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Pesaro-Urbino

Controlli in autostrada ai tir, prosegue l’operazione congiunta di PS e GdF

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PESARO – Proseguono i controlli in autostrada degli agenti della stradale di Pesaro e le fiamme gialle di Fano, in particolare su tir, mezzi pesanti e di trasporto merci ed autoarticolati. Un’operazione congiunta che ha come obiettivo quello di garantire la sicurezza sulle strade, attraverso controlli di massa.

Finanzieri e poliziotti hanno svolto le attività di controllo nell’area di servizio “Foglia-Ovest”. I controlli in materia di circolazione stradale e di polizia economico-finanziaria, si sono concentrati in particolare su autocisterne di oli minerali. Numerose le ispezioni, i riscontri materiali e documentali e i confronti con le banche dati a disposizione della Guarda di Finanza. In un caso un autoarticolato è stato accompagnato fuori dal tratto autostradale per effettuare la pesatura presso un centro autorizzato.

Nelle prossime settimane questa operazione congiunta sarà replicata e gli uomini della Polizia e delle Guardia di Finanza eseguiranno ancora controlli di massa in autostrada a tir e autoarticolati, al fine di verificare il rispetto delle normative sul trasporto delle merci e di contrastare le frodi sulle accise.

Ancona

Fabio, da 18 anni tetraplegico, chiede aiuto allo Stato ed invoca il suicidio assistito

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Fabio Ridolfi chiede il suicidio medicalmente assistito

ANCONA – Un nuova richiesta di suicidio assistito avviene nelle Marche e, più in generale, riaccende il dibattito in tema di etica e diritto nel nostro Paese. Dopo che ad inizio anno i casi di Antonio e Mario, nomi di fantasia, avevano riportato al centro la questione, giunta ad una sentenza storica, oggi Fabio Ridolfi, quarantaseienne di Fermignano, della provincia di Pesaro-Urbino, la ripropone con impellenza, decide di metterci la faccia e invoca il diritto al suicidio assistito.

«Gentile Stato italiano, da 18 anni sono ridotto così. Ogni giorno la mia condizione diventa sempre più insostenibile. Aiutami a morire» l’appello che Fabio ha affidato con un breve video ai social. Lo ha registrato per mezzo di un puntatore oculare, suo unico mezzo di comunicazione. Da oltre 18 anni infatti, Fabio è inchiodato a letto e non è in grado di muovere che gli occhi, in seguito ad una tetraparesi da rottura dell’arteria basilare.

Si tratta appunto del terzo caso simile avvenuto nelle Marche, dall’inizio dell’anno. I primi due furono quelli di Mario e Antonio, che si sono mossi nel solco della sentenza Cappato-dj Fabio, in seguito alla quale in Italia è stato ammesso il suicidio assistito, qualora un comitato etico confermi la presenza di quattro requisiti: il paziente deve essere mantenuto in vita solamente dai trattamenti di sostegno; la sua patologia è irreversibile; è perfettamente in grado di intendere e di volere; non è intenzionato ad avvalersi di sedazione profonda o trattamenti per il dolore.

Tuttavia, nonostante la sentenza, in Italia la questione cade ancora in una sorta di vuoto legislativo, che altri Paesi hanno già colmato. Di eutanasia e suicidio assistito si dibatte da anni nel nostro Paese. Il caso di Piergiorgio Welby, quello di Eluana Englaro, o quello di Fabiano Antoniani, dj Fabo appunto, giusto per fare qualche esempio, hanno scosso le coscienze di molti italiani ed hanno acceso una discussione che riguarda i temi di etica e diritto. Recentemente, tramite una raccolta firme, era stata depositata addirittura una richiesta di un referendum popolare sull’eutanasia legale, che tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile lo scorso 15 febbraio.

