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Focus

Pupi Avati a Cuore aperto

Il regista bolognese ospite de “La Milanesiana”. Il Video integrale della serata

Luigi Tommolini

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10 luglio 2020. Il regista Pupi Avati con Stefano Malosso. Sullo sfondo una scena de "La Casa dalle Finestre che Ridono (1976)"

ASCOLI PICENO – Una serata altamente emozionante, quella de “I Colori del Cinema” nello splendido Teatro “Ventidio Basso” di Ascoli Piceno.

Per la rassegna de “La Milanesiana 2020” diretta da Elisabetta Sgarbi ospite il Regista Pupi Avati.

Il Maestro, oltre cinquanta film e cinquanta sceneggiature, il più Grande Regista di tutti i tempi (Lui dice che è esagerato…) ha parlato di se stesso e degli aneddoti della sua vita.

Le sue prime esperienze artistiche come clarinettista in una Band della sua città Bologna, l’arrivo di “un certo” Lucio Dalla nello stesso gruppo musicale e, dunque, la fine del suo sogno musicale; la visione in un circolo cittadino di “8 e mezzo” di Federico Fellini e l’inizio della carriera cinematografica, nel 1968, con un gruppo di amici e la fortuna di reperire ben 160 milioni di lire (all’ epoca erano soldoni).

La conoscenza del “nano” Ariano Nanetti alias Bob Tonelli, protagonista del suo primo film “Balsamus, l’uomo di Satana” e di gran parte delle prime celluloidi del Maestro bolognese.

La gaffe nel primo ciak il 12 settembre 1968 nella Bazzanese alla presenza di tutti i suoi parenti e molti curiosi. L’astuzia di “estorcere” il primo bacio alla donna che avrebbe sposato, negli ultimi cinque minuti del suo compleanno “volutamente inventato”

La cultura contadina e i racconti delle zie nel buio delle tenebre durante lo “sfollamento” per la Guerra nel 1943 a Sasso Marconi.

Pupi Avati, regista, scrittore, musicista ma soprattutto grande comunicatore non si smetterebbe mai di ascoltarlo, anzi vorresti ascoltarlo per ore e per giorni grazie alla grande capacità di rendere empatiche le sue parole.

Chi vi scrive è un fedele (e, sinceramente, anche “maniaco”) ammiratore del Grande Maestro che ci ha regalato dal settembre 1968 oltre cinquanta film, cinquanta capolavori di quasi tutti i generi.

Molto profondo nelle sue pellicole, sociologo prima di tutto, ha spaziato dal tema del ricordo e della memoria al “gotico padano”, da quello dei rapporti interpersonali al tema storico, dall’ironico e divertente al romantico suggestivo e fantastico surreale, dallo sport all’esoterismo e magia.

Un regista a 360 gradi che in ogni suo lavoro cinematografico ha lasciato e lascia nello spettatore un segno nel Cuore e anche nell’Anima (Una Gita Scolastica, Festa di Laurea, Le Strelle nel Fosso).

Il finale di serata, però, mi ha un pochino sorpreso, captando in Lui una leggera delusione ma anche un senso di “sfida”, ancora viva e aperta con il Cinema.

Il moderatore Stefano Malosso gli domanda: “Il 3 novembre sarà il suo compleanno. Volevo chiederle qual è la cosa principale che ha imparato in questi anni?” e Pupi Avati risponde “Io credo di aver dato tantissimo al Cinema ma non so se il Cinema mi ha dato altrettanto”

Ad Maiora Grande Maestro!!!


L’INTERA SERATA


Abruzzo

Abruzzesi nel mondo, fondi dalla Regione

Finanziamenti per le Associazioni Abruzzesi nel mondo

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Abruzzesi nel mondo, fondi dalla Regione, questo il comunicato ufficiale.

Circa 80 mila euro di risorse per finanziare 18 progetti promossi dalle associazioni degli abruzzesi all’estero nell’ambito dell’avviso pubblico “Interventi a favore degli abruzzesi nel mondo – annualità 2020”. E’ questo un primo, importante, risultato dell’iniziativa avviata dal Cram Abruzzo che per la prima volta ha promosso un avviso pubblico per finanziare progetti culturali, associativi e di comunicazione organizzati dalle associazioni degli abruzzesi all’estero. I progetti presentati sono passati al vaglio di una commissione tecnica regionale che ha elaborato una graduatoria di merito in base ad un disciplinare di gara approvato dalla Giunta regionale contenente elementi oggettivi di valutazione.

La successiva ripartizione delle risorse è stata fatta in base ad un algoritmo in ragione della posizione in classifica generale assegnata dalla Commissione tecnica alla proposta progettuale e in base alla consistenza finanziaria dell’intero progetto. L’avviso prevedeva due linee di azione: nell’asse 1 sono stati ammessi a selezione i progetti di attività tesi a rinsaldare il legame con la terra d’origine e a rafforzare il senso di appartenenza; nell’asse 2 i progetti di comunicazione. Il valore e la qualità dei progetti presentati e finanziati hanno confermato quanto sia sentita tra gli abruzzesi che vivono all’estero la necessità di mantenere forte il legame con la propria terra d’origine. Passaggio non semplice, se si pensa che la seconda e terza generazione dell’emigrante abruzzese non ha alcun contatto con la terra d’origine dei propri genitori. Il lavoro promosso dalla Giunta regionale e dal Cram con l’Avviso pubblico ha proprio l’obiettivo di un coinvolgimento delle nuove generazioni. Non a caso sono stati finanziati progetti che permettono alle nuove generazioni di conoscere la terra d’origine dei propri genitori, mediante viaggi in Abruzzo, oppure che permettono di tenere attivo un canale di informazione con l’Abruzzo grazie all’azione quotidiana dei giovani residenti all’estero. Non mancano naturalmente progetti che portano il nome, le tradizioni e le bellezze naturalistiche dell’Abruzzo all’estero, soprattutto in chiave di sviluppo turistico.

