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Fermo

Fermo: controlli su strade tra multe e sequestri di auto

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FERMO – Sono proseguiti anche nella giornata di ieri i controlli della Polizia di Stato sulla costa fermana. 

Lido Tre Archi e Porto San Giorgio sono stati gli obiettivi delle verifiche degli equipaggi della Questura con la collaborazione di quelli del Reparto Prevenzione Crimine di Pescara e dell’unità cinofila della Guardia di Finanza.

La Polizia di Stato fermana ha controllato ieri più di 200 persone e circa 150 veicoli elevando più di 20 sanzioni per violazioni al codice della strada e sottoponendo a sequestro amministrativo 5 veicoli.

Attività ancora una volta a tutto campo, dalla identificazione di persone con posti di controllo su strada alle verifiche dinamiche nelle aree di aggregazione spontanea, accertamenti amministrativi presso i pubblici esercizi, anche ai fini delle verifiche del possesso del Green Pass da parte dei clienti, e controlli delle persone sottoposte a misure di prevenzione e cautelari che comportano il divieto di uscire dalla propria abitazione e prescrizioni limitative della libertà di circolazione.

Solamente nel corso dello specifico servizio di controllo delle due zone costiere, sono stati identificate e controllate più di 100 persone e 70 veicoli sottoposti ad accertamenti. Tra questi ultimi, e non potevano mancare, tre autovetture sono state sottoposte a sequestro amministrativo per la mancanza della copertura assicurativa obbligatoria, una delle quali scaduta addirittura nel gennaio del 2016. I veicoli sono stati caricati dai carri attrezzi e depositati presso officine autorizzate ed ai proprietari notificata la rilevante sanzione pecuniaria.

Controlli di sicurezza per la prevenzione dei reati e della circolazione ma anche interventi per segnalazioni giunte alla Sala Operativa della Questura.

A Porto San Giorgio, a seguito di segnalazione di personale dell’azienda di trasporto pubblico, il personale della Polizia di Stato ha preso in consegna due giovani stranieri che, sprovvisti di biglietto di viaggio, si sono rifiutati di farsi identificare per evitare la prevista sanzione amministrativa. I due, poco più che ventenni e senza documenti di identità al seguito, sono stati accompagnati in Questura e fotosegnalati ai fini della corretta identificazione e per la successiva irrogazione della multa.

Inoltre, un ladro di biciclette denunciato a Porto San Giorgio.

La richiesta di intervento aveva segnalato che un giovane era entrato in un cortile condominiale e si era allontanato con due bici. Poco prima dell’arrivo della pattuglia, gli operatori hanno notato un ragazzo che, alla vista dell’auto di servizio, ha tentato di nascondere una bicicletta dietro ad una siepe. Fermato e controllato, ha fornito dichiarazioni contrastanti in merito al possesso della bici, finendo comunque per confessare di averla “trovata” in un palazzo nelle vicinanze e fornendo, incalzato dalle domande dei poliziotti, indicazioni anche sul posto dove aveva occultato la seconda.

La ricostruzione degli eventi aveva accertato che il giovane aveva suonato ad alcuni campanelli dello stabile e qualcuno dei condòmini gli aveva aperto il cancello consentendogli di accedere al cortile interno.

Le biciclette rinvenute sono state riconsegnate ai legittimi proprietari ed il ragazzo, un cittadino comunitario circa trentenne senza residenza né domicilio nel territorio fermano, è stato accompagnato in Questura e denunciato all’Autorità Giudiziaria.

Controlli, come si è detto, a tutto campo che proseguiranno anche in questo fine settimana per la tutela della sicurezza e della tranquillità dei cittadini della costa fermana e la prevenzione di ogni tipo di reato.

Fermo

Fermo: furto ed estorsione, deferito un 40enne

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FERMO – “Dieci minuti fa mi hanno rapinato del cellulare, ma lo ho recuperato”.

Questo, in sintesi, il contenuto di una telefonata pervenuta alcuni giorni fa alla Sala operativa della Questura e dalla quale sono partite subito le indagini della Squadra Mobile fermana.

L’interlocutore è un camionista, addetto alla consegna di merci su tutto il territorio nazionale e quindi abituato a trattare con ogni tipo di persona ed anche a reagire alle eventuali situazioni di emergenza.

La consegna di un pacco nel fermano ad un indirizzo difficile da trovare, ma ormai è diventato, per tutti, un piccolo problema; smartphone alla mano ed il dispositivo ti porta dove vuoi senza dover chiedere indicazioni alle persone del posto.

Così ha fatto il nostro protagonista fino a quando non ha incontrato uno straniero di circa quarant’anni che gli ha chiesto chi stesse cercando; una breve conversazione del trasportatore con lo straniero che ha continuamente tenuto una mano nella tasca fino ad approfittare di un attimo di disattenzione del suo interlocutore per sottrargli dalle mani, con mossa improvvisa, il cellulare.

Il derubato, per il timore che il ladro potesse avere un’arma nella tasca, ha provato, mantenendo la distanza, a farsi restituire il bottino e lo straniero, da parte sua, ha provato ad estorcergli del denaro, chiedendo in cambio del cellulare la somma di 20 euro.

La vittima ha dichiarato di accondiscendere alla richiesta ma di non avere con sé denaro contante ma che sarebbe andato a prenderlo sul furgone delle consegne parcheggiato ad alcune centinaia di metri.

