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Ascoli Piceno

Nuovo incendio alla Italservizi di Porto d’Ascoli: nube di fumo sulla Riviera

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Il rogo è divampato di notte nello stabilimento che tratta rifiuti. In azione una ventina di vigili del fuoco provenienti da cinque province. Nessun ferito, cause ancora da accertare. È il secondo incendio in poco più di un anno.

ASCOLI PICENO – Una densa colonna di fumo nero ha svegliato numerosi residenti della Riviera. Un vasto incendio è divampato tra sabato 1 e domenica 2 agosto, poco dopo le 3:00, all’interno dello stabilimento Italservizi di Porto d’Ascoli, nel territorio a ridosso della frazione di Centobuchi, nel comune di Monteprandone.

Le fiamme hanno interessato principalmente l’area destinata allo stoccaggio dei rifiuti ingombranti, propagandosi successivamente anche a una parte del capannone. Nel rogo sono andati distrutti materiali di varia natura, tra cui legno, plastica, componenti metallici, materassi e altri rifiuti destinati al trattamento.

L’allarme ha fatto scattare un imponente dispositivo di soccorso. Sul posto sono intervenuti circa venti vigili del fuoco con squadre e autobotti provenienti dai comandi di San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno, Fermo, Ancona e Teramo. Dopo essere riusciti a contenere l’incendio, i pompieri hanno proseguito per diverse ore con le operazioni di smassamento, raffreddamento e bonifica dell’area, utilizzando anche droni per monitorare dall’alto le temperature residue e verificare le condizioni della struttura.

Fortunatamente non si registrano persone ferite. Restano invece da chiarire le cause che hanno originato l’incendio. Polizia e tecnici hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica del rogo e individuare il punto in cui si è sviluppato.

Particolare attenzione è stata rivolta anche agli aspetti ambientali. La combustione di plastica e altri materiali ha prodotto una nube di fumo visibile da gran parte della costa, rendendo necessario l’intervento dei tecnici di Arpam e Ast, incaricati di effettuare i rilievi sulla qualità dell’aria e sulle possibili ricadute ambientali.

In via precauzionale, i sindaci di San Benedetto del Tronto e Monteprandone hanno invitato i cittadini residenti nelle aree più vicine allo stabilimento a tenere chiuse porte e finestre, limitare la permanenza all’aperto ed evitare temporaneamente il consumo di ortaggi provenienti dagli orti situati nelle immediate vicinanze dell’impianto, almeno fino all’esito delle analisi.

Per Italservizi non si tratta del primo incendio. Un altro incendio si era infatti verificato il 19 aprile 2025, quando le fiamme avevano interessato materiale cartaceo e altri rifiuti, provocando anche in quell’occasione una vasta nube di fumo e l’adozione di analoghe misure precauzionali per la popolazione.

Il rogo della scorsa notte rappresenta dunque il secondo incendio che colpisce lo stabilimento in poco più di un anno. Saranno ora le indagini e gli accertamenti tecnici a chiarire l’origine dell’episodio e ad accertare eventuali responsabilità.

Ascoli Piceno

Cupra Marittima, aggredisce moglie e figlia in casa: 55enne finisce in carcere

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rapinato all'appuntamento fissato su una app di incontri arresto carabinieri porto d'ascoli san benedetto

L’episodio risale al 22 agosto. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l’uomo avrebbe prima aggredito verbalmente la moglie e poi colpito al volto la figlia intervenuta in sua difesa. I fatti sarebbero avvenuti davanti all’altra figlia minorenne.

CUPRA MARITTIMA – È stato arrestato e condotto nel carcere di Fermo un 55enne di origine straniera residente a Cupra Marittima, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa il 28 agosto dal gip del Tribunale di Fermo, per aggressione alla moglie e alla figlia.

Il provvedimento è scaturito dagli accertamenti effettuati dai Carabinieri dopo un intervento avvenuto lo scorso 22 agosto nell’abitazione dell’uomo.

Secondo quanto ricostruito dai militari, il 55enne, che si sarebbe trovato in uno stato di alterazione riconducibile all’abuso di alcol, avrebbe aggredito verbalmente la moglie. La situazione sarebbe poi degenerata quando una delle figlie conviventi è intervenuta in difesa della madre: l’uomo l’avrebbe colpita al volto.

Alla scena, sempre secondo quanto riferito dall’Arma, avrebbe assistito anche l’altra figlia minorenne della coppia.

Sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini e valutata la gravità delle condotte contestate, il giudice per le indagini preliminari ha disposto nei confronti del 55enne la custodia cautelare in carcere.

I Carabinieri della Stazione di Cupra Marittima hanno eseguito l’ordinanza nella mattinata del 31 agosto. Dopo le formalità di rito, l’uomo accusato di aggressione alla moglie e alla figlia a Cupra Marittima è stato trasferito nella Casa circondariale di Fermo, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità dell’indagato dovranno essere definitivamente accertate con eventuale sentenza irrevocabile di condana.

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Ascoli Piceno

Parte la ricostruzione del centro storico di Arquata del Tronto: consegnati lavori per 71 milioni

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affidati i lavori di ricostruzione del centro storico di arquata del tronto

Il cantiere entrerà nella fase operativa nei primi giorni di settembre. Previsti il consolidamento della collina e l’isolamento sismico dell’intero abitato, passaggi indispensabili per poter ricostruire gli edifici pubblici e privati del borgo.

