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Chieti

Risolta emergenza idrica grazie ad una delibera

Vasto: il presidente D’Alfonso ha ascoltato appello

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Firmata dal governatore D’Alfonso la delibera con cui si concede l’attingimento da una traversa del fiume Trigno a Lentella (Chieti) di circa 100 litri al secondo per scopi idrici per i comuni di Vasto e S.Salvo. Lo annuncia il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca. “Il presidente ha ascoltato le nostre richieste e deliberato in Giunta l’autorizzazione al prelievo da località Pietrafracida a Lentella. Possiamo tirare un sospiro di sollievo, poteva diventare una difficile emergenza”.

Chieti

Gestione illecita dei rifiuti pericolosi: sequestrata carrozzeria abusiva ad Ortona

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Durante una campagna mirata di sorvoli, la sezione Aerea della GdF ha scoperto un sito adibito a carrozzeria, che operava senza la prescritte autorizzazione e nel quale erano conservati illecitamente rifiuti speciali.

CHIETI – Rifiuti inquinanti abbandonati sul suolo e fumi del forno di verniciatura emessi liberamente in atmosfera. E’ quanto hanno notato i militari dalla Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Pescara durante una serie di sorvoli sull’area. In questo modo i finanzieri del Reparto Operativo Aeronavale di Pescara e della Tenenza di Ortona hanno scoperto una carrozzeria abusiva, che è stata sequestrata.

In violazione delle vigenti normative in materia ambientale, risultava essere priva di autorizzazioni per la gestione dei rifiuti speciali nonché della prevista abilitazione per l’emissione di fumi in atmosfera provenienti dal forno di verniciatura.

Dopo aver individuato l’area i finanzieri hanno compiuto le prime analisi direttamente in volo, mediante l’ausilio dei più moderni sensori di missione, installati sugli aeromobili del Corpo. La carrozzeria abusiva scoperta ad Ortona, di circa 1500 metri quadrati, è stata sequestrata mentre il legale rappresentante della società è stato deferito.

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Chieti

Sgominata a Cerignola banda del bancomat: colpi anche in Abruzzo

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La Polizia ha sequestrato ordigni, attrezzi da scasso, parrucche ed 11 chili di esplosivo. La banda era specializzata in assalti a casse automatiche ed ha compiuto colpi anche in Abruzzo: prima faceva saltare il bancomat, poi lasciava dietro di sé strisce chiodate per fermare gli inseguitori.

PESCARA – 80 circa gli agenti dispiegati dalla Polizia di Foggia questa mattina, per un’operazione che ha portato all’arresto di 8 persone ritenute responsabili di diverse rapine a mano armata, che hanno oltretutto generato ingenti danni alle strutture colpite. La banda, con base a Cerignola, infatti era specializzata in colpi ai bancomat mediante l’utilizzo di esplosivi ed ha messo a segno diverse rapine tra Basilicata, Campania ed Abruzzo.

Il modus operandi della banda del bancomat sgominata a Cerignola era collaudato: prima veniva fatta saltare la cassa automatica con la “tecnica della marmotta”, che prevede di piazzare un piccolo ordigno nella fessura dalla quale solitamente escono le banconote, poi venivano piazzate alcune strisce chiodate sull’asfalto, per fermare eventuali inseguitori.

Le indagini hanno preso avvio lo scorso febbraio, quando le forze dell’ordine hanno notato diversi punti di contatto tra rapine avvenute in luoghi distanti gli uni dagli altri: l’esplosivo artigianale utilizzato, l’impiego di mezzi rubati e poi abbandonati, lo studio dei punti di accesso ed altro ancora. I colpi procuravano alle vittime anche ulteriori ed ingenti danni collaterali, dal momento che le deflagrazioni hanno danneggiato le strutture nelle quali i bancomat fatti saltare erano installati.

Durante le operazioni odierne, gli agenti hanno sequestrato diverso materiale utilizzato durante le rapine, come parrucche ed attrezzi da scasso, ma anche 11 chili di esplosivo ed ordigni già pronti.

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Chieti

Riciclaggio e truffa nel commercio di carne a Ortona: 8 milioni evasi

Nel mirino dei finanzieri anche 405 mila euro di finanziamenti nazionali indebitamente percepiti.

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Due soggetti attivi nel commercio all’ingrosso di carne fresca congelata e surgelata sono stati denunciati per truffa e riciclaggio. Un’impresa intestata ad un prestanome si interponeva tra il reale acquirente ed il fornitore e, mediante false fatture, si accollava il debito IVA.

CHIETI – In seguito ad una minuziosa indagine in una società operante nel commercio di carne fresca, congelata e surgelata con sede nel teatino, le fiamme gialle della Tenenza di Ortona hanno denunciati due persone per  reati penali di natura tributaria, riciclaggio e truffa aggravata, ritenuti responsabili di un sistema di “frodi a casello”.

In base alle accuse l’impresa, intestata ad un prestanome di 47 anni di Ripa Teatina, si interponeva, mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, tra il reale acquirente della merce e il fornitore europeo. In questo modo una società del salernitano ha ptuto pagare beni ad un imprezzo inferiore a quello di mercato, per effetto del mancato pagamento dell’imposta. L’importo delle false fatture ammonterebbe ad oltre 7 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti i 750 mila euro era il debito Iva che lo Stato vantava nei confronti della società “cartiera”.

Nelle carte dell’inchiesta ci sono anche 405 mila euro di contributi pubblici durante l’emergenza Covid utilizzati per l’acquisto di carni estere, erogati nel 2020 da istituti di credito, mediante la garanzia della Banca del Mezzogiorno – MedioCredito Centrale S.p.a.

Questi finanziamenti sarebbero stati ottenuti attraverso la presentazione di bilanci e dichiarazioni fiscali gonfiati, artatamente predisposti da un commercialista del chietino mediante la registrazione di ricavi mai conseguiti, rappresentando una solidità aziendale contraria al vero. Tale condotta ha portato la società di capitali anche sotto “la lente d’ingrandimento” della Corte dei Conti Regionale per l’ipotesi di danno erariale.

Il Comandante Provinciale, il Colonnello Michele Iadarola, evidenzia come la massima resa investigativa della Guardia di Finanza sia in grado di intercettare le fenomenologie fraudolente e le condotte maggiormente lesive per l’Erario. Ciò produce sentimenti di fiducia nei confronti del Corpo, esaltandone l’unicità della propria azione di polizia economico-finanziaria a favore dello Stato, dei cittadini, delle imprese virtuose e delle fasce di popolazione più deboli.

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