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Teramo

Giobbe Covatta conquista Villa Rosa: risate, memoria e umanità per chiudere NEON

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L’attore e scrittore ha chiuso la rassegna letteraria dell’estate martinsicurese con uno spettacolo capace di alternare comicità e riflessione. Tra politica, consumismo, Africa e paura del diverso, il pubblico ha applaudito una lezione di ironia e umanità.

TERAMO – Si ride. Molto. Ma si riflette ancora di più. È questa la cifra che da oltre trent’anni accompagna Giobbe Covatta e che ieri sera ha conquistato il pubblico di Villa Rosa, dove si è conclusa la quarta edizione di NEON – Libri intorno e dentro il pianeta con 70 – Riassunto delle puntate precedenti.

Un titolo che diventa quasi un bilancio personale. A settant’anni, Covatta pesca nei propri ricordi, recupera alcuni dei momenti più celebri del suo repertorio e costruisce uno spettacolo nel quale la risata non è mai fine a se stessa, ma diventa lo strumento per parlare di paura, religione, consumismo, guerre e rapporti umani. E’ la chiave per «esorcizzare la paura» e, superando la paura, si può anche studiare e capire ciò che non conosciamo: «L’ignoranza non ha risolto mai niente».

Tra una gag e l’altra torna il suo storico impegno per l’Africa, raccontata come «un posto normale» dove convivono straordinarie ricchezze umane e profonde sacche di disperazione. C’è spazio anche per una critica al mercato, che «ci opprime» inducendoci ad acquistare oggetti di cui non abbiamo bisogno, e per alcuni passaggi più intensi, come le letture di Bertolt Brecht e di William Shakespeare.

Naturalmente non manca la satira politica. Covatta ricorda con ironia le accuse di blasfemia ricevute in passato per aver riscritto le parabole evangeliche, salvo poi osservare come oggi ci sia chi «nello Studio Ovale prega insieme ad altri otto scemi per sterminare un popolo». Non risparmia nemmeno la politica italiana, con battute rivolte, tra gli altri, a Matteo Salvini e Daniela Santanché, accolte dalle risate del pubblico.

Ma è al termine dello spettacolo che emerge forse il lato più autentico dell’attore napoletano. Alla domanda se, dopo settant’anni, l’Italia sia migliorata o peggiorata, Covatta evita risposte assolute. «Siamo cambiati», osserva. «Ognuno è figlio della propria generazione e tende a pensare che la propria sia stata la migliore. Quello che noto è che, per la prima volta, i nostri figli hanno meno aspettative di quante ne avessimo noi.»

Secondo l’attore, è cambiato anche il rapporto con la cultura. «Hanno una cultura più fragile, meno riferimenti», racconta ricordando un episodio che lo fece sorridere. «Mio figlio, quando aveva vent’anni, mi disse: “Ho scoperto uno bravissimo su internet, devi sentirlo”. Beh il giovane emergente che aveva scoperto su internet era Bob Marley…»

Per Covatta il problema non è nei giovani, ma negli stimoli che ricevono. «Quando li porti a vedere il mondo, sono straordinari. Sono stato in Malawi con cento ragazzi: quando riescono a vivere certe esperienze diventano fantastici. Se invece li lasci sempre davanti a un telefono… non è colpa loro.»

Una riflessione che prosegue parlando delle nuove tecnologie, strumenti che potrebbero migliorare la vita ma che, secondo lui, la società non è ancora riuscita a governare davvero. Nonostante i settant’anni, Covatta continua però a girare l’Italia e a partire per l’Africa. «Perché questa è la mia vita», spiega. «Sono appena tornato da un mese in Senegal. È faticoso, certo. Verrà il giorno in cui non riuscirò più a farlo e mi mancherà tantissimo. Finché posso, continuo. Anche stare sul palco mi diverte come un matto.»

Infine una riflessione sulla satira e sulla letteratura ironica, spesso considerate generi minori. «Si può ancora fare ironia, si può ancora fare satira. Il problema è riuscire a farsi trovare in mezzo al marasma di cose che ci circonda. Oggi viviamo in un mondo d’analfabeti: Trump governa con quattrocento parole. È inquietante.»

E allora vale ancora la pena ridere? La risposta arriva senza esitazioni. «Sì. Ridere vale sempre la pena.»

Prima di lasciare il pubblico di NEON, mentre firma le copie dei suoi libri, Giobbe Covatta confida anche una piccola preferenza personale: «Il libro più bello che ho scritto è Il commosso viaggiatore. Va oltre il divertimento. È un vero libro di viaggio.»

