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Abruzzo

Rosciano, furto di batterie per auto in azienda: due uomini arrestati in flagranza

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ROSCIANO – Un 36enne di Spoltore e un 31enne di Montesilvano sono stati arrestati in flagranza di reato per furto aggravato dai Carabinieri mentre tentavano di rubare diverse batterie per auto e camion da una ditta di Rosciano.

I due malviventi sono stati sorpresi, la scorsa notte, dai militari nel tentativo di rubare quattro batterie per mezzi pesanti e una per auto, all’interno di una ditta di calcestruzzi di Rosciano. L’allarme di videosorveglianza della ditta è scattato appena i ladri si sono introdotti nell’azienda. Subito le pattuglie dei Carabinieri sono giunte sul posto, intercettandoli a bordo di un’auto, ancora all’interno della ditta. Nell’auto perquisita, è stata ritrovata la refurtiva e diversi arnesi da scasso, utilizzati nel furto.

I due sono stati arrestati con l’accusa di furto aggravato. Il 36enne è stato accusato anche di resistenza a pubblico ufficiale per aver reagito contro i militari durante l’arresto. Dopo la convalida dell’arresto, i due hanno patteggiato una condanna a sei mesi di reclusione, con pena sospesa, oltre al pagamento di una multa di 200 euro a testa, prima di essere rilasciati. Non si esclude che gli arrestati potrebbero essere responsabili di furti in altre aziende. Indagini in corso.

Teramo

Illeciti ambientali in un’azienda vitivinicola del teramano

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L’operazione è stata condotta dai militari del Gruppo Carabinieri Forestali di Teramo e dell’Ufficio Circondariale marittimo – Guardia Costiera di Giulianova.

TERAMO – Rifiuti liquidi stoccati in una vasca non idonea allo scopo. E’ quanto hanno trovato i Carabinieri Forestali e la Guardia Costiera in un’azienda vitivinicola del teramano, il cui legale rappresentante è stato deferito per illeciti ambientali.

Grazie al supporto tecnico fornito dal personale di Arta Abruzzo poi, i militari hanno accertato che l’azienda captava acque da un pozzo, senza la preventiva autorizzazione. E’ stata così contestata una sanzione amministrativa, il cui importo sarà determinato dal Servizio Gestione Idrico e Fluviale della Regione Abruzzo per un minimo di € 8.000 ed un massimo di € 50.000.

Al termine delle verifiche, la polizia giudiziaria ha impartito al titolare dell’azienda vitivinicola nella quale sono stati accertati illeciti ambientali, prescrizioni asseverate ai sensi della parte VI bis del Testo Unico Ambientale, volte alla risoluzione delle condotte illecite riscontrate.

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L'Aquila

Riciclaggio in un Compro Oro di Avezzano: due rinviati a giudizio

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Il titolare di un Compro Oro di Avezzano ed un suo stretto collaboratore facevano firmare a numerosi clienti le schede in bianco, omettendo di riportare gran parte dei dati previsti dalla normativa, al fine di occultare la reale provenienza del metallo: rinviati a giudizio per riciclaggio.

L’AQUILA – Con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano – dottoressa Chiara Lunetti – i finanzieri della Compagnia di Avezzano hanno portato a termine un articolato controllo anti riciclaggio e di polizia economico-finanziaria nei confronti di un’attività “compro oro” presente nel territorio marsicano.

Infatti, partendo da una penetrante attività d’intelligence, i finanzieri hanno accertato che all’atto del conferimento dei preziosi, il titolare ed un suo stretto collaboratore facevano firmare a numerosi clienti, in bianco, le schede compro-oro, omettendo di riportare gran parte dei dati previsti dalla normativa, tra cui i dati identificativi dei soggetti, la data e l’ora dell’operazione, l’importo corrisposto, nonché le modalità di pagamento. In seguito, procedevano alla compilazione delle stesse con i dati di altri ignari clienti ai quali venivano così ricondotte, in maniera fraudolenta ed al fine di occultare la reale provenienza del metallo prezioso.

