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Fermo

Rubano dolciumi per 25 euro: denunciati due giovani

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FERMO – Hanno compiuto un furto di dolciumi per un valore di 25 euro dagli scaffali di un supermercato di a Porto Sant’Elpidio ed hanno cercato di allontanarsi, ma sono stati visti dal personale che ha chiamato i carabinieri. Sono stati così denunciati due giovanissimi per rapina impropria.

Una guardia giurata ed un’impiegata hanno provato a bloccare la coppia di ladruncoli, che però, strattonando i due, è riuscita a guadagnare l’uscita. I carabinieri, arrivati poco dopo, si sono messi subito sulle loro tracce, individuandoli poco dopo.

Nonostante la giovane età, uno dei due era già noto alle forze dell’ordine, un giovane di Montegranaro. Con lui una ragazza poco più che ventenne di Fermo. Dopo che sono stati riconosciuti come gli autori del furto di dolciumi, i “Bonnie and Clyde” del furto dei dolciumi commesso a Porto Sant’Elpidio sono stati denunciati per rapina impropria.

Fermo

Maltrattamenti e lesioni a Pedaso e Servigliano: attivato il codice rosso

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Interventi dei carabinieri a Pedaso e Servigliano per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Un uomo albanese residente a Pedaso, per almeno un paio d’anni ha vessato la propria moglie con maltrattamenti e lesioni per motivi di gelosia. A Servigliano invece i carabinieri hanno arrestato un bulgaro che ha colpito un 64enne durante una lite condominiale.

FERMO – I carabinieri di Pedaso e Servigliano hanno compiuto interventi per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. In seguito alla denuncia presentata da una donna e gli opportuni accertamenti, i carabinieri di Pedaso hanno denunciato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali un giovane albanese. In base a quanto appurato dai militi, per almeno due anni, spinto da una gelosia morbosa, ha maltrattato ed anche picchiato la propria compagna. I carabinieri hanno avviato le procedure per attivare il “codice rosso”

I militari della stazione di Servigliano invece hanno rintracciato e denunciato per lesioni graviun bulgaro di 50 anni ritenuto responsabile di aggressione nei confronti di un uomo di 64 anni. Al culmine di una lite durante una una riunione di condominio a Montappone, avrebbe minacciato e colpito l’anziano con un bastone, procurandogli una prognosi di cinque giorni per la “contusione dell’emicostato”.

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Fermo

Fuggono dopo l’incidente: padre e figlio denunciati per omissione di soccorso

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FERMO – Due uomini, padre e figlio, sono stati denunciati dai carabinieri della sezione Radiomobile della Compagnia di Fermo, per fuga in caso di incidente con danni a persone ed omissione di soccorso.

In base a quanto ricostruito dai militi, in seguito ad un incidente tra la vettura sulla quale si trovavano a bordo ed un’altra, sono fuggiti senza prestare soccorso all’altro automobilista coinvolti nel sinistro, rimasto ferito in seguito allo scontro.

I carabinieri sono risaliti ai presunti responsabili grazie ai rilievi effettuati, alle testimonianze raccolte e all’esame delle immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nella zona. Una volta individuati, hanno chiesto loro delucidazioni in merito all’incidente stradale. Uno dei due, il genitore, ha mentito, probabilmente con l’intento di sollevare da responsabilità penalia il figlio, affermando di essere stato lui al volante, ma questo fatto è stato smentito dalle ricostruzioni dei militi. Padre e figlio protagonisti della fuga dopo l’incidente stradale avvenuto a Fermo sono stati denunciati.

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Ancona

Crack Banca Marche, sei condanne e sei assoluzioni

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Sentenza di primo grado sul crack di Banca Marche, terminata con 6 condanne. La pena più severa all’ex direttore generale Massimo Bianconi, 10 anni e 6 mesi. Secondo il Tribunale di Ancona, la causa del fallimento della banca fu la concessione di crediti a soggetti non affidabili, legati da rapporti personali, o economici, all’ex dg.

ANCONA – Dopo 9 nove ore di camera di Consiglio, è arrivata la prima sentenza relativa al crack di Banca Marche, e della controllata Medioleasing, che, insieme ad Etruria, Carichieti e Carife, inaugurò la stagione delle risoluzioni bancarie e di miliardi di euro dei correntisti andati perduti. Accolte quasi in toto le ipotesi avanzate dal pool di pom, che però aveva richiesto pene più severe. Sei condanne e sei assoluzioni per i dodici imputati nel processo sul crack di Banca Marche (erano tredici, ma uno nel frattempo è deceduto). Oltre tremila le parti civili.

Sono stati condannati a 10 anni e mezzo l’ex direttore generale Massimo Bianconi (l’accusa aveva chiesto 13 anni), a 9 anni Stefano Vallesi (vice Dg Area Mercato), a 4 anni e 10 mesi Massimo Battistelli (capo area crediti), a 5 anni e 8 mesi Giuseppe Paci (capo concessione crediti), a 7 anni e mezzo Giuseppe Barchiesi (dg Medioleasing), a 4 anni e mezzo Daniele Cuicchi (area commerciale Medioleasing. Le accuse, per tutti, hanno riguardato reati di bancarotta fraudolenta. Per quanto riguarda i reati di ostacolo alla vigilanza e falso in prospetto, contestati dalla procura a vario titolo, è arrivata la prescrizione. Assoluzione per tutti e 12 gli imputati per il falso in bilancio: il fatto, hanno detto i giudici, non costituisce reato.

Assolti invece l’ex presidente della banca Giuseppe Michele Ambrosini, Giuliano Bianchi e Bruno Brusciotti (entrambi del cda e, il primo, ex presidente della Camera di Commercio di Macerata), Paolo Arcangeletti (dirigente Bm) e Claudio Dell’Aquila ex vice dg. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Nelle requisitorie i pm Andrea Laurino, Marco Pucilli e Serena Bizzarri avevano sostenuto che il fallimento della banca jesina, dichiarato il 10 marzo del 2016, è da imputare alla concessione di crediti a soggetti privi di garanzie, secondo una «strategia aziendale tesa a favorire un particolare segmento di clientela prevalentemente legata da rapporti personali e in alcuni casi anche economici con il direttore generale». Le pratiche, ha sostenuto la pm Laurino, venivano gestite con estrema faciloneria ed in alcuni casi non sarebbero nemmeno stati esaminati i faldoni necessari all’attivazione di una linea creditizia.

Tesi sempre respinta dalle persone raggiunte dalle condanne, secondo le quali il crack di Banca Marche sarebbe stato provocato dalla crisi di settore, in particolare del comparto edilizio, laddove l’istituto era maggiormente esposto. 

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