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Pescara

Fiume Vomano, aziende occupano 25mila metri quadrati di aree demaniali: scatta il sequestro

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Operazione della Guardia di Finanza lungo il fiume nel Teramano. Le irregolarità individuate grazie anche ai sorvoli aerei e ai sistemi di telerilevamento. In caso di conferma delle ipotesi investigative, la Regione potrebbe recuperare circa 100mila euro di canoni evasi.

TERAMO – Circa 25mila metri quadrati di aree demaniali fluviali sequestrate lungo il fiume Vomano,  perché occupati senza la prevista concessione da due aziende . È quanto emerso da un’operazione del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Pescara, conclusasi con il sequestro preventivo di due aree nel territorio teramano.

L’indagine ha preso le mosse dall’attività di monitoraggio effettuata attraverso gli aeromobili delle Fiamme Gialle, equipaggiati con speciali sistemi di telerilevamento capaci di acquisire informazioni dettagliate sulle caratteristiche del terreno.

I finanzieri della Stazione Navale hanno successivamente incrociato i dati raccolti durante i sorvoli con quelli delle applicazioni di foto-rilevamento e dei sistemi cartografici catastali. Gli approfondimenti avrebbero permesso di individuare due aziende situate lungo il Vomano che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbero occupato senza concessione altrettante aree del demanio idrico, utilizzandole per depositare materiali da costruzione.

Le aree demaniali sequestrate lungo il Vomano ricadono inoltre in aree comprese nel Piano di Gestione del Rischio Alluvioni e sottoposte a vincolo paesistico-ambientale.

La Procura di Teramo, che ha coordinato le indagini, ha disposto il sequestro preventivo delle due aree.

L’accertamento potrebbe avere anche conseguenze economiche. Qualora le ipotesi contestate venissero confermate definitivamente, secondo la Guardia di Finanza la Regione Abruzzo potrebbe recuperare circa 100mila euro di canoni demaniali evasi.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità delle persone coinvolte potranno essere definitivamente accertate solo con un’eventuale sentenza irrevocabile di condanna.

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Ascoli Piceno

L’Eneide tutta da ridere di Paolo Cevoli arriva a San Benedetto e Pescara

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FIGLI DI TROIA PAOLO CEVOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO PESCARA

Il comico romagnolo arriva al PalaRiviera l’8 ottobre e la sera successiva al Teatro Circus di Pescara. Un viaggio ironico nell’Eneide che parte da Enea per parlare anche dell’Italia di oggi.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Doppio appuntamento tra Marche e Abruzzo per Paolo Cevoli, che l’8 e 9 ottobre porterà in scena “Figli di Troia”, il monologo nel quale il comico romagnolo rilegge in chiave ironica e contemporanea il viaggio di Enea. La prima tappa sarà giovedì 8 ottobre alle 21 al PalaRiviera di San Benedetto del Tronto, seguita venerdì 9 ottobre, sempre alle 21, dal Teatro Circus di Pescara.

Con il suo stile, Cevoli parte dall’Eneide di Virgilio per trasformare uno dei grandi racconti della tradizione classica in uno spettacolo capace di mescolare mito, storia, attualità e ricordi personali.

Al centro c’è naturalmente Enea, l’eroe sconfitto costretto a lasciare Troia in fiamme portando con sé il padre Anchise, il figlio Ascanio e le proprie divinità. Ma il suo viaggio diventa il punto di partenza per raccontarne molti altri: da Cristoforo Colombo a Cappuccetto Rosso, passando per il principe vichingo Ragnar fino ad arrivare al padre dello stesso Cevoli, Luciano, emigrato in Australia negli anni Cinquanta.

Il risultato è un continuo incontro tra epica e comicità, nel quale le vicende dell’eroe troiano vengono utilizzate anche per interrogarsi, con leggerezza, sul significato delle radici, delle migrazioni e dell’identità.

Cevoli gioca così con il poema virgiliano e con la nascita mitologica di Roma, rileggendo episodi e personaggi con riferimenti contemporanei e trasformando il lungo viaggio di Enea in un racconto decisamente meno solenne rispetto a quello studiato sui banchi di scuola.

“Figli di Troia”, scritto e diretto dallo stesso Paolo Cevoli e prodotto da Charlotte, ha una durata di circa 100 minuti ed è strutturato in un unico atto.

La doppia tappa sulla costa adriatica partirà dunque giovedì 8 ottobre alle 21 dal PalaRiviera di San Benedetto del Tronto, per proseguire venerdì 9 ottobre alle 21 al Teatro Circus di Pescara. I biglietti per entrambe le date risultano già in vendita.

