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Furto in un negozio del centro di Pescara, arrestato 28enne dopo la fuga: decisiva la collaborazione tra Polizia e Carabinieri

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rapina in un negozio a pescara carabinieri

Un cittadino rumeno senza fissa dimora avrebbe sottratto alcuni capi d’abbigliamento da un esercizio commerciale. Fermato da un agente della Polizia Scientifica libero dal servizio, avrebbe reagito violentemente prima dell’intervento congiunto di Carabinieri e Polizia.

PESCARA – Un uomo di 28 anni, cittadino rumeno senza fissa dimora, è stato arrestato per furto in un negozio e resistenza a pubblico ufficiale, al termine di un intervento che ha visto operare congiuntamente Carabinieri e Polizia di Stato nel centro di Pescara.

L’episodio si è verificato intorno alle 20 di lunedì 15 giugno. Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, il giovane avrebbe sottratto alcuni capi di abbigliamento da un negozio del centro cittadino tentando poi di allontanarsi. Il titolare dell’attività commerciale sarebbe riuscito a fermarlo all’uscita, ma il 28enne avrebbe reagito spingendolo per guadagnarsi la fuga.

Ad assistere alla scena sarebbe stato un sovrintendente della Polizia Scientifica della Questura di Pescara, libero dal servizio, che è intervenuto per bloccare l’uomo. Anche in questo caso il giovane avrebbe opposto resistenza, arrivando a colpire l’agente, che ha riportato lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.

Nel frattempo sono intervenuti sul posto i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Pescara insieme al personale della Squadra Volanti della Questura. Grazie all’azione congiunta delle due forze di polizia il 28enne è stato definitivamente bloccato e identificato.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato per il furto nel negozio e resistenza e trasferito nelle camere di sicurezza della Stazione Carabinieri di Pescara Principale, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Nella mattinata del 16 giugno il Tribunale ha convalidato l’arresto e per il 28enne si sono aperte le porte della casa circondariale di Pescara.

Nel comunicato diffuso dai Carabinieri viene evidenziata la collaborazione tra i militari del N.O.R. e gli agenti della Polizia di Stato, sottolineando come il coordinamento tra le forze dell’ordine abbia consentito di intervenire rapidamente, evitando ulteriori rischi per cittadini e commercianti.

Si ricorda che l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Fiume Vomano, aziende occupano 25mila metri quadrati di aree demaniali: scatta il sequestro

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Operazione della Guardia di Finanza lungo il fiume nel Teramano. Le irregolarità individuate grazie anche ai sorvoli aerei e ai sistemi di telerilevamento. In caso di conferma delle ipotesi investigative, la Regione potrebbe recuperare circa 100mila euro di canoni evasi.

TERAMO Circa 25mila metri quadrati di aree demaniali fluviali sequestrate lungo il fiume Vomano,  perché occupati senza la prevista concessione da due aziende . È quanto emerso da un’operazione del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Pescara, conclusasi con il sequestro preventivo di due aree nel territorio teramano.

L’indagine ha preso le mosse dall’attività di monitoraggio effettuata attraverso gli aeromobili delle Fiamme Gialle, equipaggiati con speciali sistemi di telerilevamento capaci di acquisire informazioni dettagliate sulle caratteristiche del terreno.

I finanzieri della Stazione Navale hanno successivamente incrociato i dati raccolti durante i sorvoli con quelli delle applicazioni di foto-rilevamento e dei sistemi cartografici catastali. Gli approfondimenti avrebbero permesso di individuare due aziende situate lungo il Vomano che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbero occupato senza concessione altrettante aree del demanio idrico, utilizzandole per depositare materiali da costruzione.

Le aree demaniali sequestrate lungo il Vomano ricadono inoltre in aree comprese nel Piano di Gestione del Rischio Alluvioni e sottoposte a vincolo paesistico-ambientale.

La Procura di Teramo, che ha coordinato le indagini, ha disposto il sequestro preventivo delle due aree.

