I titolari di un punto vendita H24 spiegano le ragioni della chiusura temporanea e contestano gli effetti economici del provvedimento comunale.
TERAMO – Continua il confronto a Corropoli attorno all’ordinanza comunale che ha introdotto limitazioni alle aperture delle attività commerciali nelle ore notturne in alcune aree del territorio, provvedimento adottato dall’amministrazione con l’obiettivo dichiarato di contrastare episodi di schiamazzi, disturbo della quiete pubblica e degrado urbano.
Dopo le precisazioni diffuse dal Comune nei giorni successivi all’approvazione dell’ordinanza, una delle attività coinvolte dal provvedimento, un punto vendita H24 aperto recentemente in via Giovanni XXIII, al bivio di Corropoli, ha deciso di esporre pubblicamente la propria posizione attraverso cartelli affissi sulle vetrine del locale.
I titolari hanno deciso chiudere temporaneamente l’attività ed hanno motivato la scelta come una necessità dovuta dalle conseguenze economiche e organizzative legate all’ordinanza. Secondo quanto spiegato, la decisione sarebbe stata determinata dall’aumento dei costi di gestione — in particolare carburante e personale addetto — e dalla riduzione degli incassi dovuta all’impossibilità di operare nelle prime ore del mattino e dopo la mezzanotte, fasce orarie considerate strategiche per il modello di business dell’attività.
I gestori sottolineano inoltre che il loro sistema operativo non prevede la presenza di guardiani o operatori incaricati dell’apertura e della chiusura del locale, soluzione che, a loro dire, renderebbe la gestione economicamente non sostenibile.
In vetrina, oltre ai messaggi esplicativi e a una rappresentazione satirica della vicenda, è stato esposto anche il testo integrale dell’ordinanza comunale, che i gestori affermano essere sempre stato consultabile presso il locale.
L’azienda, che opera anche in altri comuni del territorio con attività analoghe, sostiene di non aver mai riscontrato situazioni simili altrove. I responsabili spiegano inoltre di aver effettuato un investimento significativo a Corropoli e di aver previsto ulteriori servizi da attivare nel punto vendita, progetti che sarebbero stati momentaneamente sospesi in attesa di chiarimenti sulla situazione.
I gestori sostengono di aver tentato un confronto con l’amministrazione comunale attraverso richieste di incontro e comunicazioni formali tramite PEC, senza però ottenere, al momento, un confronto diretto. Lamentano inoltre di non aver avuto modo di confrontarsi preventivamente con il Comune prima dell’adozione dell’ordinanza, ritenuta dagli stessi improvvisa e penalizzante per l’attività commerciale. In un documento da loro preparato, viene inoltre richiamato il diritto di manifestare il proprio dissenso e di utilizzare forme di comunicazione pubblica e satirica per esprimere la propria posizione sulla vicenda.
Dal canto suo, il Comune aveva chiarito nei giorni scorsi che l’ordinanza sulle aperture notturne non prevedeva una chiusura totale delle attività commerciali e che il provvedimento era stato adottato esclusivamente nell’ottica della tutela della quiete pubblica e del decoro urbano di Corropoli.