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Spettacolo

Le condizioni di salute del cantante Gianni Morandi

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Le sue condizioni di salute sono buone dopo lo spavento di ieri pomeriggio per colpa di un incidente in campagna dove stava bruciando delle sterpaglie in giardino è scivolato, si è aggrappato e ha subito un’ustione. La corsa in ospedale a Cesena in seguito alle ustioni riportate alla mano destra. Morandi è riuscito a scherzare con gli operatori sanitari e ha fatto un selfie insieme a loro.

Abruzzo

L’Arminuta, la storia di cambiamenti e di contrasti silenziosi che fa riflettere anche al cinema

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l' l' Arminuta locandina Giuseppe Bonito

PESCARA – Dal 21 ottobre la protagonista senza nome del bestseller L’Arminuta di Donatella Di Pietrantonio (Premio Campiello 2017) ha portato sul grande schermo un turbine di sguardi profondi, densissimi di emozioni e completati dai rari dialoghi, spesso in dialetto, presenti nella narrazione. L’Arminuta, cioè “la ritornata”, è la tredicenne che in un’estate abruzzese degli anni Settanta viene rispedita dai suoi genitori biologici in un paese di montagna, dopo aver vissuto in città con gli zii borghesi fino a quel momento. La sua vita cambia totalmente, ma lei non si arrende, e mentre prova a convincersi che tornerà alla sua quotidianità, attraversa esperienze che trasformeranno la sua percezione del reale.

Il regista Giuseppe Bonito ha scelto di seguire il racconto della scrittrice, dandone un’interpretazione giustamente scarna e in certi casi cruda, in cui i soggetti parlano perlopiù con occhi e gesti, quasi mai accompagnati dalla musica. Le sequenze vedono la ragazzina coinvolta in un’interrogazione continua, tuttavia le sue incertezze non bloccano la sua voglia di scoprire perché è tornata in quel posto, desolato e inghiottito dall’ignoranza.

Lungo il percorso l’elemento cruciale è la comunicazione, che in tutto il film emerge come un processo difficile, e che sembra assente o quasi sconosciuta nella sua nuova casa, in cui pochi cenni e convenzioni scandiscono le giornate, senza il bisogno di parlare. L’Arminuta si sente come un pacco postale, alla mercè delle decisioni di adulti che per lei non rappresentano alcun riferimento, a differenza della sorellina Adriana, di indole determinata e mai timida, a cui lentamente si affeziona. Sono in sua compagnia, e a volte del fratello maggiore, i pochi momenti di armonia e spensieratezza, come la sera alle giostre e la giornata al mare.

Il film affronta in modo essenziale e al contempo efficace una vicenda complessa, in cui due mondi si scontrano con forza, generando eventi che in un silenzio straniante e terribile mostrano stereotipi e verità sferzanti, che piombano sui personaggi. La violenza domestica, i disagi psicologici ed economici e anche la morte costituiscono una rete di equilibri e sofferenze, che grandi e piccoli si trovano a fronteggiare ogni giorno, portando ognuno il suo peso.

Come L’Arminuta, anche lo spettatore arriva gradualmente a capire le motivazioni nascoste dietro ad ogni avvenimento, e conosce pian piano la precarietà di un contesto territoriale che, come fosse un nuovo Medioevo, appare in quegli anni desolato e arretrato.

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Spettacolo

Applausi per “Venere e Adone” al Teatro Caniglia di Sulmona. Al termine della rappresentazione un omaggio a Proietti

