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Ancona

Inaugurato a Jesi “Il Baccio”, ristorante tipico marchigiano

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Inaugurazione Il Baccio

JESI – Si è tenuta lo scorso venerdì 25 marzo alle ore 12:00 in Piazza Baccio Pontelli, una conferenza stampa per l’inaugurazione del nuovo ristorante tipico “Il Baccio”. Il sole di primavera, questa volta non tradisce e “bacia” con un benaugurale benvenuto l’inaugurazione del nuovo ristorante che ha come obiettivo quello di differenziarsi dai locali già esistenti, per la proposta di un menù a base di prodotti tipici marchigiani.

Dopo anni di locali fortemente generalisti, Il Baccio, intende focalizzarsi esclusivamente sulle ricette marchigiane, ereditate dalla tradizione culinaria della nostra regione. Al perché di questa scelta ha risposto uno dei due soci del locale, Ibrahim Alì, giordano di origine, ma fortemente legato al nostro territorio: «sono titolare di un altro ristorante qui a Jesi e la qualità della cucina marchigiana mi ha sempre entusiasmato». Con questo progetto Alì, ha voluto «chiudere il cerchio. Le persone mi chiedevano un locale dove poter mangiare specialità del posto».

Questa è un’esigenza, non solo di chi viene da fuori, ma degli stessi jesini, dal momento che a Jesi mancava un locale legato al territorio. La cucina marchigiana tuttavia, esige che i piatti siano accompagnati da vini di ottima qualità. A questo ha pensato il noto barman Damiano Tamellin, anch’egli socio, jesino, molto conosciuto, perché per anni ha servito e fatto degustare vini in uno dei più importanti locali della cittadina di Federico Secondo.

«I piatti e le specialità gastronomiche che presentiamo, necessitano di essere accompagnati da vini di ottima qualità e nelle Marche ce ne sono tantissimi. La nostra carta dei vini – continua Tamellin – è ricca di proposte di micro aziende che sono in grado di esprimere parametri qualitativi elevati. Damiano, è uno jesino, doc, anche se il cognome tradisce le sue origini venete, di Soave per l’esattezza. Anche qui, in ogni caso, patria di un ottimo vino». Buon sangue…

La proposta de Il Baccio, non si limita solo al pranzo e alla cena, ma si allarga anche agli aperitivi, che tanto sono graditi al pubblico. Anche qui, tutto rigorosamente marchigiano.

Tutte le sere dalle ore 19,00 Il Baccio, proporrà aperitivi ed “apericene” a base di prodotti esclusivamente marchigiani e di altissima qualità.

Un brevissimo inciso, legato alla location, circondata dalle mura imponenti progettate dall’Architetto Baccio Pontelli, che rendono il locale unico per la forte suggestività della location.

In questo contesto si sono mossi i due bravissimi Architetti Moreno e Barbara Vallini, che hanno saputo sapientemente incastonare il non facile lavoro di arredo e design della location, rendendo unica la sensazione che si respira nei locali. Inutile ricordare che un buon progetto di design è destinato ad essere uno degli elementi principali che fanno la differenza.

Oggi le persone, hanno necessità non solo di degustare prodotti di qualità, ma di essere immersi in ambienti che completino l’esperienza sotto il profilo sensoriale ed in questo caso bisogna dire che gli Architetti sono perfettamente riusciti nell’intento.

Abruzzo

Ondate di calore: bollino rosso ad Ancona e Pescara il 29 e 30 giugno

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ANCONA – Peggiora l’afa e il caldo estremo sulle principali città italiane. Nella giornata del 30 giugno, saliranno a 22, rispetto alle 13 previste oggi, le città con bollino rosso per le ondate di calore: Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo.

Mentre altre 2 avranno il bollino arancione (Milano e Brescia) e 3 giallo (Bolzano, Genova e Torino). Lo indicano i bollettini del Ministero della Salute sulle ondate di calore, che monitorano 27 città capoluogo di provincia. Ad Ancona il bollino roso scatterà già dalla giornata di domani.

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Ancona

Falconara, si ribalta vongolara: muore un marittimo

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ANCONA – Un marittimo di nazionalità italiana è morto oggi quando la vongolara su cui era a bordo, si è ribaltata, poco prima dell’alba, al largo della costa di Falconara Marittima (Ancona).

L’uomo faceva parte dell’equipaggio, composto da due persone: l’altro marittimo si è invece salvato. A dare l’allarme via radio sono stati altri motopescherecci in navigazione nella zona, che sono riusciti a soccorrere l’altro marittimo. I soccorsi, coordinati dalla Capitaneria di Porto di Ancona, sono scattati subito con l’invio di una motovedetta della Guardia Costiera di Ancona e del Nucleo Sub dei Vigili del fuoco, che arrivati sul luogo in meno di mezz’ora, hanno rinvenuto il corpo dell’altro dalla vongolara ribaltata rimasta a galla.

Come riporta l’Ansa, al momento si sta procedendo al recupero del relitto, rimasto semi affiorante in mare poco più a nord del pontile della raffineria Api. In corso le indagini a cura della Capitaneria di Porto di Ancona.

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Ancona

Fine vita, vescovo di Senigallia: “Mario ha tessuto un elogio alla vita”

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SENIGALLIA – A pochi giorni di distanza dal primo caso di suicidio medicalmente assistito registratosi in Italia, arriva il commento del vescovo di Senigallia (Ancona). Alla guida della Diocesi da gennaio 2016, mons. Franco Manenti si è detto “sorpreso” delle parole con le quali Federico Carboni, conosciuto come ‘Mario’ prima del suicidio assistito, ha detto addio, perché “non ha attribuito alla vita la colpa della sua tragica sofferenza; anzi ne ha tessuto l’elogio come ‘fantastica’ e irripetibile”.

Come riporta l’Ansa, l’apprezzamento per la vita che ha fatto il 44enne senigalliese, in passato autotrasportatore, non è limitato agli anni precedenti il grave incidente, sottolinea il vescovo, tanto da “essere dispiaciuto” nel congedarsi da essa. “La sorpresa – spiega il responsabile della Diocesi senigalliese – è stata ancora più grande di fronte alle sue ultime parole: ‘finalmente sono libero di volare dove voglio, e spero di essere lì con voi’. Solo Federico potrebbe chiarire a che cosa fa riferimento con queste parole. Spero che volesse esprimere il proprio convincimento che la morte non consegna una persona al nulla e non le impedisce di continuare ad avere con sé le persone care”.

Un auspicio, un atto di fede verso una vita ultraterrena. Come riporta l’Ansa, Manenti ha poi pregato perché Gesù Risorto si prenda cura di Federico e “parli con lui” per “dirgli che i tanti anni che gli hanno impedito di assaporare ancora di più la vita fantastica, non sono un buco nero che divora tutto, anche il desiderio di vivere”.

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