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Ascoli Piceno

San Benedetto, pestaggio in centro per un debito di droga: due persone ai domiciliari

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L’aggressione risale al 6 maggio in via Pasqualini. La vittima riportò la frattura del naso e una prognosi di 25 giorni. Secondo gli inquirenti il movente sarebbe legato al recupero di un credito per stupefacenti.

ASCOLI PICENO – Due persone sono finite agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine dei Carabinieri di San Benedetto del Tronto su un violento pestaggio avvenuto in pieno centro cittadino lo scorso 6 maggio.

L’ordinanza di applicazione della misura cautelare è stata eseguita dai militari della Compagnia di San Benedetto del Tronto su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ascoli Piceno, su richiesta della Procura della Repubblica.

Il provvedimento riguarda due cittadini italiani residenti in città, rispettivamente di 33 e 31 anni, gravemente indiziati, in concorso tra loro e a vario titolo, dei reati di spaccio di sostanze stupefacenti, tentata estorsione, tentata rapina e lesioni personali aggravate.

L’inchiesta prende le mosse da un episodio avvenuto nel tardo pomeriggio del 6 maggio, quando un giovane sambenedettese venne aggredito sul marciapiede di via Pasqualini. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima sarebbe stata colpita ripetutamente al volto e avrebbe riportato la frattura delle ossa nasali, con una prognosi di 25 giorni.

Le indagini hanno consentito di ricostruire un contesto diverso da quello apparso inizialmente. Secondo l’accusa, infatti, il pestaggio nel centro di San Benedetto del tronto sarebbe maturata nell’ambito di un tentativo di recupero di denaro legato a precedenti debiti per l’acquisto di sostanze stupefacenti.

Gli investigatori ritengono che il trentatreenne abbia colpito più volte la vittima chiedendo la restituzione del denaro e abbia tentato di impossessarsi dei contanti presenti nel suo borsello, strappandoglielo di mano per controllarne il contenuto.

Il presunto complice, un trentunenne, sarebbe invece intervenuto sul posto a bordo di un’autovettura e avrebbe impedito a due amici della vittima di prestare soccorso durante l’aggressione, favorendo così l’azione del presunto aggressore.

Per arrivare all’identificazione dei responsabili, i Carabinieri dell’Aliquota Operativa hanno sviluppato un’articolata attività investigativa, partendo dall’individuazione dell’auto utilizzata e avvalendosi anche di sistemi di comparazione fisionomica in dotazione all’Arma.

Uno degli indagati è stato rintracciato e sottoposto alla misura cautelare, mentre l’altro risulta ancora ricercato.

Come previsto dalla legge, le persone coinvolte devono considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna

Ascoli Piceno

Panificio abusivo di Grottammare riforniva bar e hotel tra Marche e Abruzzo: attività sospesa e prodotti sequestrati

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Blitz della Guardia di Finanza a Grottammare con Ispettorato del Lavoro, Inps e Ast. Scoperti tre lavoratori in nero, gravi irregolarità igienico-sanitarie e amministrative.

ASCOLI PICENO – Un panificio dotato di laboratorio di panetteria e pasticceria completamente abusivo, che riforniva numerosi bar e strutture turistico-ricettive della costa marchigiana e abruzzese, è stato scoperto, e sospeso, a Grottammare dalla Guardia di Finanza nel corso di un’operazione congiunta con l’Ispettorato territoriale del lavoro, l’Inps e l’Azienda sanitaria territoriale di Ascoli Piceno.

L’intervento è stato eseguito dai finanzieri della Compagnia di San Benedetto del Tronto nell’ambito dei controlli contro il lavoro nero e a tutela dei consumatori.

Secondo quanto accertato, l’attività operava senza la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) e senza la Notifica di inizio attività sanitaria (Nia), risultando quindi completamente priva delle autorizzazioni necessarie per esercitare.

Durante l’ispezione sono stati inoltre identificati tre lavoratori completamente in nero, privi di regolare contratto e delle previste coperture previdenziali e assicurative. Sul fronte fiscale è stata contestata anche la mancata installazione del misuratore fiscale.

Le verifiche hanno fatto emergere numerose violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, tra cui pavimentazioni ritenute pericolose, finestre non conformi e irregolarità nel Documento di valutazione dei rischi (Dvr).

L’intervento dell’Azienda sanitaria territoriale ha poi evidenziato la totale assenza di tracciabilità delle materie prime e dei prodotti alimentari utilizzati nel ciclo produttivo. Per questo motivo tutti i prodotti da forno e dolciari presenti nel laboratorio sono stati sequestrati e successivamente avviati alla distruzione.

Nei confronti del titolare del panificio abusivo scoperto a Grottammare sono state contestate sanzioni amministrative che, complessivamente, possono raggiungere diverse decine di migliaia di euro: da 2.582 a 15.494 euro per l’assenza della Scia, da 6.000 a 48.000 euro per la violazione delle norme sulla tracciabilità alimentare e da 1.000 a 4.000 euro per l’omessa installazione del misuratore fiscale. A queste si aggiungeranno le sanzioni legate all’impiego di lavoratori in nero, ancora in fase di quantificazione.

L’Ispettorato del Lavoro ha disposto l’immediata sospensione dell’attività, mentre il titolare è stato deferito all’autorità giudiziaria per le violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Resta ferma la presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza definitiva.

