Corropoli, la preside del liceo “D’Annunzio” scrive ai genitori: nuovo gestore in tempi brevi

liceo D'Annunzio Corropoli

CORROPOLI – Non è ancora arrivato il tempo di mettere la parola fine alla crisi del liceo aeronautico. Oggi, è la stessa preside del liceo “D’Annunzio” a tornare sull’argomento, per cercare di rassicurare i genitori. Dopo che nei mesi scorsi si è accesa un’aspra diatriba tra la precedente amministrazione e quella attuale, relativa alla difficile condizione economica dell’istituto, la situazione sembrava poter in qualche modo ritornare alla normalità. Un nuovo consiglio d’amministrazione era stato eletto ed era stato proposto un piano di rilancio che potesse permettere alla scuola di rimanere aperta.

Eppure le polemiche non si sono placate, specie nel periodo elettorale, tanto da spingere alcuni genitori a diffondere una nota con la quale chiedevano di non strumentalizzare la vicenda a fini propagandistici. Nei giorni scorsi nuove indiscrezioni hanno nuovamente gettato in ansia le famiglie degli studenti. Secondo queste, il futuro del liceo “G. D’Annunzio” sarebbe segnato, dal momento che la Banca Picena si sarebbe defilata dalla Fondazione che gestisce l’ente. Un altro indizio è costituito dal fatto che alcuni docenti avrebbero rinunciato alla cattedra, per motivi legati a stipendi non versati.

Oggi la preside del liceo “D’Annunzio”, Leonilde Maloni, ha diffuso a mezzo stampa una lettera aperta ai genitori, che riportiamo per intero, con la quale tenta di rassicurare studenti e genitori. Di seguito la lettera:

Il liceo D’Annunzio di Corropoli, tra padri (nobili?), padrini e padroni

Ai genitori che sempre più numerosi si rivolgono a me per chiedere certezze sul futuro della scuola, ecco cosa sento e ho il dovere di dire.

Se la proprietà non ha comunicato di voler interrompere il percorso degli studenti del Liceo a chi avrebbe dovuto e quando avrebbe dovuto, ha l’obbligo non solo morale di assicurarne il regolare svolgimento. E questo vale, in modo particolare, per le classi terminali del quinquennio.

II Liceo D’Annunzio di Corropoli ha sperimentato e ancora purtroppo sta sperimentando cosa accade ad un’istituzione in difficoltà: molti si preoccupano del futuro, pochi agiscono per costruirlo questo futuro, affrontando i problemi, moltissimi si occupano nella demolizione di un bene diventato ingombrante, improvvisamente percepito non più come risorsa per un territorio che faticosamente risalendo la china, ma come fardello pesante da abbandonare per strada, non riconosciuto né dai padri che lo hanno fondato e lo stanno affondando, né dai padrini che ne hanno tratto vanto, né dai padroni che, trattandosi di una Fondazione, non possono trarci utile.

Occorre voltare le spalle a tutto questo e voltare pagina nella gestione di un’offerta formativa assolutamente inedita per questo territorio.

Questo chiedono le famiglie e questa è la convinzione che muove l’attuale Consiglio di Amministrazione e il coordinamento didattico del Liceo nel perseguire con fermezza l’obiettivo di confermare agli studenti un quinquennio di studi di qualità come nella tradizione di questo Liceo.

Tanto è stato assicurato alle famiglie in pubblica assemblea dagli Amministratori Comunali di Corropoli e tanto risulta da un verbale dell’Assemblea dei Soci.

Comportamenti evasivi non possono che alimentare un giudizio di inadeguatezza complessiva a gestire la fase critica in atto e rallentare il rilancio del Liceo.

Chi non sa o non vuole o non può gestire si faccia da parte, per lasciare un futuro sereno ad una scuola che ha tutte le carte in regola per promuovere una formazione decisiva per lo sviluppo scientifico tecnologico di questo territorio e non solo. In questa direzione dovrebbe agire per vocazione la buona politica.

Ci lamentiamo che i nostri giovani debbano andare lontano per formarsi ad un lavoro proficuo e poi facciamo carta straccia di un’eccellenza formativa.

Non è possibile dedicare il nostro tempo di professionisti della scuola per rispondere ad attacchi e allarmismi a vario titolo messi in circolazione, che producono disorientamento nelle famiglie e sconforto nei giovani studenti.

La scuola è un bene sommamente pregevole, ma anche fragile, perché fragile è il materiale umano in formazione nel periodo adolescenziale.

Sarebbe perciò decisivo, nel frattempo, intimare di agire a chi, da socio della

Fondazione si permette o di restare inerte o di fomentare secessioni verso altri

Posizioni queste che, per qualsiasi fondatissime ragioni siano sorte, per essere legittime mettono quanto meno in discussione il permanere dello status di socio della Fondazione Val Vibrata College di chi le persegue.

Credo siano maturi i tempi perché l’attuale Consiglio di Amministrazione di una Fondazione senza scopo di lucro lavori per promuovere un passaggio rapido ad un rinnovato ente gestore che creda nel progetto di scuola che le famiglie hanno scelto e che bravi insegnanti hanno sostenuto. Il piano di ripresa può essere migliorato come può e deve essere formata una squadra che gli dia gambe e risorse.

Leonilde Maloni