol, avrebbe aggredito verbalmente la moglie. La situazione sarebbe poi degenerata quando una delle figlie conviventi è intervenuta in difesa della madre: l’uomo l’avrebbe colpita al volto.

Alla scena, sempre secondo quanto riferito dall’Arma, avrebbe assistito anche l’altra figlia minorenne della coppia.

Sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini e valutata la gravità delle condotte contestate, il giudice per le indagini preliminari ha disposto nei confronti del 55enne la custodia cautelare in carcere.

I Carabinieri della Stazione di Cupra Marittima hanno eseguito l’ordinanza nella mattinata del 31 agosto. Dopo le formalità di rito, l’uomo accusato di aggressione alla moglie e alla figlia a Cupra Marittima è stato trasferito nella Casa circondariale di Fermo, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità dell’indagato dovranno essere definitivamente accertate con eventuale sentenza irrevocabile di condana.

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Parte la ricostruzione del centro storico di Arquata del Tronto: consegnati lavori per 71 milioni

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affidati i lavori di ricostruzione del centro storico di arquata del tronto

Il cantiere entrerà nella fase operativa nei primi giorni di settembre. Previsti il consolidamento della collina e l’isolamento sismico dell’intero abitato, passaggi indispensabili per poter ricostruire gli edifici pubblici e privati del borgo.

ARQUATA DEL TRONTO – A dieci anni dal terremoto del 2016, prende concretamente il via uno degli interventi più importanti per la ricostruzione del centro storico di Arquata del Tronto. Sono stati consegnati i lavori per le opere di stabilizzazione e sostegno dell’antico incasato, con un quadro economico complessivo di 71 milioni di euro, di cui circa 50 milioni destinati ai lavori.

Non si tratta ancora della ricostruzione degli edifici, ma dell’intervento considerato indispensabile per renderla possibile. Il progetto, redatto dall’USR Marche con il supporto tecnico-scientifico di Eucentre e di diversi atenei, dovrà infatti mettere in sicurezza la collina sulla quale sorge il capoluogo prima di procedere con la ricostruzione vera e propria.

Il cantiere entrerà nel vivo nei primi giorni di settembre. Inizialmente saranno impegnate circa 20 maestranze, per arrivare progressivamente a una sessantina di addetti con più lavorazioni condotte contemporaneamente. Tra i primi interventi ci sarà il consolidamento della strada provinciale e della viabilità di accesso attraverso micropali verticali e inclinati.

Il cuore dell’opera sarà però sotto il borgo. Verranno realizzati due grandi pozzi sotterranei in cemento armato, del diametro di circa otto metri ciascuno, dai quali partirà un sistema di 328 tiranti attivi permanenti, per uno sviluppo complessivo di quasi 13 chilometri. L’obiettivo è garantire il consolidamento profondo della collina.

Completate le principali opere geotecniche, si potrà procedere alla ricostruzione dei terrazzamenti, dei muri di sostegno e delle platee di fondazione degli edifici pubblici e privati.

Una delle caratteristiche più rilevanti del progetto riguarda la sicurezza: l’intero abitato sarà isolato sismicamente, attraverso un sistema progettato per aumentare significativamente la protezione del futuro centro storico. Il borgo manterrà la propria configurazione storica, ma sarà ricostruito secondo standard di sicurezza superiori a quelli precedenti al sisma.

L’intervento comprende inoltre il rifacimento di strade e reti fognarie, idriche ed elettriche, la realizzazione di cunicoli tecnologici ispezionabili per i sottoservizi e un sistema di sorgenti energetiche centralizzate finalizzato a ridurre i consumi e aumentare l’efficienza energetica del nuovo borgo.

«Non siamo di fronte soltanto a un’opera di consolidamento, ma alla realizzazione dell’infrastruttura che renderà materialmente possibile ricostruire l’intero capoluogo», sottolinea il commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, parlando di uno dei momenti più importanti nel percorso di rinascita di Arquata.

Per il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’apertura della fase operativa permette di trasformare «anni di progettazione, procedure e impegno in cantieri e opere reali», creando il presupposto per ricostruire il paese e consentire alla comunità di tornare nel capoluogo.

Soddisfazione anche da parte del sindaco Michele Franchi: «Finalmente tocchiamo con mano la ricostruzione del borgo di Arquata». Il primo cittadino sottolinea come la consegna dei lavori rappresenti soprattutto per gli arquatani, che attendono da dieci anni la rinascita del cuore del paese, «un nuovo punto di partenza».

Le opere di stabilizzazione costituiscono infatti il presupposto per la successiva ricostruzione dell’intero incasato, con l’obiettivo di restituire ad Arquata del Tronto  la sua configurazione storica, affiancandole nuovi standard di sicurezza, efficienza e resilienza.

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