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M'Art

La residenza artistica di Andrea Croce popola di tritoni e stelle marine Roccacaramanico

Anche questa estate Andrea Croce, curatore artistico di Chieti, ha organizzato una residenza artistica nel borgo di Roccacaramanico a tema mare

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ROCCACARAMANICO – Anche questa estate, dal 7 al 9 agosto, Andrea Croce, curatore artistico di Chieti, ha organizzato una residenza artistica nel borgo di Roccacaramanico. Nonostante il difficile periodo segnato dall’emergenza sanitaria dovuta al Covid19, l’arte non si è fermata.

Il progetto della realizzazione di una residenza artistica ha visto i suoi albori nel 2018. Inizialmente, tale progetto è nato come un lavoro di tesi per il conseguimento del diploma all’Accademia delle Belle Arti, ma poi è diventato una ricorrenza. Da ormai tre anni si uniscono a Roccacaramanico, in un clima creativo e conviviale, artisti da tutte le parti d’Italia e non solo.

Nell’edizione 2020 della fondazione Unpae, il tema della comunità artista è stato il mare. Il progetto è nato dal lavoro parallelo svolto da Andrea Croce e dal suo amico e collega Stefano Serusi, artista visivo sardo. La loro idea prevedeva la trasformazione di una delle case diroccate del paese in un acquario immaginario, arricchendola di simboli marini. Tale finzione narrativa che gioca sulla dicotomia tra la montagna e il mare stimola una fruizione dell’arte intesa come viaggio mentale nelle proprie intimità più profonde.

L’associazione Archecelerator APS di Pescara ha deciso di valorizzare il lavoro di Andrea Croce, il quale spiega:

<<La scelta artistica di portare il mare in montagna non crea una dissonanza assoluta, perchè la Majella è una montagna che era sommersa; prova ne è il fatto che girando per le sue pendici si possono trovare svariati fossili marini. Ripopolare Roccacaramanico delle magie dei fondali, come i tritoni e le stelle marine, è un ritorno alle origini della storia della Majella>>.

Per Andrea Croce Roccacaramanico <<non è solo un luogo di villeggiatura, è un’esperienza di contatto e di vita nata dall’amicizia che i miei genitori hanno stretto con diverse famiglie che hanno casa qui. Ognuno ha comprato una casa per trascorrere le vacanze insieme. Roccacaramanico è un modo per stare insieme in cui si condivide tutto, dal cibo, alle felicità e all’arte>>.

La comunità artistica che in questi 3 anni ha ospitato Roccacaramanico ha assorbito la vitalità del borgo e ha creato una dinamica sinergia tra molti artisti. Ma questo <<non ha mai escluso la libertà artistica di ognuno, ci si può ritirare per riflettere, creare, lavorare su se stessi, insomma, per produrre arte>>.

Infine, Andrea Croce ha chiarito che l’arte nella sua residenza doveva essere indossata sulla propria pelle, vissuta, proprio l’amicizia da cui è nata:

<<Si può pensare che quest’anno la residenza non abbia avuto le possibilità degli anni precedenti, ma posso dire che non è così, anzi è stato l’anno più interessante. Ad esempio, a causa del Covid il mio amico Stefano Serusi non è potuto essere qui, ma nonostante la lontananza è stato presente con la sua arte. Anche con un piccolo contributo come una spilla marina, l’arte unisce gli spiriti>>.

locandina della terza residenza artistica a roccacaramanico

Abruzzo

Campli in onda oggi su Rai 3, il Borgo protagonista della trasmissione ”Alle falde del Kilimangiaro”

Valentina Fagnani

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Foto di Valentina Fagnani

Campli protagonista indiscussa della puntata domenicale di Rai 3. Un riconoscimento prestigioso, ”Alle falde del Kilimangiaro” si occuperà alle 16,30 di uno dei punti più intensi dello scenario teramano. Solo qualche anno fa Campli era stata inserita nel programma di visite propedeutico all’ammissione al Club dei Borghi Più Belli d’Italia, un passaggio fondamentale per essere presenti nelle proposte turistiche dell’Italia più autentica. Bisogno di sviluppo dopo uno degli anni più duri per l’intero territorio abruzzese. Pochissimo tempo dopo era arrivato l’attestato ufficiale: Campli era e continua ad essere “Uno dei Borghi Più Belli D’Italia”.

