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Spaccio di droga e ricettazione, quattro persone denunciate

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carabinieri arresto

Ancona

Cupramontana, oltre 2 kg di cannabis coltivata in casa: “serve per fare una grappa”

Un agricoltore di 30 anni di Cupramontana è stato denunciato a seguito di un controllo dei carabinieri. Coltivava in casa oltre 2 kg di cannabis

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Cupramontana, coltivava cannabis per fare una grappa

CUPRAMONTANA – Un giovane agricoltore, di 30 anni, è stato denunciato a piede libero per produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti e psicotrope.

E’ il bilancio di un’attività di controllo eseguita dai carabinieri presso una casa colonica in località Cupramontana, provincia di Ancona. I militari, sentendo della musica rap proveniente da un’abitazione che sapevano essere disabitata, hanno scoperto tre giovani intenti a consumare marijuana. Fra essi c’era anche un 30enne del luogo, che ha dichiarato di essere titolare di una ditta agricola individuale preposta alla produzione di farmaceutici e spezie, tra cui la cannabis sativa light. Il giovane, interrogato dai militari, si è giustificato sostenendo che la sostanza sarebbe servita per produrre una grappa ad infuso di marijuana.

I carabinieri hanno quindi provveduto, su disposizione dell’autorità giudiziaria, a far analizzare la cannabis al laboratorio di Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale di Ancona che ha riscontrato un valore del thc (Tetraidrocannabinolo) superiore al limite consentito dalla legge per la coltivazione in forma privata. I militari hanno provveduto inoltre all’acquisizione di tutta la documentazione e delle autorizzazioni necessarie da parte del giovane per i dovuti accertamenti.

A seguito del riscontro di un livello di thc superiore al limite legale, i carabinieri hanno quindi provveduto al sequestro di oltre 2kg tra infiorescenze e foglie secche, oltre a un bilancino di precisione.

Insieme all’agricoltore, i due giovani che erano con lui sono stati segnalati per uso personale di sostanze stupefacenti.

(FOTO ANSA)

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Marche

Concessioni balneari, un atto di indirizzo contro la direttiva Bolkestein

Risoluzione bipartisan approvata dal consiglio regionale delle Marche per tutelare le imprese balneari dall’applicazione della direttiva bolkestein

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ANCONA – Un atto di indirizzo a sostegno delle imprese balneari coinvolte dalla sospensione delle concessioni demaniali. Si potrebbe sintetizzare così la risoluzione approvata dal Consiglio Regionale in cui sono confluite cinque diverse proposte di mozione provenienti da entrambi gli schieramenti.

A preoccupare è infatti la sospensione delle concessioni demaniali fissata, in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato, al 31 dicembre del 2023. L’atto approvato promuove dunque l’impegno della Giunta Acquaroli ad aprire un tavolo con lo Stato (la conferenza stato-regioni) al fine della più rapida adozione di una legge che possa valorizzare l’esperienza professionale e il patrimonio di conoscenze di chi ha già svolto attività di gestione delle concessioni demaniali, e garantire un indennizzo verso quelle attività che, in caso di sconfitta nella gara, abbiano effettuato degli investimenti.

Oltre alla soddisfazione delle diverse forze politiche presenti in Consiglio, stamattina sono arrivate anche le parole del presidente della Giunta Francesco Acquaroli che, nel ringraziare i gruppi consiliari per l’approvazione unanime della risoluzione, ha sottolineato la necessità che le  «imprese balneari vadano tutelate e che il meccanismo delle evidenze pubbliche vada evitato facendo valere in sede europea le ragioni giuridiche della non applicabilità della direttiva Bolkestein alle imprese balneari. C’è un tavolo aperto a livello ministeriale con le associazioni di categoria – insiste Acquaroli – credo che sarebbe opportuno allargarlo alle regioni. Da Governatore spero che si faccia chiarezza quanto prima, sia sull’applicazione o meno delle norme che sulla scadenza delle concessioni»

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Marche

Marche, le imprese vogliono assumere: ecco i profili più richiesti

La ripresa economica registrata nel 2021 anche nelle Marche ha fatto salire la fiducia delle imprese. Ecco i profili più ricercati

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Marche, le imprese vogliono assumere

ANCONA – Le imprese marchigiane cercano personale nel 2022. E’ il dato più indicativo emerso dallo studio dell’Osservatorio Regionale Mercato del lavoro sui fabbisogni occupazionali delle realtà produttive e terziarie del territorio.

Gli indicatori disponibili, si legge infatti nello studio, mostrano una crescita anche per le Marche nel corso del terzo trimestre dello scorso anno parallelamente a quanto avviene nel resto del Paese. Conseguentemente sale anche la fiducia delle imprese, con un miglioramente generale delle previsioni sull’andamento dell’occupazione e degli investimenti.

Dall’analisi dell’Osservatorio Regionale emerge infatti che nel corso dello stesso periodo dell’anno, è in aumento il numero delle imprese che stimano un aumento dell’occupazione (che sale dal 21,5% al 23,3%) così come la realizzazione di investimenti per ampliamento (che sale dal 20 al 27%) a fronte di un calo degli investimenti per sostituzione ( che scende dal 42,9% al 41,3%).

Il 2021 ha inoltre registrato inoltre l’aumento delle imprese attive che risulta più marcata per il terziario e le costruzioni (+ 1,4 % in entrambi i casi); nel primario invece il trend di sviluppo è durato solo fino a Giugno perchè dal mese successivo il settore ha ricominciato a perdere imprese.

Sul fronte occupazioni il 2021 registra dati incoraggianti: nei primi nove mesi dello scorso anno infatti l’incremento delle assunzioni è stato pari al 17,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; questa dinamica favorevole è in gran parte dovuta al lavoro dipendente (+21,1%) ed ha caratterizzato particolarmente la provincia di Pesaro e Urbino, in cui si registra un incremento pari al 25,1%. Per gli uomini l’ammontare complessivo degli avviamenti è aumentato del 18,9%, per le donne del 15,7%.

A beneficiare maggiormente della ripresa economica sono i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni con un + 29,7% di assunzioni rispetto al 2020.

Ma quali sono i settori trainanti? A spiccare, evidenzia il report dell’Osservatorio regionale, è certamente il settore industriale e in particolare delle costruzioni (+ 40,1%). Nel terziario la ripresa della domanda di lavoro ha riguardato principalmente il settore dell’istruzione (+38,6%), dell’informatica (+31,9%), delle attività professionali e scientifiche (+26,1%), e dei servizi alle imprese (+20,0%). Più lineare invece la dinamica degli ingressi nel settore primario.

Per il 2022 le imprese partecipanti al sondaggio hanno mostrato la volontà di assumere nuovo personale specialmente nell’area della produzione di beni o erogazione dei servizi. I profili invece più ricercati restano quelli degli operai specializzati, mentre il titolo di studio più richiesto per il 35% delle imprese sentite è quello dell’istruzione tecnica superiore (ITS) o comunque del diploma secondario, quello che consente l’accesso all’università. La laurea viene indicata solo nel 29% dei casi, registrando la medesima percentuale tra l’insieme complessivo e quello delle piccole imprese.

Dall’indagine emerge anche una certa difficoltà per le imprese nel reclutare sul mercato del lavoro personale dalle capacità e per esperienza adeguato all’esigenze delle stesse (50% dei casi).

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