E così ha fatto. È tornato al proprio mezzo ha preso una banconota ed uno spray al peperoncino; perché non si sa mai cosa avrebbe potuto fare il ladro.

Infatti, tornato nel luogo precedente, il trasportatore ha posato a terra la somma estorta richiedendo la restituzione del cellulare, che il ladro ha rifiutato, pretendendo una somma maggiore.

Ancora qualche minuto di trattativa, anche con toni accessi, tra due persone entrambe con una mano nella tasca, nel corso della quale la vittima si è avvicinata allo straniero alla distanza ottimale per colpirlo con il getto dello spray urticante fino a farlo cadere a terra per l’effetto del peperoncino sul viso, occhi e vie respiratorie.

In pochi attimi il trasportatore ha recuperato cellulare e banconota e si è dileguato, tornando al suo veicolo con il quale ha abbandonato il nostro territorio e dal quale ha informato del fatto la Questura, mentre il “malcapitato” delinquente è stato soccorso da un amico che lo attendeva nelle vicinanze con il quale si è messo alla inutile ricerca della vittima fuggita, ricerca non certamente pacifica perché l’amico teneva in mano una bottiglia di vetro da usare come corpo contundente.

Profonda conoscenza delle dinamiche criminali delle nostre aree e professionale capacità investigativa sono i costanti ingredienti che hanno consentito, anche questa volta, ai segugi della Squadra Mobile di identificare e denunciare all’Autorità Giudiziaria il responsabile del furto con strappo e dell’estorsione.

Alcuni elementi della fisionomia del delinquente, travisato con il cappuccio di una felpa, forniti dalla vittima e relativi all’altezza, andatura, abbigliamento, barba incolta, dentatura rovinata, modus operandi, hanno subito indirizzato gli investigatori verso alcuni soggetti dediti a reati contro il patrimonio effettuandone la “cernita” sulla base della possibilità che si trovassero in quel posto ed a quell’ora, riducendo in tal modo il novero dei potenziali responsabili.

Importante contributo per identificare definitivamente il colpevole è stato offerto dai sistemi di videosorveglianza che hanno permesso di riconoscere l’amico con la bottiglia che gli ha prestato soccorso e successivamente incastrare finalmente il ladro/estorsore.

La “prova del nove” della corretta attività della Squadra Mobile è stato il riconoscimento fotografico del delinquente da parte della vittima.

Tra i modus operandi analizzati, che hanno consentito di identificare il criminale, pregressi reati analoghi per modalità; a carico del denunciato infatti, tra gli altri precedenti, anche la rapina di un cellulare perpetrata, alcuni mesi fa, minacciando la vittima con un coltello e successiva chiedendo alla stessa del denaro per la restituzione della refurtiva.

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Fermo

Fermo: denunciato per false assicurazioni. Un ragazzo in carcere per evasione

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FERMO – I Carabinieri del Comando Provinciale di Fermo, hanno denunciato due persone per false assicurazioni ai danni di ignare vittime. Inoltre, un altro ragazzo è finito in carcere per non aver rispettato la misura della sorveglianza speciale.

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Fermo: si fingeva non vedente, denunciato per truffa aggravata

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FERMO – I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Fermo, al termine di un’indagine dapprima d’iniziativa e poi coordinata dalla locale Procura della Repubblica, hanno denunciato a piede libero un cittadino italiano per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Per quasi 20 anni avrebbe indebitamente percepito dall’Inps importi per circa 145 mila euro, a fronte di una attestazione della sua condizione di “cieco assoluto” ora all’esame dell’Autorità Giudiziaria. Infatti, alla persona denunciata, originaria di Porto Sant’Elpidio e già affetta da una pregressa patologia del campo visivo, nel 2001 la commissione medica accertatrice avrebbe illegittimamente riconosciuto l’aggravamento dell’invalidità, consentendo alla stessa di percepire importi mensili, compresi tra gli 800 ed i mille euro, sommati al normale stipendio incassato come dipendente pubblico.

Il medico di categoria, oculista, responsabile della valutazione tecnica della commissione medica competente, è deceduto nel 2013.

L’indagine condotta dai militari, che hanno sempre operato in abiti borghesi, ha consentito di verificare le abitudini quotidiane del denunciato, il quale abitualmente si recava a lavoro a bordo di mezzi pubblici, senza ricorrere all’ausilio di mezzi di aiuto (bastone/cane guida) o di un accompagnatore.

Nel tragitto casa-lavoro e negli spostamenti quotidiani, non utilizzando occhiali, attraversando con apparente disinvoltura la strada (anche la Statale 16), schivando ostacoli e salendo il marciapiede, la persona riusciva ad interagire con l’ambiente esterno senza alcuna apparente difficoltà di movimento. In un’occasione, ha addirittura fornito agli stessi Finanzieri, presentatisi come comuni passanti bisognosi di indicazioni stradali, precise informazioni sull’itinerario da seguire, indicando a gesti le strade da percorrere e dove avrebbero dovuto svoltare.

L’indebito accesso a prestazioni assistenziali e a misure di sostegno al reddito genera iniquità e mina la coesione sociale. L’attività di servizio svolta dal Comando Provinciale di Fermo testimonia la specifica attenzione del Corpo al contrasto alle frodi nei settori della previdenza e assistenza sanitaria e mira a garantire l’effettivo sostegno alle fasce più deboli della popolazione, evitando il dispendio di risorse a beneficio di soggetti non aventi diritto.

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