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Focus

Studio Caritas: aumenta la povertà, + 45%

Benedetta Mura

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Il virus impazza e la crisi economica non si arresta. Due aspetti strettamente correlati tra loro secondo il rapporto 2020 della Caritas Italiana, pubblicato oggi, 17 ottobre, in occasione della Giornata mondiale di contrasto alla povertà. Secondo lo studio statistico i “nuovi poveri” sono passati dal +31% di maggio-settembre 2019 a +45% del 2020. Un incremento notevole che fotografa una situazione critica in netto peggioramento. L’avvento della pandemia è stata la spada di Damocle nei confronti dei ceti più deboli. La crisi sanitaria si è ripercossa sulla crisi economica e sulle spese quotidiane dei cittadini come un fulmine a ciel sereno, capovolgendo le carte in tavola. Tutto ciò pesa di più, soprattutto, sulle tasche di famiglie con minori, donne, giovani, nuclei di italiani che risultano in maggioranza, persone in età lavorativa. Il paragone con la crisi mondiale del 2008 è immediato e spontaneo. Le cifre sono mutate da allora e in negativo. I cosiddetti “nuovi poveri” stimati nel 2019 sono oltre il doppio rispetto a quelli calcolati nel 2007, anno precedente al burrascoso crollo di Wall Street. Secondo l’identikit statistico sono soprattutto le donne a recarsi presso i centri di ascolto Caritas, per il 54,4% dei casi. Ma non finisce qua, perché il 22,7% delle persone sono giovani con età compresa tra i 18 e i 34 anni. In aumento anche la percentuale di cittadini italiani che ammonta a 52% rispetto al 47,9% dello scorso anno.

Questi dati spaventano e non poco. Anche la Coldiretti dà man forte a quanto rivelato dal rapporto Caritas. Nel 2020 sono 1 milione in più, rispetto all’anno precedente, le persone che versano in uno stato critico di povertà. Nel 2019 si contavano ben 1,7 milioni di famiglie e 4,9 milioni di individui in condizioni di povertà assoluta. A patire di più questa situazione sono le persone residenti nel Mezzogiorno. Il 20% degli indigenti si trova in Campania, il 14% in Calabria e, a seguire, l’11% in Sicilia. Registrano un peggioramento significativo anche Lazio e Lombardia, rispettivamente con percentuali pari a 10% e 9%. Lo scenario, dunque, è buio, con il PIL in picchiata e l’occupazione che nel secondo trimestre del 2020 ha registrato un calo di 841 mila occupati rispetto al 2019. Ciò, inoltre, è aggravato dalla crescita costante degli inattivi, ovvero individui che smettono di cercare lavoro.

In proposito alla grave condizione di miseria in cui versa una grossa fetta della popolazione e della giornata mondiale volta a contrastare questo status, il Ministro degli Esteri, Luigi di Maio ha espresso il proprio pensiero con un post su Facebook: <<Il 17 ottobre è la giornata internazionale per la lotta alla povertà. Durante queste settimane, girando per l’Italia, ho avuto modo di ascoltare molte storie di vita reale. Di chi ha davvero sofferto. In molti ci hanno ringraziato per aver introdotto il reddito di cittadinanza così come il reddito di emergenza durante il lockdown. Lasciatemi dire una cosa. Chi strumentalizza il reddito di cittadinanza in una fase così delicata per gli italiani ne fa solo una questione politica e mette in croce milioni di italiani che hanno sofferto davvero la fame. C’è gente che grazie a questa misura adesso è in grado di sfamare i propri figli: ha ritrovato un po’ di dignità. Ovviamente è migliorabile. Chi prende il reddito deve lavorare per il bene collettivo, ma dovrà dare anche sostegno alle piccole e medie imprese. E stiamo lavorando per questo. Il momento è particolare, lo stiamo vedendo tutti. Il virus non è scomparso e i contagi stanno aumentando. Vanno adeguati tutti gli strumenti messi in campo dal governo per dare ulteriore sostegno agli italiani, incluso il reddito. Ma se durante questa pandemia non avessimo avuto il reddito di cittadinanza ci saremmo ritrovati davanti a una rivolta sociale, perché la fame crea rabbia. E l’aiuto alle persone in difficoltà è un gesto di pace>>.