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Pescara

Pescara, lite nella zona della Golena Sud finisce a coltellate: 49enne arrestato per tentato omicidio

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La vittima, un uomo sulla cinquantina, è stata colpita all’addome ed è ricoverata in prognosi riservata. La Polizia ha rintracciato poco dopo il presunto aggressore e recuperato un coltello con una lama di 22 centimetri.

PESCARA – Una lite tra due uomini è degenerata in un accoltellamento nella zona della Golena Sud di Pescara. Un 49enne, cittadino polacco, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di tentato omicidio, mentre il ferito è ricoverato all’ospedale di Pescara in prognosi riservata.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, i due uomini, entrambi senza fissa dimora e sulla cinquantina, avrebbero avuto una discussione al culmine della quale uno dei due avrebbe estratto un coltello e colpito l’altro all’addome, provocandogli una profonda ferita.

Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti, che poco dopo sono riusciti a rintracciare il presunto aggressore e a recuperare quella che viene indicata come l’arma utilizzata: un coltello con una lama lunga 22 centimetri.

Il 49enne è stato quindi arrestato per tentato omicidio e denunciato anche per porto abusivo di armi.

La vittima è stata soccorsa e trasportata all’ospedale di Pescara, dove si trova ricoverata con prognosi riservata.

Gli investigatori stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’accoltellamento avvenuto nella zona della Golena Sud e chiarire le ragioni che avrebbero provocato la lite.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini e la responsabilità dell’indagato dovrà essere definitivamente accertata con eventuale sentenza irrevocabile di condanna.

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Chieti

Ghiandaia marina, prime nidificazioni nei nidi artificiali in Abruzzo

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Due coppie hanno occupato le cassette installate dalla Stazione Ornitologica Abruzzese in collaborazione con TUA-Ferrovia Sangritana. Un terzo nido è stato scelto da una coppia di assioli.

CHIETI – Un piccolo intervento per la tutela della biodiversità ha prodotto i primi risultati: in Abruzzo sono state accertate per la prima volta nidificazioni della Ghiandaia marina all’interno di nidi artificiali installati appositamente per favorire la riproduzione della specie.

A comunicarlo è la Stazione Ornitologica Abruzzese (SOA), che due anni fa, grazie alla disponibilità di TUA-Ferrovia Sangritana, aveva posizionato dieci cassette-nido su alcuni tralicci e fabbricati abbandonati, individuando aree considerate particolarmente adatte e difficilmente accessibili.

Dopo due anni di attesa sono arrivate le prime occupazioni. L’esperto della SOA Marco Liberatore ha verificato la presenza in due nidi di altrettante coppie di Ghiandaia marina, mentre una terza cassetta è stata utilizzata da una coppia di assioli, piccoli rapaci notturni migratori che nidificano anch’essi in Abruzzo.

La Ghiandaia marina (Coracias garrulus), nonostante il nome, non è un corvide e non è una specie legata al mare. A richiamarlo è invece il caratteristico azzurro acceso del piumaggio. In Abruzzo è poco comune e, secondo la SOA, i siti riproduttivi finora conosciuti sono stati individuati esclusivamente nel territorio teatino, prevalentemente in zone agricole poco abitate.

La specie nidifica all’interno di cavità naturali o artificiali, utilizzando alberi secolari e, nel Chietino, soprattutto ruderi e vecchie abitazioni abbandonate. Proprio la progressiva riduzione di questi ambienti ha spinto la Stazione Ornitologica Abruzzese a sperimentare le cassette artificiali, seguendo esperienze già avviate con successo in altre regioni italiane e in Europa.

La Ghiandaia marina svolge inoltre un ruolo utile negli ecosistemi agricoli: una parte consistente della sua alimentazione è costituita da coleotteri, imenotteri e ortotteri, contribuendo così al controllo degli insetti dannosi per le colture.

Tra le principali minacce indicate dalla SOA ci sono invece la trasformazione degli habitat, l’espansione dell’agricoltura intensiva e l’impiego di fitofarmaci. Il mantenimento delle colture tradizionali e la diffusione dell’agricoltura biologica possono quindi contribuire alla conservazione della specie.

La popolazione riproduttiva abruzzese resta molto limitata: secondo quanto riferito dall’associazione, è composta da circa cinquanta coppie. Il risultato ottenuto con i nidi artificiali rappresenta dunque un primo segnale positivo per la conservazione della specie sul territorio regionale.

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