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Pesaro-Urbino

Pesaro, si sveglia e si accorge che l’uomo con cui ha passato la notte è scappato con i soldi e il cellulare

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PESARO – L’avventura di una notte di mezza estate si è conclusa con un furto. La vittima, una donna di origine moldava che ha invitato un uomo di origine di romena, a passare la notte insieme. L’appuntamento è andato benissimo, con risvolti passionali, ma al mattino seguente l’amara sorpresa: l’amante era scappato di buon’ora dall’albergo in cui hanno trascorso la notte a Pesaro, portandosi via il cellulare e i soldi della donna.

La vittima del furto, una badante di 50 anni, ha conosciuto in rete l’uomo che ha commesso il furto. tra i due è subito nata una certa intesa e sarebbe stata proprio la donna a suggerire di andare oltre la chat e di vedersi di persona.

Così, i due hanno organizzato l’incontro, avvenuto a Pesaro e terminato in una camera d’albergo. All’alba del giorno successivo, la donna ha notato l’uomo già vestito, pronto ad uscire. Ancora assonnata gli ha chiesto cosa stesse facendo e lui le ha risposto di voler bere un caffè. LA donna si è così rimessa a dormire. Ma qualche ora dopo, il brusco risveglio: l’amante non era tornato ed era scappato dall’albergo di Pesaro, portandosi via il suo telefono, nella cui custodia erano custoditi soldi, circa 100 euro.

Subito, la donna si è rivola alla polizia, che ha avviato le indagini ed è risalita al responsabile, già noto alle forze dell’ordine. Fondamentali per le indagini, i riscontri informatici effettuati sui profili social con cui l’uomo chattava. In uno di questi, erano presenti abbastanza elementi per poter risalire alla sua vera identità: nome reale e data di nascita.

L’uomo dunque, un rumeno di 46 anni, è stato denunciato, mentre la struttura dove hanno trascorso la notte si è vista consegnare una sanzione, dal momento che non aveva registrato i documenti della coppia, come previsto dalle norme sulla registrazione negli alberghi.

Pesaro-Urbino

Fano, reati fiscali e fallimentari: 9 indagati e sequestro da 47 mila euro

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PESARO – Movimenti di denaro da società decotte, condotti da prestanome, per trasferire i fondi in favore di nuove attività, in maniera illecita. Sono queste le accuse che gravano su 9 persone, indagate per reati fiscali e tributari dalla Procura di Pesaro. I finanzieri della Compagnia di Fano hanno dato esecuzione ad un sequestro di beni e disponibilità per 47 mila euro circa e ad un provvedimento di misura cautelare personale nei confronti del soggetto considerato il dominus dell’operazione.

Per lui, divieto di dimora nel Comune dove hanno sede le attività che dirigeva. Gli altri indagati fanno parte della sua rete relazionale: amici, consulenti, dipendente e parenti, pronti a fare da prestanome. In base alle indagini delle fiamme gialle, le persone coinvolte operanti nel settore del tessile di lusso, hanno svuotato progressivamente e sistematicamente il patrimonio di alcune società prossime al fallimento ed hanno dirottato questi fondi verso nuove attività.

In questo modo è stato depauperato il patrimonio sociale, circa 4 milioni di euro, e non sono state versate le obbligazioni tributarie e previdenziali, per le quali è scattato il sequestro da 47 mila euro da parte delle fiamme gialle di Fano.

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Ancona

Terremoto, scossa di magnitudo 3.6 in mare davanti alle Marche

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ANCONA – Prosegue la sequenza sismica nel Mare Adriatico, al largo della costa delle Marche. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), un terremoto di magnitudo 3.6 è stato registrato alle 2:59 con ipocentro a circa 10 chilometri di profondità ed epicentro 22 km a nordest di Fano (Pesaro Urbiano). Come riporta l’Ansa, non si segnalano danni a persone o cose.

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Ancona

Terremoto Marche, oltre 30 chiese chiuse per i danni del sisma

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ANCONA – Nelle Marche sono numerosi e significativi i danni alle chiese dopo le forti scosse del 9 novembre, registrate davanti alla costa centro-settentrionale della regione con lo sciame sismico continuato anche nell’ultima giornata (scossa 2.6 alle 00.51, 2.5 alle 2.25 e 2.3 alle 9.42 tutte tra gli 8 e i 10 km di profondità davanti alla costa pesarese).

Come riporta l’Ansa, a rimarcare le conseguenze del sisma sulle strutture religiose è la Presidenza della Conferenza episcopale marchigiana (Cem) che ha fatto una prima raccolta della stima dei danni prodotti dal sisma nelle diocesi di Pesaro, Fano, Ancona, Senigallia, Fabriano. Ciò in riferimento a Chiese e altri edifici per l’attività Pastorale.

I dati sono stati comunicati nel dettaglio alla Cei che sta monitorando la situazione. In sintesi, per la diocesi di Fabriano risultano danni alla Cattedrale che è stata chiusa e ad altre tre chiese. Per Fano: quattro chiese risultano danneggiate seriamente e sono state chiuse. In altre cinque chiese e nell’Episcopio ci sono danni significativi. Per la diocesi di Pesaro ci sono danni significativi nella Cattedrale e nell’Episcopio. Altre quattro chiese danneggiate sono chiuse; ulteriori sei presentano danni diffusi pur essendo ancora aperte.Per Senigallia sette chiese presentano danni, tra cui la Cattedrale, e sono state chiuse, mentre si sta meglio verificando l’entità dei problemi riscontrati. Per la diocesi di Ancona 11 chiese sono state chiuse dopo un primo sopralluogo mentre sono in corso verifiche più dettagliate”. Come appare evidente, sottolinea la Cem, “i danni prodotti dal sisma a tutti questi edifici storici di particolare pregio e di conseguente fragilità sono significativi. Un quadro più chiaro potrà delinearsi una volta completata la compilazione delle schede tecniche di segnalazione inviate dal Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per le Marche (Uccr). La Presidenza Cem invita a “mantenere alta l’attenzione sugli effetti sicuramente negativi e forse più pesanti di quanto apparso in un primo tempo”.

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