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SULMONA – Con il grande successo di “Venere e Adone”, in scena sabato sera al Teatro Caniglia di Sulmona, si è conclusa la prima stagione di prosa gestita dall’Associazione Culturale “Meta” nell’ambito del progetto “Teatro Maria Caniglia – Teatro di Produzione”, che porta la firma e la direzione artistica del sulmonese Patrizio Maria D’Artista. Una stagione complessa, realizzata in uno dei periodi più difficili per il settore dello spettacolo dal vivo, tra chiusure e incertezze normative, che tuttavia ha presentato alla città tutti gli spettacoli programmati, riscuotendo un grande successo di pubblico, oltre a numerose altre attività collaterali, alcune delle quali ancora in via di realizzazione.
Vero e proprio coronamento della stagione, dunque, è stata la pièce di ieri sera, una produzione Gigi Proietti Globe Theatre Silvano Toti – Politeama S.r.l. con Melania Giglio, Riccardo Parravicini e Daniele Salvo, regista e autore dell’adattamento scenico, che ieri sera ha eccezionalmente vestito i panni del ruolo di Shakespeare in sostituzione di Gianluigi Fogacci.
In scena l’antica storia di Venere, dea dell’amore, e Adone, bellissimo giovane ancora puro e disinteressato alle attenzioni delle donne: un mito che Ovidio aveva già narrato nelle sue Metamorfosi e che Shakespeare riprese, facendone l’oggetto del poema scritto nel 1593, durante la chiusura dei teatri per la peste. Motivo, quest’ultimo, per il quale Gigi Proietti volle aprire la stagione del Globe 2020 – l’ultima da lui diretta – proprio con questo spettacolo. «È proprio in questi momenti di emergenza e spaesamento che è necessario tenere la barra dritta sulla cultura e sui suoi valori, poiché è nelle difficoltà che si vede la reale natura dell’uomo» ha dichiarato Daniele Salvo «Quando Gigi scelse questo spettacolo, mosso dai punti di contatto tra l’epoca di Shakespeare e la nostra, volle riportare l’attenzione su questo concetto, ossia che il teatro ha la funzione di perfezionare l’animo umano, di renderlo più bello, e non solo di intrattenerlo».
Un legame forte, quello tra Gigi Proietti e Sulmona, siglato nel 1976, quando l’attore, ancora giovane e in via di affermazione, allestì al Caniglia uno degli spettacoli più rappresentativi del suo stile innovativo: A me gli occhi please, che lo consacrò come icona del teatro italiano. Per tale motivo, durante il dopo-spettacolo condotto dal sulmonese Pasquale Di Giannantonio, Carlotta Proietti, figlia del maestro, è stata omaggiata di una targa in ricordo del padre. «Questa è una serata ricca di emozioni, oltre la mia immaginazione» hadichiarato. «È la prima volta che sono qui in questo teatro, con uno spettacolo che è una nostra produzione e che ha un grande successo, regalandoci continue conferme oggi più che mai necessarie. Mi auguro che essere qui oggi sia un augurio per tutti noi, per la nostra ripartenza, anzi: ne sono sicura».
A consegnare l’omaggio alla figlia di Gigi Proietti, il direttore artistico Patrizio Maria D’Artista e il sindaco di Sulmona Annamaria Casini, che ha commentato: «Questa sera assistiamo alla vittoria del Teatro Maria Caniglia, la grande vittoria di un progetto fatto da giovani sulmonesi per la grande prosa e la produzione teatrale a Sulmona, che ha dato ragione al grande impegno di questi anni e che proietta al futuro il nostro teatro».
Soddisfatto D’Artista, che di Venere e Adone ha firmato anche la colonna sonora. Il giovane compositore ha annunciato che il progetto “Teatro Maria Caniglia – Teatro di Produzione” proseguirà con altre iniziative a favore del territorio, la più importante delle quali sarà la prima produzione realizzata interamente dal Teatro Caniglia, dal titolo “I sognatori”, che sarà diretta proprio da Daniele Salvo. «Su questo palco ho iniziato il mio percorso dieci anni fa, e mai avrei immaginato di farvi ritorno con uno spettacolo di questo calibro, ospitato all’interno della stagione organizzata dalla mia Associazione» commenta D’Artista. «Ma nulla di ciò sarebbe possibile senza l’appoggio del Comune di Sulmona, dei nostri partner di progetto BPER Banca, Fondazione Carispaq e MC Costruzioni, e soprattutto senza una squadra giovane di professionisti che mi affiancano quotidianamente nella realizzazione delle attività di gestione del progetto, a dimostrazione che restare o fare ritorno nel nostro territorio non è una scelta impossibile. L’augurio è che questa esperienza possa continuare, affinché possa consolidarsi e gettare le basi di una realtà stabile, innovativa e sempre proiettata al futuro».

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Abruzzo

“Cultura in… Piazza” ad Atri con Paliurus

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Mercoledì 18 agosto alle ore 21:00 ad Atri presso il Teatro Comunale  l’associazione Paliurus vi aspetta per una serata unica in cui potremo apprezzare insieme i nostri progetti e conoscere ciò che ci sta più a cuore: l’identità dei luoghi, fatta di aspetti naturalistici e storici che occorre recuperare.

Niente di meglio che il suggestivo contesto della città ducale, di fronte al Duomo, all’interno del gioiello architettonico del Teatro Comunale per parlare del Cammino dell’Adriatico e riflettere ammirando le immagini del nostro territorio.

Saranno presenti già dalle 18:30 nel foyer del Teatro per i preparativi e per accogliere quanti vogliano conoscere l’associazione e le attività in corso.

Maggiori dettagli sono riportati nella locandina allegataPer partecipare occorre prenotarsi sul sito viviatri.it al seguente link:

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