Donna uccisa a Nereto, rintracciato il marito a Tortoreto, avrebbe confessato

Carabinieri notte (ilmartino.it)

TORTORETO – Era nella sua macchina, fermo nel parcheggio di un hotel sul lungomare, chiuso in questo periodo. Cristian Daravoinea, 36 anni, autotrasportatore di origine rumena, è stato rintracciato dai carabinieri ieri sera, mercoledì 9 ottobre. I militi lo stavano cercando dal pomeriggio, da quando è stato trovato il cadavere della moglie, Mihaela Roua la donna uccisa a Nereto. La giovane è stata trovata senza vita nella loro abitazione. Il suo corpo mostrava diverse ferite da taglio, che hanno da subito fatto pensare ad un femminicidio. I primi sospetti si sono concentrati sul marito, che nella notte avrebbe confessato il delitto.

Il movente sarebbe di matrice passionale. L’uomo avrebbe ucciso la moglie per gelosia. Avrebbe detto al giudice, il pm Davide Rosati, di averlo fatto perché lei era intenzionata a lasciarlo. Secondo diverse testimonianze, il rapporto tra i due si era fatto teso già da tempo e spesso avevano avuto accesissime discussioni.

Daravoinea era irrintracciabile dall’ora di pranzo, ovvero da quando sarebbe stato consumato il delitto, secondo le prime ricostruzioni. L’allarme sarebbe stato lanciato proprio in queste ore. Sia dalla madre della vittima, che dalla Romania non riusciva a mettersi in contatto con lei. Sia dalla sua datrice di lavoro, che non l’ha vista rientrare dopo la pausa pranzo. Il marito le avrebbe inferto alcuni fendenti al collo ed all’addome. Vicino al suo corpo sarebbe stata trovata anche l’arma del delitto: un coltello da cucina.

Con la stessa arma, avrebbe cercato di suicidarsi. Si sarebbe inflitto 9 coltellate al torace, dopodiché avrebbe abbandonato la lama e si sarebbe allontanato da casa, forse convinto di morire dissanguato. Le ferite però non erano molto profonde e quando i carabinieri lo hanno rintracciato, l’hanno condotto all’ospedale di Giulianova, dove è stato medicato. Interrogato nella notte, avrebbe confessato il delitto della donna uccisa a Nereto. Adesso è piantonato dai militi in stato di fermo, con l’accusa di omicidio volontario. In mattinata è stato disposto dal pm anche l’esame autoptico sul corpo della vittima.