Nel corso delle attività ispettive sono state individuate circa 300 operazioni commerciali, documentate da schede false riferibili ad una consistente cerchia di clienti i quali, hanno disconosciuto il conferimento di oltre kg 4 di oro di dubbia provenienza per un valore commerciale di euro 110.000,00.

Il titolare ed il collaboratore sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria per violazioni alla normativa antiriciclaggio. Contestate altresì violazioni alla normativa che regola le disposizioni per l’esercizio dell’attività dei compro oro per le quali sono stati notiziati il Ministero dell’Economia e l’O.A.M. (Organismo Agenti e Mediatori).

Contestate inoltre violazioni al Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza per l’inosservanza del provvedimento di sospensione della licenza poiché il titolare ha continuato ad esercitare l’attività di compravendita di oro usato.

Constatate anche violazioni in materia fiscale e lavoristica per un ammontare pari ad euro 1.500.000,00, nonché violazioni in materia di ritenute erariali e contributi previdenziali connessi alla irregolare posizione di una lavoratrice.

Le attività ispettive antiriciclaggio postulano una mirata selezione dei soggetti attraverso un approccio basato sul rischio di immissione di patrimoni illeciti nell’economia legale. Le attività di servizio concluse si inquadrano nel complesso delle iniziative che la Guardia di Finanza intraprende per salvaguardare le imprese oneste rispettose delle regole.

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Teramo

28 Daspo, 1 Dacur e 4 avvisi orali per gli scontri tra ultras di Teramo e Giulianova

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Prima del derby del febbraio scorso, si sono verificati scontri tra tifosi. All’indomani della partita vennero arrestate 5 persone, mentre oggi sono stati identificati tutti i tifosi del Teramo e del Giulianova che hanno partecipato agli scontri, i quali hanno ricevuto Daspo, Dacur ed avvisi orali.

TERAMO – Lo scorso 4 febbraio, poco prima dell’inizio del derby di calcio Giulianova-Città di Teramo 1913, valevole per il campionato Eccellenza, un gruppo di tifosi della squadra rivale ha ingaggiato uno scontro con i tifosi ospiti. Nei giorni seguenti ai disordini, 5 persone vennero arrestate, mentre oggi la Questura rende noto che sono stati emessi altri 28 Daspo, 1 Dacur, il cosiddetto Daspo urbano, e 4 avvisi orali, oltre ad altri provvedimenti, per gli scontri tra tifosi durante Giulianova-Teramo.

Gli agenti della Digos di Teramo, dopo aver visionato le immagini dei sistemi di videosorveglianza, hanno identificato 17 tifosi teramani e 7 giuliesi. Altri due ultras del Teramo sono invece stati identificati dai Carabinieri. Tutti hanno ricevuto il Daspo, mentre qualcuno di essi, recidivo, ha ricevuto anche l’obbligo di presentazione presso l’Ufficio di Polizia competente in occasione delle partite disputate dal Teramo e dal Giulianova.

Medesimo provvedimento di DASPO è stato adottato nei confronti di un ulteriore sostenitore del Giulianova, che in occasione dell’incontro valevole per la Coppa Italia Eccellenza Abruzzo “Città di Teramo 1913” – “Giulianova”, disputatosi il 1il 17 gennaio allo stadio Gaetano Bonolis di Teramo, aveva scavalcato la recinzione che separa la curva dal terreno di gioco.

Il clima tra le due tifoserie rivali è così teso che lo scorso 12 febbraio, tre tifosi teramani, visibilmente ubriachi, sono entrati in un bar armati di bastoni in cerca di tifosi giuliesi con cui battersi.

Lo scorso 4 febbraio, mentre gli ospiti raggiungevano lo stadio, gli ultras dei padroni di casa hanno ingaggiato lo scontro, incuranti del cordone delle forze dell’ordine. Durante gli scontri, un poliziotto ed un carabinieri rimasero feriti.

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