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Cronaca

Rinvenuto cadavere in mare

Luigi Tommolini

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Macabra scoperta questa mattina intorno alle 11 dietro le scogliere antistanti le acque che bagnano il Lido di Fermo.

Rinvenuto un cadavere.

Ignota l’identità dell’individuo.

Presumibilmente si tratta di un uomo dall’apparente età di 50-60 anni.

L’uomo indossava scarpe da ginnastica e un calzoncino ed era privo di documenti.

Allertata la Capitaneria di Porto che sta indagando sulle modalità del decesso e l’identità del cadavere.

Accorsa anche un’unità mobile dei Carabinieri.

Indagini in corso.

Cronaca

CoViD19: negativi al tampone i tre ricoverati in terapia intensiva

Lo comunica l’AREA VASTA 5.

Luigi Tommolini

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San Benedetto del Tronto. Ospedale "Madonna del Soccorso".

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’ultimo tampone effettuato sui tre pazienti che si trovano ricoverati in terapia intensiva al “Madonna del Soccorso” di San Benedetto del Tronto, sono risultati NEGATIVI.

A darne comunicazione è stata l'”Area Vasta 5″ che, in una nota, puntualizza di avere ancora necessità del supporto di Terapia Intensiva visto che i “problemi respiratori” sono tuttora presenti.




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Abruzzo

Due schianti nella notte

Tragico bilancio: un morto e un ferito.

Luigi Tommolini

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Due gravissimi incidenti hanno interrotto il silenzio della notte nelle strade abruzzesi e picene.

In entrambi i sinistri, ieri sera tra le 22 e le 23, sono state coinvolte due moto in altrettanti scontri frontali con autovetture, uno verificatosi a Villa Pigna di Folignano, hinterland di Ascoli Piceno, l’altro alle porte di Teramo sulla Teramo-Mare all’altezza del centro commerciale “Gran Sasso” e dello stadio “Gaetano Bonolis”.

Coinvolti due centauri tra i 40 e i 50 anni.

Il tragico bilancio è di un morto e un ferito.

Mentre a Folignano il motociclista di 50 anni se l’è cavata con “serie ferite in tutto il corpo” ma non è in pericolo di vita in quello di Teramo, purtroppo, si è dovuto registrare la morte di un centauro di 43 anni.

Secondo le prime ricostruzioni della Polizia stradale e dei Carabinieri, accorsi sul luogo dell’impatto per i rilievi del caso, la moto di grossa cilindrata procedeva contromano nell’urto contro una Mercedes che marciava in direzione mare.

L’impatto violento non dava speranze al motociclista che moriva sul colpo.

Il conducente della Mercedes riportava leggere ferite e veniva trasportato da un’ambulanza del 118 al nosocomio dell’Ospedale di Teramo.

Chiusa per ore la carreggiata direzione est della Teramo-Mare nei pressi del centro commerciale “Gran Sasso” dove i Vigili del Fuoco hanno provveduto a mettere in sicurezza i mezzi incidentati, in attesa di procedere alle difficili operazioni di recupero del corpo della persona deceduta.




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Abruzzo

CoViD19 Katia: morire di CoronaVirus

Luigi Tommolini

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“Lei è Katia. Vive a Noci, in Puglia. Ha 20 anni. Conosce un ragazzo in chat. Si sentono tutti i giorni, sono gli opposti, lei è allegra solare, lui è chiuso, taciturno, ma si piacciono. Lui abita in Piemonte, la raggiunge per l’estate. Due settimane insieme e Katia è cotta. Tempo due mesi e si trasferisce dal suo Bruno, affittano una casa e vanno a convivere. Katia è chiassosa, spontanea, in paese tutti imparano a conoscerla, e la adorano. Passano gli anni. Katia si sposa, resta incinta. È il 2010. Nasce la prima bambina. Per Katia è una gioia immensa, ma la madre si ammala di tumore e nel giro di poco, muore. È una batosta. Katia è distrutta, va avanti per sua figlia, e per la nuova arrivata che è nella sua pancia. La chiama Angela, come la nonna. È il 2017. Katia fa un controllo. Ha un fibroma a un ovaio, le asportano l’utero. L’operazione riesce, ma c’è una brutta notizia. Ha un cancro allo stomaco. Il mondo le crolla addosso. Katia pensa alle figlie, sono così piccole. Lotterà, per loro. Inizia il ciclo di chemio, le sedute, l’attesa, l’ansia a ogni controllo. Stringe i denti. La cura dà i suoi frutti, Katia migliora. È il 19 marzo del 2020. Katia compie 38 anni. Festeggia chiusa in casa, esce solo per fare l’ultima chemio, poi dovrà aspettare, data l’emergenza non sanno quando sarà il prossimo appuntamento. Passa qualche giorno. Katia ha la tosse, le sale la febbre. Il marito avverte il medico. Sarà il reflusso, raccomanda sciroppo, e antibiotico. È il 31 marzo. Katia si sveglia di soprassalto, il cuore le batte all’impazzata. Non respira. Il marito fa per chiamare i soccorsi. Lei lo blocca. Se mi portano in ospedale so già che non ne uscirò più, voglio stare qui con le bambine. Lui insiste. Arriva l’ambulanza, la portano via. Le fanno un tampone, è positiva. Katia è intubata, non reagisce alla terapie, solo un miracolo la può salvare. Bruno prega, non è da lui, ma lo fa per Katia. È il 3 aprile. Katia non ce la fa, muore. Le sue bambine la salutano da lontano, la chiamano la mamma guerriera.💙”.

Fonte Carmelo Abbate

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