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Parkinson: da uno studio italiano passi avanti per la terapia

Benedetta Mura

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La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’Università di Genova e l’ospedale universitario di Würzburg uniti contro il Parkinson. I tre atenei hanno dato vita a uno studio sensazionale pubblicato sulla rivista scientifica Brain Stimulation. La ricerca ha prodotto risultati stupefacenti, senza precedenti, che permettono di individuare un segnale neurale specifico in grado di capire quando le persone affette da Parkinson iniziano a camminare o si fermano. La terapia considerata vincente per il contrasto a questa patologia è la Deep Brain Stimulation, meglio nota in italiano come Stimolazione celebrale profonda. Questa si basa su delle stimolazioni elettriche in determinate zone del cervello che permettono di eliminare alcuni sintomi tipici della malattia come il tremore alle mani.


<<L’obiettivo di questo studio è quello di migliorare le terapie disponibili per il Parkinson. Quello che vogliamo fare è creare una terapia flessibile, in grado di capire lo stato e le necessità del paziente, e di adattarsi a queste>>. Parla così il professor Alberto Mazzoni, esperto di Neuroingegneria Computazionale presso il dipartimento di Biorobotica dell’Università Sant’Anna. Ad aver contribuito a questo straordinario progetto c’è anche il professor Ioannis U. Isaias, capo del gruppo di ricerca dell’ateneo tedesco, di cui fanno parte anche gli italiani Chiara Palmisano e Andrea Canessa. Il prof. Mazzoni prosegue spiegando cosa accade nel cervello di una persona affetta da Parkinson durante il cammino: <<Si tratta di un cambiamento di frequenza, come quando si fanno lunghi viaggi in macchina e per continuare a seguire la stessa radio dobbiamo cambiare di frequenza. Lo stesso avviene in un paziente di Parkinson: quando si mette a camminare, un certo ritmo nell’attività del suo cervello si sposta di frequenza. Questo accade proprio nelle aree in cui ha origine la malattia e in cui noi applichiamo la terapia>>.

Si tratta, dunque, di una scoperta sensazionale in campo terapico e medico che darebbe la possibilità a chi si trova in questo difficile stato patologico di migliorare sensibilmente la qualità della propria vita. Un significativo passo avanti nella lotta al Parkinson. Morbo che solo in Italia attualmente colpisce 300.000 persone, per lo più maschi, con età d’esordio tra i 59 e i 62 anni. A preoccupare di più è anche il fatto che questa patologia sta interessando individui sempre più giovani, con una soglia d’età inferiore ai 50 anni. Un paziente su quattro ha meno di 50 anni e il 10% ne ha meno di 40. Ne dà conferma il San Raffaele di Milano.

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Lega Pro: “Giornata Mondiale della Polio”

Luigi Tommolini

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Il presidente della Sambenedettese Calcio Domenico Serafino e il Governatore d’area Rossella Piccirilli.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si celebrerà durante questo turno di campionato la “Giornata Mondiale della Polio”, promossa dal Rotary International in collaborazione con organizzazioni come l’Oms e la Fondazione Bill e Melinda Gates.
La campagna portata avanti dal Rotary International mira ad eradicare la poliomielite dal mondo e ha pertanto un forte valore sociale, che può essere incoraggiato grazie alla sensibilità nel sociale da parte del mondo sportivo e calcistico.
Per questo motivo, Lega Pro ha dato disponibilità a partecipare attivamente all’iniziativa dei Distretti Rotary italiani, esponendo sui campi delle Società impegnate nella 7ª giornata di campionato organizzata per il 24-25-26 ottobre il messaggio “End Polio Now”.
Anche al Riviera delle Palme nel pregara tra Sambenedettese vs Modena verrà esposto il messaggio di sensibilizzazione e questa mattina, proprio al centro del terreno di gioco, si sono salutati il presidente Domenico Serafino e il Governatore d’area Rossella Piccirilli.
L’iniziativa, che rientra nell’ambito delle celebrazioni per la giornata mondiale END POLIO NOW del 24 ottobre, promossa dai 13 Distretti italiani e dalla Lega B e Lega Pro intende essere un sostegno concreto alla lotta alla Polio attraverso l’importante sensibilizzazione che il mondo del calcio può offrire al grande pubblico.
“L’iniziativa “Scendiamo in campo insieme”, – ha detto Rossella Piccirilli, governatore area 2090 del Rotary – intende portare l’attenzione del pubblico sull’importante lotta che il nostro sodalizio sta portando avanti in tutto il mondo, in un periodo dove tutti stiamo comprendendo l’importanza della solidarietà”.
“Il calcio deve farsi carico dei problemi sociali – ha detto il presidente Domenico Serafino – e ha il compito di promuovere e sensibilizzare anche gli sportivi perché è un ottimo veicolo per far conoscere queste realtà che devono essere sostenute in ogni modo”.