ARQUATA DEL TRONTO – A dieci anni dal terremoto del 2016, prende concretamente il via uno degli interventi più importanti per la ricostruzione del centro storico di Arquata del Tronto. Sono stati consegnati i lavori per le opere di stabilizzazione e sostegno dell’antico incasato, con un quadro economico complessivo di 71 milioni di euro, di cui circa 50 milioni destinati ai lavori.

Non si tratta ancora della ricostruzione degli edifici, ma dell’intervento considerato indispensabile per renderla possibile. Il progetto, redatto dall’USR Marche con il supporto tecnico-scientifico di Eucentre e di diversi atenei, dovrà infatti mettere in sicurezza la collina sulla quale sorge il capoluogo prima di procedere con la ricostruzione vera e propria.

Il cantiere entrerà nel vivo nei primi giorni di settembre. Inizialmente saranno impegnate circa 20 maestranze, per arrivare progressivamente a una sessantina di addetti con più lavorazioni condotte contemporaneamente. Tra i primi interventi ci sarà il consolidamento della strada provinciale e della viabilità di accesso attraverso micropali verticali e inclinati.

Il cuore dell’opera sarà però sotto il borgo. Verranno realizzati due grandi pozzi sotterranei in cemento armato, del diametro di circa otto metri ciascuno, dai quali partirà un sistema di 328 tiranti attivi permanenti, per uno sviluppo complessivo di quasi 13 chilometri. L’obiettivo è garantire il consolidamento profondo della collina.

Completate le principali opere geotecniche, si potrà procedere alla ricostruzione dei terrazzamenti, dei muri di sostegno e delle platee di fondazione degli edifici pubblici e privati.

Una delle caratteristiche più rilevanti del progetto riguarda la sicurezza: l’intero abitato sarà isolato sismicamente, attraverso un sistema progettato per aumentare significativamente la protezione del futuro centro storico. Il borgo manterrà la propria configurazione storica, ma sarà ricostruito secondo standard di sicurezza superiori a quelli precedenti al sisma.

L’intervento comprende inoltre il rifacimento di strade e reti fognarie, idriche ed elettriche, la realizzazione di cunicoli tecnologici ispezionabili per i sottoservizi e un sistema di sorgenti energetiche centralizzate finalizzato a ridurre i consumi e aumentare l’efficienza energetica del nuovo borgo.

«Non siamo di fronte soltanto a un’opera di consolidamento, ma alla realizzazione dell’infrastruttura che renderà materialmente possibile ricostruire l’intero capoluogo», sottolinea il commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, parlando di uno dei momenti più importanti nel percorso di rinascita di Arquata.

Per il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’apertura della fase operativa permette di trasformare «anni di progettazione, procedure e impegno in cantieri e opere reali», creando il presupposto per ricostruire il paese e consentire alla comunità di tornare nel capoluogo.

Soddisfazione anche da parte del sindaco Michele Franchi: «Finalmente tocchiamo con mano la ricostruzione del borgo di Arquata». Il primo cittadino sottolinea come la consegna dei lavori rappresenti soprattutto per gli arquatani, che attendono da dieci anni la rinascita del cuore del paese, «un nuovo punto di partenza».

Le opere di stabilizzazione costituiscono infatti il presupposto per la successiva ricostruzione dell’intero incasato, con l’obiettivo di restituire ad Arquata del Tronto  la sua configurazione storica, affiancandole nuovi standard di sicurezza, efficienza e resilienza.

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Ascoli Piceno

San Benedetto, barile con presunto olio motore trovato in mare a pochi metri dalla spiaggia

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La segnalazione è partita da un assistente bagnanti. Il contenitore è stato rimosso e sequestrato, mentre il tratto di spiaggia interessato dalla macchia scura è stato delimitato in attesa della bonifica. Indagini sulla provenienza del barile.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO Un barile circondato da una macchia scura e presumibilmente contenente olio motore è stato rinvenuto in mare, a pochi metri dalla battigia di San Benedetto del Tronto. L’episodio si è verificato nel pomeriggio di ieri, lunedì 31 agosto, nei pressi della concessione balneare numero 17.

A dare l’allarme è stato un assistente bagnanti, che ha contattato la Sala Operativa della Guardia Costiera attraverso il numero di emergenza 1530. Sul posto sono intervenuti una pattuglia di terra della Capitaneria e la motovedetta CP 731, incaricata di verificare l’eventuale presenza di tracce di inquinamento nel tratto di mare interessato.

Sono stati inoltre mobilitati i Vigili del Fuoco, intervenuti con sommozzatori e personale del nucleo NBCR, insieme ai tecnici dell’ARPAM, chiamati a effettuare i campionamenti necessari per stabilire la natura del liquido fuoriuscito. Presenti anche Polizia locale e Carabinieri.

Il barile è stato immediatamente rimosso per impedire che il liquido ancora contenuto al suo interno potesse disperdersi ulteriormente in mare e il tratto di spiaggia di San Benedetto interessato dall’imbrattamento è stato invece perimetrato e delimitato, in attesa delle operazioni di bonifica affidate a Picena Ambiente.

Informato il pubblico ministero di turno della Procura di Ascoli Piceno, la Guardia Costiera ha proceduto al sequestro penale del contenitore.

Restano da chiarire sia la provenienza del barile sia le circostanze che hanno portato alla sua presenza in mare. Le indagini sono in corso per individuare eventuali responsabilità.

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