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Abruzzo

Brutale aggressione ad un’assistente di Polizia penitenziaria al carcere di Teramo

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TERAMO – Ieri sera, giovedì 22 febbraio, presso il reparto femminile del carcere di Castrogno c’è stata un brutale e vile aggressione ai danni di una assistente capo donna di polizia penitenziaria da parte di una detenuta extracomunitaria.

A darne notizia è il vice segretario regionale Uil penitenziari Mauro Nardella: “La detenuta ha approfittato per aggredire la donna, di 56 anni, nel momento in cui quest’ultima ha aperto il
cancello per mandare un’altra detenuta, che dimora a nella stessa stanza, in infermeria. Una volta aperto il cancello della camera di pernottamento(cella), sarebbe stata con inaudita violenza tirata per i capelli e violentemente malmenata. Per il forte colpo ricevuto la collega sarebbe poi svenuta e caduta a terra.

La malcapitata, seppur prontamente soccorsa dall’altra collega, è stata costretta ad essere accompagnata in ospedale per ivi essere sottoposta alle cure ed indagini diagnostiche del caso. Per il momento si parla di 7 giorni di prognosi anche se quello che terrà più in apprensione è il quadro psicologico della collega – racconta Nardella -. Abbiamo più volte evidenziato il problema è continueremo a farlo anche se sinora nessuno ci ha dato ascolto.

Non ci vuole tanto a capire che un reparto sguarnito di uomini in una realtà come quella carceraria potrebbe comportare brutali conseguenze sulla sorte di detenuti e poliziotti penitenziari. Solo per un caso ieri la fortuna ha voluto che di colleghe impegnate nel servizio presso il reparto femminile fossero due. Non oserei immaginare cosa sarebbe accaduto qualora, come spesso accade, a prestare servizio ieri sera in quella sezione fosse stata la sola e malcapitata collega.

La carenza d’organico nel reparto femminile dettata anche e soprattutto da una cattiva ridistribuzione delle quote rosa in terra d’Abruzzo (ne ritroviamo troppe a Sulmona e Pescara ove non insitano reparti detentivi femminili e troppo poche in realtà come Chieti e Teramo, appunto, ove non solo ci sono sezioni detentive per donne ma sono anche sovraffollate) carica di eventi critici e stress il personale il quale si dice stanco di subire il peso di una politica amministrativa che mal si concilia con le aspettative dello stesso.

La Uil – conclude Nardella – dice basta a tutto questo e, nell’augurare alla sfortunata cinquantaseienne collega (troppi anni per un lavoro come quello del poliziotto penitenziario) auguri di pronta guarigione, promette “battaglie” sul fronte della revisione degli organici troppo maltrattati per definire efficiente il lavoro del neo provveditorato che avendo accorpato quello abruzzese a quello laziale sta, di fatto, trasformando in una “discarica” gli istituti di pena abruzzesi”.

Abruzzo

La truffa alle parrocchie di Abruzzo, Puglia e Basilicata di un finto prete di 23 anni

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Il giovane, originario di Andria, presentandosi come un sacerdote ad una quindicina di parrocchie disseminate tra le tre regioni, ha spillato migliaia di euro destinati alle opere di bene.

PESCARA – Ha contattato una quindicina di parrocchie tra Abruzzo, Puglia e Basilicata, chiedendo donazioni per persone bisognose e raccogliendo la generosità di preti e sacerdoti. Ma quel giovane ecclesiastico non aveva mai preso i voti e la sua vera vocazione era quella di intascarsi le offerte. Quando gli è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare per truffa aggravata e sostituzione di persona, il finto prete di soli 23 anni originario di Andria si trovava già in carcere per reati analoghi.

Carpendo la fiducia dei parroci ai quali si è rivolto, il ragazzo è riuscito a farsi consegnare decine di migliaia di euro che, sosteneva, servivano per aiutare persone bisognose. Le indagini sul finto prete sono partite un paio di anni fa in seguito alla denuncia presentata da un sacerdote di Canosa di Puglia, rimasto vittima della truffa.

Presentandosi come un religioso della parrocchia di Taranto in cerca di aiuti per una ragazza madre in stato di indigenza, il ragazzo si era fatto consegnare 7 mila euro.

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Pescara

Trasferita a Pescara la dirigente della Squadra Mobile di Firenze

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Era stata la stessa funzionaria a richiedere il trasferimento nell’autunno scorso, che non sarebbe correlato alle cariche dei poliziotti contro gli studenti a Pisa e Firenze.

PESCARA – Silvia Conti, sulmonese, precedentemente dirigente della Squadra Mobile di Firenze è stata trasferita in Abruzzo, a Pescara. Dopo i fatti di Pisa e Firenze, in cui alcuni studenti in corteo, in gran parte minorenni, sono rimasti feriti dalle manganellate dei poliziotti durante le cariche, si è pensato che il suo repentino trasferimento fosse una ripercussione a quanto accaduto. Oggi però si apprende che il trasferimento era già programmato e che sarebbe stata la stessa funzionaria a richiederlo, nell’autunno scorso.

Conti non ha avuto responsabilità dirette nella gestione dell’ordine pubblico, ma in base alle sue funzioni ha assegnato alla Questura di Pisa le squadre che erano state richieste. Non è stata lei insomma a dar l’ordine di caricare, ma il suo compito era quello di inviare gli uomini sul campo, dato che è il reparto della Mobile fiorentina a fornire agenti alla questura pisana.

La dirigente è stata trasferita dalla Squadra Mobile di Firenze Sezione Anticrimine della Questura di Pescara.

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Pescara

Ragazzo minaccia il suicidio da ieri a Pescara: ha passato la notte sul balcone

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Vigili del Fuoco e forze dell’ordine hanno passato la notte tra via Rieti e via Latina a Pescara con lo sguardo rivolto verso il balcone del quinto piano di un palazzo dal quale, da ieri, un ragazzo minaccia il suicidio. Trattative per farlo desistere in corso.

PESCARA – Proseguono i tentativi dei mediatori per convincere un ragazzo pescarese di 23 anni ad aprire ai soccorsi e ad allontanarsi dal balcone del quinto piano dal quale da ieri minaccia il suicidio. Il giovane ha qui trascorso la notte, con l’intenzione di lanciarsi nel vuoto.

Sotto di lui, il cordone di sicurezza di forze dell’ordine. L’area è stata transennata. Mentre la squadra di negoziazione della polizia cerca di farlo ragionare, i Vigili del Fuoco hanno posizionato un gonfiabile sotto di lui ed hanno sollevato una scala fino alla sua posizione. E così è trascorsa la notte. Questa mattina la situazione non è cambiata ed il ragazzo è ancora lì.

Non sono note le sue motivazioni, ma si apprende che recentemente avrebbe fatto la transizione per il cambio di sesso. Con lui sul balcone, un cane pittbull che rende complicato un eventuale intervento dall’alto. Il giovane è salito sul balcone intorno alle 14:30 di ieri.

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