I mesi precedenti il traguardo erano stati ottimo scenario di conferma per iniziative degne di sviluppo cittadino. Le isole ecologiche informatizzate avevano già conferito a Campli un ruolo d’avanguardia nei rifiuti; si tratta di strutture automatizzate per il conferimento dei rifiuti differenziati, accessibili H24, 7 giorni su 7, lasciando quindi piena libertà all’utente di poter conferire quando vorrà. Si era poi detto no alla spopolamento: chi vorrà a risiedere a Campli capoluogo avrà infatti azzerate le tasse per tre anni; non pagherà Tari, Tasi e Imu. Segnale di forte attaccamento al territorio e voglia di non lasciare Campli città sola e dimenticata.

Tra le meraviglie architettoniche, storiche e artistiche di cui certamente l’Abruzzo è piena e rigogliosa, Campli si merita a pieno la dicitura di Borgo bellissimo vista la mole di storici vicoli, piazze incantate, chiese dense di significato. La Scala Santa è certamente da annoverare. Chiunque camplese, teramano, abruzzese, turista, ha attraversato le sue storiche scale almeno una volta. La Scala Santa di Campli è un edificio di culto cattolico, costruito nella seconda metà del XVIII secolo. Secondo la religione cristiana, è possibile ottenere l’indulgenza pregando e salendo in ginocchio i 28 gradini di legno d’ulivo che compongono la scalinata che conduce alla cappellina del Sancta Sanctorum.

Fotografia di Valentina Fagnani.

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M'Art

Marche nascoste: la chiesa nella roccia, il silenzioso Tempio di Valadier a Genga

Valentina Fagnani

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Di chiese nella roccia l’Italia può vantare un repertorio invidiabile. Una di esse è custodita incredibilmente a pochi chilometri da tutti noi, nel Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. A Genga, un paesino semi sperduto di poco più di duemila abitanti.

Raggiungibile tramite un percorso comodo per grandi e piccini, il Tempio si raffigura dinanzi ai nostri occhi improvvisamente, come un luogo incantato e magicamente silenzioso; è una struttura ottagonale in blocchi bianchi di travertino fatta erigere nel 1828 da Papa Leone XII (nato proprio di Genga), su progetto del conosciutissimo architetto Valadier.

Costruito tra le rocce, è parzialmente scavato nella parete della grotta. Le prime testimonianze scritte dell’eremo sono del 1029 e parlano di un monastero femminile di clausura abitato da monache benedettine. All’interno del monastero, fino agli anni ’40, era presente una statua in legno della Madonna, distrutta in un incendio che interessò parte del convento. Oggi è stata sostituita con una statua in pietra copia dell’originale.

Vicinissimo al Tempietto si trova anche il Santuario della Madonna di Frasassi.

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Abruzzo

Necropoli di Campovalano aperta. Quando visitare uno dei siti archeologici più importanti della provincia di Teramo

Campovalano farà parte delle due Giornate europee del patrimonio, evento che si terrà sabato 26 e domenica 27 settembre 2020 in moltissimi suggestivi luoghi d’Abruzzo

Valentina Fagnani

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Ai piedi della montagna di Campli, a poco più di 500 metri sul livello del mare, circondata da suggestive colline e selvatici fossi, la pianura di Campovalano ha ospitato per circa mille anni, dal XII secolo a.C. al II d.C, un cimitero di italici. Le prime testimonianze di vita risalgono all’età del Bronzo.

Scoperta accidentalmente nel 1964 durante l’esecuzione di lavori agricoli, è stata oggetto di scavi condotti da Valerio Cianfarani a partire dal 1967 e successivamente da Vincenzo D’Ercole negli anni 80 e 90. Sono state riportate alla luce circa 600 tombe che coprono un arco temporale che va dell’età del Bronzo all’epoca romana.

Scatto di Valentina Fagnani, Necropoli di Campovalano

Nel corso del XIV e del XIII secolo a. C., nella zona di Coccioli, si insedia una comunità di allevatori e agricoltori. Le testimonianze archeologiche di questo insediamento del secondo millennio avanti Cristo scoperte nel 1971 dimostrano, oltre alla fabbricazione di strumenti di bronzo, una cospicua presenza di animali d’allevamento. Pecore e capre in particolare, ma anche buoi e maiali; la caccia doveva avere scarsa incidenza nell’economia generale dell’insediamento. La presenza di vasi particolari chiamati bollitori e colini testimoniano la lavorazione del latte per fabbricare ricotta e formaggi.

Non sempre la Necropoli è stata aperta il pubblico, che potrà ora visitarla dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 15, e il sabato dalle ore 9 alle ore 13. Ingresso gratuito così come la visita guidata. sotto gli occhi attenti di Marcella Celani, Maria Di Gennaro e Giampaolo Di Virgilio; i quali accompagnano tutti i visitatori, con straordinaria gentilezza e tanta competenza, in ogni passo e segreto del sito archeologico. A loro un ringraziamento speciale.

Scatto di Valentina Fagnani – Necropoli di Campovalano –

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