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Abruzzo

Buon avvio per il turismo in Abruzzo nella settimana di Pasqua

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paesaggio abruzzese turismo Abruzzo
Foto di Alessandro Tortora (Flickr)

PESCARA – Turismo in Abruzzo sulla stessa lunghezza d’onda di quello nazionale, con buone aspettative dopo la settimana di Pasqua anche per il week-end del 25 aprile e la festa del Primo Maggio. Lo dice un’indagine condotta da CNA Turismo nazionale tra i propri associati, che ha messo a fuoco le tendenze registrate nelle varie regioni d’Italia, tra cui la nostra: «Abbiamo calcolato, nell’arco di tempo che include le festività pasquali e il Primo Maggio prossimo, un movimento di presenze che potrebbe sfiorare il milione di persone. In questo assecondando una tendenza positiva che si registra anche a livello nazionale. Si tratta di un pubblico che magari trascorrerà anche una sola notte in hotel o in altre strutture ricettive regionali, ma che torna a muoversi senza più paura o restrizioni» spiega Cristiano Tomei, abruzzese, responsabile nazionale di CNA Turismo.

Ma da dove proviene chi ha deciso di scegliere l’Abruzzo come meta per il turismo durante le festività della Pasqua? L’indagine condotta dalla CNA dice che, se da una parte resta ancora molto forte la mobilità interna ai confini regionali, pure deve essere sottolineato il ritorno di vacanzieri provenienti da altri territori. E tra questi soprattutto di quegli stranieri che hanno potuto utilizzare l’aeroporto d’Abruzzo per sbarcare qui direttamente, o che hanno fatto rotta su altri scali nazionali vicini, come Roma, per poi muovere verso la nostra regione: tendenze, queste, che hanno riportato nei nostri confini visitatori provenienti soprattutto da Francia, Spagna, Germania e Paesi Bassi.

Quanto alle destinazioni, il piatto forte dell’Abruzzo restano soprattutto i luoghi a forte vocazione naturalistica, come conferma il presidente regionale di CNA Turismo Abruzzo, Claudio Di Dionisio: «Località di mare a parte, dove in tanti si recheranno per assaporare le prime giornate soleggiate, sono soprattutto la montagna, con i siti e i parchi naturali di cui la regione rappresenta un contenitore di enorme interesse, le mete privilegiate. Si tratta di un segmento sempre più attrattivo per un pubblico, quello della vacanza attiva, che coinvolge un numero sempre crescente di escursionisti ed appassionati: approfitteranno delle giornate festive e prefestive per darsi da fare su sentieri e percorsi, in bici o a piedi. Come dicevo, si tratta di un segmento in forte crescita, su cui come CNA Turismo Abruzzo abbiamo puntato decisamente, anche grazie a una manifestazione – “Active Abruzzo” – che riproporremmo in autunno».

Non mancano però altri fattori di attrazione. Come i tanti eventi che, soprattutto intorno alla Festa del lavoro, segnano l’Abruzzo con decine e decine di manifestazioni legate ai percorsi del gusto e dei sapori, tradizionale bastione dell’offerta turistica regionale. E qualcosa porteranno anche le nostre città d’arte, prima fra tutte L’Aquila, quasi completamente restituita a questa sua vocazione: aperture straordinarie di alcuni dei suoi siti più interessanti, indicati nel programma nazionale del Ministero della Cultura, come il Castello cinquecentesco che ospita il celebre mammut, sono previste nelle giornate del 25 aprile, del Primo maggio, e nei week end successivi. 21/4/2022

Abruzzo

Siccità: api in crisi in Abruzzo, fioriture lampo e -50% di miele

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TORNARECCIO – “A causa del caldo improvviso, in Abruzzo la produzione di miele, negli ultimi cinque anni è scesa del 50%”, lancia l’allarme il comparto degli apicoltori.

“Le fioriture sono passate da 15/20 giorni a 7 giorni. I fiori sbocciano troppo presto, ma appassiscono in fretta, perché le temperature troppo alte bruciare le piante. A ciò si aggiunge il fenomeno della sovrapposizione delle fioriture. Le api, dunque, non fanno in tempo a raccogliere tutto il polline prodotto, che viene disperso”, così, come riporta l’Ansa, Luca Finocchio apicoltore nomade di Tornareccio, in provincia di Chieti, patria del miele.