Se la sentenza Cappato-dj Fabo aveva reso il suicidio medicalmente assistito legale in Italia, non aveva però definito le procedure da seguire. Per queste, o per meglio dire per parte di esse, ci è voluto un altro iter giudiziario, quello messo in moto da Mario, quarantatreenne marchigiano, reso tetraplegico da un incidente. Dopo 10 anni di sofferenza, aveva richiesto la “dolce fine”, ottenendo il parere positivo della commissione etica. Nemmeno il via libera dalla commissione però era bastato a Mario per porre fine alle sue sofferenze e l’Asura Marche aveva opposto ostruzionismo a questa decisione, evitando di scegliere i farmaci necessari e le modalità di somministrazione. Ci sono voluti altri 15 mesi di battaglie legali per arrivare ad una sentenza. «Questa decisione è un sollievo. Dopo mesi di continui ostacoli e una sofferenza sempre più grande, finalmente mi sento sollevato» ha commentato Mario.

Destino analogo quello di Antonio, anch’egli tetraplegico e proveniente dalle Marche, che ha dovuto a sua volta ricorrere ai tribunali per vedere riconosciuto il suo diritto al suicidio assistito. Paralizzato dalla vita in giù da 8 anni, anche lui dovrà ottenere una sentenza favorevole. «Ai politici vorrei dire: soffro in modo indicibile, il mio corpo è solo tormento e voi in Parlamento perdete tempo. Vi chiedo una cosa soltanto: uscite dal vostro egoismo, pensate a me e ai tanti come me, aiutateci a morire», l’appello di Mario.

Parole simili a quelle di Fabio Ridolfi, il terzo tetraplegico che ad inizio anno, assistito dalla Associazione Luca Coscioni, ha fatto richiesta di suicidio assistito nelle Marche. Dopo aver presentato la formale richiesta, è stato sottoposto a tutte le visite e gli accertamenti del caso, tuttavia, nonostante la relazione medica sia stata consegnata lo scorso 15 marzo, ancora non è arrivato il parere della commissione etica che deve valutare se sono presenti o meno i requisiti richiesti. E mentre le lungaggini della burocrazia appesantiscono un meccanismo già farraginoso e ancora non si arriva ad una giurisprudenza definita e granitica, tantissime persone continuano a soffrire silenziosamente.

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Marche

Fano, incidente stradale: estratti i due conducenti

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FANO – I Vigili del fuoco sono intervenuti alle ore 21.15 circa lungo la Strada Nazionale Flaminia tra i Comuni di Lucrezia e Cucurano per un incidente stradale tra due autovetture. Per cause in fase di accertamento i due mezzi si sono scontrate frontalmente. La squadra di Fano intervenuta con due autobotti ha provveduto ad estrarre i conducenti dalle due vetture mediante attrezzatura specifica, per poi affidarli alle cure dei sanitari del 118 presenti sul posto, i quali hanno predisposto il trasporto in eliambulanza presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Torrette di Ancona. I VVF hanno successivamente messo in sicurezza l’area dell’intervento. Sul posto anche la Polizia Stradale.

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Pesaro-Urbino

Fano, schianto frontale: automobilisti trasportati in ospedale in eliambulanza

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schianto frontale tra due automobili sulla Flaminia nei pressi di Fano

PESARO – Ieri sera, lunedì 16 maggio, lungo la strada Flaminia, è avvenuto uno schianto frontale tra due veicoli, nel tratto compreso tra il comune di Cuccurano e la frazione di Lucrezia, non lontano da Fano. Le cause che hanno portato al violento impatto tra le due automobili, non sono ancora del tutto state accertate.

Sul posto Vigili del Fuoco, Polizia Stradale e personale sanitario del 118. I pompieri, intervenuti con due autobotti, hanno provveduto ad estrarre i conducenti dai rispettivi veicoli, utilizzando attrezzatura specifica. Le due persone coinvolte dallo schianto frontale sulla Flaminia, non lontano da Fano, sono infatti, rimaste incastrate tra le lamiere contorte dei propri mezzi. Una volta liberati dai Vigili del Fuoco, sono stati trasferiti all’ospedale di Torrette per mezzo dell’eliambulanza.

Mentre la polizia procedeva con i rilievi del caso, i vigili del fuoco hanno completato le operazioni di messa in sicurezza del luogo in cui si è verificato l’incidente.

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