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Ascoli Piceno

Ascoli Piceno, il saluto del nuovo prefetto Giovanna Longhi: «Al servizio del territorio e dei cittadini»

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Nel messaggio diffuso in occasione dell’insediamento, la nuova rappresentante del Governo ha indicato le priorità del proprio mandato: sicurezza, legalità, coordinamento tra istituzioni e sviluppo del territorio.

ASCOLI PICENO – «Mettermi al servizio di una città e di una provincia ricche di storia, arte e cultura». Con queste parole Giovanna Longhi ha salutato la comunità ascolana nel giorno del suo insediamento come nuovo prefetto di Ascoli Piceno, rivolgendo un messaggio alle istituzioni, alle forze dell’ordine, agli amministratori, al mondo del volontariato, alle categorie economiche e ai cittadini.

Nel suo primo intervento ufficiale, Longhi ha definito il nuovo incarico come una responsabilità che affronta «con grande entusiasmo», ricordando la capacità del territorio di reagire «con forza e determinazione» alle conseguenze del sisma del 2016.

Tra le priorità indicate dalla nuova prefetta figurano la tutela delle libertà costituzionali, la sicurezza, la legalità, la pace sociale e l’efficacia dell’azione amministrativa, con particolare attenzione al coordinamento tra i diversi livelli istituzionali per favorire lo sviluppo del territorio.

«Intendo improntare il mio impegno quotidiano alla tutela della sicurezza, della pace sociale, della legalità e a un’azione amministrativa all’effettivo servizio del cittadino», scrive Longhi, assicurando «ogni utile azione di coordinamento e di raccordo tra soggetti istituzionali» per il raggiungimento degli obiettivi comuni.

La prefetta ha inoltre espresso la volontà di mettere «ogni mia capacità al servizio del pubblico bene», confidando nella collaborazione di tutte le componenti del territorio per contribuire alla tranquillità, al benessere e alla coesione della comunità provinciale.

Nel messaggio conclusivo, Giovanna Longhi ha rivolto un saluto anche agli organi di informazione, definiti «indispensabile elemento di conoscenza e stimolo» per favorire iniziative sempre più vicine alle esigenze della cittadinanza, auspicando un rapporto improntato alla collaborazione

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Ascoli Piceno

Nuovo incendio alla Italservizi di Porto d’Ascoli: nube di fumo sulla Riviera

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Il rogo è divampato di notte nello stabilimento che tratta rifiuti. In azione una ventina di vigili del fuoco provenienti da cinque province. Nessun ferito, cause ancora da accertare. È il secondo incendio in poco più di un anno.

ASCOLI PICENO – Una densa colonna di fumo nero ha svegliato numerosi residenti della Riviera. Un vasto incendio è divampato tra sabato 1 e domenica 2 agosto, poco dopo le 3:00, all’interno dello stabilimento Italservizi di Porto d’Ascoli, nel territorio a ridosso della frazione di Centobuchi, nel comune di Monteprandone.

Le fiamme hanno interessato principalmente l’area destinata allo stoccaggio dei rifiuti ingombranti, propagandosi successivamente anche a una parte del capannone. Nel rogo sono andati distrutti materiali di varia natura, tra cui legno, plastica, componenti metallici, materassi e altri rifiuti destinati al trattamento.

L’allarme ha fatto scattare un imponente dispositivo di soccorso. Sul posto sono intervenuti circa venti vigili del fuoco con squadre e autobotti provenienti dai comandi di San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno, Fermo, Ancona e Teramo. Dopo essere riusciti a contenere l’incendio, i pompieri hanno proseguito per diverse ore con le operazioni di smassamento, raffreddamento e bonifica dell’area, utilizzando anche droni per monitorare dall’alto le temperature residue e verificare le condizioni della struttura.

Fortunatamente non si registrano persone ferite. Restano invece da chiarire le cause che hanno originato l’incendio. Polizia e tecnici hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica del rogo e individuare il punto in cui si è sviluppato.

Particolare attenzione è stata rivolta anche agli aspetti ambientali. La combustione di plastica e altri materiali ha prodotto una nube di fumo visibile da gran parte della costa, rendendo necessario l’intervento dei tecnici di Arpam e Ast, incaricati di effettuare i rilievi sulla qualità dell’aria e sulle possibili ricadute ambientali.

In via precauzionale, i sindaci di San Benedetto del Tronto e Monteprandone hanno invitato i cittadini residenti nelle aree più vicine allo stabilimento a tenere chiuse porte e finestre, limitare la permanenza all’aperto ed evitare temporaneamente il consumo di ortaggi provenienti dagli orti situati nelle immediate vicinanze dell’impianto, almeno fino all’esito delle analisi.

Per Italservizi non si tratta del primo incendio. Un altro incendio si era infatti verificato il 19 aprile 2025, quando le fiamme avevano interessato materiale cartaceo e altri rifiuti, provocando anche in quell’occasione una vasta nube di fumo e l’adozione di analoghe misure precauzionali per la popolazione.

Il rogo della scorsa notte rappresenta dunque il secondo incendio che colpisce lo stabilimento in poco più di un anno. Saranno ora le indagini e gli accertamenti tecnici a chiarire l’origine dell’episodio e ad accertare eventuali responsabilità.

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