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Università e lavoro: il nuovo ddl dice addio all’esame di stato

Benedetta Mura

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L’Università cambia volto. Parola di Gaetano Manfredi. Il Ministro dell’Università e della Ricerca ha annunciato il varo di un nuovo disegno di legge da parte del Consiglio dei Ministri. Parliamo di un progetto legislativo che prevede di eliminare l’esame di stato per diverse categorie professionali. Odontoiatria e protesi dentaria, Farmacia e farmacia industriale, Medicina veterinaria e Psicologia sono i quattro corsi di laurea magistrale a ciclo unico che abiliteranno direttamente lo studente al termine della sua carriera universitaria, che così non dovrà più affrontare il fatidico e decisivo step dell’esame di stato successivamente al percorso di studi. Un cambiamento significativo all’interno della complessa macchina universitaria, volto a semplificare l’ingresso dei neo-laureati nel mondo del lavoro. Le previsioni fanno intendere che il tirocinio pratico-valutativo sia curriculare e quindi svolto all’interno del corso di laurea così da accorciare i tempi per l’abilitazione all’esercizio della professione. Ma non finisce qua perché la stessa soluzione è in agenda anche per tre nuove lauree professionalizzanti introdotte proprio quest’anno e che riguardano le figure di agrotecnico, perito agrario, perito industriale, geometra.

L’ex presidente Crui ha, inoltre, come secondo obiettivo quello di rendere abilitanti anche altre lauree per ruoli professionali come: tecnologo alimentare, dottore agronomo e dottore forestale, pianificatore paesaggista e conservatore, assistente sociale, attuario, biologo, chimico e geologo. Per questi esercizi l’eliminazione dell’esame di stato potrà essere possibile solo su richiesta dei consigli degli ordini o dei collegi professionali o delle relative federazioni nazionali, con uno o più regolamenti da adottare su proposta del Ministro dell’Università e della Ricerca, in accordo con il Ministro vigilante sull’ordine o sul collegio professionale competente.

Rilancio e modernizzazione del Paese. Sono queste le parole d’ordine, fondamenta del progetto normativo. Un passo necessario per venire incontro alle necessita della nuova generazione di lavoratori, dandogli migliori e più efficaci strumenti per entrare nell’universo lavorativo e costruirsi più agevolmente un futuro solido e indipendente. Manfredi usa l’espressione <<preparazione maggiormente integrata>> capace di permettere agli studenti di sfruttare al massimo la propria esperienza accademica sotto il profilo pratico con tirocini mirati alla completa professionalizzazione. Un aspetto, questo, sui cui il Ministro punta molto. Al tempo stesso si mostra fiducioso sulla possibilità che questo disegno da lui creato possa trasformarsi in legge a tutti gli effetti. <<L’esigenza di rinnovare i percorsi di abilitazione all’esercizio delle professioni è condivisa dalle diverse forze politiche presenti in Parlamento, che, a maggior ragione, mi auguro possano arricchire il progetto in fase di discussione nelle aule parlamentari e rendere più veloce l’iter che porterà il disegno di legge a diventare norma a tutti gli effetti>> – dichiara Manfredi.

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