A tracciare un bilancio dell’edizione 2026 è anche la consigliera delegata alla Biblioteca Valentina Coccia, tra le promotrici della rassegna. «La serata con Giobbe Covatta è stata la conclusione ideale di un percorso che, dal Salone Internazionale del Libro di Torino fino all’ultimo incontro, ci ha regalato occasioni autentiche di riflessione e condivisione», afferma. «Covatta, magistralmente accompagnato da Ugo Gangheri, ha saputo alternare leggerezza e profondità, utilizzando un’ironia intelligente e spesso tagliente per affrontare temi complessi come le disuguaglianze, la povertà, il rapporto con l’Africa e le contraddizioni della nostra società. Dietro ogni risata c’era uno spunto di riflessione, un invito a guardare il mondo con occhi diversi. È proprio questo il valore che abbiamo cercato di dare alla rassegna NEON: storie capaci di emozionare, far sorridere e, allo stesso tempo, lasciare un segno.»

Con l’appuntamento con Giobbe Covatta di Villa Rosa cala così il sipario sulla quarta edizione di NEON – Libri intorno e dentro il pianeta, una rassegna che anche quest’anno ha saputo alternare letteratura, giornalismo e teatro mantenendo al centro il filo conduttore scelto per il 2026: “Storie che salvano il mondo”.

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Teramo

Martinsicuro ricorda le vittime del bombardamento del 1943

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Nel giorno dell’83° anniversario, la città ha commemorato i civili uccisi il 14 ottobre 1943. Presenti il prefetto Beatrice Agata Mariano, le autorità e gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Sandro Pertini”.

MARTINSICURO – A 83 anni dal bombardamento del 14 ottobre 1943, Martinsicuro ha ricordato le vittime di una delle pagine più dolorose della propria storia. Questa mattina, 14 ottobre 2026, presso il monumento nel piazzale di via dei Liburni, si è svolta la cerimonia di commemorazione dei civili che persero la vita durante il bombardamento su Martinsicuro, tra cui donne, anziani e bambini. Particolarmente significativa la presenza di Iole Toscani, sopravvissuta al bombardamento e recentemente diventata centenaria.

Alla commemorazione hanno partecipato il prefetto di Teramo Beatrice Agata Mariano, il sindaco Massimo Vagnoni, i rappresentanti dell’Amministrazione comunale, le autorità civili e militari e numerosi cittadini, insieme agli studenti dell’Istituto Comprensivo “Sandro Pertini”.

Proprio la partecipazione dei ragazzi ha caratterizzato diversi momenti della mattinata. Gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado hanno eseguito l’Inno d’Italia, mentre alcuni studenti hanno letto brani tratti dal libro del professor Albino Tommolini, dedicato alla ricostruzione dei fatti del 14 ottobre 1943. Lo stesso autore è intervenuto durante la cerimonia, ripercorrendo gli avvenimenti di quella giornata.

Tra i presenti anche Iole Toscani, che pochi giorni fa ha compiuto 100 anni. All’epoca del bombardamento aveva appena 17 anni e rimase gravemente ferita, perdendo un braccio. La sua partecipazione ha rappresentato un collegamento diretto con gli eventi del 1943, offrendo alle nuove generazioni la possibilità di incontrare una testimone di quella tragedia.

Uno dei momenti centrali della commemorazione è stato affidato al sindaco Massimo Vagnoni, che ha letto i nomi delle vittime riportati sul monumento. Nel suo intervento, il primo cittadino ha richiamato l’importanza di conservare la memoria storica e trasmetterla ai più giovani, sottolineando il valore della pace e del rispetto della vita umana, anche alla luce dei conflitti attualmente in corso nel mondo.

La cerimonia ha previsto inoltre la deposizione di una corona d’alloro ai piedi del monumento. È intervenuto anche don Roberto Melone, prossimo a insediarsi nella parrocchia di Martinsicuro, che ha impartito una benedizione.

Il ricordo del bombardamento rappresenta un appuntamento consolidato nella vita cittadina. Per le sofferenze subite dalla popolazione durante la Seconda guerra mondiale, Martinsicuro è stata insignita nel 2005 della Medaglia di Bronzo al Merito Civile, conferita dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

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Teramo

Martinsicuro, poesia, musica e arte al Museo delle Armi Antiche: protagonisti artisti e autori del territorio

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Dalla presentazione del libro di Milena Lucente alle esibizioni del duo pianistico Forti-Marziali, una serata dedicata all’incontro tra diverse espressioni artistiche.