“Con le fioriture contemporanee di Acacia, Coriandolo ed altre noi non facciamo più in tempo a spostare le arnie in tutte le zone. Facciamo più fatica degli anni passati e il guadagno è sceso alla metà. Complice anche il caro carburante e aumento dei prezzi dei prodotti utile alla produzione come vasetti e coperchi. La perdita del polline porta un danno gravissimo all’ambiente perchè la produzione dei prodotti (miele, pappa reale, propoli e cera) è solo il 17% del lavoro delle api, la rimanete parte della loro attività è l’impollinazione di piante da fiore e frutto dell’intero ecosistema. Il caldo sta uccidendo l’economia e biodiversità agricola regionale”, conclude Finocchio. 

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Abruzzo

Ondate di calore: bollino rosso ad Ancona e Pescara il 29 e 30 giugno

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ANCONA – Peggiora l’afa e il caldo estremo sulle principali città italiane. Nella giornata del 30 giugno, saliranno a 22, rispetto alle 13 previste oggi, le città con bollino rosso per le ondate di calore: Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo.

Mentre altre 2 avranno il bollino arancione (Milano e Brescia) e 3 giallo (Bolzano, Genova e Torino). Lo indicano i bollettini del Ministero della Salute sulle ondate di calore, che monitorano 27 città capoluogo di provincia. Ad Ancona il bollino roso scatterà già dalla giornata di domani.

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Abruzzo

Sindacati, addio Atr: “Politica indifferente verso la Val Vibrata”

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COLONNELLA – “Da ieri 27 giugno il licenziamento ha avuto effetto e lavoratrici e lavoratori della Atr Group di Colonnella, che si occupa di composite in carbonio, hanno cessato definitivamente il loro rapporto di lavoro, dopo anni di tribolazioni”. Così esordiscono le segreterie provinciali di Teramo di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil ripercorrendo la storia recente dello stabilimento che dieci anni fa dava lavoro a 1500 persone, manodopera specializzata nella produzione di componenti per l’automotive e l’aeronautica.

Come riporta l’Ansa, nel 2020 i dipendenti erano scesi a 150 dei quali ora solo metà hanno trovato una nuova collocazione. “Due fallimenti – ricordano i sindacati – fronteggiati da una cig vitale per la sopravvivenza delle maestranze e allo stesso tempo necessaria per prendere tempo e tentare una via alternativa, attraverso attivazione di politiche industriali e sinergie più volte sollecitate, che purtroppo non c’è mai stata”.

“E’ una vera bomba sociale, ci sono 75 operai metalmeccanici specializzati, molti over 50, ma non in età pensionabile, per i quali è difficile ricollocarsi, con altrettante famiglie – dichiara Natascia Innamorati, segretaria generale Fiom Teramo – Quello che ci sorprende è come un’azienda del genere possa essere stata abbandonata a se stessa. C’è stato comunque un accanimento eccessivo di burocrazia”.

“Dopo le scellerate gestioni imprenditoriali, da noi sempre denunciate per tempo, sono arrivati i fallimenti (unico caso in Italia in cui il secondo fallimento si è aperto prima che si concludesse il primo). Scioperi, assemblee, cortei, sit-in, tavoli istituzionali a tutti i livelli: ce l’abbiamo messa tutta – proseguono Fim, Fiom e Uil – Abbiamo urlato quanto sarebbe stato vitale per il territorio e le maestranze il rilancio dell’Atr. Abbiamo combattuto contro una classe politica, di tutti i livelli e tutti i colori, che ha dimostrato solo incapacità di risolvere e indifferenza verso un’intera vallata, verso gli uomini e le donne che hanno lottato per mantenersi un lavoro. Con la chiusura definitiva dell’Atr non muore solo un marchio storico e di lustro per questa regione, ma muore definitivamente la speranza che in questo Paese si può vivere lavorando”.

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