L’accertamento potrebbe avere anche conseguenze economiche. Qualora le ipotesi contestate venissero confermate definitivamente, secondo la Guardia di Finanza la Regione Abruzzo potrebbe recuperare circa 100mila euro di canoni demaniali evasi.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità delle persone coinvolte potranno essere definitivamente accertate solo con un’eventuale sentenza irrevocabile di condanna.

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Montesilvano, sequestrato un chiosco sul lungomare: «Abusi edilizi e occupazione abusiva del demanio»

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chiosco sequestrato dalla gdf montesilvano

Operazione della Guardia di Finanza di Pescara al mercato ittico di Montesilvano. Il titolare è stato denunciato: secondo l’accusa avrebbe realizzato opere senza autorizzazione e occupato l’arenile con tavoli e sedie.

PESCARA – Un chiosco-bar sul lungomare di Montesilvano è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza di Pescara. Il sequestro preventivo è scattato al termine di un’indagine sulla regolarità edilizia e demaniale dell’attività.

L’operazione è stata condotta dai militari del Reparto Operativo Aeronavale di Pescara, nell’ambito dei controlli di polizia economico-finanziaria sul mare e a tutela del demanio marittimo.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il chiosco, situato all’interno del mercato ittico di Montesilvano, presentava numerosi elementi di irregolarità. I successivi accertamenti, svolti con il supporto dei tecnici comunali, avrebbero consentito di ipotizzare la realizzazione di opere edilizie abusive su un’area sottoposta a vincolo sismico e paesaggistico, oltre a modifiche eseguite senza le necessarie autorizzazioni sul demanio marittimo.

Al titolare della società che gestisce l’attività di ristorazione viene inoltre contestata l’occupazione abusiva dell’arenile, dove sarebbero stati collocati tavoli e sedie al servizio del locale.

L’ipotesi investigativa è stata condivisa dalla Procura, che ha disposto il sequestro del chiosco e dell’area demaniale interessata. Secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, la struttura sarebbe risultata priva dei necessari titoli sanitari, demaniali, edilizi e paesaggistici.

Il titolare del chiosco sequestrato a Montesilvano è stato denunciato all’Autorità giudiziaria.

Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato potrà essere accertata soltanto con un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Scoperta piantagione con mille piante di canapa: arrestato un 44enne a Cepagatti

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piantagione di canapa scoperta a cepagatti

L’operazione dei Carabinieri è partita da un controllo stradale a Catignano. Nell’azienda agricola dell’uomo, a Cepagatti, trovata una vasta coltivazione di canapa indiana e sequestrati hashish e marijuana.

PESCARA – Un controllo stradale a Catigano si è trasformato nella scoperta di una vasta piantagione di canapa indiana a Cepagatti. I Carabinieri della Compagnia di Penne hanno arrestato un 44enne italiano, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di coltivazione non autorizzata e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

piantagione di canapa scoperta a cepagatti 2L’operazione è scattata nel pomeriggio di domenica 2 agosto, lungo la Strada Statale 602, nel territorio di Catignano, dove una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile ha fermato un’auto con tre persone a bordo.

L’atteggiamento particolarmente nervoso degli occupanti ha spinto i militari ad approfondire il controllo. Durante la perquisizione personale e del veicolo è stato trovato un primo quantitativo di hashish nello zaino in uso al 44enne.

Le verifiche sono poi proseguite nell’abitazione dell’uomo, dove i Carabinieri hanno sequestrato altri 55 grammi di hashish e circa 180 grammi di marijuana.

Gli accertamenti investigativi hanno infine portato i militari in un’azienda agricola gestita dall’arrestato, nel comune di Cepagatti, dove è stata scoperta una piantagione composta da circa mille piante di canapa indiana, coltivata, secondo quanto riferito dall’Arma, senza alcuna autorizzazione.

L’intero quantitativo di droga e le piante sono stati sequestrati e saranno sottoposti ad analisi per accertarne qualità, grado di purezza e percentuale di principio attivo.

Su disposizione dell’Autorità giudiziaria, il 44enne è stato posto agli arresti domiciliari, in attesa del giudizio per direttissima.

Come previsto dalla legge, l’uomo è da ritenersi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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