MARTINSICURO – Una serata di poesia, letteratura, musica e arti visive al Museo delle Armi Antiche di Martinsicuro, in occasione di un nuovo appuntamento culturale che ha riunito autori, musicisti e artisti del territorio abruzzese e marchigiano.

La serata ha proposto un programma articolato, con le letture poetiche di Annarita Di Paolo, Maria Fasolo e Franco Cucco, affiancate dalla presentazione del libro della giovane autrice Milena Lucente. Spazio anche alle arti visive, con le opere di Vanessa Poliandri e Riccardo Diciolla, che hanno contribuito all’allestimento dell’iniziativa.

La componente musicale è stata affidata al duo pianistico a quattro mani Forti-Marziali, che ha eseguito composizioni di Franz Schubert e Moritz Moszkowski, proponendo al pubblico un repertorio di musica classica.

Tra i momenti della serata anche un’esibizione fuori programma della pianista Sara Torquati, che ha accompagnato le letture dei tre poeti con musiche di Ludovico Einaudi, creando un collegamento tra parola e musica.

A presentare l’appuntamento è stato il maestro Leonardo Carapucci, che ha curato anche l’allestimento scenico.

All’iniziativa hanno partecipato, in rappresentanza delle istituzioni, Patrizia Palanca, consigliera comunale di Ascoli Piceno e direttrice dell’ITS Academy di Ascoli Piceno, e Luciano Giansante, consigliere comunale di Martinsicuro e provinciale di Teramo. Entrambi sono intervenuti sottolineando il valore delle attività culturali promosse dal museo e il loro contributo alla vita culturale del territorio.

La serata dedicata a musica, arte e poesia al Museo delle Armi Antiche di Martinsicuro si è conclusa con un momento conviviale, durante il quale i partecipanti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con gli artisti e gli autori presenti. Il rinfresco è stato curato da Ersilia Vallese e Bianca Loci.

L’appuntamento si inserisce nel calendario di iniziative del Museo delle Armi Antiche, che continua a ospitare incontri dedicati alla letteratura, alla musica e alle diverse forme di espressione artistica.

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Teramo

Martinsicuro, il Quartiere Anfiteatro celebra San Francesco: il 25 ottobre visita ad Assisi

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Partecipazione di cittadini e associazioni alla manifestazione del 4 ottobre. Un minuto di silenzio in ricordo di Ezio Freddi. Il 25 ottobre la prossima iniziativa.

MARTINSICURO – Una giornata di partecipazione e aggregazione per il Quartiere Anfiteatro di Martinsicuro, che nei giorni scorsi ha organizzato le tradizionali celebrazioni dedicate a San Francesco d’Assisi. L’iniziativa ha coinvolto residenti, associazioni e rappresentanti delle istituzioni locali, nell’ambito del programma promosso dal comitato di quartiere in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco.

La manifestazione si è svolta con una funzione religiosa e una processione lungo le vie del quartiere, accompagnata dalla banda musicale. Alla celebrazione ha preso parte anche un coro. Presenti, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, il sindaco Massimo Vagnoni, il presidente del Consiglio comunale Umberto Tassoni, la vicesindaca Monica Persiani e la consigliera Martina Pollastrelli.

Il presidente del Quartiere Anfiteatro, Emanuel Coccia, ha espresso soddisfazione per la partecipazione dei cittadini e per il lavoro svolto dal direttivo nell’organizzazione dell’appuntamento. Nel corso della giornata è stato dedicato anche un momento al ricordo di Ezio Freddi, residente del quartiere e appartenente all’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, scomparso recentemente. Al termine della cerimonia, i presenti hanno osservato un minuto di silenzio in sua memoria.

Le celebrazioni dedicate al santo del Quartiere Anfiteatro di Martinsicuro proseguiranno il 25 ottobre con un viaggio ad Assisi e Santa Maria degli Angeli, località umbre legate alla figura storica di San Francesco. La visita rientra nel programma di appuntamenti organizzati dal quartiere per l’ottavo centenario della sua morte, avvenuta nel 1226. «Invito tutti a partecipare – ha dichiarato Coccia –. Sarà una giornata da vivere insieme nei luoghi di San Francesco, proprio nell’anno dell’ottavo centenario della sua morte». Per informazioni e adesioni al viaggio è possibile rivolgersi ad Alessia Carta Eventi & Viaggi.

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