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Abruzzo

Come sarà il ritorno a scuola: alcune linee guida

Maria Giulia Mecozzi

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classe - gli studenti tornano a scuola

E’ previsto per il 14 settembre il ritorno sui banchi per gli studenti delle scuole di tutta Italia. Sarà un rientro tutto all’insegna della normativa anti-Covid. Ecco alcune linee guida e novità.

1. Il rientro ufficiale è previsto per il 14 settembre ma, per chi ha debiti formativi e attività di recupero o potenziamento, il rientro verrà anticipato al 1 settembre.

2. La didattica digitale verrà sospesa, a meno che non si rientri in una situazione di emergenza. Inoltre, potrà essere utilizzata in maniera complementare nella scuola secondaria di secondo grado.

3. Chi ha meno di 6 anni non avrà l’obbligo di indossare la mascherina ma avranno l’obbligo di utilizzo il personale che entrerà a contatto con loro. Per chi ha un’età maggiore ai 6 anni, il comitato tecnico-scientifico si esprimerà durante l’ultima settimana di agosto.

4. Per chi ha la febbre, dunque una temperatura corporea che supera i 37.5°, sarà tassativamente vietato andare a scuola.

5. Le scuole dovranno organizzare l’orario di ingresso per fare in modo di evitare assembramenti.

6. Non è stata imposta nessuna tipologia di banco. Tuttavia sarebbe preferibile l’utilizzo di banchi monoposto. Proprio per questo motivo è stata avviata una una gara europea, attraverso il commissario straordinario del governo, per l’acquisto massivo di banchi monoposto.

7. Saranno circa 50mila, tra docenti e Ata, il personale in più richiesto per la ripartenza di settembre. Inoltre, verrà assicurato anche il servizio mensa scolastica.

8. Ciascuna scuola dovrà organizzare corsi di formazione e informazione sia per il personale che per i genitori e alunni.

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Focus

Aborto: Ministro Speranza annuncia le nuove linee guida

Benedetta Mura

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<<Le nuove linee guida, basate sull’evidenza scientifica, prevedono l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital e fino alla nona settimana. È un passo avanti importante nel pieno rispetto della 194 che è e resta una legge di civiltà>>. Queste le parole del Ministro della Salute, Roberto Speranza, riportate nei suoi canali social Facebook e Twitter. Una dichiarazione storica che cambia le carte in tavola in tema di aborto. Qualsiasi donna che vorrà interrompere la gravidanza potrà assumere la pillola abortiva, Ru486, in day hospital, entro la nona settimana di gestazione e senza sottoporsi a ricovero. Il farmaco potrà essere somministrato sia in ambulatorio sia in consultorio, previa una specifica spiegazione, da parte di un’equipe di professionisti, della procedura di assunzione e delle conseguenze.

Cambiano così le linee guida in materia, dopo ben dieci anni. Una svolta in campo medico, frutto di scelte ben ponderate. Il Ministro Speranza ha comunicato la notizia solo dopo un’attenta analisi da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha così decretato legittima l’interruzione della gravidanza mediante metodo farmacologico, senza la necessità di ricoverare la paziente per tre giorni e prorogando il termine dalle sette alle nove settimane di gestazione. Una decisione che da voce alle donne, rivendicando uno dei diritti fondamentali, propri delle democrazie contemporanee.

Questo tema è tornato sotto i riflettori in seguito alla decisione della regione Umbria, che a giugno ha revocato la delibera regionale del 2019, proclamando lo stop alle interruzioni di gravidanza in day hospital, ritenendo necessario effettuare il ricovero di tre giorni. In seguito a questo caso, Speranza ha deciso di rivedere i principi attualmente in vigore. Secondo quanto disposto dalle direttive approvate il decennio scorso, queste consigliavano il tre-giorni ospedaliero per la paziente che decideva di assumere la pillola abortiva. Nonostante ciò la maggior parte delle strutture in Italia ha sempre optato per la somministrazione ambulatoriale, e quindi senza procedere al ricovero.

Una prima reazione a caldo è stata quella della regione Piemonte. L’assessore regionale agli Affari legali, Maurizio Marrone, ha dichiarato che prima di adottare le nuove linee guida chiederà un parere all’avvocatura regionale, in quanto non pienamente convinto delle recenti disposizioni, che potrebbero, secondo lui, non dare le giuste garanzie alle pazienti che si sottopongono all’aborto. Altri pareri negativi provengono da diverse associazioni e movimenti anti-aborto, che si sono espressi in maniera severa contro questo nuovo provvedimento governativo. Mentre Donatella Tesei, presidente della regione Umbria, dopo la polveriera sollevata i mesi precedenti, ha dichiarato: <<siamo pronti ad adeguarci ad una chiara ed univoca linea del Ministero>>. Parole che sembrano cancellare quanto emerso il periodo scorso, con la volontà da parte della Tesei e della Regione di conformarsi alle novità introdotte.

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