La malattia da graffio di gatto

Ginger domestic kitten (Felis catus) rolling on back playing

La malattia da graffio di gatto o Cat-scratch disease è una zoonosi, ovvero una malattia trasmissibile dagli animali all’ Uomo.

In realtà, a ben guardare, il gatto fa suo malgrado da tramite per l’ agente eziologico, la vera causa della patologia, che è un batterio del genere Bartonella (il più frequente è Bartonella henselae). Questo microrganismo penetra nel micio attraverso il pasto di sangue delle pulci che siano a loro volta infette. Secondo le statistiche è affetto da Bartonellosi circa l’ 8% dei gatti domestici (soprattutto gattini fino a 6 mesi) mentre i gatti randagi colpiti sono quasi il doppio, circa il 13%, proprio perché più esposti alle pulci.

I gatti sono generalmente portatori asintomatici di B. henselae e, in seguito ad un loro graffio o morso, il batterio può penetrare nel sangue umano. Anche nelle persone l’andamento della malattia è fondamentalmente benigno, anche se lungo e fastidioso: si forma una papula sulla cute lesionata dopo circa 5 giorni dal graffio poi segue un periodo di incubazione di 3 settimane dopo il quale circa il 30 – 40% dei pazienti umani manifesta questi sintomi: febbre, dolori articolari, mancanza di appetito, infiammazione dei linfonodi regionali, infiammazioni agli occhi, dolori muscolari, mal di testa, eruzioni cutanee. La malattia tende a risolversi spontaneamente nell’arco di 2 – 4 mesi e non occorre nessuna terapia. Tuttavia possono essere usati antinfiammatori per attenuare la sintomatologia ed antibiotici per accelerare la guarigione (molto indicate la Doxiciclina e la Ciprofloxacina).

Solo nei pazienti gravemente immunocompromessi (ad esempio trapiantati sottoposti a cure antirigetto, malati oncologici sottoposti a chemioterapia) e nei soggetti HIV-positivi la Bartonellosi può sfociare nell’ angiomatosi bacillare (disturbo della pelle con proliferazione dei vasi sanguigni) o nella peliosi epatica (cavità multiple ripiene di sangue distribuite su tutto il fegato).

Ancora una volta la cosa da fare per prevenire è molto semplice: mettere l’ antipulci al gatto in maniera corretta ovvero tutto l’ anno, in quanto i gatti che vivono in casa d’ inverno usufruiscono dei riscaldamenti e le pulci trovano così una temperatura mite in cui sopravvivere.

Esiste oggigiorno l’imbarazzo della scelta su quale prodotto usare in base alle proprie esigenze: ci sono spray che possono essere spruzzati già sui gattini di 2 giorni di vita, fialette spot-on che si possono applicare anche a gatte gravide o in allattamento, fialette che agiscono anche sulle forme immature di pulci (uova e larve) bloccandone il ciclo replicativo anche in casa, collari attivi su pulci e zecche efficaci per 8 mesi di seguito ed anche compresse da somministrare una volta al mese nei casi più complicati (dopo visita e prescrizione da parte del Veterinario).

Basta davvero poco per proteggere noi ed i nostri gatti da questa malattia ed in ogni caso date al vostro micio tanti buoni motivi per fare le fusa perché anche questo è un modo piacevole di prevenire!