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Ancona

Ancona, schianto fatale per un 24enne: sognava di fare l’avvocato

Il 24 enne anconetano si è schiantato a bordo del suo scooter contro un Suv in zona Porta Romana a Milano, La procura ha aperto un’indagine per omicidio stradale. Sognava di diventare avvocato come suo padre.

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ncona, schianto fatale per Alessandro Egidi

ANCONA – Si era laureato in giurisprudenza lo scorso ottobre e sognava di diventare avvocato, come il padre. I sogni di Alessandro Egidi, 24enne originario di Ancona, si sono invece spezzati tragicamente nella serata di martedì poco prima dell’ora cena, in zona Porta Romana a Milano.

Il 24enne stava infatti tornando a casa dal lavoro quando, per cause ancora in corso di accertamento, la sua moto si è scontrata contro un suv Volvo all’altezza di via Bergamo, presso il capoluogo meneghino. A Causa del forte impatto il giovane è stato sbalzato prima contro un auto in sosta e poi su un marciapiede.

Immediatamente si è mossa la macchina dei soccorsi con l’arrivo delle ambulanze del 118 e della Polizia Locale. Le condizioni di Alessandro sono apparse però fin da subito molto gravi. Trasportato in codice rosso al Policlinico, il ragazzo è deceduto poco più tardi a causa dei traumi riportati.

Nel frattempo sia l’auto che lo scooter sono stati posti sotto sequestro, mentre la procura milanese ha aperto un indagine per omicidio stradale.

Alessandro, dopo gli studi al liceo classico Rinaldini, si era laureato da poco più di cinque mesi all’Università di Bologna. Da qui l’approdo nel capoluogo lombardo per iniziare il praticantato in un prestigioso studio legale. Sognava come suo padre, stimato civilista anconetano, di intraprendere la professione forense.

La famiglia, informata immediatamente dell’accaduto, si è recata a Milano per il riconoscimento della salma. Per i funerali del giovane Alessandro Egidi si dovrà attendere però il nulla osta del magistrato per liberare la salma e riconsegnarla alla famiglia.

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Ambulanza schiacciata dal tir, la famiglia di una vittima ringrazia per l’affetto ricevuto

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ANCONA – I famigliari di Simone Sartini, una vittima della tragedia costata la vita a due persone avvenuta a Chiaravalle la scorsa settimana, quando un’ambulanza è rimasta schiacciata da un tir,, ringraziano pubblicamente tutti coloro che hanno dimostrato affetto ed espresso cordoglio alla famiglia.

Simone Sartini, volontario della Croce Rossa, aveva 28 anni e quel giorno si trovava alla guida del mezzo di soccorso che è rimasto schiacciato sotto il camion. A perdere la vita insieme a lui, un paziente trasportato, Cosimo Maddalo, ottantunenne da poco dimesso dall’ospedale. Di seguito il messaggio della famiglia di una vittima della tragedia dell’ambulanza schiacciata dal tir:

«La  famiglia Sartini-Connestari ringrazia per l’affetto ricevuto.

Abbiamo scelto di affidarci a questo canale pubblico in quanto non riusciamo a raggiungere tutti personalmente.

Vorremmo porgere a tutti coloro che hanno espresso il loro affetto e la loro vicinanza in un momento di tale disperazione e incredulità il nostro più caro ringraziamento.

Grazie per tutto l’amore dimostrato, grazie per essere stati così presenti durante questi giorni dolorosi. Grazie per la solidarietà e il calore con cui avete ricordato Simone.

Vi saremo sempre riconoscenti.

Giampiero, Floriana e Chiara»

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Ancona

Montemarciano, colpo nell’azienda: auto di traverso e chiodi per fermare gli inseguitori

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Furto questa notte in un’azienda di Montemarciano, dove gli autori del colpo hanno posizionato auto rubate di traverso e disseminato la strada di chiodi per sfuggire ad eventuali inseguitori. La ditta aveva già subito un furto analogo. Indagano i carabinieri.

ANCONA – Ancora un colpo nell’azienda Eurocom di Marina di Montemarciano, presa d’assalto la scorsa notte. Carabinieri al lavoro fin dalle prime ore di questa mattina per risalire agli autori. L’azienda, che commercia elettrodomestici e dispositivi elettronici, aveva già subito un furto, lo scorso maggio, con modalità molto simili.

Anche ieri notte i malviventi hanno sbarrato la strada con auto rubate apposta e piazzate di traverso sotto il ponte della Gabella. Per bloccare eventuali inseguitori hanno anche disseminato la strada di chiodi. Nella zona in cui è stato compiuto il furto, via Maestri del Lavoro, sono state ritrovate abbandonate anche alcune lavatrici. Non è chiaro se anche queste servissero come ostacolo, o se qualcosa sia andata storta durante il colpo nell’azienda di Marina di Montemarciano.

I banditi hanno agito in pochi minuti e si sono dileguati. Il furto è stato studiato nei minimi dettagli e sarebbe stato compiuto da una banda di rapinatori esperti. I carabinieri hanno avviato le indagini, mentre non è ancora stato quantificato il bottino.

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Fabriano, truffa del pellet: denunciate tre persone residenti in Campania

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Tre persone residenti a Fabriano hanno denunciato ai carabinieri di aver subito una truffa durante l’acquisto di alcuni bancali di pellet, proposti a prezzi vantaggiosissimi, ma mai consegnati.

ANCONA – Un annuncio su Facebook pubblicizzava la vendita di bancali di alcuni pellet di ottima qualità a prezzi davvero vantaggiosi, ma si trattava di una truffa della quale sono rimasti vittima tre persone residenti a Fabriano di 29, 37 e 59 anni.

L’annuncio al quale hanno risposto prometteva pellet di abete rosso e bianco di origine austriaca ad un ottimo prezzo e vantava tantissime recensioni positive, rivelatesi a loro volta fasulle.

Il modus operandi ricostruito dagli inquirenti era sempre lo stesso: dopo il primo contatto, l’acquirente e il venditore definivano i dettagli della vendita su WhatsApp. Dopo aver fornito il proprio codice iban, il venditore prometteva di spedire la merce appena ricevuta copia del bonifico. Poi spariva.

Quando i compratori, dopo qualche giorno nel quale attendevano invano la consegna dei bancali di pellet, provavano a ricontattare il numero con cui avevano definito la transizione, non ricevevano risposta. Spesso, l’annuncio al quale avevano risposto o la pagina web che avevano consultato veniva cancellata dopo la trattativa.

I poliziotti di Fabriano hanno seguito i flussi di denaro e sono stati così n grado di risalire agli autori della truffa del pellet, tre cittadini italiani residenti tra Napoli e Caserta, tra i 29 e i 49 anni. Restano tuttavia ignoti i complici intestatari delle utenze telefoniche, in quanto cittadini stranieri di origine asiatica non censiti.

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